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Kumazzz

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  1. mikainstagram story mikainstagram_story_73789942_516858689456448_2667405834462163129_n.mp4 YouTube
  2. @LaraMay's DL link is still working. Here is the official YouTube. ( their video ratio is wrong... ) Mika : album "The origin of love" - Entrée Libre
  3. Thank you @dcdeb Could you please your original file when you have a time to do. I want my Mika Digital Library to be perfect.
  4. Twitter This #Pride season we’re partnering with @mikasounds as he shares his personal #SoundtrackofEmpathy playlist, as well as gives a special performance on 6/24. Join us in the pursuit of #EmpathyAtWork, so you can show up & be your true self at work.
  5. Mika tweeted this on July 13, 2010 THiS arrives on the 5th of AUG!!!!!!! Say hello Melachi turned 11 years old in this spring, I wish her good health for many years to come.
  6. mikainstagram Good night May it be calm as like as Amira's mikainstagram_88590484_1128903984284498_6849063892537225632_n.mp4
  7. It doesn't working... Here is the VIMEO link.
  8. TV blog.it 21 Maggio 2021 Ivan Cotroneo: "Non penso a La Compagnia del Cigno 3. Inclusione nella fiction? Si potrebbe fare di più, grave che in alcune serie non ci sia mai stato un personaggio LGBTQ+" Il finale de La Compagnia del Cigno 2, andato in onda domenica scorsa su Raiuno, chiude le vicende dei sei giovani protagonisti del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, lasciando però qualche spiraglio in vista di una possibile terza stagione. Proprio da qui è partita la chiacchierata che abbiamo potuta fare con Ivan Cotroneo, che della serie tv è regista nonché creatore e sceneggiatore (insieme a Monica Rametta). E’ stata, però, anche l’occasione per parlare con Cotroneo di altri temi: dalla vittoria ai Diversity Award 2020 proprio per La Compagnia del Cigno grazie all’attenzione verso i temi legati all’inclusione, fino al racconto della famiglia in tv, passando per progetti passati e futuri. Innanzitutto, bentornato su TvBlog! Partiamo subito con la domanda più ovvia: ci sarà La Compagnia del Cigno 3? Il finale della seconda stagione lascia sì aperta qualche porta, ma potrebbe servire bene anche come series finale… “A me e Monica Rametta, che abbiamo scritto La compagnia del Cigno e tanti altri progetti originali, piace chiudere le stagioni, ci piacciono le storie che si concludono. Da spettatore, trovo veramente frustrante quando, e disgraziatamente succede abbastanza di frequente, le stagioni si concludono con un finale aperto, e poi per motivi vari, principalmente legati all’ascolto, non hanno un seguito. Noi abbiamo lasciato aperto nella nostra storia di scrittori un solo finale, quello della prima stagione di Una grande famiglia, e mi ricordo di avere tremato perché mancavano tutte le spiegazioni di quello che era successo (delegate alla seconda stagione). Poi di quella storia per fortuna abbiamo scritto tre stagioni e abbiamo avuto il tempo di chiudere le linee narrative. Per questo motivo la seconda stagione del Cigno si chiude in maniera netta, e ci sono anche dei flash forward di quello che succederà ai ragazzi nel futuro, perché ci piaceva proiettarli oltre il momento del concerto finale. Ciò detto, io penso che l’arena del racconto, e il mondo della musica e dello studio di questi ragazzi si presti comunque a evoluzioni narrative, poiché è ricco, vasto e vario. Direi che per il momento non stiamo pensando a una terza stagione, l’arco narrativo di questa stagione della vita dei ragazzi è pienamente e con nostra soddisfazione chiuso, ma questo non vuol dire che non sia possibile”. Una nota dolente di questa seconda stagione sono stati gli ascolti in calo rispetto alla prima stagione: tra le cause, potrebbe esserci la distanza di messa in onda -poco più di due anni- o anche la scelta del pubblico di recuperare gli episodi su RaiPlay. Lei come se l’è spiegato? “Non sono un bravo analista, né prima né dopo la messa in onda. Non capisco mai le ragioni per le quali un racconto televisivo superi le aspettative, o invece le deluda. Quindi non ho vere spiegazioni. Ci sono però dei fattori che sicuramente hanno fatto la differenza: la distanza dalla prima stagione, aumentata dall’emergenza Covid che ci ha costretto a spostare le riprese e quindi la messa in onda di due mesi. La messa in onda della prima stagione è finita agli inizi di febbraio, la seconda è finita a metà maggio, e sono momenti dell’anno completamente diversi. Il cambio di giorno di programmazione: la prima serie andava in onda di lunedì la seconda è andata in onda di domenica, e la nostra serie ha una composizione di pubblico molto simile a quella del talk di Fazio. E poi, quando si vince la serata comunque, anche se con tre milioni e mezzo di spettatori e il 17 per cento di share, vuol dire che sicuramente il pubblico in questi due anni ha cambiato abitudini e si è frammentato. Queste non sono però spiegazioni, sono differenze fra la prima e la seconda stagione. Io credo che gli analisti debbano fare gli analisti, e gli scrittori di storie debbano pensare a raccontare storie con l’intento di affascinare e catturare il loro pubblico. Il che a volte succede pienamente, a volte per niente, a volte in parte. Formule certe, per fortuna, non ce ne sono”. Tra le novità di questa seconda stagione, l’utilizzo delle guest-star, cosa abbastanza rara nella fiction italiana. Come ha convinto Ornella Vanoni, Malika Ayane e Francesco Gabbani a diventare “attori per un giorno”? Senza dimenticarci la presenza di Mika e di Tricarico… “Mika merita un discorso a parte. Fin dalla prima serie è stato un fan del progetto, ha composto per noi la sigla The sound of an orchestra, e ha accettato di mettersi in gioco come spirito guida di una delle protagoniste, Sofia (Chiara Pia Aurora, ndr). Nella prima stagione avevamo avuto partecipazioni speciali di Michele Bravi e Saturnino. Per questa stagione, oltre a chiedere a Mika di rinnovare il suo affetto aprendoci le porte di un suo concerto (le cui riprese sono state effettuate prima dell’emergenza sanitaria, ndr), ho voluto coinvolgere altri musicisti, oltre alla presenze fisse nel cast di Angela Baraldi e Rocco Tanica. Ho chiesto quindi a Francesco Tricarico di interpretare un piccolo ruolo e a Francesco Gabbani, Malika Ayane e Ornella Vanoni di venire per un giorno sul set a giocare con noi. E’ stato in realtà molto semplice, tutti e tre conoscevano la serie, e faceva loro piacere essere in un racconto che mette completamente al centro la musica. Mi hanno detto di sì con generosità, e con generosità sono venuti sul set. Sono state giornate bellissime per le quali li ringrazio tutti tanto”. Nella seconda stagione la vita da Conservatorio ha lasciato maggiore spazio alle vicende personali sia degli allievi che dei Maestri, in primis ovviamente Marioni (Alessio Boni) ed Irene (Anna Valle). Nel fare questa scelta c’entrano le polemiche ricevute durante la prima stagione da alcuni studenti e direttori di Conservatori che contestavano la veridicità di alcune scene? “No. Abbiamo sempre mantenuto il punto, e tutt’ora lo manteniamo, che il nostro è un racconto di finzione, non un documentario sui conservatori. Inoltre gli apprezzamenti che abbiamo ricevuto sulla prima ma anche su questa seconda stagione da studenti, musicisti, maestri e direttori di conservatori o scuole di musica hanno superato di gran lunga le critiche. E le conseguenze, fra le quali un rinnovato interesse per i conservatori che ha portato a quadruplicare le domande di ammissione al conservatorio di Milano, o ad affollare i concerti del teatro Verdi durante la messa in onda della prima stagione, ci hanno sempre confortato sul fatto che quello che stavamo cercando di fare, e cioè avvicinare un vasto pubblico al mondo della musica classica, avesse una risposta. Ribadito dunque che si tratta di un racconto di finzione, mi dispiace se siamo stati inaccurati in qualche punto. Sicuramente abbiamo fatto dire in un dialogo che Mascagni ha composto Cavalleria Rusticana a 18 anni, mentre lo ha fatto a 26, e di questa disattenzione mi dispiace: abbiamo ringiovanito il genio di Mascagni, che ovviamente rimane tale anche se espresso a pochi anni di distanza da quello che abbiamo messo in scena noi. Per il resto, in realtà in questa seconda stagione c’è più musica sinfonica rispetto alla prima, i ragazzi preparano e suonano più concerti, si sentono un maggior numero di brani di musica classica e una varietà di autori maggiore, e c’è l’opera che prima non c’era. Di fatto le performance relative al conservatorio sono aumentate. Quello che è drasticamente calato è invece il racconto da musical, ossia i momenti in cui i sette protagonisti cantavano versioni sinfoniche di canzoni pop: nella prima serie erano 14, nella seconda sono stati 3. Questa è una scelta derivata dal fatto che nella seconda stagione abbiamo deciso di trattare temi più adulti, come la pericolosità delle relazioni tossiche, la genitorialità in età giovanile, che ci sembrava si prestassero meno a una variazione da musical. L’arrivo dei ragazzi nella maggiore età, il superamento della linea d’ombra, coincide anche con un graduale allontanamento da quella atmosfera onirica, come è stato anche per il bosco incantato di uno dei protagonisti, Robbo, in cui da quindicenne si rifugiava…” La Compagnia del Cigno nel 2020 ha vinto il Diversity Media Award come Migliore Serie Italiana (video in atlo). Il tema dell’inclusione è centrale nell’attualità di questi mesi, come dimostra il dibattito sul Ddl Zan e le varie notizie di cronaca che sentiamo tutti i giorni. Da autore e regista di serie tv, secondo lei la fiction italiana sta contribuendo a questo dibattito ed a chiarire punti che all’opinione pubblica potrebbero essere poco noti o potrebbe fare di più? “Sta contribuendo certamente, ma certissimamente potrebbe fare di più. La stessa esistenza dei necessari e meritori Diversity Award, che come i Glaad americani a cui sono gemellati premia l’accurata rappresentazione della diversità in senso ampio, sta a sottolineare che esiste ed è diffusa una rappresentazione che è invece inaccurata quando non lesiva. Ma c’è un altro aspetto di cui spesso non si parla. Di recente in un’intervista al telegiornale in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, mi è stato detto che nella mia attività di scrittore e regista mi sono distinto per la rappresentazione di questi temi. Ecco, credo sia ora che qualcosa cambi, nel senso che chi si occupa di rappresentare le diversità non dovrebbe distinguersi, ma essere insieme agli altri, essere la regola. La mancata rappresentazione è una forma pericolosa di censura. Talvolta mi chiedo, quando vedo serie televisive arrivate a un numero di stagioni importante, con centinaia di episodi, come mai in tutta questa rappresentazione della realtà non si sia mai pensato di mettere in scena la storia di un gay, di una lesbica, di una persona transgender. E la risposta che mi do è che non è accaduto per caso, è una scelta voluta, e per me grave. Perché la rappresentazione, la sola rappresentazione della realtà, aiuta la lotta per i diritti civili, che sono patrimonio di tutti”. Altro tema centrale di questi mesi è quello della famiglia. E lei, di famiglie televisive, ne ha raccontate numerose: da Tutti Pazzi Per Amore ad E’ arrivata la felicità, passando per Una Grande Famiglia, Sirene ed Una Mamma Imperfetta… C’è ancora qualcosa che non ha raccontato a proposito delle famiglie e che vorrebbe mostrare al pubblico televisivo? “Sicuramente c’è ancora tanto da raccontare, perché le famiglie sono tante, e molte non sono ancora rappresentate. Parliamo di famiglie al plurale, perché la realtà che è intorno a noi ci sorprende e supera di gran lunga le previsioni normative, che d’altra parte sono rimaste ancorate a una visione della realtà che appartiene ad altri tempi. Quindi credo che con Monica Rametta continueremo a occuparci della bellezza e della varietà delle famiglie di oggi, e che ci sia ancora tanto da raccontare ed esplorare”. Nel 2015, alla Festa del Cinema di Roma, aveva presentato il pilot di “2 di Noi”, progetto molto interessante che giocava con l’idea di quanto ciascuno di noi debba nascondere la propria parte più insicura o vera agli occhi degli altri. Ci può dire se quel progetto è stato definitivamente accantonato o se -complice l’espansione delle piattaforme streaming- potrebbe ancora vedere la luce? “I progetti, specie quelle a cui si tiene particolarmente (e io tengo molto a 2 di Noi) non si accantonano mai definitivamente. Mi piacerebbe molto che quel mondo di insicurezza, di doppioni di rappresentanza, trovasse uno sviluppo, e mi piace pensare che succederà prima o poi. D’altra parte fa riferimento a un’idea centrale che mi pare sempre più attuale, la necessità insopportabile di dover portare una maschera nella vita sociale e lavorativa”. Insieme a Monica Rametta lavora anche alla serie antologica di racconti di donne che devono cominciare una nuova vita e trovare una nuova forza: dopo Un’altra vita, Sorelle e Mentre Ero Via ci saranno altre storie? “Sicuramente con Monica siamo sempre interessati a una rappresentazione del femminile che sfugga al test di Bechdel: e cioè avere donne protagoniste che non siano figlie di, mogli di, amanti di, ma abbiano una propria identità narrativa e parlino fra loro di argomenti che NON siano come trovare il principe azzurro o l’uomo che dovrebbe servire a completare le loro vite. In qualche modo quindi quella serie antologica continuerà, magari in altre vesti, ma con lo stesso spirito”. Le faccio un’ultima domanda, che un po’ ci riporta a La Compagnia del Cigno. Questa è una serie dedicata all’amicizia, ma anche all’importanza di avere nella vita dei mentori che ci guidino verso le versioni migliori di noi stessi. Indubbiamente lei è un punto di riferimento per tutti quei giovani sceneggiatori che si stanno affacciando nel mondo dell’audiovisivo italiano: se prendesse il posto di Marioni, cosa si sentirebbe di dire loro? “Intanto darei loro una buona notizia: mai come in questo momento c’è stata una così forte richiesta di storie, sia per la televisione che per il cinema, e mai come in questo momento l’attenzione di produttori, broadcaster, Ott, è puntata sui racconti che arrivano dalle nuove generazioni, come è giusto che sia. Quello che direi loro (che è quello che dico ai miei studenti dell’università con cui faccio laboratorio di scrittura) è di non scoraggiarsi, e che la testardaggine conta quanto il talento. E’ importante non demordere (consiglio sempre loro la lettura della biografia di Jack Kerouac, che racconta quante porte in faccia Kerouac abbia ricevuto prima di pubblicare On the road, che avrebbe cambiato la letteratura del Novecento) e soprattutto non avere paura di sognare il proprio sogno, che può essere molto distante da quello che ci suggerisce una società come la nostra in cui il denaro e la popolarità hanno acquisito un valore fondamentale. Non si è automaticamente felici essendo ricchi o popolari, ma si è abbastanza sicuri di poter essere felici facendo di quello che ti piace di più al mondo il tuo lavoro”. Google translator A part of Ivan Cotroneo mentions Mika in this interview. Among the novelties of this second season, the use of guest stars, which is quite rare in Italian fiction. How did you convince Ornella Vanoni, Malika Ayane and Francesco Gabbani to become “actors for a day”? Without forgetting the presence of Mika and Tricarico ... “Mika deserves a separate discussion. Since the first series he has been a fan of the project, he composed the theme song The sound of an orchestra for us, and agreed to get involved as the guiding spirit of one of the protagonists, Sofia (Chiara Pia Aurora, ed). In the first season we had had special appearances from Michele Bravi and Saturnino. For this season, in addition to asking Mika to renew his affection by opening the doors of one of his concerts (which were filmed before the health emergency, ed), I wanted to involve other musicians, in addition to the regular appearances in the cast of Angela Baraldi and Rocco Tanica. So I asked Francesco Tricarico to play a small role and Francesco Gabbani, Malika Ayane and Ornella Vanoni to come to the set for a day to play with us. It was actually very simple, all three knew the series, and they enjoyed being in a story that puts music completely at the center. They said yes generously, and generously they came to the set. They were beautiful days for which I thank them all so much”. Rai 1 30 Novembre 2020 https://www.tvblog.it/video/diversity-media-awards-2020-la-compagnia-del-cigno Diversity Media Awards 2020, La Compagnia del Cigno wins as Best Italian TV Series
  9. Esquire.com May 21, 2021 Kickstart Your Pride Playlist with These 35 Songs 2020 has likely changed the way that the world looks at Pride. With the global pandemic and protests for racial equity shaping last June, many of us are entering this June with a much-needed reminder of the true meaning of the month, as well as the events that kicked it off over 50 years ago. Of course, Pride month is for celebrating. And truly celebrating Pride means finding ways to embody the radical roots of the Stonewall riots and Queer Liberation Movement throughout history. After all, there’s no better way to stand up and cherish our community than by making direct steps to ensure that all members of the LGBTQ+ community feel affirmed, protected, and supported, socially and systematically. Another great way to celebrate this June is uniting with our fellow LGBTQ+ friends and allies in spaces that feel safe, fun, and freeing. Often looks like a good old fashioned dance party. And sometimes that means blasting “MONTERO” and making your best attempt to pole dance your way down to hell. Lucky for you, we’ve got you covered with a playlist that is sure to keep the celebration pumping all month long - or, at least until the minutes on your Zoom dance party run out. From the classics to new school, the baby gay bops and the ally-friendly anthems, here is a Pride playlist that is sure to get you grooving however you choose to celebrate. Lil Nas X - “MONTERO (Call Me By Your Name)” This content is imported from YouTube. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: Every hour on the hour, if not more. Bonus points for incorporating any pole dancing or lap dances on Satan. SOPHIE - “Immaterial” This content is imported from YouTube. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: There will likely be (and should be) plenty of SOPHIE tributes in Pride playlists this year. This transcendent track feels especially meaningful, as the hyperpop pioneer sings, “And, no matter where I go, you’ll always be here in my heart.” Princess Nokia - “Tomboy” This content is imported from YouTube. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: When you or any friend feeling like a tomboy wants an introductory walk-in anthem. Remi Wolf - “Photo ID” This content is imported from YouTube. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: When you’re going through your phone-wallet-keys check before heading to the venue. (Seriously, don’t forget your ID.) Hayley Kiyoko - “Girls Like Girls” This content is imported from YouTube. 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When You Should Play It: Even the queen of yearning needs a bop in her discography, and you need one in your rotation, too. You yearner, you. (Bonus points if you use this one to soothe any single friend sorrows into a desperation dance party.) Frank Ocean — "Chanel" This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: When you’re looking for an R&B track that keeps up the stamina, “Chanel” is sure to set it off from its opening line. Rostam — “Bike Dream" This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: When you want to debate whether Rostam’s lyrics are actually an artistic exploration of duality in one’s identity, or just your fantasy love triangle. Hey, all dreams are up for interpretation. The Psychedelic Furs —"Love My Way" This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: Ideally, at an Italian rave in the 1980s, dancing your heart out while your admirer, Timothée Chalamet, looks on in awe. Otherwise, when you need a New Wave kick to get things weird. Whitney Houston — “I Wanna Dance With Somebody” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: At the start of the party. No one gets the party started like Whitney. Lady Gaga — “Born This Way” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: Anytime, really. If an attendee doesn't at least admit that the Gaga song is a defining Pride song, then you can usher them out of your function. Elton John — “The Bitch Is Back” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: "Bitch" is a great throwback. It's also a really great way to troll someone by turning it on when they re-enter a room. DJ'ing is a sport. Betty Who — “All Things” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: When someone in the room mentions that they're an ally and loves to watch Queer Eye. Dolly Parton — “Baby I’m Burnin’” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: Dolly's short-lived disco period was a strange one, but it produced "Baby I'm Burnin'" which is practically designed to liven up a room. David Bowie — “Rebel Rebel” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: When you want to remind everyone that the best of the '70s didn't just belong to disco. Queen — “Radio Ga Ga” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: Pull this out when you need to remind the room that one of the best rock bands to exist was fronted by a wildly talented vocalist who happened to be a gay icon. Kacey Musgraves — “High Horse” This content is imported from Third party. 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Janelle Monae — “Make Me Feel” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: Play this when you want to amp up the sex appeal of the party without losing any of the upbeat vibes. Cher — “If I Could Turn Back Time” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: Like Madonna, Cher is a Pride playlist staple. Play this at any time. Trixie Mattel — “Break Your Heart” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: Set this one up when you want to infuse some country music into the list, but also want to shock half the room when you reveal the singer is actually a drag queen. Mika — “Grace Kelly” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: Like the Scissor Sisters, Mika is excellent glam rock. When you're inundated with the same synth pop vibe that's dominating radio right now, set the room up with some Mika. George Michael — “Freedom! ‘90” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: Listen. "Freedom! '90" is a nearly seven minute song. That's a lot of auditory real estate, so don't be afraid to play this between two solid jams when you need a come down period. The Village People — “YMCA” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: When an unnamed construction worker shows up to your event. Prince — “Kiss” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: If a few songs have gone by without a dead ringer, put "Kiss" on. Everyone loves Prince. Kylie Minogue — “Love at First Sight” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: Have this at the ready when your token English/Australian attendee grabs their third vodka soda and asks "Where's Kylie?" Todrick Hall — “Nails, Hair, Hips, Heels” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: If the party is missing a strong beat, whip this one out. It's also an instruction song, so everyone can get involved. There might be some education needed though. Lady Gaga ft. Bradley Cooper — “Shallow” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: This is a newly minted crowd pleaser. If the party hits a lull, whip this out. Everyone wants to scream with Gaga. Troye Sivan — “Bloom” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: Google the meaning of the song. That should answer the question. Tegan and Sara — “Closer” This content is imported from Third party. You may be able to find the same content in another format, or you may be able to find more information, at their web site. When You Should Play It: When the night is coming to a close. It's the most upbeat way to start winding the evening down.
  10. Digital News 02 giugno 2021 https://www.digital-news.it/news/sky-italia/47805/i-giudici-di-x-factor-annunciano-una-novita-rivoluzionaria-basta-categorie I giudici di X Factor annunciano una novità rivoluzionaria, basta categorie! Sarà un X Factor con molte novità e una importante conferma: l’edizione 2021 dello show di Sky prodotto da Fremantle, atteso a settembre su Sky e NOW, cambia tutto nella sua struttura portante, oltre al nuovo conduttore appena annunciato Ludovico Tersigni, ma ritrova l’amatissima giuria, protagonista della precedente edizione. Saranno dunque ancora Emma, Hell Raton, Manuel Agnelli, Mika sedere al tavolo dei giudici, ma il loro compito quest’anno sarà decisamente rinnovato. L’annuncio arriva con un video in cui i giudici confermano la loro presenza nell’edizione 2021: c’è Emma, una delle voci più amate del panorama musicale italiano, Hell Raton, CEO e direttore creativo di Machete Empire Records e vincitore di XF2020 con Casadilego, Manuel Agnelli, leader degli Afterhours e portavoce di una visione musicale unica e innovativa, e Mika, artista globale che in carriera ha portato i suoi tour in giro per il mondo. Distanti, ancora per poco, ma in attesa di ritrovarsi a breve, annunciano con entusiasmo la novità dell’abolizione della suddivisione in categorie tradizionali. Con loro Ludovico Tersigni, mentre prende le misure con X Factor… X Factor 2021 cambia: quella italiana èla prima edizione al mondo a dire addio alla storica suddivisione per categorie di sesso, età e formazione musicale (i singoli e le band). I 4 giudici rimarranno mentori di squadre che mai come stavolta saranno eterogenee, composte sia da solisti che da band attraverso una modalità di assegnazione e scelta dei 12 finalisti incentrata esclusivamente sulla proposta musicale e sulla progettualità artistica. Emma, Hell Raton, Manuel Agnelli, Mika si metteranno in gioco in modo nuovo, potranno raccontare la propria idea di musica senza alcun limite, sconfinando fuori da ogni etichetta che preesiste al talento. Tra lorola gara sarà ancora più garae la musica sarà ancora più musica, e proprio la musica sarà rappresentata tutta, in maniera sempre più ampia, fluida e variegata. Un cambiamento radicale ma anche naturale che si inserisce nel percorso di X Factor, un programma da sempre contemporaneo, sintonizzato sul suo tempo, che ha costantemente cercato di accordarsi all’urgenza espressiva e artistica delle nuove generazioni, e continua a farlo. Come è già accaduto nella scorsa edizione, quando ai brani inediti è stato dedicato uno spazio rilevante come mai prima di allora. X Factor 2021 sarà ancor di più legato a una necessità che è parte integrante della filosofia del programma, sopra e sotto il palco: la libertà di genere, l’assenza di etichette, il superamento dei confini. Antonella d’Errico,Executive Vice President Programming Sky Italia, dichiara: «Poter confermare oggi la giuria, con Emma, Manuel Agnelli, Mika e Hell Raton, è un’ottima notizia per X Factor e per il pubblico. I nostri giudici hanno fatto un lavoro grandioso lo scorso anno - in una delle edizioni più complesse dello show, realizzata durante il lockdown, ma anche tra le più apprezzate - sia al tavolo sia nel faticoso e appagante impegno quotidiano con i ragazzi. Quest’anno il loro coinvolgimento alla ricerca del talento sarà ancora più totale e senza limiti, in virtù della grande novità che oggi annunciamo: l’eliminazione – per la prima volta al mondo in questo format – della suddivisione in categorie tradizionali. Una novità che è parte integrante del percorso e del DNA di X Factor, da sempre un programma figlio del suo tempo, sia nella musica dove la missione è quella di non seguire le tendenze ma cercare di anticiparle, sia nella società, sostenendo da sempre senza alcun timore i princìpi di inclusività e accoglienza che tutti noi riteniamo essere fonte perenne di arricchimento. Gli stessi valori che il gruppo Sky accoglie e sostiene, promuovendo e attivamente impegnandosi ogni giorno nello sviluppo di una cultura dell’inclusione e della diversity. Eliminando la storica divisione in categorie X Factor non solo accoglie il cambiamento, ma vuole farsene portabandiera: in un mondo che non ha più bisogno di fare distinzioni di genere o di età, per noi talento è un sostantivo neutro. A tutti i concorrenti che saremo orgogliosi di accogliere sul palco chiederemo di portare con sé l’unica cosa che davvero gli occorre: il loro personale, unico “X Factor”». Gabriele Immirzi,CEO di Fremantle, dichiara: «Confermare questa giuria, che è una delle migliori di sempre, è già un primo traguardo di XF2021. Emma, Manuelito, Manuel e Mika continueranno a portare competenza e passione nel programma, e potranno esprimerle senza essere prigionieri dei confini delle categorie tradizionali. Siamo infatti il primo X Factor al mondo a intervenire su uno storico elemento di formato che ha sempre caratterizzato il programma, ma che oggi, nel 2021, d’accordo con Syco Entertainment, sentiamo lontano dalla realtà di tutti i giorni, soprattutto per le generazioni che a X Factor partecipano. Vogliamo assistere alla crescita di talenti musicali senza etichette e distinzioni, che non siano il valore e la qualità artistica dei loro progetti». Emma dichiara: «Sono davvero molto felice di ricominciare una nuova avventura con tutta la famiglia di X Factor! Non vedo l’ora di riabbracciare i miei colleghi giudici e di parlare di musica fino allo sfinimento come l’anno scorso. E poi sono curiosissima di affrontare questa nuova sfida senza le barriere dei generi. Per questo ringrazio tutti gli autori che sono riusciti a portare a casa questa bella scommessa. Saremo i primi nel mondo a farlo, è giusto così: basta limiti, basta ghettizzarsi, soprattutto nell’arte, quando si è veramente liberi si vivono emozioni ed esperienze molto più profonde, a parer mio». Hell Raton dichiara: «Il mio intento per questa edizione 3.0 di X Factor è aggiungere, nel rispetto delle regole, un nuovo elemento al mio ruolo di giudice, portare un pezzo del mio immaginario e del mio lavoro per accompagnare i ragazzi nel loro percorso, lavorando - oltre che sul suono e sul repertorio - anche sulla visione. Sarà questa la mia sfida: trovare dei talenti e sperimentare con loro a 360 gradi. Non sarà facile ma voglio provare a lavorare non solo sul 3.0 ma anche in 3D!». Manuel Agnelli dichiara: «Quando un programma, un progetto è così importante è sempre difficile trovare il coraggio e la disponibilità per cambiarlo pensando di poterlo migliorare. Spesso le volontà restano pensieri e parole e si viene tacciati di presunzione o ingenuità. Ci vuole tempo. Nella scorsa edizione si sono viste le prime avvisaglie di un cambiamento che, fra alti e bassi, è iniziato qualche anno fa e che quest'anno andremo ad amplificare ulteriormente. Un talent che diventa definitivamente un contest. Un progetto che si apre non solo a generi musicali poco rappresentati in tv, ma soprattutto ad un approccio nei confronti della musica non per forza condizionato dalle scelte e dalle convenienze del mercato. Meno condizionato, in realtà, anche dalle esigenze della televisione stessa. Perché è cambiata la percezione della gente e quello che in teoria non dovrebbe essere televisivo finalmente lo è diventato. Lo hanno dimostrato ad esempio, l'anno scorso, i Little Pieces of Marmelade e N.A.I.P., che sono arrivati in finale e se la sono pure giocata. Questo è un progetto più contemporaneo, che non insegue più gli eventi ma che li alimenta e talvolta li scova o addirittura, come nel caso dei Maneskin, li genera. Un programma che fa del racconto della musica in televisione il proprio centro. Non è poco in questo momento storico. Il racconto, la trasmissione dell'esperienza servono a tutti e sono più importanti del trovare a tutti i costi l'ennesimo fenomeno. È un esperimento tutto italiano. Perché è qui che abbiamo combattuto per questo. L'abolizione della suddivisione in categorie è una svolta importante, succede solo da noi. Ci permetterà di approfondire i diversi approcci musicali in maniera più netta e più libera dai paletti del format. Ma è solo l'inizio ed è solo uno degli aspetti. È la natura del programma, grazie alle persone che lo compongono e progettano, che cambia sempre di più. Con la giusta velocità e la giusta misura per non fare i situazionisti o i ribelli della domenica, ma in maniera netta. Le persone contano. Più dei format. Sono contento di fare parte di questa piccola rivoluzione e orgoglioso di esserne parte attiva». Mika dichiara: «X Factor Italia è espressione musicale e artistica dell’individuo. È uno show che provoca e alimenta la libertà di espressione. Ora più che mai, la rimozione della suddivisione nelle tradizionali categorie non è solo un fantastico passo avanti, ma è anche necessario. Un artista non dovrebbe essere predefinito in base al sesso o all'età. Un artista non deve competere sulla base di queste divisioni, ma sulla forza della propria visione artistica e musicale. Sono così felice che X Factor Italia sia il primo Paese al mondo ad avere il coraggio di farlo». Ecco, dunque, come si svilupperà il lungo percorso di X Factor 2021. Come sempre, nelle Audition- le cui registrazioni inizieranno tra pochi giorni agli Studios di Cinecittà - il totale dei concorrenti che hanno avuto parere favorevole nelle primissime fasi delle selezioni verrà scremato fino a ottenere i 48 più meritevoli di accedere ai Bootcamp: per proseguire occorreranno come sempre almeno 3 sì dei giudici. Qui entra in gioco la novità: al termine delle Audition, i quattro giudici si riuniranno con la direzione musicale di X Factor 2021 per confrontarsi sui giudizi dati nel corso della selezione e sulla progettualità artistica di ciascun concorrente. Sulla base di questo confronto, la direzione musicale assegnerà a ciascun giudice un roster di 12 concorrenti che terrà dentro sia partecipanti solisti che le band (da intendersi qualsiasi formazione musicale composta da più di un elemento), senza nessuna limitazione data dal sesso o dall’età. A seguire, le quattro squadre così formatesi affronteranno prima i Bootcamp, dove rimarrà immutato il meccanismo delle sedie già visto nelle precedenti edizioni, e poi gli Home Visit, dai quali emergeranno per ogni squadra i 3 effettivi concorrenti che poi accederanno ai Live, dove si daranno battaglia settimana dopo settimana per arrivare alla finalissima. Per i giudici,una sola regola fissa nella scelta dei 3 membri della propria squadra: ognuno di loro dovrà portare con sé ai Live almeno un solista e almeno una band. Google translator The judges of X Factor announce a revolutionary novelty, no more categories! It will be an X Factor with many innovations and an important confirmation: the 2021 edition of the Sky show produced by Fremantle, expected in September on Sky and NOW, changes everything in its supporting structure, in addition to the new conductor just announced Ludovico Tersigni, but finds the beloved jury, protagonist of the previous edition. Therefore Emma, Hell Raton, Manuel Agnelli, Mika will still be seated at the judges' table, but their task will be definitely renewed this year. The announcement comes with a video in which the judges confirm their presence in the 2021 edition: there is Emma, one of the most loved voices of the Italian music scene, Hell Raton, CEO and creative director of Machete Empire Records and winner of XF2020 with Casadilego, Manuel Agnelli, leader of Afterhours and spokesperson for a unique and innovative musical vision, and Mika, a global artist who has taken his tours around the world in his career. Distant, still briefly, but waiting to meet again shortly, they enthusiastically announce the novelty of the abolition of the subdivision into traditional categories. With them Ludovico Tersigni, while taking measurements with X Factor ... X Factor 2021 changes: the Italian edition is the first edition in the world to say goodbye to the historical subdivision by categories of sex, age and musical formation (singles and bands). The 4 judges will remain mentors of teams that never as this time will be heterogeneous, composed of both soloists and bands through a method of assigning and choosing the 12 finalists focused exclusively on the musical proposal and artistic planning. Emma, Hell Raton, Manuel Agnelli, Mika will get involved in a new way, they will be able to tell their own idea of music without any limits, trespassing outside any label that pre-exists talent. Between them the competition will be even more competitive and the music will be even more music, and the music will be represented all, in an ever wider, fluid and variegated way. A radical but also natural change that fits into the path of X Factor, a program that has always been contemporary, tuned to its time, which has constantly tried to accord with the expressive and artistic urgency of the new generations, and continues to do so. As it already happened in the last edition, when a relevant space was dedicated to unreleased songs like never before. X Factor 2021 will be even more linked to a need that is an integral part of the program's philosophy, above and below the stage: gender freedom, the absence of labels, the overcoming of borders. Gabriele Immirzi, CEO of Fremantle, declares: «Confirming this jury, which is one of the best ever, is already a first milestone of XF2021. Emma, Manuelito, Manuel and Mika will continue to bring competence and passion into the program, and will be able to express them without being prisoners of the boundaries of traditional categories. We are in fact the first X Factor in the world to intervene on a historic format element that has always characterized the program, but which today, in 2021, in agreement with Syco Entertainment, we feel far from everyday reality, especially for generations. who participate in X Factor. We want to see the growth of musical talents without labels and distinctions, other than the value and artistic quality of their projects ». Emma states: «I am really very happy to start a new adventure with the whole X Factor family! I can't wait to hug my fellow judges and talk about music to the point of exhaustion like last year. And then I'm very curious to face this new challenge without the barriers of genres. For this I thank all the authors who have managed to bring home this beautiful bet. We will be the first in the world to do it, that's right: no more limits, no more ghettoizing, especially in art, when you are truly free you live much deeper emotions and experiences, in my opinion ". Hell Raton states: "My intent for this 3.0 edition of X Factor is to add, in compliance with the rules, a new element to my role as a judge, to bring a piece of my imagination and my work to accompany the boys on their journey, working - as well as on sound and repertoire - also on vision. This will be my challenge: to find talents and experiment with them at 360 degrees. It won't be easy but I want to try to work not only on 3.0 but also in 3D! ». Manuel Agnelli declares: «When a program, a project is so important, it is always difficult to find the courage and willingness to change it, thinking of being able to improve it. Often the wills remain thoughts and words and one is accused of presumption or naivety. It takes time. In the last edition we saw the first signs of a change that, between ups and downs, began a few years ago and that this year we will further amplify. A talent that definitively becomes a contest. A project that opens up not only to musical genres not represented on TV, but above all to an approach towards music not necessarily conditioned by the choices and conveniences of the market. Less conditioned, in fact, also by the needs of television itself. Because people's perception has changed and what in theory shouldn't be televised has finally become. For example, last year, the Little Pieces of Marmelade and N.A.I.P. demonstrated this, who reached the final and even played it. This is a more contemporary project, which no longer chases events but which feeds them and sometimes finds them or even, as in the case of the Maneskins, generates them. A program that makes the story of music on television its center. It is not a little in this historical moment. The story, the transmission of experience are useful to everyone and are more important than finding yet another phenomenon at all costs. It is an all-Italian experiment. Because this is where we fought for it. The abolition of the division into categories is an important turning point, it only happens with us. It will allow us to deepen the different musical approaches in a clearer and freer way from the stakes of the format. But it is only the beginning and it is only one of the aspects. It is the nature of the program, thanks to the people who compose and design it, which changes more and more. With the right speed and the right measure not to be the situationists or the rebels on Sunday, but in a clear way. People matter. More than formats. I am happy to be part of this small revolution and proud to be an active part of it ». Mika declares: "X Factor Italia is the musical and artistic expression of the individual. It's a show that provokes and nurtures freedom of expression. Now more than ever, removing the breakdown into traditional categories is not only a fantastic step forward, it is also necessary. An artist shouldn't be predefined based on gender or age. An artist must not compete on the basis of these divisions, but on the strength of his own artistic and musical vision. I am so happy that X Factor Italy is the first country in the world to have the courage to do so » Here, then, how the long path of X Factor 2021 will develop. As always, in the Auditions - whose recordings will begin in a few days at the Cinecittà Studios - the total of competitors who have had a favorable opinion in the very early stages of the selections will be skimmed up to to obtain the 48 most deserving of access to the Bootcamps: to continue, at least 3 yeses of the judges will be needed. Here the novelty comes into play: at the end of the Auditions, the four judges will meet with the musical direction of X Factor 2021 to discuss the judgments given during the selection and the artistic planning of each competitor. On the basis of this comparison, the musical direction will assign each judge a roster of 12 competitors who will hold both solo participants and bands (meaning any musical formation composed of more than one element), without any limitation given by gender or by ' age. Following this, the four teams thus formed will face first the Bootcamps, where the mechanism of the chairs already seen in previous editions will remain unchanged, and then the Home Visits, from which the 3 actual competitors will emerge for each team who will then access the Live, where they will battle week after week to make it to the grand final. For the judges, only one fixed rule in choosing the 3 members of their team: each of them must bring at least one soloist and at least one band with them to Live.
  11. Sky https://xfactor.sky.it/info/x-factor-2021-musica-senza-limiti-distinzioni 01 Giugno 2021 X Factor 2021 – Musica senza limiti né distinzioni A X Factor mettiamo la musica al centro, l’abbiamo fatto l’anno scorso con gli inediti dei concorrenti e il MixTape di #XF2020 e quest’anno lo facciamo ancora di più! Diciamo addio a under donne, under uomini, over e band: i concorrenti di X Factor 2021, primo X Factor al mondo, non saranno più suddivisi sulla base del genere, dell’età e della formazione musicale (i singoli e le band), ma esclusivamente sulla base della loro proposta musicale. I quattro giudici rimarranno mentori di squadre che mai come stavolta saranno eterogenee. Ogni giudice avrà infatti una squadra composta sia da solisti che da band attraverso una modalità di assegnazione e scelta incentrata esclusivamente sulla proposta musicale e sulla progettualità artistica. Ecco come funzionerà: al termine della fase di Audtion il totale dei concorrenti che avranno ottenuto almeno 3 sì verrà scremato fino a ottenere i 48 più meritevoli di accedere ai Bootcamp. I quattro giudici si riuniranno con la direzione musicale di X Factor 2021 per confrontarsi sui giudizi dati nel corso della selezione e sulla progettualità artistica di ciascun concorrente. Sulla base di questo confronto, la direzione musicale assegnerà a ciascun giudice un roster di 12 concorrenti che terrà dentro sia partecipanti solisti che band (da intendersi qualsiasi formazione musicale composta da più di un elemento), senza nessuna limitazione data dal sesso o dall’età. Al Bootcamp tornerà la terribile sfida delle sedie per selezionare i 5 che staccheranno un biglietto per l’ultimo step di selezione, gli Home Visit. Solo a quel punto conosceremo i 12 concorrenti che accederanno ai Live di X Factor 2021! Per i giudici, una sola regola fissa nella scelta dei 3 membri della propria squadra: ognuno di loro dovrà portare con sé ai Live almeno un solista e almeno una band. Emma, Hell Raton, Manuel Agnelli, Mika si metteranno in gioco in modo nuovo, potranno raccontare la propria idea di musica senza alcun limite, sconfinando fuori da ogni etichetta che preesiste al talento. Tra loro la gara sarà ancora più gara e la musica sarà ancora più musica, e proprio la musica sarà rappresentata tutta, in maniera sempre più ampia, fluida e variegata. Un cambiamento radicale ma anche naturale che si inserisce nel percorso di X Factor, un programma da sempre contemporaneo, sintonizzato sul suo tempo, che ha costantemente cercato di accordarsi all’urgenza espressiva e artistica delle nuove generazioni, e continua a farlo. X Factor 2021 sarà ancor di più legato a una necessità che è parte integrante da sempre della filosofia del programma, sopra e sotto il palco: la libertà di genere, l’assenza di etichette, il superamento dei confini. Google translator X Factor 2021 - Music without limits or distinctions At X Factor we put music at the center, we did it last year with the unreleased competitors and the # XF2020 MixTape and this year we do it even more! Let's say goodbye to under women, under men, over and bands: the competitors of X Factor 2021, the first X Factor in the world, will no longer be divided on the basis of genre, age and musical formation (singles and bands), but exclusively on the basis of their musical proposal. The four judge will remain mentors of teams that will never be heterogeneous as this time. Each judge will in fact have a team made up of both soloists and bands through a method of assignment and choice focused exclusively on the musical proposal and artistic planning. Here's how it will work: at the end of the Audtion phase, the total of competitors who have obtained at least 3 yeses will be skimmed until the 48 most deserving of access to the Bootcamps are obtained. The four judges will meet with the musical direction of X Factor 2021 to discuss the judgments given during the selection and the artistic planning of each competitor. Based on this comparison, the musical direction will assign to each judge a roster of 12 competitors who will hold both solo and band participants (meaning any musical formation composed of more than one element), without any limitation given by gender or age. . The terrible challenge of chairs will return to the Bootcamp to select the 5 who will buy a ticket for the last selection step, the Home Visits. Only at that point will we know the 12 competitors who will access the X Factor 2021 Live! For the judges, there is only one fixed rule in choosing the 3 members of their team: each of them must bring at least one soloist and at least one band with them to Live. Emma, Hell Raton, Manuel Agnelli, Mika will get involved in a new way, they will be able to tell their own idea of music without any limits, trespassing outside any label that pre-exists talent. Between them the competition will be even more competitive and the music will be even more music, and the music will be represented all, in an increasingly broad, fluid and varied way. A radical but also natural change that fits into the path of X Factor, a program that has always been contemporary, tuned to its time, which has constantly tried to accord with the expressive and artistic urgency of the new generations, and continues to do so. X Factor 2021 will be even more linked to a need that has always been an integral part of the program's philosophy, above and below the stage: gender freedom, the absence of labels, the overcoming of borders.
  12. @Caro Hi Carolina, welcome to the MFC. I'm Eriko from Japan. Have fun at here.
  13. Corriere Della Sera 02-June-2021 ☛ PDF file Corriere_della_Sera_02_Giugno_2021-page-38.pdf Confermati Emma, Hell Raton, Agnelli, Mika «X Factor», la giuria non cambia e spariscono le categorie Una conferma e due novità. La prossima edizione di X Factor riparte dai soliti noti, ovvero i 4 giudici (Emma, Hell Raton, Manuel Agnelli e Mika) confermati anche per la prossima edizione al via a settembre. Se già si sapeva che il nuovo conduttore ha il volto dell’attore Ludovico Tersigni, l’altra novità dello show di Sky prodotto da Fremantle è invece l’addio alla storica suddivisione per categorie di sesso, età e formazione musicale (i singoli e le band). I 4 giudici dunque rimarranno mentori di squadre eterogenee, composte sia da solisti sia da band attraverso una modalità di assegnazione e scelta dei 12 finalisti incentrata esclusivamente sulla proposta musicale e sulla progettualità artistica. I giudici, spiega la produzione, «potranno raccontare la propria idea di musica senza alcun limite e la musica sarà rappresentata tutta, in maniera sempre più ampia, fluida e variegata. Eliminando la storica divisione in categorie X Factor non solo accoglie il cambiamento, ma vuole farsene portabandiera: per noi talento è un sostantivo neutro». Per Mika «X Factor è uno show che provoca e alimenta la libertà di espressione. Ora più che mai, la rimozione della suddivisione nelle tradizionali categorie non è solo un fantastico passo avanti, ma è anche necessario. Un artista deve competere solo sulla forza della propria visione artisticaemusicale». Concorda Emma, che si dichiara «curiosissima di affrontare questa nuova sfida senza le barriere dei generi. Saremo i primi nel mondo a farlo, è giusto così: basta limiti, basta ghettizzarsi, soprattutto nell’arte; quando si è veramente liberi si vivono emozioni ed esperienze molto più profonde». Hell Raton invece promette di «portare un pezzo del mio immaginario e del mio lavoro per accompagnareiragazzi nel loro percorso, lavorando — oltre che sul suono e sul repertorio — anche sulla visione». Manuel Agnelli plaude a un programma che, a suo dire, è sempre meno format: «È un progetto che si apre non solo a generi musicali poco rappresentati in tv, ma soprattutto ad un approccio nei confronti della musica non per forza condizionato dalle scelte e dalle convenienze del mercato. Meno condizionato, in realtà, anche dalle esigenze della televisione stessa» Aboliti i paletti, ma non tutti. Perché i giudici si dovranno attenere a una regola fissa nella scelta dei 3 membri della propria squadra: ognuno di loro dovrà portare con sé ai Live almeno un solista e almeno una band. Google translator Confirmed Emma, Hell Raton, Agnelli, Mika «X Factor», the jury does not change and the categories disappear One confirmation and two news. The next edition of X Factor starts from the usual suspects, or the 4 judges (Emma, Hell Raton, Manuel Agnelli and Mika) with stops also for the next edition starting in September. If it was already known that the new conductor has the face of the actor Ludovico Tersigni, the other novelty of the Sky show produced by Fremantle is instead the farewell to the historic subdivision by categories of sex, age and musical formation (the individual and bands). The 4 judges will therefore remain mentors of heterogeneous teams, made up of both soloists and bands through a modality of assignment and choice of the 12 finalists focused exclusively on the musical proposal and on the artists' planning. The judges, explains the production, «will be able to tell their own idea of music without any limit and the music will be represented all, in an increasingly broad, fluid and varied way. By eliminating the historical division into categories, the X Factor not only welcomes change, but wants to make it a standard-bearer: for us talent is a neutral noun ». For Mika «X Factor is a show that provokes and feeds freedom of expression. Now more than ever, removing the breakdown into traditional categories is not only a fantastic step forward, it is also necessary. An artist must compete only on the strength of his own artistic and musical vision ». Emma agrees, declaring that she is «very curious to face this new challenge without gender barriers. We will be the first in the world to do so, that's right: no more limits, no more ghettoizing, especially in art; when you are truly free you live much deeper emotions and experiences ». Hell Raton, on the other hand, promises to "bring a piece of my imagination and my work to accompany children on their journey, working - as well as on sound and repertoire - also on vision". Manuel Agnelli applauds a program that, according to him, is less and less format: "It is a project that opens up not only to musical genres not represented on TV, but above all to an approach to music not necessarily conditioned by choices and from the convenience of the market. Less conditioned, in reality, also by the needs of television itself " The stakes have been abolished, but not all. Because the judges must follow a fixed rule in choosing the 3 members of their team: each of them must bring at least one soloist and at least one band with them to Live.
  14. A shot clip of Mika reading from
  15. @PerezHilton chatting on YouTube, he mentions Mika. Perez Hilton And Family I'm so honored to be a part of this! The Stonewall Inn has been such an important part of my life! From living across the street at 160 Waverly Place while I was a college student at NYU until today! So excited for Mika too He's STILL popular ------------------------------------------------------------------------- Here is the screenshot. The Stonewall Inn Safe Spaces Concert, Presented By Logo
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