Kumazzz

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Everything posted by Kumazzz

  1. https://www.amica.it/gallery/parigi-mika-naomi-campbell-valentino/ In attesa di ascoltare e scoprire il suo nuovo album My Name is Michael Holbrook (in uscita il 4 ottobre). ecco Mika alla sfilata Valentino Primavera Estate 2020. È lui ad aprire questa nostra gallery su tutte le celebrity ospiti alla sfilata della Maison, durante la Paris Fashion Week 2019. Location, l'Hôtel National des Invalides Musée de l’Ordre de La Libération. Chi c'era lo scoprite in questa nostra gallery
  2. https://www.20minutes.fr/people/diaporama-14321-photo-1121637-people-coulisses-defiles-fashion-week-paris
  3. https://www.journaldesfemmes.fr/mode/looks-de-star/2561098-people-defiles-fashion-week-printemps-ete-2020-new-york-paris/2568278-mika
  4. https://www.gettyimages.co.jp/detail/ニュース写真/mika-is-seen-outside-the-valentino-dress-show-during-paris-ニュース写真/1177966051?adppopup=true
  5. QUOTIDIANO.net https://www.quotidiano.net/magazine/mika-album-my-name-is-michael-holbrook-1.4816843 "Finalmente sono Michael Holbrook, mica Mika" La star anglo-libanese: "Con il nuovo album rimetto insieme persona e personaggio" di ANDREA SPINELLI Ultimo aggiornamento il 4 ottobre 2019 alle 11:46 Milano, 4 ottobre 2019 - Il suo nome è Holbrook, Michael Holbrook. Anzi, Mika. Al cantante anglo-libanese ci sono voluti quattro album per mettere una davanti all’altra, nello stesso disco, l’identità che ha all’anagrafe e quella che gli ha consegnato il mondo del pop. Due nomi che scivolano uno sull’altro, come una foto sul proprio negativo, sulla copertina di My name is Michael Holbrook, l’album nei negozi da oggi con 13 nuove canzoni fra cui il duetto con Jack Savoretti di Ready to call this love. Con gentilezza e talento, tra musica e tv, Mika ha colpito da subito al cuore l’Italia: ai fan dedica ora i 12 concerti nei palasport di quel Revelation Tour al via il 24 novembre da Torino con tappe pure ad Ancona il 26, Casalecchio di Reno il 29, Montichiari il 30, Livorno il 2 dicembre, Assago il 3. Ieri, a Milano, l’eroe di Grace Kelly ha presentato questa nuova fatica realizzata negli ultimi quattro anni tra Miami, Londra e la campagna toscana, dove si ferma spesso a Scandicci. Michael al contrario dei tanti artisti che nel corso della carriera si trovano un alter ego, lei ha sentito il bisogno di recuperare il suo vero nome. "Sentivo il bisogno di farlo, di rimettere assieme la persona e il personaggio, anche come provocazione a me stesso. Mi sono deciso solo al quinto album perché la vita è fatta di fasi e “capitoli” diversi. Per questo ho provato a far pace col mio nome legale, che è lo stesso di mio padre, anche se un’ora dopo che ero nato per mia madre ero già Mika. Confesso di aver sempre odiato il nome anagrafico e, quindi, il disco è servito pure a risolvere qualche conflitto con me stesso". Rapporto controverso con i suoi? "Mio padre è stato sempre molto presente nella mia vita, ma non gli volevo somigliare. Però ho un forte senso di appartenenza, porto con orgoglio il mio cognome Penniman e una volta sono perfino andato alla ricerca delle radici di famiglia guidando da Miami a Savannah, in Georgia, per liberarmi di tanti pesi sulle tombe di miei avi". L’album è dedicato a sua madre Joanna. "È stata lei a farmi cantare, quattro ore di esercizio al giorno, non pensando alla possibilità di un figlio popstar, ma alla soddisfazione nell’espressione artistica alla libertà che questa riesce a darti. Ora mamma è malata, le sto vicino. A volte penso che la vita è una m**da. Questi ultimi dieci anni sono stati i più felici, ma anche i più tristi della mia vita. Mi tengo tutto dentro, ma sento l’urgenza di condividerlo prima possibile con chi verrà ad ascoltarmi in concerto". Un brano s’intitola “Sanremo”, ma non parla del Festival. "È una canzone sentimentale sui miei ricordi di bambino perché Sanremo è stata la prima città italiana che ho visto, venendoci in gita con i miei dalla Francia. Difficile allora immaginare che da grande avrei poi avuto con l’Italia una frequentazione tanto assidua". La tv è congelata al momento? "Sì. Rtve, la principale emittente spagnola, mi aveva proposto di acquistare Casa Mika, opportunità molto allettante per le ricadute che lo show avrebbe potuto avere pure sul mercato tv latino americano. Ma sarebbero stati due anni di impegni sulle due coste dell’Atlantico e, per l’album, ho rifiutato. Con la speranza che l’offerta possa essere rinnovata in futuro. D’altronde io amo l’imprevisto: ho un progetto tv che mi vedrebbe impegnato alla conduzione al fianco di un altro “enfant terrible”, ma è prematuro parlarne". Google translator
  6. RTL : Laissez-vous tenter https://www.rtl.fr/culture/musique/mika-sur-rtl-my-name-is-michael-holbrook-est-un-retour-aux-sources-7798383483 Mika sur RTL : "My Name Is Michael Holbrook" est un "retour aux sources INVITÉ RTL - Le chanteur Mika revient sur les devants de la scène avec un nouvel album introspectif, "My Name Is Michael Holbrook". Mon nom est Michael Holbrook. Cette inscription sur la pochette est une promesse. Celle de se raconter comme jamais. Ce cinquième enregistrement - intégralement en anglais - est une autobiographie en treize morceaux. Douze ans après son premier album, Michael Holbrook Jr. de son vrai nom, renoue avec une forme d'innocence. Les arrangements sont toujours pop-électros, mais quelques titres sont plus organiques avec du piano et des cordes. Tout en faisant des clins d’œils à George Michael, Prince et Queen, l'album est kaléidoscope intime qui évoque l'importance de vivre le moment présent, la famille, la peur d'aimer. Baptiser son album de la sorte, c'est une manière d'avouer que Mika, son alias, lui a un peu échappé ces dernières années "c'est un nom que je détestais et je voulais savoir pourquoi", se confie-t-il. Cette nouvelle collection de chansons est née à la suite d'un voyage qui a mené l'artiste en Georgie, aux États-Unis, sur les traces de sa famille paternelle. Un véritable "retour aux sources" qui nourrira son album. "Je suis allée au cimetière de Bonaventure et j'ai vu un endroit où il y avait tous les Penniman (la famille de son père) et là y avait mon nom", raconte-t-il. Une tombe d'un inconnu avec une inscription bien trop familière ; une rencontre bouleversante pour Mika,"c'est comme si je rentrais dans ma maison et que je découvrais une pièce après 10 ans". L'artiste anglo-libanais, star de l'émission The Voice, a été entraîné depuis tout petit par sa mère, Joannie, qui lui répétait: "Soit tu auras du succès et tu seras heureux, soit tu seras en prison". Une chanson laisse entendre sa voix dans une version alternative de Tiny Love qui clôt le disque. L'artiste se confie sur la maladie de sa mère, sur sa mélancolie et sa tristesse. "Je me met au piano et je transforme ces soucis en mélodie", raconte-t-il. Contrairement à ces anciens albums, où l'artiste était plus pudique dans ses textes, My Name Is Michael Holbrook est très intime, sa pudeur s'étiole avec le temps. Il ne présente plus aucun personnage, aucun déguisement. "Avant je me cachais derrière des personnage, nous confie-t-il, je m'en suis rendu compte après que je dessinais ces personnages pour me raconter". My Name Is Michael Holbrook sort ce vendredi 4 octobre 2019. Il chantera le 16 novembre à Toulouse, le 18 à Aix, le 19 à Saint-Étienne, le 15 décembre à Lille et le 14 février à Strasbourg. Google translator 🔻AUDIO file ( MP3 / 44.5MB ) https://cdn-media.rtl.fr/online/sound/2019/1004/7799171919-laissez-vous-tenter-du-04-octobre-2019.mp3 VIDEO https://www.rtl.fr/culture/musique/x7m58ms VK 2019.10.04_RTL-FRANCE_ Laissez-vous tenter
  7. Corriere della Sera https://www.corriere.it/spettacoli/19_ottobre_04/mika-mi-sento-anche-italiano-ho-imparato-molto-fo-e5cd00b4-e5fd-11e9-b5eb-dc1ff9a38071.shtml Mika: mi sento anche italiano, ho imparato molto da Fo Il cantautore alla presentazione di «My name is Michael Holbrook»: «Sto vivendo il momento più felice e più triste degli ultimi 10 anni» «Sto vivendo il momento più felice e più triste degli ultimi 10 anni». Un arcobaleno di emozioni e sentimenti che Mika ha riversato nel quinto album My name is Michael Holbrook, in uscita oggi. Tredici brani che racchiudono «turbolenze personali», ha raccontato il cantautore 36enne, come la malattia della madre (a cui l’album è dedicato), la complessa storia della sorella Paloma, diversi lutti e soprattutto il bisogno di fare i conti con se stesso: «Michael Holbrook è il mio nome legale, ma l’ho sempre odiato: mi sono chiesto perché. Ho fatto un reset personale e artistico e sono andato alla ricerca delle origini di mio padre per liberarmi dalla distanza che c’era con lui. Non è stato facile, ma mi è servito per mettere ordine e capire chi sono». Ma Mika affronta anche i temi più duri con una leggerezza tutta sua, trasformandoli in canzoni pop che sembrano uscite da un musical o dagli anni 80 di Prince e George Michael. «Scrivere ha avuto un effetto catartico e paradossalmente ho avuto voglia di recuperare la sensualità che nel pop degli ultimi anni si è persa, insieme al diritto di raccontare una sessualità libera e diversa». E non mancano omaggi all’Italia, fra il brano Sanremo («non parlo del Festival, ma delle vacanze che facevo da ragazzino con la famiglia») e ben 12 concerti con cui percorrerà lo Stivale dal 24 novembre: «Sarà un grande one man show, un pezzo del mio mondo. Avrò anche un pianoforte magico». Il legame con il nostro Paese, impresso nel suo italiano fluente e nel ricordo degli incontri con Dario Fo «che mi aveva insegnato tantissimo sull’Italia», è ancora molto forte: «Ho realizzato parte del disco nella mia casa in Toscana e sono diventato anche io un po’ toscano. Mi piace andare al mercato del pesce di Livorno e potare gli ulivi: ho cinque motoseghe». Lo rivedremo ancora in tv dopo le esperienze con X Factor e Stasera CasaMika? «Parlare in televisione mi ha liberato tantissimo, ma era il momento di smettere. Ci tornerò solo cambiando pelle: per il futuro avrei un’idea che spaccherà tutto, uno show dove tutto è possibile insieme a una persona, un enfant terrible che ho bene in mente...» 4 ottobre 2019 (modifica il 4 ottobre 2019 | 09:41) Mika, «il mio nuovo album è stato come una medicina» https://video.corriere.it/spettacoli/mika-il-mio-nuovo-album-stato-come-medicina/c2306c82-e5fc-11e9-b5eb-dc1ff9a38071Il cantautore affronta temi molto personali in «My name is Michael Holbrook» e poi commenta «seguo sempre il Festival di Sanremo, mi piace molto Amadeus come conduttore» - BARBARA VISENTIN /CorriereTV NEWSPAPER 🔻PDF file ( page 42 ) 2019-10-04h_il_Corriere_della_Sera-42.pdf
  8. I can't d/l the video. Corriere Adriatico https://video.corriereadriatico.it/spettacoli/mika_ad_ancona_scoprire_moscioli-4776785.html Venerdì 4 Ottobre 2019, 17:02 - Ultimo aggiornamento: 04-10-2019 18:11 Mika il 26 novembre ad Ancona e l'attrazione-moscioli Mika presenta nuovo album e tour. «Sarò il 26 novembre al PalaPrometeo di Ancona. È la seconda data del “Revelation tour” che inizio da Torino il 24 e si concluderà a Reggio Calabria il prossimo febbraio». Un evento per le Marche dato che sarà l’unico momento per poter conoscere il cantautore- showman. «Mi sono ispirato agli show di Jacques Brel, anche io lo faccio in una maniera più spettacolare e con una energia che si sente – ha precisato – La risposta ha le stesse intensità della mia intenzione di fare performance. Anche il titolo del tour si collega al mio percorso di ricerca identitaria e rivelazione che ho intrapreso in questa nuova avventura artistica. Sto preparando uno spettacolo ricco di sorprese, forte delle esperienze e del bagaglio acquisito con i miei spettacoli televisivi, ma riportando la musica al centro di tutto. Le traduzioni sono fatte in italiano, farò canzoni con “Stardust” che non faccio in America o in Francia, cercherò di avere un rapporto molto diretto con il pubblico». Intanto oggi esce il suo album di inediti “My name is Michael Holbrook” che ha presentato alla Centrale dell’acqua, con un ricordo particolare. «Degli italiani mi è rimasta la figura di Dario Fo che ho conosciuto in una trasmissione a Napoli – ha confidato – Un periodo andavo a casa sua, gli portavo dei fiori; abbiamo scritto un’opera teatrale insieme sulla fine del mondo ed è un grande rimpianto che non ha avuto un seguito ma da lì è nata “Stasera Casa Mika”. Fo è stato una persona importante e gli sono molto riconoscente». «Il mio nome è stato un punto di partenza: non mi piaceva e non mi sono mai chiesto il perché, forse per il fatto che arrivavano le multe – ha fatto notare – Volevo prendere le distanze da Mika. Usare il nome dell’anagrafe mi ha permesso di rivedere i rapporti con la mia famiglia con uno sguardo diverso, più adulto e coraggioso. Avevo appena scritto la mia prima canzone per questo disco dopo quattro anni e mi arrivò una chiamata perché mia madre Joannie Penniman, a cui è dedicato l’album e che nel disco fa un’apparizione, si doveva operare ad Abu Dhavi; è stata una coincidenza assurda e lei è sopravvissuta a questo primo intervento. Quattro anni fa ero andato in crisi». Sono 13 le canzoni di questo disco che si differenzia dai quattro precedenti. «Sono stato quattro anni senza fare un album – ha detto – Ho fatto quattro album e la vita si definisce a capitoli, e ogni fase ha una intenzione e una evoluzione diverse: la vita personale si era allontanata da quella artistica e le ho messe a confronto». È stata la nit estiva “Ice cream”, “Tiny love”, “Sanremo” («Non parla del festival ma delle vacanze che facevamo in famiglia, quando eravamo ospiti in Costa Azzurra da una zia che ci faceva un po’ pesare la nostra presenza»), “Dear jealousy” e “Tomorrow”; altre gemme sono “Paloma” (dedicata alla sorella sopravvissuta a un terribile incidente), la ballata “Ready to call this love” in duetto con Jack Savoretti, e l’intimissima “Blue”. Altre gemme dell’album sono “Paloma”, dedicata alla sorella sopravvissuta a un terribile incidente, la ballata “Ready to call this love” in duetto con Jack Savoretti, l’intimissima “Blue”. Mika è molto conosciuto in Italia, anche per essere stato protagonista di alcuni spot televisivi e per il successo ottenuto con lo show “Stasera Casa Mika” su Rai 2, lui che è libanese e naturalizzato britannico.«Casa Mika è stato un progetto poetico, forte sugli sketch – ha ricordato – Mi ha aiutato a liberarmi delle conseguenze, anche se non ho sono cresciuto nella disciplina della televisione dove bisogna sempre cambiare pelle». Mika guarda sempre avanti.«In futuro? – ha accennato – C’è una idea, qualcosa che spaccherà tutto: mi piacerebbe fare con una persona uno show dove tutto è possibile, mai visto prima» . Google translator NEWSPAPER
  9. CHART POSITION https://kworb.net/itunes/artist/mika.html Album: My Name Is Michael Holbrook iTunes: #1 Cyprus #1 France #2 Lebanon #3 Hong Kong #4 Belgium #5 Luxembourg #6 Italy #7 Switzerland #10 Mexico #10 Spain #10 Turkey #11 United Kingdom #13 Canada #15 Portugal #22 India #24 Australia #24 New Zealand #26 Netherlands #27 Thailand #38 Russia #39 United States #45 Vietnam #49 Japan #66 Austria #90 Saudi Arabia #95 Germany
  10. SETLIST ICE CREAM RELAX JEALOUSY BIG GIRL UNDERWATER SAN REMO GRACE KELLY ( ACOUSTIC ) LOLLIPOP ( ACOUSTIC ) WE ARE GOLDEN
  11. VK 2019.10.05 TinyLove TinyTour in Mexico City
  12. 🔻DOWNLOAD link FIRESTRAGE : http://firestorage.com/download/9572470e4abff4a04ad7aa22145ad05e86e39655 download password : mikasounds
  13. TF1 broadcast 50' inside, Le mag du 5 octobre 2019 https://www.tf1.fr/tf1/50-mn-inside/videos/50-inside-le-mag-du-5-octobre-2019-99446178.html
  14. REPLAY TF1 50' inside, Le mag du 5 octobre 2019 Here you are ! Don't tweet the LINK in public please. 2019.10.05 TinyLoveTinyTour @ Mexico City
  15. @mikainstagram est enfin de retour avec « My name is Michael Holbrook ». 50'Inside l'a suivi au Mexique où il s’est produit pour la 1ère fois… À découvrir demain 17H50 sur @tf1 @mikainstagram is finally back with "My name is Michael Holbrook". 50'Inside followed him to Mexico where he played for the first time ... To discover tomorrow 17H50 @tf1
  16. I've started a thread TF1 « 50 minutes inside » 2019 on September 25 @silver Could you combine these threads ? Thank you.
  17. MIKA a un message pour vous : il vous donne rendez-vous ce soir à 20h sur #RTL2 pour suivre le #RTL2PopRockLive 🙌🏼
  18. Fanpage it https://music.fanpage.it/mika-torna-come-michael-holbrook-e-racconta-la-sua-famiglia-multiculturale-trump-impazzirebbe/ Mika torna come Michael Holbrook e racconta la sua famiglia multiculturale: “Trump impazzirebbe” Mika torna con il nuovo album “My Name Is Michael Holbrook”, un lavoro che pesca a piene mani nelle sue radici. Il cantante, amatissimo in Italia per le sue canzoni (da “Grace Kelly” ad “Ice cream”), ma anche per trasmissioni come X Factor e “Stasera Casa Mika”, è ripartito dalle sue origini multiculturali: “Sono l’incubo di Trump” Mika torna con il nuovo album "My Name Is Michael Holbrook", un lavoro che pesca a piene mani nelle sue radici. Il cantante, amatissimo in Italia per le sue canzoni (da "Grace Kelly" ad "Ice cream"), ma anche per trasmissioni come X Factor e "Stasera Casa Mika", è ripartito dalle sue origini americane: "Sono passati quattro anni dall'ultima volta che è uscito un mio album. Non avevo la direzione giusta per cominciare la scrittura per due di questi quattro anni, poi ho trovato una chiave per riaprire, per innamorarmi di nuovo, per separarmi e capire la differenza tra lo showbiz e l'artista che sono" raccontò a Fanpage.it prima di parlare del suo viaggio negli Usa. "Chi sono veramente? Voglio dimenticare Mika e ricominciare come se fossi Michael Holbrook da sempre. Sono tornato a casa e le prime parole che ho scritto al pianoforte erano: ‘My name is Michael Holbrook, I was born in 1983′". Lanciato dai singoli "Ice cream", "Tiny Love" (colonna portante dell’album presente anche in una reprise in chiusura del disco), "Sanremo", "Dear Jealousy" e "Tomorrow" , l'album è stato presentato dal cantante in questi modo: "Queste nuove canzoni hanno colori forti e un messaggio intimo, parlano di crescere, mantenendo i miei colori. Mi sono concentrato sull’idea di diventare un adulto senza perdere umanità, calore, il senso dei colori e dell’eccentricità". La storia dell'incontro tra i genitori di Mika Ma il nocciolo forte è venuto, appunto, anche dalle sue origini miste: "Sono l'incubo di Trump, perché rappresento totalmente quello che gli dà una crisi epilettica: sono nato da padre americano, totalmente WASP, di Savannah, però suo padre era un diplomatico, lui è nato a Gerusalemme, è cresciuto a Il Cairo, poi Washington, poi Roma, poi Svizzera, poi è tornato a New York, poi Boston. In più lui è un po' un genio, è andato all'Università a 15 anni, ha imparato sette lingue, si è ritrovato in Francia, poi in Libano – racconta Mika a Fanpage.it -. Ha conosciuto mia madre a una festa, non si sono parlati più, un mese dopo si sono incontrati di nuovo sulla Fifth Avenue a New York, hanno preso un caffè assieme e una settimana dopo si sono sposati". Dall'America all'Europa e il Medio Oriente E anche la madre ha una storia multiculturale: "È nata con il passaporto e la cittadinanza americana a Breenwich, Connecticut, 45 minuti da New York. Il suo papà era siriano, sua mamma libanese, il papà aveva 60 anni quando mia mamma è nata e sua madre aveva 15 anni. Poi i miei hanno fatto un figlio insieme, mia mamma ha deciso che non voleva più stare in America perché non voleva dei figli che fossero troppo americani, perché voleva questo gusto, questo profumo del Medio Oriente che la attraeva e anche l'Europa, che la voleva e lei voleva andare verso la luce lì, ha preso la sua famiglia e sono andati via". La casa distrutta e il ritorno a Parigi La Francia è stato il primo approdo, lì è nata la sorella Paloma (a cui è dedicata una delle canzoni), poi, però, sono andati in Medio Oriente: "Si sono spostati a Beirut, perché mio padre aveva avuto lavoro lì, poi sono nato lì, in mezzo alla guerra, siamo stati evacuati, perché un giorno tornammo a casa e un muro della parete non c'era più. A quel punto mia madre ha detto che era troppo pericoloso. E chi li ha portati via? Gli americani con una barca e siamo tornati a Parigi, poi a Londra e da lì non so più cosa sono e chi sono però sono americano e per questo l'incubo di Trump". Il tour di Mika nei Palazzetti Il tour italiano promosso da Barley Arts si articolerà in 12 tappe nelle grandi arene di altrettante città, un record per un artista internazionale di grosso continua su: https://music.fanpage.it/mika-torna-come-michael-holbrook-e-racconta-la-sua-famiglia-multiculturale-trump-impazzirebbe/ http://music.fanpage.it/
  19. Madam Figaro 4 Octobre 2019 (No. 1832) 🔻PDF file ( Only Mika / page13, 75, 76 ) Madame_Figaro_2019_10_4_MIKA.pdf WEB interview-chanteur-mika-nouvel-album Mika : "J’ai toujours rêvé d’être Michael Jackson" En pleine tournée triomphale, Revelation Tour, dans le monde entier, le chanteur sort son nouvel album en France ce 4 octobre : My Name is Michael Holbrook. Interview express. Douze ans après Life in Cartoon Motion, il est de retour, convaincu de son choix implacable : divorcer d’une image trop lisse et libérer sa voix extraordinaire. Avec l’album My Name is Michael Holbrook, Mika se dépasse et signe une œuvre visionnaire, explosive et parsemée de hits sensuels et cinglants. Rencontre avec un artiste audacieux avant le début de sa tournée mondiale, Revelation Tour. Madame Figaro. - Quel a été le déclic de cet album confession et des chansons poignantes comme Tiny Love ? Mika. - J’ai retrouvé ma passion profonde pour la musique. Un jour, Fanny Ardant m’a dit une chose que je n’oublierai jamais : «Vous pensez que c’est possible de mourir pour l’amour ?» J’ai répondu que je ne savais pas. Elle m’a alors dit : «Donc, vous devez grandir ! L’amour, c’est la seule chose pour laquelle vous allez mourir.» C’est aussi le point de départ de cet album. J’avais oublié que l’on crée, que l’on chante devant un public par amour… Ce «tiny love» que je chante. Votre éventail musical est infini et vos textes sonnent comme des poèmes… Les paroles sont nées d’histoires que j’ai écrites, de la poésie «hors la loi» de Susan Sontag, où tous les vers sont en tension. Musicalement, je cherchais plus l’expressivité que la perfection : l’étrange fascination qui se dégage quand on écoute David Bowie, George Michael … Quelque chose d’imparfait, d’indéfinissable. Votre musique est plus visuelle que jamais. Quels artistes vous inspirent ? Je vois la musique en images, en couleurs. En faisant cet album, je pensais aux effets mirage d’Olafur Eliasson, d’Anish Kapoor, aux tableaux de Barnett Newman. Des artistes qui ont un sens de l’immensité dans laquelle bâtir des parcours. J’étais moi-même devant des paysages à perte de vue : j’ai conçu des chansons dans une maison en Toscane, près de Florence, où j’ai bricolé un home studio. J’ai tout composé et enregistré en direct avec des instruments vintage, pour ne pas perdre l’esprit de l’instant. On est ébloui par vos aigus, vos falsettos… Qu’est-ce qui habite votre voix aujourd’hui ? J’ai toujours rêvé d’être un chanteur de R’n’B ou Michael Jackson, mais j’ai une voix blanche. J’ai été formé dans des chœurs classiques, avec Strauss, Mozart… J’ai fini par comprendre que je pouvais libérer ma voix, la moduler comme un instrument. Ça a été un exercice extrêmement intime. Je me suis senti fragile et très puissant en même temps. Album My Name is Michael Holbrook, chez Barclay. Revelation Tour : 13 dates en France, dont un concert à l’AccorHotels Arena, à Paris, le 22 décembre. page 13 page 75 page 76