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  1. Bonne année 2021 ! Previous Threads MIKA in French Press - 2019 MIKA in French-press - 2018 MIKA in French Press - 2017 MIKA in French Press - 2016 MIKA in French Press - 2015 MIKA in French Press - 2014 Mika in french press - 2009 / 2010 Miika-in-French-press-2020 January 1. la-Grande-Soirée-Versailles-31-december-2020-France-2/ 2. Ouest France 4204056 10. Mika with Lou Doillon on RTL 1 12. Mika Receives Lebanon National Order of Merit 24. Pride 4206038 27. TF1 La Playlist des années 2000 4207213 February 3. l'Opéra Royal de Versailles CultureBox 4. Mika interview with Le Parisien 4. Le Monde ( magazine published 7 Feb ) 4207322 5. Musique Matin 4206999 5. Le Mondo de Elodie 4207009 5. France 5 / Passage des Arts 4207159 5. l'Opéra Royal de Versailles France 5 TF1 La Playlist des années 2000 4207213 March MIKA Gives Colors Back to Paris! New Art Project
  2. ¡ Feliz año nuevo ! Mika in Spanish press 2020 Mika in Spanish Press - 2018/2019
  3. 2021! Old threads: Italian press 2020 Italian press 2019 Italian press 2018 Italian press 2017 Italian press 2016 Italian press 2010-2015
  4. Here comes 2020 !! 2020 would be a great year for Mexican Mika Fans !! Mika In Mexico Press -2019 Mika In Mexico Press -2016 / 2017 / 2018
  5. Mika in US press 2019 Mika in US Press 2017 / 2018 Mika in US press 2016 Mika in US Press 2015 Mika in US & Canadian Press - 2013/2014 2020 will be a great year !!
  6. Here is a thread for Canadian Press in 2021 !! previous threads are Mika in Canadian Press 2020 Mika in Canadian Press 2019 Mika in Canadian Press 2017 Mika in Canadian Press - 2016 Mika in Canadian Press - 2015 Mika in US & Canadian Press - 2013/2014
  7. Corriere della Sera Style - Maggio 2021 ☛ PDF file ( 10 pages / 694 KB ) Corriere della Sera Style - Maggio 2021_Mika_Beirut.pdf Page 1 MIKA Beirut non deve morire Page 14 54 Libano. «Che cosa ne fai dei tuoi figli?» di Mika - foto di Gianmarco Maraviglia Page 16 HANNO INOLTRE COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Marcello Arena, Silvano Belloni, Alberto Bernasconi, Pier Nicola Bruno, Giorgio Codazzi, Luciano Consolini, Enrico Maria Corno, Ornella D’Alessio, Marta D’Avenia, Enrico Dal Buono, Gianmarco Maraviglia, Andrea Marinelli, Chiara Meattelli, Mika, Cristina Piotti, Sara Porro, Carlos Solito, Diego Tamone, Toni Thorimbert Page 19 CONTRIBUTORS Mika Nel 2007 con Grace Kelly è diventato una pop star mondiale. Una notorietà che mette al servizio anche dell’impegno civile: l’esplosione a Beirut del 4 agosto 2020 l’ha spinto a concepire, produrre e realizzare I Love Beirut, un evento in streaming con il quale è riuscito a raccogliere un milione di euro per la Croce Rossa Libanese. Mika è stato anche insignito della Palma d’Argento dell’Ordine Nazionale Libanese al Merito. pag 54 Page 45 -- KEYWORD -- Coraggio MIKA «Libano, che cosa ne fai dei tuoi figli?». Un appello per Beirut Page 54, 55 IL J’ACCUSE DI MIKA «Libano, che cosa ne fai dei tuoi figli?» DI MIKA FOTO DI GIANMARCO MARAVIGLIA -- Dopo nove mesi dallo scoppio nel porto della capitale la pop star mondiale scrive per «Style» un vero atto di accusa contro la situazione politica del Paese in cui è nato. E lancia un appello ai libanesi e alla comunità internazionale: Beirut non deve morire e occorre impegnarsi insieme contro i predatori di questa terra straordinaria per trasformare l’attesa in una speranza -- Beirut, la vista del porto dopo l’eplosione del 4 agosto 2020 provocata dal deposito di 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio. Il servizio fotografico è stato realizzato tra gennaio e febbraio 2021. Page 56 LIBANO che cosa ne fai dei tuoi figli? Una donna di spalle su una terrazza affacciata sul porto di Beirut. A testa bassa, distoglie lo sguardo dalle rovine che vede all’orizzonte. Dopo nove mesi dalla micidiale esplosione che ha seminato caos e desolazione nella mia città natale, questa foto di Gianmarco Maraviglia si comporta come un’allegoria del Libano. Questa donna distoglie lo sguardo per non vergognarsi. Come tanti altri, come a volte anch’io sono tentato di fare. Provo vergogna per questo Stato che porta alla rovina un paradiso, vergogna per i suoi capi. Provo vergogna in nome di queste donne, di questi bambini, di questi vecchi, di questi profughi traditi e abbandonati. All’indomani del 4 agosto 2020, il premier dimissionario (Hassan Diab, ndr) ha detto forte e chiaro: «I responsabili saranno tenuti a rendere conto». Invece, nove mesi dopo è lui che continua a gestire ancora gli affari quotidiani mentre il giudice istruttore incaricato delle indagini è stato rimosso. Questa parodia della giustizia è come una seconda esplosione, una seconda morte per le vittime e le loro famiglie. Il mio Paese sta morendo e i suoi figli si ritrovano tenuti in ostaggio, paralizzati dalla sfortuna, storditi dai disastri: il porto, il coronavirus e la crisi economica. Più di 200 morti e migliaia di feriti dopo l’«apocalisse», più di seimila morti a causa del Covid-19 nell’ultimo anno, un suicidio ogni due giorni e mezzo, una media che è aumentata a causa della disfatta economica. Dietro questi numeri ci sono donne, uomini con la loro storia, la loro forza e la loro debolezza. QUESTI SONO i miei fratelli che lottano solo per avere un posto dove vivere, mangiare, essere accuditi. La vista del porto dalla terrazza di un palazzo danneggiato dall’esplosione. Accanto: le rovine del Sursok Palace, un famoso hotel di Beirut costruito nel 1860; sotto, una volontaria della ong «Arcenciel» che distribuisce generi di prima necessità ai bisognosi. Page 58 La carestia incombe. Anche l’iconica focaccia al timo ha visto il suo prezzo moltiplicato per cinque mentre le etichette dei prezzi nei pochi negozi rimasti aperti cambiano più volte al giorno. Un impiegato statale che qualche mese fa guadagnava 1.450 euro oggi ne porta a casa solo 145 in più. Di fronte a questa realtà, le manifestazioni popolari dell’autunno 2019 appaiono distanti: quanto sono lontane... Certo, alcuni manifestanti coraggiosi continuano in certi giorni a bloccare le strade che portano a Beirut o a marciare innalzando cartelli di protesta. Non hanno più niente da perdere. Gli è stato portato via tutto, anche le loro lacrime, le loro risate, la loro dignità. Io sono lontano da loro e li ammiro. Ma un popolo in ginocchio non si rialza. E invece, per prima cosa deve levarsi in piedi, vedere la luce alla fine della sua oscura vita quotidiana per evitare che accada il peggio. IL MIO PAESE sta morendo e la comunità internazionale chiude un occhio. Emmanuel Macron nella sua visita a Beirut ha citato il poeta Arthur Rimbaud: «Non abbiamo il diritto di restare seduti», un proposito difficile da difendere in un Paese che non è suo contro l’inerzia di una classe dirigente corrotta troppo impegnata a contare le sue mazzette di biglietti verdi. Anche quando rimarranno solo le ceneri nel Paese dei cedri, loro saranno lì ancora a battersi solo per aumentare il loro bottino. Quando ero bambino mia madre continuava a dirmi che nonostante tutti gli sconvolgimenti avvenuti nella sua storia, per affrontare le ripetute agonie il Libano ha sempre fatto tutto quello che occorreva fare per apparire frivolo. Oggi ho paura che la mia terra e le mie radici siano andate via con lei. Lo ammetto, a volte dubito di questa profezia. Perché penso: e se dietro la paura e la rabbia, il coraggio e la resilienza non fossero più una cura miracolosa? E se «Beirut la magnifica» non riuscisse a vincere i suoi nemici che la divorano? Non riesco a rassegnarmi. Con questo testo vorrei trasformarmi in un modesto megafono per tutti coloro che non parlano più, per tutti coloro che non riusciamo più ad ascoltare. Invito gli abitanti del Libano, i politici del Paese e tutti coloro che lo amano, i libanesi che abitano nella diaspora, la comunità internazionale e le organizzazioni umanitarie ad agire al loro posto. Non lasciamo che un Paese muoia. Non lasciamo che i predatori vincano. È urgente cambiare il sistema politico, scrivere e firmare un nuovo contratto sociale. Assumiamocene la responsabilità noi che siamo i figli del Libano. I suoi figli cresciuti. Sopra, graffiti nella Piazza dei Martiri, già Al Burj o Piazza dei cannoni; sotto, il quartiere di Ashrafiye dove vive una buona parte della comunità cristiana di Beirut.
  8. It seems Mika will be on the Italian version of "The secret song", the one he has already been in in France last year - I don't know if this website is reliable, but they quote La Repubblica as a source, and that is a serious newspaper (I can't find it on their site tho): https://www.tutto.tv/2021/02/18/la-canzone-segreta-programma-ospiti/ ... they write: Tra questi, spunta intanto anche il nome di Mika. Così come rivelato dalle pagine di “Repubblica”, il cantante di trentotto anni, di recente in uscita con il nuovo live album, sarà protagonista di una delle puntate realizzate qui in Italia con la co – produzione di Blu Yazmine. Among these, the name of Mika also appears. As revealed by the pages of "Repubblica", the thirty-eight year old singer, recently released with his new live album, will be the protagonist of one of the episodes made here in Italy with the co - production of Blu Yazmine. Ha, maybe we shouldn't trust them, they got his age wrong! Can anyone find a reliable source for it?
  9. Mika en concert à l’Opéra royal de Versailles : «Il ne faut surtout pas oublier 2020…» - Le Parisien Is there somebody here who is able to read this article ? Don't know if the info is true but the person who shared the link on twitter says that his mother has recently passed away Emmanuel Marolle sur Twitter : "La disparition récente de sa mère, ses premiers cours de classique, sa tournée annulée, son concert magique à l’Opéra de Versailles diffusé vendredi sur @France5tv. Les confidences de #Mika. Interview émotion de @ConradssonP https://t.co/SitokjIokr via @le_Parisien @mikasounds" / Twitter
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