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What is this article about? And why are these words across the picture of Mika? Brutto ? Stonato? Antipatico???Snob??? :shocked:

 

http://www.allmusicitalia.it/in-direzione-ostinata/mika-lancia-lhashtag-rompiamoilsilenzio-perche-frxcio-is-the-new-figlio-di-puxxana.html

 

mika-manifesto.jpeg

 

This is the article:

 

La rete si risveglia oggi al “suono” del hashtag #rompiamoilsilenzio lanciato da Mika e l’eco mediatico è tale che questa frase entra subito nei trend topic di Twitter.

Perché ci vogliono convincere che il nostro sia un paese che ha altre priorità, che non necessita di leggi contro la violenza di carattere discriminatorio (che sia discriminazione per il colore della pelle, per la religione o per l’orientamento sessuale poco importa)…

Perché vogliono convincerci che al popolo italiano non interessa se due persone dello stesso sesso che si amano non hanno nessun diritto… se vengono insultate e derise per la strada… se vengono picchiate a sangue…

E nel frattempo giovani ragazzi si tolgono la vita, vengono insultati e picchiati per il loro orientamento sessuale (vero o presunto) mentre persone meno giovani vivono una vita segreta incapaci di sfuggire al pregiudizio, alla paura e alla vergogna che la nostra società ci ha impiantato dentro come un microchip.

E allora Rompere il silenzio è necessario perché viviamo in un paese in cui se vedi un manifesto di un cantante, in questo caso Mika, non ci disegni i baffi, non gli fai le corna in testa… no, ci scrivi sopra FROCIO.

Ma se qualcuno si fosse perso l’accaduto in questa domenica d’agosto veniamo ai fatti…

Mika terrà un concerto al Nelson Mandela Forum il prossimo 30 settembre e, ovviamente, per le strade della città sono stati appesi i manifesti che pubblicizzano l’evento.

Succede che qualcuno con molto tempo libero, al punto da essere inconsapevole che forse sarebbe meglio se impiegasse quel tempo prezioso a cercare di farsi prima un esame di coscienza, quindi a studiare un po’ di storia partendo magari dalle parole Hitler e Genocidio, deturpi il manifesto con un enorme scritta: “FROCIO“.

Giornali e siti web prima a questa parola hanno aggiunto i più svariati aggettivi… vergognosa, squallida, idiota… io non lo farò per un semplice motivo. Non starò qui a fingere che quella parola la usino solo pochi deficienti come chi ha “decorato” quel manifesto.

Non starò qui a fingere che l’offesa più usata tra i giovani al giorno d’oggi non sia FROCIO DI MERDA… no ragazzi mi spiace dirvelo ma come direbbe qualcuno “FROCIO DI MERDA is the new FIGLIO DI PUTTANA“. Non ci credete?

Fatevi un giro in un qualsiasi posto frequentato da adolescenti (e non solo)… un oratorio, un cinema, un centro commerciale, un luna park… vanno bene anche le strade del centro di Milano, fatevi un giro osservate i giovani in gruppo e ascoltateli… capirete che purtroppo quella parola viene usata come il peggior insulto da rivolgere al ragazzo di sesso maschile di turno. Non esiste per gran parte di loro insulto peggiore.

Provare per credere…. io la scorsa settimana stavo tornando da Arezzo in treno, nel mio vagone c’era un intera scolaresca di adolescenti di ritorno da una gita con le suore… due ore di viaggio con cinque adolescenti imbizzarriti che, tra un pugno e uno spintone, quando dovevano davvero farsi male tiravano fuori la parolina magica “Sei uno schifoso frocio di merda… ricchione“.

Alcune volte questa parola la sentirete sbandierata, altre volte sarà un semplice sussurro accompagnato da qualche risatina stupida.

Rammento ancora oggi dove mi trovavo quando Tiziano Ferro fece outing attraverso le pagine di Vanity Fair. Un gesto molto coraggioso.

Era un mercoledì di novembre quando l’intervista uscì se non ricordo male e, ovviamente, le edicole era tappezzate con la copertina della rivista con il titolo ben in evidenza “TIZIANO FERRO: Mi voglio innamorare di un uomo“.

Ricordo che quella mattina entrai in un tabacchi e quando uscii c’erano quattro o cinque ragazze diciottenni (o poco meno) all’uscita dal negozio. Come delle comari di paese ciacolavano: “Ma hai sentito? Ferro è frocio. mamma mia che delusione” e un’altra gli faceva eco: “davvero, ma chissà come mai…“.

Il resto della conversazione ve lo risparmio perché ci sarebbe davvero da mandarle in esilio sull’isola d’Elba.

Per fortuna i giovani non sono tutti così (e questo va sottolineato!)… per fortuna in alcuni casi la musica riesce ad andare oltre l’ignoranza delle persone e posso dire che è stato bello qualche settimana fa vedere lo stadio San Siro di Milano pieno di gente che cantava le canzoni di Tiziano; persone di tutte le età, di tutte le provenienze geografiche e sociali… anche persone che magari se vedono un omosessuale pensano ancora che serva mettersi spalle al muro… però erano lì a cantare… e questo è un piccolo segno che possiamo ancora sperare.

Sperare si, ma senza dimenticarci che per quel che riguarda la discriminazione sessuale il nostro paese ha ancora un sacco di problemi.

Mancano le leggi, quelle che tutelino dalla violenza e dalle discriminazioni, e quelle che concedano diritti al punto che siamo stati anche redarguiti recentemente dall’Unione Europea.

Delle leggi sarebbero un primo grande passo in un paese come il nostro in cui questa benedetta famiglia del “Mulino bianco” (sempre che la famiglia del Mulino bianco rappresenti quella tradizionale, ma è un modo di dire) non si sa di cosa abbia paura, forse che gli omosessuali gli interrompano la produzione di Tegolini?

Ma purtroppo il problema più grande del nostro paese è culturale.

Le nostre scuole non sono attrezzate ad insegnare fin dalle elementari il rispetto per le diversità, quali esse siano, e questo è un processo che dovrebbe partire immediatamente.

Va detto che insieme alle scuole sarebbe il caso che questa cultura e questo rispetto venga insegnato in primis anche ai nostri politici che, in più di un occasione, si sono lasciati scappare frasi infelici o concetti retrogradi, ignoranti e lesivi della dignità degli omosessuali. Mi viene in mente il nome di un politico della Lega a cui spesso viene data parole nei talk show della televisione italiana. Ecco toglietegliela subito. Perché va bene la libertà di pensiero, ma c’è un confine che non andrebbe mai superato, soprattutto da parte di chi ci governa.

“Avevo visto la foto della scritta sui miei manifesti e il mio istinto era di lasciar stare… che l’odio di alcune persone, una cosa che conosco bene, era meglio ignorata. Ma voi avete ragione #rompiamoilsilenzio non ho paura di chi mi discrimina. Nessuno deve averne. L’amore fa quel che vuole“.

Queste sono state le parole di Mika in risposta a quella scritta sul suo manifesto ed ora se ne sta parlando tanto e questo è un bene.

Ma è anche vero che questo eco mediatico arriva dal fatto che un personaggio noto ha deciso di non stare zitto e rispondere per le rime agli insulti. Quello che non deve assolutamente accadere e che questa indignazione duri qualche giorno o settimana al massimo per poi svanire nel nulla.

La notizia di un ragazzo picchiato da sei coetanei (4 uomini e 2 donne) con pugni, calci e catene a Genova è di pochi giorni fa. Lo hanno aggredito solo perché una delle ragazze era convinta che stesse guardando il suo fidanzato e gli ha urlato contro “brutto gay, non guardare il mio ragazzo“, lui ha cercato di far capire che era solo soprappensiero, ma non c’è stato verso; sceso dal pullman è stato massacrato in una maniera talmente brutale da causargli un ematoma cerebrale che lo ha mandato in coma, salvato in extremis da un intervento di neurochirurgia.

Stiamo parlando di qualcosa accaduto una manciata di giorni fa, eppure quel giorno non c’è stato nessun trend topic su Twitter, qualche tweet qua e là ma perlopiù silenzio…

Ecco a cosa deve servire l’hashtag #rompiamoilsilenzio, a non rassegnarsi, a smetterla di creare divisioni, e a non farsi sentire solo quando ad “alzare la voce” è qualcuno di famoso.

Per Mika in queste ore si sta alzando un coro di tweet e messaggi di solidarietà da parte dei suoi colleghi: Simona Ventura, Eros Ramazzotti, Elisa, Paola Turci, Lorenzo Fragola,Fedez sono solo alcuni dei nomi che si sono espressi al riguardo con parole di solidarietà bellissime perché Mika, prima che un cantante e un’artista, è un uomo, un essere umano. Molti di questi nomi non è la prima volta che si fanno sentire in difesa delle persone discriminate per il loro orientamento sessuale.

Ecco ora però trascorso qualche giorno non tornate in silenzio perché la gente ha bisogno di voi per farsi sentire… voi potete fare di più, non so dirvi cosa, se una petizione, una raccolta firme o una manifestazione, ma avete il “potere” di farvi ascoltare, di chiedere un cambiamento perché sappiamo tutti che, se parte da un personaggio noto che a sua volta coinvolge altri personaggi conosciuti, un messaggio ha un altro eco mediatico rispetto alla gente.

Forse voi avete veramente la possibilità di rompere il silenzio definitivamente con l’aiuto delle persone che vi seguono. Perché la brutta verità di questo paese è che troppo spesso “le persone comuni” non vengono ascoltate da chi le governa.

#rompiamoilsilenzio

 N.B. Ovviamente l’immagine di questo articolo è una provocazione sul fatto che ci sono tanti modi per esprimere che qualcuno non ci piace… fisicamente, caratterialmente… la parola Frocio in una società civile non dovrebbe rientrare tra queste però.

 

 

The meaning of the words is: Ugly, off-key/tone-deaf, unpleasant/annoying (jerk), snob.

The author of the article says: "Of course the image of this article is a provocation on the fact that there are so many ways to express that we don't like someone ... physically, temperamentally ... the word faggot in a civilized society should not be among those, however."

He says that he doesn't want to pretend that this word is used just by a few morons like who "decorated" the poster. With regard to discrimination based upon one’s sexual orientation our country still has a lot of problems. The laws are missing, those that protect from violence and discrimination, and those that grant rights to the point that we were also recently rebuked by the European Union. But unfortunately, the biggest problem of our country is cultural. Because the offense most used among young people nowadays is  "s**tty fag", and unfortunately, that word is used as the worst insult be addressed to any guy . It doesn't exist worst insult for most of them.

"Meanwhile (while many pretend not to notice what's happening) young boys take their own lives, are insulted and beaten for their sexual orientation (real or perceived), while older people are living a secret life unable to escape the prejudice, fear and shame that our society has implanted in us like a microchip."

"So "Break the silence" is necessary because we live in a country where if you see a poster of a singer, in this case Mika, you don’t draw mustache on it/him, you don’t do the horns on his head ... no, you write over it/him Frocio/Fag."

Edited by charlie20
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This is article is a very good reflection: About the situation in Italy regarding the LGBT situation, the daily use of the word frocio, the background of what happened on Twitter of course, that #RompiamoIlSilenzio needs to be voiced also when the big splash is over... And the picture is a pointed provocation that you can say in a lot of ways that you don't like someone. But not using the word "frocio". It's not the opinion of the author about Mika, not at all.

 

Edit: Too slow :naughty:

Edited by DerMoment1608
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La rete si risveglia oggi al “suono” del hashtag #rompiamoilsilenzio lanciato da Mika e l’eco mediatico è tale che questa frase entra subito nei trend topic di Twitter.

Perché ci vogliono convincere che il nostro sia un paese che ha altre priorità, che non necessita di leggi contro la violenza di carattere discriminatorio (che sia discriminazione per il colore della pelle, per la religione o per l’orientamento sessuale poco importa)…

Perché vogliono convincerci che al popolo italiano non interessa se due persone dello stesso sesso che si amano non hanno nessun diritto… se vengono insultate e derise per la strada… se vengono picchiate a sangue…

E nel frattempo giovani ragazzi si tolgono la vita, vengono insultati e picchiati per il loro orientamento sessuale (vero o presunto) mentre persone meno giovani vivono una vita segreta incapaci di sfuggire al pregiudizio, alla paura e alla vergogna che la nostra società ci ha impiantato dentro come un microchip.

E allora Rompere il silenzio è necessario perché viviamo in un paese in cui se vedi un manifesto di un cantante, in questo caso Mika, non ci disegni i baffi, non gli fai le corna in testa… no, ci scrivi sopra FROCIO.

Ma se qualcuno si fosse perso l’accaduto in questa domenica d’agosto veniamo ai fatti…

Mika terrà un concerto al Nelson Mandela Forum il prossimo 30 settembre e, ovviamente, per le strade della città sono stati appesi i manifesti che pubblicizzano l’evento.

Succede che qualcuno con molto tempo libero, al punto da essere inconsapevole che forse sarebbe meglio se impiegasse quel tempo prezioso a cercare di farsi prima un esame di coscienza, quindi a studiare un po’ di storia partendo magari dalle parole Hitler e Genocidio, deturpi il manifesto con un enorme scritta: “FROCIO“.

Giornali e siti web prima a questa parola hanno aggiunto i più svariati aggettivi… vergognosa, squallida, idiota… io non lo farò per un semplice motivo. Non starò qui a fingere che quella parola la usino solo pochi deficienti come chi ha “decorato” quel manifesto.

Non starò qui a fingere che l’offesa più usata tra i giovani al giorno d’oggi non sia FROCIO DI MERDA… no ragazzi mi spiace dirvelo ma come direbbe qualcuno “FROCIO DI MERDA is the new FIGLIO DI PUTTANA“. Non ci credete?

Fatevi un giro in un qualsiasi posto frequentato da adolescenti (e non solo)… un oratorio, un cinema, un centro commerciale, un luna park… vanno bene anche le strade del centro di Milano, fatevi un giro osservate i giovani in gruppo e ascoltateli… capirete che purtroppo quella parola viene usata come il peggior insulto da rivolgere al ragazzo di sesso maschile di turno. Non esiste per gran parte di loro insulto peggiore.

Provare per credere…. io la scorsa settimana stavo tornando da Arezzo in treno, nel mio vagone c’era un intera scolaresca di adolescenti di ritorno da una gita con le suore… due ore di viaggio con cinque adolescenti imbizzarriti che, tra un pugno e uno spintone, quando dovevano davvero farsi male tiravano fuori la parolina magica “Sei uno schifoso frocio di merda… ricchione“.

Alcune volte questa parola la sentirete sbandierata, altre volte sarà un semplice sussurro accompagnato da qualche risatina stupida.

Rammento ancora oggi dove mi trovavo quando Tiziano Ferro fece outing attraverso le pagine di Vanity Fair. Un gesto molto coraggioso.

Era un mercoledì di novembre quando l’intervista uscì se non ricordo male e, ovviamente, le edicole era tappezzate con la copertina della rivista con il titolo ben in evidenza “TIZIANO FERRO: Mi voglio innamorare di un uomo“.

Ricordo che quella mattina entrai in un tabacchi e quando uscii c’erano quattro o cinque ragazze diciottenni (o poco meno) all’uscita dal negozio. Come delle comari di paese ciacolavano: “Ma hai sentito? Ferro è frocio. mamma mia che delusione” e un’altra gli faceva eco: “davvero, ma chissà come mai…“.

Il resto della conversazione ve lo risparmio perché ci sarebbe davvero da mandarle in esilio sull’isola d’Elba.

Per fortuna i giovani non sono tutti così (e questo va sottolineato!)… per fortuna in alcuni casi la musica riesce ad andare oltre l’ignoranza delle persone e posso dire che è stato bello qualche settimana fa vedere lo stadio San Siro di Milano pieno di gente che cantava le canzoni di Tiziano; persone di tutte le età, di tutte le provenienze geografiche e sociali… anche persone che magari se vedono un omosessuale pensano ancora che serva mettersi spalle al muro… però erano lì a cantare… e questo è un piccolo segno che possiamo ancora sperare.

Sperare si, ma senza dimenticarci che per quel che riguarda la discriminazione sessuale il nostro paese ha ancora un sacco di problemi.

Mancano le leggi, quelle che tutelino dalla violenza e dalle discriminazioni, e quelle che concedano diritti al punto che siamo stati anche redarguiti recentemente dall’Unione Europea.

Delle leggi sarebbero un primo grande passo in un paese come il nostro in cui questa benedetta famiglia del “Mulino bianco” (sempre che la famiglia del Mulino bianco rappresenti quella tradizionale, ma è un modo di dire) non si sa di cosa abbia paura, forse che gli omosessuali gli interrompano la produzione di Tegolini?

Ma purtroppo il problema più grande del nostro paese è culturale.

Le nostre scuole non sono attrezzate ad insegnare fin dalle elementari il rispetto per le diversità, quali esse siano, e questo è un processo che dovrebbe partire immediatamente.

Va detto che insieme alle scuole sarebbe il caso che questa cultura e questo rispetto venga insegnato in primis anche ai nostri politici che, in più di un occasione, si sono lasciati scappare frasi infelici o concetti retrogradi, ignoranti e lesivi della dignità degli omosessuali. Mi viene in mente il nome di un politico della Lega a cui spesso viene data parole nei talk show della televisione italiana. Ecco toglietegliela subito. Perché va bene la libertà di pensiero, ma c’è un confine che non andrebbe mai superato, soprattutto da parte di chi ci governa.

“Avevo visto la foto della scritta sui miei manifesti e il mio istinto era di lasciar stare… che l’odio di alcune persone, una cosa che conosco bene, era meglio ignorata. Ma voi avete ragione #rompiamoilsilenzio non ho paura di chi mi discrimina. Nessuno deve averne. L’amore fa quel che vuole“.

Queste sono state le parole di Mika in risposta a quella scritta sul suo manifesto ed ora se ne sta parlando tanto e questo è un bene.

Ma è anche vero che questo eco mediatico arriva dal fatto che un personaggio noto ha deciso di non stare zitto e rispondere per le rime agli insulti. Quello che non deve assolutamente accadere e che questa indignazione duri qualche giorno o settimana al massimo per poi svanire nel nulla.

La notizia di un ragazzo picchiato da sei coetanei (4 uomini e 2 donne) con pugni, calci e catene a Genova è di pochi giorni fa. Lo hanno aggredito solo perché una delle ragazze era convinta che stesse guardando il suo fidanzato e gli ha urlato contro “brutto gay, non guardare il mio ragazzo“, lui ha cercato di far capire che era solo soprappensiero, ma non c’è stato verso; sceso dal pullman è stato massacrato in una maniera talmente brutale da causargli un ematoma cerebrale che lo ha mandato in coma, salvato in extremis da un intervento di neurochirurgia.

Stiamo parlando di qualcosa accaduto una manciata di giorni fa, eppure quel giorno non c’è stato nessun trend topic su Twitter, qualche tweet qua e là ma perlopiù silenzio…

Ecco a cosa deve servire l’hashtag #rompiamoilsilenzio, a non rassegnarsi, a smetterla di creare divisioni, e a non farsi sentire solo quando ad “alzare la voce” è qualcuno di famoso.

Per Mika in queste ore si sta alzando un coro di tweet e messaggi di solidarietà da parte dei suoi colleghi: Simona Ventura, Eros Ramazzotti, Elisa, Paola Turci, Lorenzo Fragola,Fedez sono solo alcuni dei nomi che si sono espressi al riguardo con parole di solidarietà bellissime perché Mika, prima che un cantante e un’artista, è un uomo, un essere umano. Molti di questi nomi non è la prima volta che si fanno sentire in difesa delle persone discriminate per il loro orientamento sessuale.

Ecco ora però trascorso qualche giorno non tornate in silenzio perché la gente ha bisogno di voi per farsi sentire… voi potete fare di più, non so dirvi cosa, se una petizione, una raccolta firme o una manifestazione, ma avete il “potere” di farvi ascoltare, di chiedere un cambiamento perché sappiamo tutti che, se parte da un personaggio noto che a sua volta coinvolge altri personaggi conosciuti, un messaggio ha un altro eco mediatico rispetto alla gente.

Forse voi avete veramente la possibilità di rompere il silenzio definitivamente con l’aiuto delle persone che vi seguono. Perché la brutta verità di questo paese è che troppo spesso “le persone comuni” non vengono ascoltate da chi le governa.

#rompiamoilsilenzio

 N.B. Ovviamente l’immagine di questo articolo è una provocazione sul fatto che ci sono tanti modi per esprimere che qualcuno non ci piace… fisicamente, caratterialmente… la parola Frocio in una società civile non dovrebbe rientrare tra queste però.

 

 

The meaning of the words is: Ugly, off-key/tone-deaf, unpleasant/annoying (jerk), snob.

The author of the article says: "Of course the image of this article is a provocation on the fact that there are so many ways to express that we don't like someone ... physically, temperamentally ... the word faggot in a civilized society should not be among those, however."

He says that he doesn't want to pretend that this word is used just by a few morons like who "decorated" the poster. With regard to discrimination based upon one’s sexual orientation our country still has a lot of problems. The laws are missing, those that protect from violence and discrimination, and those that grant rights to the point that we were also recently rebuked by the European Union. But unfortunately, the biggest problem of our country is cultural. Because the offense most used among young people nowadays is  "s**tty fag", and unfortunately, that word is used as the worst insult be addressed to any guy . It doesn't exist worst insult for most of them.

"Meanwhile (while many pretend not to notice what's happening) young boys take their own lives, are insulted and beaten for their sexual orientation (real or perceived), while older people are living a secret life unable to escape the prejudice, fear and shame that our society has implanted in us like a microchip."

"So "Break the silence" is necessary because we live in a country where if you see a poster of a singer, in this case Mika, you don’t draw mustache on it/him, you don’t do the horns on his head ... no, you write over it/him Frocio/Fag."

Thank you very much for translating :huglove:

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What is this article about? And why are these words across the picture of Mika? Brutto ? Stonato? Antipatico???Snob??? :shocked:

 

http://www.allmusicitalia.it/in-direzione-ostinata/mika-lancia-lhashtag-rompiamoilsilenzio-perche-frxcio-is-the-new-figlio-di-puxxana.html

 

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this is an AMAZING train of thoughts about the issue, very well conceived.

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Mika played at the 63th B-day party of Fawaz Gruosi ( Swiss jeweler De Grisogono brand owner )

 

la nuova sardegna.gelocal.it

Al Cala di Volpe mega party per i 63 anni del gioielliere Fawaz Gruosi

http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2015/08/09/news/festa-da-oscar-per-gruosi-con-adrien-brody-1.11909722

 

 

 

La Gazetta

Fawaz Gruosi, il party è in Costa Smeralda

http://www.gazzetta.it/Foto-Gallery/Sportlife/Tempo-Libero/09-08-2015/fawaz-gruosi-party-costa-smeralda-120880603881.shtml

 

 

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20416272316_ba2197a68e_b.jpg

 

 

 

 

 

Another one about this gig: http://www.lapresse.it/mobile/gossip/mega-party-in-sardegna-per-fawaz-gruosi-mika-special-guest-1.744846

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La rete si risveglia oggi al “suono” del hashtag #rompiamoilsilenzio lanciato da Mika e l’eco mediatico è tale che questa frase entra subito nei trend topic di Twitter.

Perché ci vogliono convincere che il nostro sia un paese che ha altre priorità, che non necessita di leggi contro la violenza di carattere discriminatorio (che sia discriminazione per il colore della pelle, per la religione o per l’orientamento sessuale poco importa)…

Perché vogliono convincerci che al popolo italiano non interessa se due persone dello stesso sesso che si amano non hanno nessun diritto… se vengono insultate e derise per la strada… se vengono picchiate a sangue…

E nel frattempo giovani ragazzi si tolgono la vita, vengono insultati e picchiati per il loro orientamento sessuale (vero o presunto) mentre persone meno giovani vivono una vita segreta incapaci di sfuggire al pregiudizio, alla paura e alla vergogna che la nostra società ci ha impiantato dentro come un microchip.

 

E allora Rompere il silenzio è necessario perché viviamo in un paese in cui se vedi un manifesto di un cantante, in questo caso Mika, non ci disegni i baffi, non gli fai le corna in testa… no, ci scrivi sopra FROCIO.

 

Ma se qualcuno si fosse perso l’accaduto in questa domenica d’agosto veniamo ai fatti…

 

Mika terrà un concerto al Nelson Mandela Forum il prossimo 30 settembre e, ovviamente, per le strade della città sono stati appesi i manifesti che pubblicizzano l’evento.

Succede che qualcuno con molto tempo libero, al punto da essere inconsapevole che forse sarebbe meglio se impiegasse quel tempo prezioso a cercare di farsi prima un esame di coscienza, quindi a studiare un po’ di storia partendo magari dalle parole Hitler e Genocidio, deturpi il manifesto con un enorme scritta: “FROCIO“.

 

Giornali e siti web prima a questa parola hanno aggiunto i più svariati aggettivi… vergognosa, squallida, idiota… io non lo farò per un semplice motivo. Non starò qui a fingere che quella parola la usino solo pochi deficenti come chi ha “decorato” quel manifesto.

Non starò qui a fingere che l’offesa più usata tra i giovani al giorno d’oggi non sia FROCIO DI MERDA… no ragazzi mi spiace dirvelo ma come direbbe qualcuno “FROCIO DI MERDA is the new FIGLIO DI PUTTANA“. Non ci credete?

Fatevi un giro in un qualsiasi posto frequentato da adolescenti (e non solo)… un oratorio, un cinema, un centro commerciale, un luna park… vanno bene anche le strade del centro di Milano, fatevi un giro osservate i giovani in gruppo e ascoltateli… capirete che purtroppo quella parola viene usata come il peggior insulto da rivolgere al ragazzo di sesso maschile di turno. Non esiste per gran parte di loro insulto peggiore.

Provare per credere…. io la scorsa settimana stavo tornando da Arezzo in treno, nel mio vagone c’era un intera scolaresca di adolescenti di ritorno da una gita con le suore… due ore di viaggio con cinque adolescenti imbizzarriti che, tra un pugno e uno spintone, quando dovevano davvero farsi male tiravano fuori la parolina magica “Sei uno schifoso frocio di merda… ricchione“.

 

Alcune volte questa parola la sentirete sbandierata, altre volte sarà un semplice sussurro accompagnato da qualche risatina stupida.

Rammento ancora oggi dove mi trovavo quando Tiziano Ferro fece outing attraverso le pagine di Vanity Fair. Un gesto molto coraggioso.

Era un mercoledì di novembre quando l’intervista uscì se non ricordo male e, ovviamente, le edicole era tappezzate con la copertina della rivista con il titolo ben in evidenza “TIZIANO FERRO: Mi voglio innamorare di un uomo“.

Ricordo che quella mattina entrai in un tabacchi e quando uscii c’erano quattro o cinque ragazze diciottenni (o poco meno) all’uscita dal negozio. Come delle comari di paese ciacolavano: “Ma hai sentito? Ferro è frocio. mamma mia che delusione” e un’altra gli faceva eco: “davvero, ma chissà come mai…“.

Il resto della conversazione ve lo risparmio perché ci sarebbe davvero da mandarle in esilio sull’isola d’Elba.

Per fortuna i giovani non sono tutti così (e questo va sottolineato!)… per fortuna in alcuni casi la musica riesce ad andare oltre l’ignoranza delle persone e posso dire che è stato bello qualche settimana fa vedere lo stadio San Siro di Milano pieno di gente che cantava le canzoni di Tiziano; persone di tutte le età, di tutte le provenienze geografiche e sociali… anche persone che magari se vedono un omosessuale pensano ancora che serva mettersi spalle al muro… però erano lì a cantare… e questo è un piccolo segno che possiamo ancora sperare.

 

Sperare si, ma senza dimenticarci che per quel che riguarda la discriminazione sessuale il nostro paese ha ancora un sacco di problemi.

Mancano le leggi, quelle che tutelino dalla violenza e dalle discriminazioni, e quelle che concedano diritti al punto che siamo stati anche redarguiti recentemente dall’Unione Europea.

Delle leggi sarebbero un primo grande passo in un paese come il nostro in cui questa benedetta famiglia del “Mulino bianco” (sempre che la famiglia del Mulino bianco rappresenti quella tradizionale, ma è un modo di dire) non si sa di cosa abbia paura, forse che gli omosessuali gli interrompano la produzione di Tegolini?

Ma purtroppo il problema più grande del nostro paese è culturale.

Le nostre scuole non sono attrezzate ad insegnare fin dalle elementari il rispetto per le diversità, quali esse siano, e questo è un processo che dovrebbe partire immediatamente.

Va detto che insieme alle scuole sarebbe il caso che questa cultura e questo rispetto venga insegnato in primis anche ai nostri politici che, in più di un occasione, si sono lasciati scappare frasi infelici o concetti retrogradi, ignoranti e lesivi della dignità degli omosessuali. Mi viene in mente il nome di un politico della Lega a cui spesso viene data parole nei talk show della televisione italiana. Ecco toglietegliela subito. Perché va bene la libertà di pensiero, ma c’è un confine che non andrebbe mai superato, soprattutto da parte di chi ci governa.

 

“Avevo visto la foto della scritta sui miei manifesti e il mio istinto era di lasciar stare… che l’odio di alcune persone, una cosa che conosco bene, era meglio ignorata. Ma voi avete ragione #rompiamoilsilenzio non ho paura di chi mi discrimina. Nessuno deve averne. L’amore fa quel che vuole“.

 

Queste sono state le parole di Mika in risposta a quella scritta sul suo manifesto ed ora se ne sta parlando tanto e questo è un bene.

Ma è anche vero che questo eco mediatico arriva dal fatto che un personaggio noto ha deciso di non stare zitto e rispondere per le rime agli insulti. Quello che non deve assolutamente accadere e che questa indignazione duri qualche giorno o settimana al massimo per poi svanire nel nulla.

 

La notizia di un ragazzo picchiato da sei coetanei (4 uomini e 2 donne) con pugni, calci e catene a Genova è di pochi giorni fa. Lo hanno aggredito solo perché una delle ragazze era convinta che stesse guardando il suo fidanzato e gli ha urlato contro “brutto gay, non guardare il mio ragazzo“, lui ha cercato di far capire che era solo soprappensiero, ma non c’è stato verso; sceso dal pullman è stato massacrato in una maniera talmente brutale da causargli un ematoma cerebrale che lo ha mandato in coma, salvato in extremis da un intervento di neurochirurgia.

Stiamo parlando di qualcosa accaduto una manciata di giorni fa, eppure quel giorno non c’è stato nessun trend topic su Twitter, qualche tweet qua e là ma perlopiù silenzio…

 

Ecco a cosa deve servire l’hashtag #rompiamoilsilenzio, a non rassegnarsi, a smetterla di creare divisioni, e a non farsi sentire solo quando ad “alzare la voce” è qualcuno di famoso.

Per Mika in queste ore si sta alzando un coro di tweet e messaggi di solidarietà da parte dei suoi colleghi: Simona Ventura, Eros Ramazzotti, Elisa, Paola Turci, Lorenzo Fragola, Fedez sono solo alcuni dei nomi che si sono espressi al riguardo con parole di solidarietà bellissime perché Mika, prima che un cantante e un’artista, è un uomo, un essere umano. Molti di questi nomi non è la prima volta che si fanno sentire in difesa delle persone discriminate per il loro orientamento sessuale.

 

Ecco ora però trascorso qualche giorno non tornate in silenzio perché la gente ha bisogno di voi per farsi sentire… voi potete fare di più, non so dirvi cosa, se una petizione, una raccolta firme o una manifestazione, ma avete il “potere” di farvi ascoltare, di chiedere un cambiamento perché sappiamo tutti che, se parte da un personaggio noto che a sua volta coinvolge altri personaggi conosciuti, un messaggio ha un altro eco mediatico rispetto alla gente.

Forse voi avete veramente la possibilità di rompere il silenzio definitivamente con l’aiuto delle persone che vi seguono. Perché la brutta verità di questo paese è che troppo spesso “le persone comuni” non vengono ascoltate da chi le governa.

 

#rompiamoilsilenzio

 

 N.B. Ovviamente l’immagine di questo articolo è una provocazione sul fatto che ci sono tanti modi per esprimere che qualcuno non ci piace… fisicamente, caratterialmente… la parola Frocio in una società civile non dovrebbe rientrare tra queste però.

 

I translated by Google translate :


The network is awakening today to the "sound" of the hashtag #rompiamoilsilenzio launched by Mika and eco media is such that this phrase goes right trending topic in Twitter.

Because we want to convince that ours is a country that has other priorities, which does not need laws against discrimination-based violence (that is discrimination on skin color, religion or sexual orientation does not matter) ...

Because they want to convince us that the Italian people do not care if two people of the same sex who love each other have no right ... if you are insulted and ridiculed for the way ... if you are beaten in blood ...

Meanwhile young boys take their own lives, are insulted and beaten for their sexual orientation (real or perceived), while older people are living a secret life unable to escape the prejudice, fear and shame that our society has implanted in like a microchip.

 

So Break the silence is necessary because we live in a country where if you see a poster of a singer, in this case Mika, no designs mustache, did not make the horns on his head ... no, I write over Froch.

 

But if someone who missed what happened in this Sunday of August come to the facts ...

 

Mika will perform at Nelson Mandela Forum on September 30 and, of course, the streets of the city were hung the posters that advertise the event.

It happens that someone with plenty of free time, to the point of being unaware that it would be better if it employs that precious time trying to get a first examination of conscience, and to study a bit 'of history perhaps starting from the words Hitler and Genocide, deface the poster with a huge inscription: "Froch."

 

Newspapers and websites before this word have added many different adjectives ... shameful, squalid, idiot ... I will not do it for one simple reason. Here I shall not pretend that that word to use as few moron who has "decorated" the manifesto.

Here I shall not pretend that the offense most used among young people nowadays is not Froch s**t ... no boys sorry to tell you but one might say "Froch s**t is the new SON OF A BITCH." Do not believe us?

Take a tour of any place frequented by teenagers (and others) ... a chapel, a cinema, a shopping center, an amusement park ... go well also in the streets of downtown Milan, take a look around the youth group and listen ... you understand that, unfortunately, the word is used as the worst insult to ask your kid male on duty. It does not exist for most of their worst insult.

Seeing is believing…. I last week I was returning by train from Arezzo, in my car there was a whole school of teenagers returning from a trip with the sisters ... two-hour trip with five teenage runaway who, between a punch and a push, when needed really they get hurt they put out the magic word "You're a ####ing fagot fagot s**t ...".

 

Sometimes this word bandied about the feel, other times it will be a mere whisper, accompanied by some silly giggle.

Still I remember where I was when Tiziano Ferro outing made through the pages of Vanity Fair. A very brave gesture.

It was a Wednesday in November when the interview came out if I remember correctly, and, of course, newsagents was papered with the cover of the magazine with the title well in evidence "TIZIANO FERRO: I want to fall in love with a man."

I remember that morning I went into a tobacco and when I left there were four or five girls teens (or less) at the exit from the store. As of Wives of country ciacolavano: "But did you hear? Iron is a fag. mamma mia what a disappointment "and another the echoed:" really, but I wonder why ... ".

The rest of the conversation I'll save because it would really be sending them into exile on the island of Elba.

Fortunately, the young are not all that (and this must be stressed!) ... Luckily sometimes the music can get beyond the ignorance of the people and can say that it was nice to see a few weeks ago the San Siro stadium in Milan full of people singing songs by Titian; People of all ages, of all geographical and social ... even people that maybe if they see a homosexual still think that servant get cornered ... but they were there to sing ... and this is a small sign that we can still hope.

 

Hope you, but without forgetting that regard sexism our country still has a lot of problems.

Shortage of laws, those that protect from violence and discrimination, and those that grant rights to the point that we were also recently rebuked by the European Union.

Laws would be a great first step in a country like ours where this blessed family of "White Mill" (if the family of White windmill represents the traditional one, but it is a manner of speaking) do not know what to be afraid, perhaps that homosexuals interrupt the production Tegolini?

But unfortunately, the biggest problem of our country is cultural.

Our schools are not equipped to teach right from the elementary respect for diversity, such as they are, and this is a process that should start immediately.

It must be said that along with the schools would be the case that this culture and this respect is taught in the first place also to our politicians who, on more than one occasion, you are left to escape unhappy phrases or concepts backward, ignorant and offensive to the dignity of homosexuals. I am reminded of the name of a politician of the League which is often given in the words of Italian television talk show. Take it away from here immediately. Because it fits the freedom of thought, but there is a boundary that should never be exceeded, especially by those who govern us.

 

"I had seen the photos of written on my posters and my instinct was to let go ... the hatred of some people, one thing that I know well, was best ignored. But you are right #rompiamoilsilenzio'm not afraid of who I discriminate. No one should have any. Love does what he wants. "

 

These were the words of Mika in response to one written on his poster, and now he is talking so much and this is good.

But it is also true that this media echo comes from the fact that a celebrity has decided to shut up and not respond in kind to the insults. What must not happen and that this indignation tough few days or a week at most and then vanish into thin air.

 

The news of a boy beaten by six peers (4 men and 2 women) with punches, kicks and chains in Genoa is a few days ago. They attacked only because one of the girls was convinced that he was looking at her boyfriend and she screamed "bad gay, do not look at my boy," he tried to explain that it was just lost in thought, but there was no way ; He fell off the bus was killed in a brutal manner so as to cause a cerebral hematoma that sent him into a coma, saved in extremis by a neurosurgery.

We are talking about something that happened a few days ago, but that day there was no trending topic on Twitter, tweet a few here and there but mostly silence ...

 

That's what has to serve the hashtag #rompiamoilsilenzio, not to give in, to stop creating divisions, and not to be heard only when to "raise their voices" is someone famous.

Mika at this time you are raising a chorus of tweets and messages of support from his colleagues: Simona Ventura, Eros Ramazzotti, Elisa, Paola Turci, Lorenzo Fragola, Fedez are just some of the names who have spoken about it with words Solidarity beautiful because Mika before a singer and an artist, he is a man, a human being. Many of these names is not the first time that are felt in defense of people discriminated against because of their sexual orientation.

 

Now, however, I spent a few days do not come back in silence because people need to be heard of you ... you can do more, I do not know what to tell you, if a petition, a petition or a demonstration, but you have the "power" They listen, to ask for a change because we all know that, if part of a celebrity, which in turn involves other characters known, a message has echoed another media than the people.

Perhaps you really can finally break the silence with the help of the people who follow you. Because the ugly truth of this country is that too often, "ordinary people" are not heard by those who govern.

 

#rompiamoilsilenzio

 

 N.B. Of course the image of this article is a provocation on the fact that there are so many ways to express that someone we do not like ... physically, temperamentally ... the word fagot in a civilized society should not be among those, however.

Edited by crazyaboutmika
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The meaning of the words is: Ugly, off-key/tone-deaf, unpleasant/annoying (jerk), snob.

The author of the article says: "Of course the image of this article is a provocation on the fact that there are so many ways to express that we don't like someone ... physically, temperamentally ... the word faggot in a civilized society should not be among those, however."

He says that he doesn't want to pretend that this word is used just by a few morons like who "decorated" the poster. With regard to discrimination based upon one’s sexual orientation our country still has a lot of problems. The laws are missing, those that protect from violence and discrimination, and those that grant rights to the point that we were also recently rebuked by the European Union. But unfortunately, the biggest problem of our country is cultural. Because the offense most used among young people nowadays is  "s**tty fag", and unfortunately, that word is used as the worst insult be addressed to any guy . It doesn't exist worst insult for most of them.

"Meanwhile (while many pretend not to notice what's happening) young boys take their own lives, are insulted and beaten for their sexual orientation (real or perceived), while older people are living a secret life unable to escape the prejudice, fear and shame that our society has implanted in us like a microchip."

"So "Break the silence" is necessary because we live in a country where if you see a poster of a singer, in this case Mika, you don’t draw mustache on it/him, you don’t do the horns on his head ... no, you write over it/him Frocio/Fag."

 

Thanks for the explanation! Unfortunately in Serbia is exactly the same situation.

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Mika just released an article about his reaction to the homophobic deed against him, I think it's worth to translate it so I'll do it, along with Alyara 

 

 

 

Mika: «Se non avessi reagito agli insulti
avrei tradito il 13enne che sono stato»

 

Quando ho visto su Instagram la foto del poster di Firenze, con la mia faccia imbrattata, mi sono sentito triste, umiliato. Il primo istinto è stato: non dire niente a nessuno, non reagire. Sono in tour, posso girarmi dall’altra parte, esibirmi e stare bene. Spingere lontano gli insulti.

Ma i fan hanno iniziato a parlarne, gli amici a scrivermi messaggi. E mi sono reso conto che la mia prima reazione era ancora quella di un tempo, quella di una persona molto giovane che si sentiva impotente. A scuola ero così, inerme. Se allora avessi reagito mi avrebbero picchiato e non avrei ottenuto altro che tornare a casa con un livido in faccia. So che cos’è il bullismo, mi venivano addosso. Per razzismo, per il fatto che mia madre era grassa o perché in quel periodo avevamo problemi di soldi. Soprattutto, l’80% delle volte, per la mia sessualità. Prima ancora che io fossi consapevole della mia sessualità.

Quando da bambino ti attaccano pensi che non puoi reagire, perché se reagisci quelle cose diventano ancora più grandi — diventano una montagna.Da piccolo la mia rivalsa è sempre stata lenta, riflessa, spalmata su tempi lunghi. Cercavo di spostare lo sguardo dalla mia condizione, mi concentravo sul futuro.

 

Messo di fronte a quel poster mi sono sentito di nuovo come quel ragazzo. E la mia risposta istintiva è stata leccarmi le ferite, chiudere gli occhi, proiettarmi in avanti. È un riflesso automatico, lo stesso che prende la maggior parte delle persone che sono state vittime dei bulli: girati, tieniti dentro tutto.

Poi ho capito. È una delle poche volte nella mia vita in cui sono stato costretto a scegliere il confronto diretto su bullismo e omofobia, mi sono reso conto di quanto le cose siano cambiate, di quanto io sia cambiato.È stato per la reazione delle persone sui social network, per i miei amici e, devo ammettere, per i miei compagni di lavoro. Alcuni tra loro sono gay e sono rimasti feriti, perché sono legati a quello che faccio tutti i giorni: si sono sentiti come se fossero stati insultati in prima persona.

Mi sono reso conto che c’era sì la mia risposta automatica, per via di quello che ho subito e i vecchi meccanismi di difesa, ma che adesso io sono in una posizione di privilegio: sono in tour, sono libero e sono circondato da persone libere, ho il mio mondo per fare quello in cui credo e suscitare tolleranza attraverso la musica, i miei concerti. È un lusso, enorme.

Rifiutando di riconoscere gli insulti, avrei commesso un errore: avrei dimenticato il tredicenne che sono stato e avrei fatto male alle persone che non hanno quel lusso e quel privilegio. Io posso salire sul palco. Ma quando sei implume e quella parola ti riguarda, se vedi quel manifesto ma non trovi una risposta che ti faccia da scudo, allora per te significa che ti hanno abbandonato. Perdi le speranze e ti ritrovi ancora più debole. Non potevo permetterlo, proprio per le cose che sono cambiate nella mia vita: avrei lasciato solo me stesso e un sacco di altre persone. Non importa se hai 14 o 64 anni, quando vedi una cosa del genere la reazione è la stessa, perché ti tocca.

È il motivo per il quale ho deciso di mettere quell’immagine come foto del mio profilo su Twitter e Instagram. Era esattamente quello che mi avrebbe spaventato a 13 anni. Allora non avrei avuto il coraggio, non potevo averlo.Ho fatto l’opposto di quanto avrei fatto a scuola.

Per tutta la vita mi hanno chiamato così: io usavo quegli insulti, li trasformavo in musica, li mettevo nei miei disegni. Per la prima volta, sabato scorso, mi sono detto: perché non tirarli fuori e farne una bandiera da tenere alta sopra le teste di quelli che scrivono, che pensano così. Era la grandezza di Oscar Wilde: prendeva le ipocrisie e le buttava in faccia alla gente, a volte non c’è nulla di più appropriato dei gesti inappropriati! Per questo Wilde è uno dei miei Good Guys.

Avrei potuto scrivere cinquemila parole, mandarli a quel Paese, dire che non sarei mai tornato a Firenze (ma non per come sono io: io amo Firenze!), buttar giù uno sfogo paragonando l’omofobia al sessismo e al maschilismo.Ma con quella «dichiarazione visiva», con quel graffito diventato bandiera, ho fatto tutto questo senza essere violento o aggressivo, senza perdermi in prediche. Ed è stato bello vedere come un’immagine possa rivelarsi potente. Anche per mia mamma. Non ha detto molto, ma si è specchiata in questo episodio, perché da ragazza ha attraversato un periodo difficile. Lei non è mai stata risarcita per quello che ha passato: questa è stata una specie di compensazione ed è arrivata attraverso uno dei suoi figli. Mi ha guardato, ha stretto gli occhi, mi ha sorriso come qualcuno che finalmente trova pace.

La cosa più complicata adesso è capire come andare oltre quell’immagine, proprio per la sua forza. Un gruppo di persone ha voluto replicare il mio gesto: ha preso quella scritta, ci ha messo sotto la sua foto, ha aggiunto lo slogan «ti rompo il silenzio». Facebook ha bloccato i loro profili per 30 ore: è la dimostrazione di quanto quel termine sia ancora sensibile, duro. E dunque: se ti offendono, è giusto trasformare un insulto — che un insulto resta — in una bandiera? Sì, finché questo provoca una discussione costruttiva, finché aiuta le persone a riflettere su come un epiteto malpensato e superficiale possa far sentire gli altri. Ma quella parola è comunque una ferita. È ancora molto forte, ha un sacco di implicazioni negative e può fare male. Non accettiamola come una parola normale. Ma non facciamo più finta che non esista: sarebbe molto più pericoloso.

Edited by Elwendin
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Mika just released an article about his reaction to the homophobic deed against him, I think it's worth to translate it so I'll do it. I might not be able to finish today tho.  

 

 

Thank you so much, Sylvie! Patiently waiting for your translation. I have a basic idea what it says but would love to read a proper translation. 

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Mika just released an article about his reaction to the homophobic deed against him, I think it's worth to translate it so I'll do it, along with Alyara 

 

 

 

Mika: «Se non avessi reagito agli insulti

avrei tradito il 13enne che sono stato»

 

Quando ho visto su Instagram la foto del poster di Firenze, con la mia faccia imbrattata, mi sono sentito triste, umiliato. Il primo istinto è stato: non dire niente a nessuno, non reagire. Sono in tour, posso girarmi dall’altra parte, esibirmi e stare bene. Spingere lontano gli insulti.

Ma i fan hanno iniziato a parlarne, gli amici a scrivermi messaggi. E mi sono reso conto che la mia prima reazione era ancora quella di un tempo, quella di una persona molto giovane che si sentiva impotente. A scuola ero così, inerme. Se allora avessi reagito mi avrebbero picchiato e non avrei ottenuto altro che tornare a casa con un livido in faccia. So che cos’è il bullismo, mi venivano addosso. Per razzismo, per il fatto che mia madre era grassa o perché in quel periodo avevamo problemi di soldi. Soprattutto, l’80% delle volte, per la mia sessualità. Prima ancora che io fossi consapevole della mia sessualità.

Quando da bambino ti attaccano pensi che non puoi reagire, perché se reagisci quelle cose diventano ancora più grandi — diventano una montagna.Da piccolo la mia rivalsa è sempre stata lenta, riflessa, spalmata su tempi lunghi. Cercavo di spostare lo sguardo dalla mia condizione, mi concentravo sul futuro.

 

Messo di fronte a quel poster mi sono sentito di nuovo come quel ragazzo. E la mia risposta istintiva è stata leccarmi le ferite, chiudere gli occhi, proiettarmi in avanti. È un riflesso automatico, lo stesso che prende la maggior parte delle persone che sono state vittime dei bulli: girati, tieniti dentro tutto.

Poi ho capito. È una delle poche volte nella mia vita in cui sono stato costretto a scegliere il confronto diretto su bullismo e omofobia, mi sono reso conto di quanto le cose siano cambiate, di quanto io sia cambiato.È stato per la reazione delle persone sui social network, per i miei amici e, devo ammettere, per i miei compagni di lavoro. Alcuni tra loro sono gay e sono rimasti feriti, perché sono legati a quello che faccio tutti i giorni: si sono sentiti come se fossero stati insultati in prima persona.

Mi sono reso conto che c’era sì la mia risposta automatica, per via di quello che ho subito e i vecchi meccanismi di difesa, ma che adesso io sono in una posizione di privilegio: sono in tour, sono libero e sono circondato da persone libere, ho il mio mondo per fare quello in cui credo e suscitare tolleranza attraverso la musica, i miei concerti. È un lusso, enorme.

Rifiutando di riconoscere gli insulti, avrei commesso un errore: avrei dimenticato il tredicenne che sono stato e avrei fatto male alle persone che non hanno quel lusso e quel privilegio. Io posso salire sul palco. Ma quando sei implume e quella parola ti riguarda, se vedi quel manifesto ma non trovi una risposta che ti faccia da scudo, allora per te significa che ti hanno abbandonato. Perdi le speranze e ti ritrovi ancora più debole. Non potevo permetterlo, proprio per le cose che sono cambiate nella mia vita: avrei lasciato solo me stesso e un sacco di altre persone. Non importa se hai 14 o 64 anni, quando vedi una cosa del genere la reazione è la stessa, perché ti tocca.

È il motivo per il quale ho deciso di mettere quell’immagine come foto del mio profilo su Twitter e Instagram. Era esattamente quello che mi avrebbe spaventato a 13 anni. Allora non avrei avuto il coraggio, non potevo averlo.Ho fatto l’opposto di quanto avrei fatto a scuola.

Per tutta la vita mi hanno chiamato così: io usavo quegli insulti, li trasformavo in musica, li mettevo nei miei disegni. Per la prima volta, sabato scorso, mi sono detto: perché non tirarli fuori e farne una bandiera da tenere alta sopra le teste di quelli che scrivono, che pensano così. Era la grandezza di Oscar Wilde: prendeva le ipocrisie e le buttava in faccia alla gente, a volte non c’è nulla di più appropriato dei gesti inappropriati! Per questo Wilde è uno dei miei Good Guys.

Avrei potuto scrivere cinquemila parole, mandarli a quel Paese, dire che non sarei mai tornato a Firenze (ma non per come sono io: io amo Firenze!), buttar giù uno sfogo paragonando l’omofobia al sessismo e al maschilismo.Ma con quella «dichiarazione visiva», con quel graffito diventato bandiera, ho fatto tutto questo senza essere violento o aggressivo, senza perdermi in prediche. Ed è stato bello vedere come un’immagine possa rivelarsi potente. Anche per mia mamma. Non ha detto molto, ma si è specchiata in questo episodio, perché da ragazza ha attraversato un periodo difficile. Lei non è mai stata risarcita per quello che ha passato: questa è stata una specie di compensazione ed è arrivata attraverso uno dei suoi figli. Mi ha guardato, ha stretto gli occhi, mi ha sorriso come qualcuno che finalmente trova pace.

La cosa più complicata adesso è capire come andare oltre quell’immagine, proprio per la sua forza. Un gruppo di persone ha voluto replicare il mio gesto: ha preso quella scritta, ci ha messo sotto la sua foto, ha aggiunto lo slogan «ti rompo il silenzio». Facebook ha bloccato i loro profili per 30 ore: è la dimostrazione di quanto quel termine sia ancora sensibile, duro. E dunque: se ti offendono, è giusto trasformare un insulto — che un insulto resta — in una bandiera? Sì, finché questo provoca una discussione costruttiva, finché aiuta le persone a riflettere su come un epiteto malpensato e superficiale possa far sentire gli altri. Ma quella parola è comunque una ferita. È ancora molto forte, ha un sacco di implicazioni negative e può fare male. Non accettiamola come una parola normale. Ma non facciamo più finta che non esista: sarebbe molto più pericoloso.

 

Oh so you're working on it! Perfect, then I stop to translate it :wink2:

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Thank you so much, Sylvie! Patiently waiting for your translation. I have a basic idea what it says but would love to read a proper translation. 

 

Alyara got on board and Lucrezia already did a part of it so you might get it sooner. 

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Alyara got on board and Lucrezia already did a part of it so you might get it sooner. 

 

:thumb_yello: Grazie - in advance, you speedy Italien girls!! :hug: 

 

Love,love

me 

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I have the basic idea of Mika's article, from Google Translator, and also the other article above it. 

Thanks for posting.

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it's not easy to traslate the same shade of sweetness and tenderness, and well manners, and personal sufferings he's put in this letter, I think.

 

He's used a simple Italian, but very effective.

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it's not easy to traslate the same shade of sweetness and tenderness, and well manners, and personal sufferings he's put in this letter, I think.

 

He's used a simple Italian, but very effective.

 

You think he wrote this directly in Italian so there won't be any original English version? 

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You think he wrote this directly in Italian so there won't be any original English version? 

Even though i think Mika speaks a good Italian, I would bet he wrote it in English and got then translated...

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Even though i think Mika speaks a good Italian, I would bet he wrote it in English and got then translated...

 

That was my first thought as well so maybe we will get also the original text like with his earlier articles. 

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It's a very touching letter,he is gifted at writing for sure  :)  When this whole campaign started,my first thought was that he should ignore it,and move on. But then I said to myself : what if it would have been MY picture on that defaced poster? How I'd feel about it? How he must feel seeing that? And I realized that no one can judge this situation from his perspective,because actually no one is in his shoes. If he decided to take a stand this time,and take advantage of his popularity,that was a smart move,and I'm glad it's already transcending the italian borders  :thumb_yello:

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