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L'intervista INTEGRALE a Mika sul suo nuovo live in tv, l'Italia, X Factor e Parigi:

 

http://www.sorrisi.com/musica/mika-sinfonia-pop-concerto-como-sky-x-factor-parigi/

 

 

Mika porta la sua «Sinfonia pop» su Sky

 

Nell'intervista integrale il cantante racconta il suo nuovo live con l'orchestra registrato a Como, il rapporto con i ragazzi di «X Factor» e con l'Italia, e la sua reazione ai terribili attentati che hanno colpito Parigi

 

 

MIKA_7050_alta-1150x748.jpg

 

 

27 Novembre 2015 | 11:10 di Francesco Chignola

 

Erano solo 600 i fortunati spettatori del concerto-evento che Mika ha tenuto a Como lo scorso 24 ottobre: i biglietti erano andati esauriti in pochi minuti. Per tutti gli altri, l’appuntamento è in tv a partire dal 27 novembre, quando Sky comincia a trasmettere il live in cui il cantante reinventa il suo repertorio accompagnato dall’Orchestra Sinfonica Affinis Consort diretta da Simon Leclerc.

 

Com’è nata l’idea di fare un concerto con un’orchestra?

«Stavo facendo il mio tour acustico nel mondo, due anni fa. Ero a Montréal, stavo per andare a New York. Una mia amica giornalista molto nota in Quebec,  Olivia Levy, tra un bicchiere di vino e l’altro mi guarda e mi fa: “È stato bello, ma io voglio vederti con un’orchestra, non solo con un piano!”. Due settimane dopo aveva organizzato tutto. Poi per un anno ho lavorato sugli arrangiamenti. Il successo a Montréal è stato pazzesco, infatti ho scelto di mettere quel concerto nell'edizione speciale del mio album “No place in heaven”».

 

E poi hai portato il concerto in Italia. Come mai proprio al Teatro Sociale di Como?

«Volevo un teatro rosso e dorato. Quando avevo 9 anni sono uscito per la prima volta su un palco, era una prova tecnica di un’opera di Strauss, “La donna senza ombra”, con una messa in scena di John Hockney. Era la mia prima esperienza musicale professionale ed ero sul palco della Royal Opera House: da quel momento ho saputo che cosa volevo fare nella vita. Jean Cocteau lo chiamava “il virus del rosso e dell’oro”. Io ce l'ho, e non c’è nessun antidoto».

 

Ti sei divertito a fare questo concerto in Italia?

«È stato differente. In Nord America c’era un sound più cinematografico, con timbri che si rifacevano al mondo del grande schermo. In Italia le sonorità sono più dettagliate, i movimenti sono più eleganti. È più classico. A Como logisticamente è stato un incubo, perché non potevo entrare o uscire dal Teatro: la gente bloccava gli ingressi. E i biglietti, poi! Li abbiamo venduti a soli 37 euro ma sono finiti in pochi minuti, e su Internet c’erano dei biglietti in vendita a 1700 euro. Che follia...».

 

Quali sono le immagini cinematografiche a cui ti sei ispirato per gli arrangiamenti?

«Per ogni canzone io ho scritto alcune frasi che erano come uno “storyboard”, come la descrizione di una scena cinematografica. Per esempio, volevo che “Toy Boy” sembrasse la colonna sonora di un film della Metro Goldwyn Mayer, mescolata a un’animazione della Warner Bros... il tutto in tre minuti. L’orchestra ti dà questa possibilità, quella di dipingere l’ambiente, di trasformarlo. È questa la magia dell’orchestra»

 

L’idea di poter chiudere gli occhi e «sentire» le immagini?

«Assolutamente, era proprio quella la mia intenzione. Non è mica un’ambizione strana o pomposa, con un’orchestra si può fare. La vibrazione che esce da un’orchestra è molto più potente di quella di una band amplificata».

 

Con l'Italia da qualche anno hai un rapporto particolare. Ti abbiamo adottato.

«Prima dell’Italia conoscevo soltanto i cliché, le cose più ovvie. Da alcuni anni invece ho potuto capire chi è veramente questa “persona” che si chiama Italia. Com’è la sera, com’è la mattina, com’è durante i momenti brutti e quelli belli. Sì, io penso che le culture siano come persone».

 

E che tipo di persona è l’Italia?

«È straordinaria, come nessun’altra al mondo. Purtroppo quando sono qui ci resto sempre per tre giorni e lavoro tutto il tempo, poi devo scappare per lavorare in qualche altro Paese. Non ho ancora avuto l’opportunità di godermi davvero l'Italia. Mi piacerebbe, una volta o l'altra, prendermi un po’ di tempo e conoscere meglio la sua “altra faccia”. Comunque a Milano vado anche a fare la spesa tutti i giorni... ogni volta in un posto diverso. L’unica cosa che non mi piace è che alcuni fruttivendoli sembrano dei negozi di gioielli. Che stupidaggine! Un carciofo non è un orologio!».

 

Ma quindi cosa fai a Milano quando non sei all’X Factor Arena?

«Compro cibo e lo mangio! (Ride) Scrivo, leggo, ascolto. Per me è importantissimo non fermarmi mai, sentire musica, vedere concerti, leggere libri. E poi sto sempre preparando qualcosa. Come il prossimo tour, che inizia a Seoul, poi vado in Giappone, in Cina… Sto sempre lavorando».

 

Porterai anche nel resto del mondo questo elemento orchestrale?

«Quello è più complicato perché costa una cifra enorme. Ma c’è già un progetto... entro un anno e mezzo lo rifaremo in un altro Paese europeo, che non è la Francia né l’Italia, con una delle più grandi orchestre europee. Sono molto soddisfatto. Ma è un evento che si comincia a organizzare almeno un anno e mezzo, due anni prima».

 

Andiamo verso la fine di quest’edizione di «X Factor». Quali sono le tue impressioni, rispetto a quello che ti aspettavi all’inizio?

«Penso che il livello sia stato molto alto in generale. Io quest’anno ho cercato di rischiare, non tanto con canzoni sconosciute quanto con canzoni che avessero melodia e calore. Forse ho dovuto subirne le conseguenze. Ma della percezione delle mie scelte non mi preoccupo nemmeno per un secondo, io sono un musicista, lo so che una canzone può essere più “cool” di un’altra, ma la verità è che non me ne frega niente di essere “cool”!»

 

Con i ragazzi come ti sei trovato?

«È più difficile lavorare con ragazzi così giovani. Sono emotivi, fragilissimi. Non puoi essere duro, devi essere costruttivo, in particolare con i maschi perché le loro voci si stanno ancora formando. È una vera sfida per me, ed è per questo che mi piace»

 

Con Fedez hai realizzato il singolo e il video di «Beautiful disaster». Com’è stato lavorare con lui anche fuori da «X Factor»?

«Ora che l’ho conosciuto meglio devo dire che lavora con un’efficacia e una professionalità impressionanti. È un grandissimo professionista. Io di video ne ho fatti tanti ma sono state le riprese più efficaci che ho mai fatto. Abbiamo finito in anticipo! Non mi era mai successo in tutta la mia vita. Ho bisogno di questo suo metodo, perché io sono un casinista».

 

Ma hai letto che Morgan potrebbe andare a «Ballando con le stelle»?

«“Dancing with the stars”? No! Davvero? Ma lui sarebbe fantastico, anche perché non credo che balli molto bene! Ma Morgan sarebbe fantastico in qualunque ruolo. Va bene, non sarà una persona semplice, non lo puoi controllare, ma è una persona così affascinante. Lo ripeto sempre: non siate negativi con lui, anche se l’anno scorso è stato un po’ difficile, perché lo spirito di questo programma si deve anche alla sua collaborazione»

 

Tu vivi tra l’Italia e la Francia e sei cresciuto a Parigi. Come hai vissuto le ore degli attentati del 13 novembre e i giorni successivi?

«Quella sera avrei dovuto cenare a pochi metri dal ristorante “La belle équipe”, dove ci sono stati 19 morti. Ho perso un aereo a causa del ritardo nelle riprese del “Daily” di “X Factor”, così ho cancellato la cena, sono arrivato più tardi. Ma molti miei amici erano al Bataclan. Il proprietario è stato il primo promoter della mia carriera, lo conosco da sempre. Quella sera sono rimaste uccise diverse persone che conoscevo, con cui ho lavorato. Il modo in cui hanno attaccato Parigi è stato diabolico. Sono stati dei giorni molto, molto difficili. Personalmente sono stato male anche perché a Parigi vivo in un appartamento vicino a dove sono cresciuto, e ho rivissuto le paure della mia infanzia, quando mio padre era un ostaggio durante la prima guerra del Golfo. C’è sempre stata la presenza della guerra nella mia vita. Noi siamo scappati dal Libano perché c’era la guerra, siamo stati salvati dalla Marina Militare Americana e a Parigi vivevamo in una comunità di migranti che avevano avuto la chance di scappare. Infatti la mia paura adesso è che la gente dia la colpa ai rifugiati. Ma la verità è che loro stanno scappando esattamente da questo. In questo periodo mi sento pessimista. Ci sarà la luce... c’è sempre la luce alla fine. Ma a quale prezzo?».

 

If you want I can do the translation. Let me know, please  :)

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That would be lovely!  :flowers2: Sometimes online translator makes nonsense.

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L'intervista INTEGRALE a Mika sul suo nuovo live in tv, l'Italia, X Factor e Parigi:

 

http://www.sorrisi.com/musica/mika-sinfonia-pop-concerto-como-sky-x-factor-parigi/

 

 

Mika porta la sua «Sinfonia pop» su Sky

 

Nell'intervista integrale il cantante racconta il suo nuovo live con l'orchestra registrato a Como, il rapporto con i ragazzi di «X Factor» e con l'Italia, e la sua reazione ai terribili attentati che hanno colpito Parigi

 

 

MIKA_7050_alta-1150x748.jpg

 

 

27 Novembre 2015 | 11:10 di Francesco Chignola

 

Erano solo 600 i fortunati spettatori del concerto-evento che Mika ha tenuto a Como lo scorso 24 ottobre: i biglietti erano andati esauriti in pochi minuti. Per tutti gli altri, l’appuntamento è in tv a partire dal 27 novembre, quando Sky comincia a trasmettere il live in cui il cantante reinventa il suo repertorio accompagnato dall’Orchestra Sinfonica Affinis Consort diretta da Simon Leclerc.

 

Com’è nata l’idea di fare un concerto con un’orchestra?

«Stavo facendo il mio tour acustico nel mondo, due anni fa. Ero a Montréal, stavo per andare a New York. Una mia amica giornalista molto nota in Quebec,  Olivia Levy, tra un bicchiere di vino e l’altro mi guarda e mi fa: “È stato bello, ma io voglio vederti con un’orchestra, non solo con un piano!”. Due settimane dopo aveva organizzato tutto. Poi per un anno ho lavorato sugli arrangiamenti. Il successo a Montréal è stato pazzesco, infatti ho scelto di mettere quel concerto nell'edizione speciale del mio album “No place in heaven”».

 

E poi hai portato il concerto in Italia. Come mai proprio al Teatro Sociale di Como?

«Volevo un teatro rosso e dorato. Quando avevo 9 anni sono uscito per la prima volta su un palco, era una prova tecnica di un’opera di Strauss, “La donna senza ombra”, con una messa in scena di John Hockney. Era la mia prima esperienza musicale professionale ed ero sul palco della Royal Opera House: da quel momento ho saputo che cosa volevo fare nella vita. Jean Cocteau lo chiamava “il virus del rosso e dell’oro”. Io ce l'ho, e non c’è nessun antidoto».

 

Ti sei divertito a fare questo concerto in Italia?

«È stato differente. In Nord America c’era un sound più cinematografico, con timbri che si rifacevano al mondo del grande schermo. In Italia le sonorità sono più dettagliate, i movimenti sono più eleganti. È più classico. A Como logisticamente è stato un incubo, perché non potevo entrare o uscire dal Teatro: la gente bloccava gli ingressi. E i biglietti, poi! Li abbiamo venduti a soli 37 euro ma sono finiti in pochi minuti, e su Internet c’erano dei biglietti in vendita a 1700 euro. Che follia...».

 

Quali sono le immagini cinematografiche a cui ti sei ispirato per gli arrangiamenti?

«Per ogni canzone io ho scritto alcune frasi che erano come uno “storyboard”, come la descrizione di una scena cinematografica. Per esempio, volevo che “Toy Boy” sembrasse la colonna sonora di un film della Metro Goldwyn Mayer, mescolata a un’animazione della Warner Bros... il tutto in tre minuti. L’orchestra ti dà questa possibilità, quella di dipingere l’ambiente, di trasformarlo. È questa la magia dell’orchestra»

 

L’idea di poter chiudere gli occhi e «sentire» le immagini?

«Assolutamente, era proprio quella la mia intenzione. Non è mica un’ambizione strana o pomposa, con un’orchestra si può fare. La vibrazione che esce da un’orchestra è molto più potente di quella di una band amplificata».

 

Con l'Italia da qualche anno hai un rapporto particolare. Ti abbiamo adottato.

«Prima dell’Italia conoscevo soltanto i cliché, le cose più ovvie. Da alcuni anni invece ho potuto capire chi è veramente questa “persona” che si chiama Italia. Com’è la sera, com’è la mattina, com’è durante i momenti brutti e quelli belli. Sì, io penso che le culture siano come persone».

 

E che tipo di persona è l’Italia?

«È straordinaria, come nessun’altra al mondo. Purtroppo quando sono qui ci resto sempre per tre giorni e lavoro tutto il tempo, poi devo scappare per lavorare in qualche altro Paese. Non ho ancora avuto l’opportunità di godermi davvero l'Italia. Mi piacerebbe, una volta o l'altra, prendermi un po’ di tempo e conoscere meglio la sua “altra faccia”. Comunque a Milano vado anche a fare la spesa tutti i giorni... ogni volta in un posto diverso. L’unica cosa che non mi piace è che alcuni fruttivendoli sembrano dei negozi di gioielli. Che stupidaggine! Un carciofo non è un orologio!».

 

Ma quindi cosa fai a Milano quando non sei all’X Factor Arena?

«Compro cibo e lo mangio! (Ride) Scrivo, leggo, ascolto. Per me è importantissimo non fermarmi mai, sentire musica, vedere concerti, leggere libri. E poi sto sempre preparando qualcosa. Come il prossimo tour, che inizia a Seoul, poi vado in Giappone, in Cina… Sto sempre lavorando».

 

Porterai anche nel resto del mondo questo elemento orchestrale?

«Quello è più complicato perché costa una cifra enorme. Ma c’è già un progetto... entro un anno e mezzo lo rifaremo in un altro Paese europeo, che non è la Francia né l’Italia, con una delle più grandi orchestre europee. Sono molto soddisfatto. Ma è un evento che si comincia a organizzare almeno un anno e mezzo, due anni prima».

 

Andiamo verso la fine di quest’edizione di «X Factor». Quali sono le tue impressioni, rispetto a quello che ti aspettavi all’inizio?

«Penso che il livello sia stato molto alto in generale. Io quest’anno ho cercato di rischiare, non tanto con canzoni sconosciute quanto con canzoni che avessero melodia e calore. Forse ho dovuto subirne le conseguenze. Ma della percezione delle mie scelte non mi preoccupo nemmeno per un secondo, io sono un musicista, lo so che una canzone può essere più “cool” di un’altra, ma la verità è che non me ne frega niente di essere “cool”!»

 

Con i ragazzi come ti sei trovato?

«È più difficile lavorare con ragazzi così giovani. Sono emotivi, fragilissimi. Non puoi essere duro, devi essere costruttivo, in particolare con i maschi perché le loro voci si stanno ancora formando. È una vera sfida per me, ed è per questo che mi piace»

 

Con Fedez hai realizzato il singolo e il video di «Beautiful disaster». Com’è stato lavorare con lui anche fuori da «X Factor»?

«Ora che l’ho conosciuto meglio devo dire che lavora con un’efficacia e una professionalità impressionanti. È un grandissimo professionista. Io di video ne ho fatti tanti ma sono state le riprese più efficaci che ho mai fatto. Abbiamo finito in anticipo! Non mi era mai successo in tutta la mia vita. Ho bisogno di questo suo metodo, perché io sono un casinista».

 

Ma hai letto che Morgan potrebbe andare a «Ballando con le stelle»?

«“Dancing with the stars”? No! Davvero? Ma lui sarebbe fantastico, anche perché non credo che balli molto bene! Ma Morgan sarebbe fantastico in qualunque ruolo. Va bene, non sarà una persona semplice, non lo puoi controllare, ma è una persona così affascinante. Lo ripeto sempre: non siate negativi con lui, anche se l’anno scorso è stato un po’ difficile, perché lo spirito di questo programma si deve anche alla sua collaborazione»

 

Tu vivi tra l’Italia e la Francia e sei cresciuto a Parigi. Come hai vissuto le ore degli attentati del 13 novembre e i giorni successivi?

«Quella sera avrei dovuto cenare a pochi metri dal ristorante “La belle équipe”, dove ci sono stati 19 morti. Ho perso un aereo a causa del ritardo nelle riprese del “Daily” di “X Factor”, così ho cancellato la cena, sono arrivato più tardi. Ma molti miei amici erano al Bataclan. Il proprietario è stato il primo promoter della mia carriera, lo conosco da sempre. Quella sera sono rimaste uccise diverse persone che conoscevo, con cui ho lavorato. Il modo in cui hanno attaccato Parigi è stato diabolico. Sono stati dei giorni molto, molto difficili. Personalmente sono stato male anche perché a Parigi vivo in un appartamento vicino a dove sono cresciuto, e ho rivissuto le paure della mia infanzia, quando mio padre era un ostaggio durante la prima guerra del Golfo. C’è sempre stata la presenza della guerra nella mia vita. Noi siamo scappati dal Libano perché c’era la guerra, siamo stati salvati dalla Marina Militare Americana e a Parigi vivevamo in una comunità di migranti che avevano avuto la chance di scappare. Infatti la mia paura adesso è che la gente dia la colpa ai rifugiati. Ma la verità è che loro stanno scappando esattamente da questo. In questo periodo mi sento pessimista. Ci sarà la luce... c’è sempre la luce alla fine. Ma a quale prezzo?».

 

Here is the translation  :uk: :

 

 

The INTEGRAL interview to Mika on his new live on TV, Italy, X Factor and Paris:

 

Mika brings his " pop Symphony 'on Sky

 

 

In the full/integral interview the singer talks about his new live with the orchestra recorded in Como, the relationship with the boys of "X Factor" and with Italy, and his reaction to the terrible terrorist attacks in Paris

 

Only 600 were the lucky spectators of the concert-event that Mika held in Como on October 24: the tickets were sold out in minutes. For all others, the appointment is on TV since November 27, when Sky will transmit the live in which the singer reinvents his repertoire accompanied by the Symphony Orchestra Affinis Consort directed by Simon Leclerc.

 

How did was born the idea to make a concert with an orchestra?

«I was doing my acoustic tour in the world two years ago. I was in Montreal, I was about to go to New York. My journalist friend well known in Quebec, Olivia Levy, between a glass of wine and the other looks at me and says: "It was nice, but I want to see you with an orchestra, not only with a piano." Two weeks later she had arranged everything. Then for a year I worked on the arrangements. The success in Montreal was crazy, in fact I have chosen to put that concert in the special edition of the album "No place in heaven"».

 

And then you brought the concert in Italy. How come/why in particular at the Teatro Sociale of Como?

«I wanted a red and golden theater. When I was 9 years old I went out for the first time on stage, was a technical rehearsal of an opera by Strauss, "The Woman without shadow", with a staging of John Hockney. It was my first professional musical experience and I was on the stage of the Royal Opera House: from that moment I knew what I wanted to do in life. Jean Cocteau called it "the virus of red and gold." I have it, and there is no antidote».

 

Did you have fun doing this concert in Italy?

«That was different. In North America there was a sound more cinematic, with timbres which related to the world of the big screen (cinema). In Italy the sounds are more detailed, the movements are more elegant. It’s more classical. In Como logistically it was a nightmare, because I could not enter or leave the theater: people blocked the entrances. And then the tickets! We have sold them for only 37 Euro but they were sold out in a few minutes, and on Internet there were tickets for sale at 1700 Euro. What madness ... ».

 

What are the cinematic/cinematographic images that inspired you for the arrangements?

«For every song I've written a few sentences that were like a" storyboard ", as the description of a movie scene. For example, I wanted "Toy Boy" look like the soundtrack of a film of the Metro Goldwyn Mayer, mixed with an animation of Warner Bros ... all in three minutes. The orchestra gives you this opportunity, to paint the environment/scene (ambience, atmosphere), to transform it. This is the magic of the orchestra».

 

The idea of being able to close your eyes and "feel" the images?

«Absolutely, my intention was precisely that. It's not a strange or pompous ambition, with an orchestra you can do it. The vibration that comes from an orchestra is much more powerful than that of an amplified band». 

 

For some years you have a particular relationship with Italy. We've adopted you.

«Before, I knew only the clichés, the obvious of Italy. For several years however I could understand who really is this "person" that is called Italy. How it’s in the evening, how it’s in the morning, how it’s during the bad times and the good ones. Yes, I think that cultures are like people». 

 

And what kind of person is Italy?

«It's amazing, like no other in the world. Unfortunately when I’m here, I stay for three days and work all the time, then I have to go to work in some other country. I have not yet had the opportunity to really enjoy Italy. I'd like to, at some time or other, take some time and learn more about its "other side". Anyway, in Milan I also go to the grocery store every day ... every time in a different place. The only thing I don’t like is that some greengrocers seem jewelry stores. What nonsense! An artichoke is not a clock». 

 

So, what do you do in Milan when you're not in/to the X Factor Arena?

«I buy food and I eat it! (Laughs) I am writing, reading, listening. For me it’s very important never stop, listen to music, see concerts, read books. And then I'm always preparing something. As the upcoming tour, which begins in Seoul, then I go to Japan, China ... I'm always working». 

 

Will you bring this orchestral element in the rest of the world?

«That is more complicated because it costs a lot of money. But there is already a project ... within a year and a half we will do it again in another European country, which is not France or Italy, with one of the greatest European orchestras. I am very satisfied. But it's an event that you begin to organize at least one year and a half, two years earlier». 

 

We go towards the end of this edition of "X Factor." What are your impressions, compared to what you expected at the beginning?

«I think that the level was very high in general. This year I tried to risk, not so much with unknown songs as with songs that had melody and warmth. Maybe I had to suffer the consequences. But, of the perception of my choices, I don't care even for a second, I'm a musician, I know that a song can be more "cool" than another, but the truth is that I couldn't care less/I don't give a damn to be "cool"!».

 

What was it like with the boys?

«It's more difficult to work with boys so young. They are emotional, very/extremely fragile. You can’t be hard, you have to be constructive, especially with males because their voices are still forming. It's a real challenge for me, and that's why I like it».

 

With Fedez you have made the single and the video for "Beautiful Disaster". How was working with him also out of "X Factor"?

«Now that I got to know him better I must say that he works with impressive effectiveness and professionalism. It's a great professional. I, I've made a lot of videos but they were the most effective shooting I've ever done. We finished ahead of time! It had never happened in my entire life. I need this his method, because I'm a messy». 

 

But have you read that Morgan could go to "Dancing with the Stars"?

«"Dancing with the Stars"? No! For real? But he would be great, also because I don’t think he dances very well! But Morgan would be great in any role. Okay, he may not be a simple person, you can‘t control him, but he’s a person so charming. I repeat it always: don’t be negative with him, even though last year was a bit difficult, because the spirit of this program is also due to his collaboration».

 

You live between Italy and France, and you grew up in Paris. How did you lived/experienced the hours of the attacks on November 13 and the following days?

«That night I had dinner a few meters from the restaurant “La belle équipe” , where there were 19 dead. I missed a plane because of the delay in the filming of "The Daily" of "X Factor", so I canceled the dinner, I arrived later. But many of my friends were at the Bataclan. The owner was the first promoter of my career, I've known him forever. That evening were killed several people I knew, with whom I worked. The way they attacked Paris was diabolical. They have been very, very difficult days. Personally I was hurt/ I have felt hurt by it because I live in Paris in an apartment close to where I grew up, and I relived/lived again the fears of my childhood, when my father was a hostage during the first Gulf War. There has always been the presence of war in my life. We escaped from Lebanon because there was a war, we were saved by the US Navy and in Paris we lived in a community of migrants who had the chance to escape. In fact, my fear now is that people blame the refugees. But the truth is that they are running away exactly from this. At this time/In this period I feel pessimistic. There will be the light ... there is always light at the end. But at what price?».

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:thumb_yello: Grazie mille Charle20 - you're an angel :hug:  :wub:  I so LOVE this interview, it tells so much - and now I'm really curious,  which European country will get the next symphonic concert - "one of the greatest European orchestras" :fisch:   I hope it will be at Royal Opera House in London  :)  :wub: Imo, this would be a safe way to get the UK  "down on their knees again"   :wink2:  Well, time will show - there's always a lot of excitement,  in our MIKA world... :wub:

 

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You are welcome!  :)

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:thumb_yello: Grazie mille Charle20 - you're an angel :hug:  :wub:  I so LOVE this interview, it tells so much - and now I'm really curious,  which European country will get the next symphonic concert - "one of the greatest European orchestras" :fisch:   I hope it will be at Royal Opera House in London  :)  :wub: Imo, this would be a safe way to get the UK  "down on their knees again"   :wink2:  Well, time will show - there's always a lot of excitement,  in our MIKA world... :wub:

 

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Maybe Salzburg or Vienna?

Edited by carafon
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Maybe Salzburg or Vienna?

Ooh I was thinking the same. Salzburg is near the top of my list for places to see before I die.

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Maybe Berliner Philharmoniker?

  :glasses3:

Funny I wanted to go to Salzburg one weekend but ended up in Berlin because it was a cheap package. Loved Berlin too but still want to see Salzburg one day.

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Maybe Salzburg or Vienna?

 

Aawww - lovely places!  :wub: Both a fav. town,  and city,  for me... :wink2:

 

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Ooh I was thinking the same. Salzburg is near the top of my list for places to see before I die.

 

:naughty: That's a real good goal in life! :thumb_yello:  I first visited Salzburg as an Interrailer, the first year this brilliant offer was active, back in 1972 - and I immediately fell deeply in love with this town! :wub:  I was so impressed by Hohensalzburg Castle that I bought an embroidery of it, which I sewed, and  made ready, incl. framed it,  the same year - at the age of 20 y.o. haha ( almost like an old aunt! )  At this time we didn't travel much, so seing Mozarts birthhouse in Getreidegasse,  in the old part of the town, under the castle, made a very  deep impression on a young music lover! :fisch:  Also seing the areas/ locations for the "Sound of Music" film was like being in heaven :)  Some years later we were camping tourists at Stadtblick Camp. sleeping in a tent, outside the centrum.  I have a similar plan - to see this utterly beautiful and charming town once again, before I die... :teehee:   

 

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I'm thinking of Belgium, due to its central location, for the next concert with Symphonic Orchestra.

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I'm thinking of Belgium, due to its central location, for the next concert with Symphonic Orchestra.

 

Or Luxembourg.He said in an interview he'll come back to Luxembourg for a big show.

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Or Luxembourg.He said in an interview he'll come back to Luxembourg for a big show.

 

I'm thinking in other places and you know why  :naughty:

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I'm thinking in other places and you know why  :naughty:

Yes,I know... we'll see  :teehee:

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:thumb_yello: Grazie mille Charle20 - you're an angel :hug:  :wub:  I so LOVE this interview, it tells so much - and now I'm really curious,  which European country will get the next symphonic concert - "one of the greatest European orchestras" :fisch:   I hope it will be at Royal Opera House in London  :)  :wub: Imo, this would be a safe way to get the UK  "down on their knees again"   :wink2:  Well, time will show - there's always a lot of excitement,  in our MIKA world... :wub:

 

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Maybe this?

 

Chailly et le Berliner Philharmoniker : Meilleur chef d'orchestre et Meilleur orchestre au monde selon un un jury de critiques professionnels.

 

Chailly and the Berliner Philharmoniker: the critics’ choice for World’s Best Conductor and Orchestra

 

https://bachtrack.com/worlds-best-orchestra-best-conductor-critics-choice-september-2015

 

27801-wboc_french_resized510.jpg?itok=8m

 

post-23401-0-57149800-1449526125_thumb.jpg  post-23401-0-95923200-1449526197_thumb.jpg

Edited by charlie20
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Chailly et le Berliner Philharmoniker : Meilleur chef d'orchestre et Meilleur orchestre au monde selon un un jury de critiques professionnels.

 

Chailly and the Berliner Philharmoniker: the critics’ choice for World’s Best Conductor and Orchestra

 

https://bachtrack.com/worlds-best-orchestra-best-conductor-critics-choice-september-2015

 

27801-wboc_french_resized510.jpg?itok=8m

 

attachicon.gif27801-wboc_french_resized510.jpg  attachicon.gifworlds-best_orchestra_2015_bachtrackz.jpg

 

 

Maybe this?

 

Chailly et le Berliner Philharmoniker : Meilleur chef d'orchestre et Meilleur orchestre au monde selon un un jury de critiques professionnels.

 

Chailly and the Berliner Philharmoniker: the critics’ choice for World’s Best Conductor and Orchestra

 

https://bachtrack.com/worlds-best-orchestra-best-conductor-critics-choice-september-2015

 

27801-wboc_french_resized510.jpg?itok=8m

 

attachicon.gif27801-wboc_french_resized510.jpg  attachicon.gifworlds-best_orchestra_2015_bachtrackz.jpg

 

:thumb_yello: Wow - this's amazing!! :)   It might well be Germany and Berlin, who gets MIKA next symphonic concert! :teehee:  If so happens, I suppose there are some German MFCers here, who would be veeery happy!! :naughty: 

 

Love,love

me  

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Mika made a video message for Italian fans to thank everyone for this year and for the Xmas wishes. You can watch the video here and downlad it in HD

 

http://umgi-t.neolane.net/nl/jsp/m.jsp?c=vjY1ARGLJTwnQzfwLj0IGqkoliVpxW41

 

Grazie mille !!!!! :newyear::mf_lustslow::wub::huglove:

 

HD video zip file ( 190MB )  download link : http://link.umusicconnect.net/r/?id=h6533f99a,37e00ba5,37dfba8b

Edited by Kumazzz
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CharityStars

https://twitter.com/VelvetStyleIta/status/674556857021825024

 

Mika, Francesco Totti, Max Pezzali, Emma Marrone, Ilary Blasi e tanti altri per CharityStars https://t.co/bXMljFaXci

 

CharityStars: all’asta outfit e accessori di Max Pezzali, Francesco Totti, Mika e tanti altri

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.

Undicesimo appuntamento per l’asta benefica a sostegno della lotta all’AIDS al fianco di Cesvi, evento che di anno in anno si rinnova con crescente entusiasmo e che torna dopo il grande successo dell’edizione 2014, grazie alla quale sono stati raccolti oltre 170.000 euro.
Dal 10 al 18 dicembre verranno messi all’asta sul sito CharityStars oggetti e memorabilia appartenenti a personaggi della musica, dello sport e dello spettacolo
: il poster del documentario Ronaldo autografato dal protagonista e campione del Real Madrid
Cristiano Ronaldo
, la maglia numero 10 Special Edition di
Francesco Totti
autografata; una giornata unica insieme ad
Eros Ramazzotti
dietro le quinte del suo tour 2016, biglietti e meet & greet per la data romana dell’ ”Adesso tour” di
Emma
, prevista per il 24 settembre 2016, il casco di
Max Pezzali
personalizzato Harley-Davidson e autografato.
 

E ancora una cartolina natalizia disegnata e autografata da
Mika
, il bellissimo abito nude look indossato da
llary Blasi
nell’ultima puntata de Le Iene, la maglietta del film Hotel Transilvania autografata da
Claudio Bisio
e tanti altri oggetti. Il Trio Medusa e Radio Deejay tornano al fianco di Cesvi, come ogni anno, per sostenere la Campagna “Fermiamo l’AIDS sul Nascere” e continuare a dare il loro contributo alla lotta all’AIDS. La Campagna di Cesvi è attiva da 14 anni in Zimbabwe e Repubblica Democratica del Congo e sono stati molti i risultati raggiunti in questi undici anni. Tra i più significativi:
la costruzione di una “Casa per le mamme”
– presso l’ospedale St Albert in Zimbabwe – dove oltre 150 donne possono ricevere cure a tutte le ore del giorno e della notte – sono state curate e assistite 900 neomamme; sono nati sani oltre 4000 bambini da mamme sieropositive, sono state sottoposte a test dell’HIV oltre 90mila donne. Nei distretti dove Cesvi porta il suo aiuto, la percentuale di siero prevalenza è scesa negli ultimi anni. Nel 2001, al Saint Albert Hospital, il 6,7% dei bambini che nascevano era affetto da HIV. Oggi, questo dato è calato drasticamente allo 0,6%. Lo sforzo, però, deve continuare. L’Africa Subsahariana è ancora oggi la zona più colpita al mondo. Nel 2014 il numero di persone che convivono con l’HIV è arrivato a 25,8 milioni: più della metà sono donne e circa 1,4 milioni bambini.

L’appuntamento è dunque fissato. Dal 10 al 18 dicembre, su CharityStars, sarà possibile
sostenere il Cesvi e il suo impegno nella lotta contro l’AIDS
. La settimana dedicata all’asta si concluderà, come di consueto, con una giornata interamente dedicata al Cesvi su Radio Deejay. Il 18 dicembre, dalle 06:00 alle 22:00, il Trio Medusa e molti ospiti, amici e agli speaker della radio, si alterneranno con spazi di un’ora per sostenere l’iniziativa, con una finestra anche su Deejay TV.
Gran finale dalle 22.00 alle 24.00 con tutti i protagonisti della radio riuniti per festeggiare insieme undici anni di sodalizio
“.

 
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Mika made a video message for Italian fans to thank everyone for this year and for the Xmas wishes. You can watch the video here and downlad it in HD

 

http://umgi-t.neolane.net/nl/jsp/m.jsp?c=vjY1ARGLJTwnQzfwLj0IGqkoliVpxW41

Thank you very much Lu :flowers2: :huglove:

It's a lovely video :wub2:

Edited by crazyaboutmika

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