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Vivi Milano

27_Novembre_2019

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MUSICA POP

 

TRAVOLGENTE MIKA SHOW

 

Una scenografia immaginifica, un pianoforte magico, energia che esplode sul palco, ma anche momenti più intimi: Mika martedì arriva al Forum, pronto a conquistarlo con il suo pop travolgente

 

➡a pagina 54

 

Chi è Mika, 36 anni, pseudonimo di Michael Holbrook, è un cantautore britannico di origine libanese Scelto perché Il suo «Revelation tour» è un one-manshow travolgente

 

I N CONCERTO A L «FORUM»

TUTTO IL MONDO DI MIKA

 

Da quando è stato giudice di «X Factor» nel 2013, Mika ha stretto un legame fortissimo con l’Italia: ha imparato straordinariamente bene la lingua, ha comprato casa in Toscana e ha mantenuto un rapporto privilegiato con i suoi fan che quest’anno si traduce in ben 12 concerti nel nostro paese. La tappa milanese, martedì 3 dicembre al Forum, porta in città il suo «Revelation tour», uno spettacolo che mette in luce tutta la sua anima poliedrica di showman, pieno di colori e di sorprese, aperto da Wrongonyou, interessante cantautore italiano. Il concerto segue l’uscita del suo nuovo album «My name is Michael Holbrook», un lavoro in cui il 36enne libanese, naturalizzato britannico, è ripartito dal suo nome per intero per mettersi a nudo e parlare delle sue «turbolenze personali», ha raccontato. Un lavoro catartico, arrivato «nel momento più felice e più triste della mia vita» che l’ha aiutato a crescere e capire meglio se stesso, riappacificandosi con tante dinamiche del suo passato. Anche nel disco non mancano i richiami all’Italia, con il brano «Sanremo», dedicato non al festival della canzone italiana, bensì ai suoi ricordi delle prime vacanze nel nostro Paese insieme alla famiglia, e poi con l’uscita di «Domani», traduzione in italiano del suo brano «Tomorrow». Dal vivo nello Stivale, racconta, «ho sempre un rapporto molto diretto con il pubblico, negli intermezzi parlo in italiano e faccio brani che non eseguo altrove». Per questo tour promette una scenografia immaginifica, vera e propria «estrazione del mio mondo», si cimenterà con un «momento tutto a cappella per la prima volta in un palasport» e suonerà un «pianoforte magico» in grado di illuminarsi. La scaletta pesca in tutta la discografia fra momenti di energia esplosiva, altri più riflessivi e un gran finale con l’immancabile «Grace Kelly», brano che l’ha lanciato nel 2007.

 

xMika Forum di Assago. Via G. di Vittorio 6. www.mikasounds.com/ Quando Martedì 3, ore 21 Prezzi 46 euro

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

POP MUSIC


TRAVOLGENTE MIKA SHOW


An imaginative scenography, a magical piano, energy that explodes on stage, but also more intimate moments: Mika arrives at the Forum on Tuesday, ready to conquer him with his overwhelming pop


on page 54


Who is Mika, 36, pseudonym of Michael Holbrook, is a British singer-songwriter of Lebanese origin Chosen because His «Revelation tour» is an overwhelming one-manshow


I N CONCERTO A L «FORUM»

ALL THE WORLD OF MIKA


Since he was judge of "X Factor" in 2013, Mika has made a very strong bond with Italy: he learned the language extraordinarily well, he bought a house in Tuscany and maintained a privileged relationship with his fans that this year translates into 12 concerts in our country. The Milanese stage, Tuesday 3rd December at the Forum, brings to the city its «Revelation tour», a show that highlights all its multi-faceted showman soul, full of colors and surprises, opened by Wrongonyou, an interesting Italian singer-songwriter. The concert follows the release of his new album "My name is Michael Holbrook", a work in which the 36-year-old Lebanese, naturalized British, left his full name to get naked and talk about his "personal turmoil", he recounted. A cathartic work, arrived "in the happiest and saddest moment of my life" that helped him to grow and understand himself better, making peace with so many dynamics of his past. Also in the record there is no lack of references to Italy, with the song "Sanremo", dedicated not to the festival of Italian song, but to his memories of the first holidays in our country together with the family, and then with the release of "Domani" , Italian translation of his song "Tomorrow". Live in the boot, he says, "I always have a very direct relationship with the public, in the intermezzos I speak in Italian and I make pieces that I don't perform elsewhere". For this tour he promises an imaginative scenography, a real "extraction of my world", he will try his hand at a "whole a cappella moment for the first time in a sports hall" and will play a "magic piano" able to light up. The lineup draws throughout the discography between moments of explosive energy, others more reflective and a grand finale with the inevitable «Grace Kelly», a song that launched it in 2007.


xMika Assago Forum. Via G. di Vittorio 6. www.mikasounds.com/ When Tuesday 3, 9 pm Prices 46 euros

 

 

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Il Messagero

https://www.ilmessaggero.it/spettacoli/musica/mika_canzoni_concerto_europa_storia_padre_madre_news-4891950.html

 

Il mondo di Mika: «Io figlio dell'Europa, non la riconosco più»

 

Giovedì 28 Novembre 2019 di Mika

 

Con questo articolo la popstar comincia la collaborazione con il Messaggero

 

Mia madre è libanese, mio padre americano. In me convivono l'educazione anglosassone, ricevuta a scuola, e il temperamento libanese, molto più vicino a quello dell'Europa continentale.
La mia identità, un mix di culture, me la sono costruita come tutti i figli degli immigrati: attraverso il mio lavoro, in quel senso di comunità e appartenenza che si è creato fin dal principio durante i miei concerti in Europa. Mi sono sempre sentito europeo senza avere il passaporto europeo.

 

L'IDEA
Essere europeo non è una condizione naturale: è un'idea. È un concetto di universalità. È la fiducia nel fatto che culture diverse possano connettersi, prosperare, progredire insieme a livello culturale, sociale ed economico. È una cosa in cui credo veramente. Ma in questo momento mi sento a disagio. La mia carriera è fiorita in Europa, ma la mia lingua è l'inglese, il mio stile molto anglosassone, e prima di avere casa negli Stati Uniti l'ho avuta in Gran Bretagna. Sento che l'Europa sta attraversando un momento di grande crisi, e ora più che mai penso che sia indispensabile difendere i veri principi che la rappresentano e ricordarli alle persone. Ho l'impressione che abbiamo dimenticato perché l'Europa esista. E questa ignoranza, questa diffidenza che cresce e si diffonde ci rende vittime perfette per qualsiasi manipolazione politica. Le nazioni si dividono, crescono i conflitti. È una soglia pericolosissima. Se potessi votare a dicembre sulla Brexit, voterei naturalmente per rimanere in Europa. Rischiamo un taglio netto, una mutilazione le cui conseguenze peseranno anche sulla Gran Bretagna. Le persone che soffriranno di più per un'eventuale uscita dall'Europa saranno quelle che hanno bisogno più di tutti del supporto dell'Europa. Chi contribuirà alle spese di una piccola palestra in un villaggio della provincia gallese? Chi foraggerà il centro per il supporto all'adolescenza di una città come Doncaster? Sono due esempi di attività finanziate dall'Unione Europea.

 

LA SCORCIATOIA
Tante iniziative saranno a rischio chiusura. È un pensiero che mi deprime. I politici stanno usando i referendum come se fossero un'arma o una scorciatoia per il potere, e non c'è niente di più sbagliato. Dovrebbero fare moltissima attenzione a servirsi di quello strumento, soprattutto se lo fanno guidati dal proprio ego e dal desiderio di primeggiare: non c'è niente di più pericoloso di un popolo che si accorga di essere stato manipolato. Non dico che il referendum non sia uno strumento democratico, ma dobbiamo sempre considerare il contesto nel quale quel referendum è stato lanciato. I politici hanno agito onestamente? O hanno cavalcato motivazioni e sentimenti diversi dal tema per cui si votava? Ci sono state influenze di altri Paesi? Qual è il grado di istruzione delle persone che hanno votato? A volte mi sembra di vivere in un episodio di House of Cards.

 

IL CAVALLO DI TROIA
Eppure mi rifiuto di considerare la Brexit come un virus e la Gran Bretagna come la grande colpevole della crisi europea. La Brexit non è la causa della crisi: se la Gran Bretagna rimanesse in Europa, la crisi non cesserebbe di esistere. E se la Gran Bretagna dovesse staccarsi, l'Europa dovrebbe continuare a fare i conti con la crisi e cercare di sopravvivere. Bisogna considerare che Il Regno Unito è sempre stato scettico verso l'euro e l'Unione Europea, non è una novità. Ma non dimentichiamoci che fu Charles De Gaulle a rifiutare più volte l'ingresso della Gran Bretagna nella CEE, ritenendola un Paese dall'anima commerciale con interessi lontani da quelli delle altre nazioni. Temeva che la Gran Bretagna potesse diventare il cavallo di Troia degli Stati Uniti in Europa: oggi sappiamo che De Gaulle non aveva ragione. Ma la diffidenza tra le parti c'è sempre stata. E non fatico a comprendere le ragioni di chi si senta respinto dalla fredda burocrazia di Bruxelles. Eppure, e lo dico da osservatore perché certo non sono un politico, non penso che in questo momento sia salutare polarizzare, né generalizzare. Quello di cui dobbiamo veramente occuparci è il miglioramento del senso di coesione all'interno dell'Europa. Senz'altro in Gran Bretagna il referendum della Brexit è stato gestito veramente male dal nostro ex primo ministro, David Cameron, ma anche l'opposizione è stata pessima. Ora non abbiamo bisogno di un governo totalmente conservatore o totalmente di sinistra: ci servirebbe qualcuno che ragioni sulle sfide che vivremo in Europa nei prossimi dieci o vent'anni, in un momento in cui il mondo cambia a velocità spaventosa. Penso alla questione ambientale, un problema che cresce e cambia la geografia anche politica del mondo, ridistribuendo poteri e ricchezze. La Cina ha cominciato quindici anni fa a occuparsi dell'Africa e delle sue risorse, noi siamo indietro.

 

I TEMI
Ci serve qualcuno che capisca l'urgenza dei più grandi temi contemporanei. I giovani al voto ci chiedono un ricambio generazionale, perché non si identificano con la leadership attuale. Ma allo stesso tempo sanno che la macchina politica laburista non è in gran forma. Hanno paura, e credo che il risultato finale del voto ci sorprenderà. Viviamo un incredibile momento di suspance, con un'unica certezza: la politica divisionista basata sull'odio è una perdita di tempo. Non solo non è in linea con il ventunesimo secolo, ma è la ricetta per assicurarsi un futuro disastroso.

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

The world of Mika: «I son of Europe, I don't recognize her anymore»


Thursday, November 28, 2019 by Mika

 

With this article the popstar begins the collaboration with Il Messagero

 

My mother is Lebanese, my American father. In me the Anglo-Saxon education, received at school, and the Lebanese temperament coexist, much closer to that of continental Europe.
My identity, a mix of cultures, I built myself like all the children of immigrants: through my work, in that sense of community and belonging that was created from the beginning during my concerts in Europe. I have always felt European without having a European passport.

 

THE IDEA
Being European is not a natural condition: it is an idea. It is a concept of universality. It is confidence in the fact that different cultures can connect, prosper, progress together on a cultural, social and economic level. It's something I really believe in. But right now I feel uncomfortable. My career has flourished in Europe, but my language is English, my very Anglo-Saxon style, and before I had a home in the United States I had it in Britain. I feel that Europe is going through a moment of great crisis, and now more than ever I think it is essential to defend the true principles that represent it and remind people of them. I have the impression that we have forgotten why Europe exists. And this ignorance, this mistrust that grows and spreads makes us perfect victims for any political manipulation. Nations are divided, conflicts are growing. It is a very dangerous threshold. If I could vote on Brexit in December, I would naturally vote to stay in Europe. We risk a sharp cut, a mutilation whose consequences will also weigh on Great Britain. The people who will suffer the most from a possible exit from Europe will be the ones who most need the support of Europe. Who will contribute to the costs of a small gym in a village in the Welsh province? Who will forage the center to support the adolescence of a city like Doncaster? These are two examples of activities funded by the European Union.
 
 

THE SHORTCUT
Many initiatives will be at risk of closure. It is a thought that depresses me. Politicians are using referendums as if they were a weapon or a shortcut to power, and there's nothing more wrong. They should pay a great deal of attention to using that instrument, especially if they do so guided by their own ego and by their desire to lead: there is nothing more dangerous than a people that realizes they have been manipulated. I am not saying that the referendum is not a democratic instrument, but we must always consider the context in which that referendum was launched. Have politicians acted honestly? Or have they ridden motivations and feelings different from the theme for which you were voting? Have there been influences from other countries? What is the education level of the people who voted? Sometimes I feel like I'm living in an episode of House of Cards.

 

THE TROIA HORSE
Yet I refuse to consider Brexit as a virus and Britain as the great culprit of the European crisis. Brexit is not the cause of the crisis: if Britain remained in Europe, the crisis would not cease to exist. And if Britain were to break away, Europe should continue to come to terms with the crisis and try to survive. It must be considered that the United Kingdom has always been skeptical towards the euro and the European Union, it is not new. But let us not forget that it was Charles De Gaulle who repeatedly refused Britain's entry into the EEC, considering it a country with a commercial soul with interests far removed from those of other nations. He feared that Great Britain could become the Trojan horse of the United States in Europe: today we know that De Gaulle was not right. But the distrust between the parties has always been there. And I cannot understand the reasons for those who feel rejected by the cold Brussels bureaucracy. And yet, and I say this as an observer because I am certainly not a politician, I do not think that it is healthy to polarize or generalize right now. What we really need to do is improve the sense of cohesion within Europe. Certainly in Britain the Brexit referendum was handled really badly by our former prime minister, David Cameron, but the opposition was also bad. Now we do not need a totally conservative or totally leftist government: we would need someone who would argue about the challenges we will experience in Europe over the next ten or twenty years, at a time when the world is changing at a frightening rate. I am thinking of the environmental issue, a problem that is growing and changing the geography, even political, of the world, redistributing powers and wealth. China began fifteen years ago to deal with Africa and its resources, we are behind.

 

THE THEMES
We need someone who understands the urgency of the greatest contemporary issues. The young people to vote ask us for a generational change, because they do not identify with the current leadership. But at the same time they know that the Labor political machine is not in great shape. They are afraid, and I believe that the final result of the vote will surprise us. We live an incredible moment of suspense, with only one certainty: hate-based divisionist politics is a waste of time. Not only is it not in line with the twenty-first century, but it is the recipe for ensuring a disastrous future.

 


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Edited by Kumazzz
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Il Sussidiario.net

https://www.ilsussidiario.net/news/mika-e-partito-il-revelation-tour-dellartista-anglo-libanese-adottato-dallitalia/1954473/

 

MIKA/ “Non avevo un soldo in tasca, così decisi di…” (20 anni che siamo italiani)

29.11.2019, agg. alle 22:18 - Davide Giancristofaro Alberti
 
Mika, Revelation tour in Italia: l’artista anglo-libanese girerà la nostra penisola cantando le sue canzoni. Nel frattempo è divenuto anche un giornalista…

 

Accoglienza da stadio per Mika a 20 Anni che Siamo Italiani dopo una straordinaria esibizione live al pianoforte. “Cosa ho fatto venti anni fa? Avevo sedici anni, ballavo, uscivo ogni sera, non avevo un soldo in tasca ma avevo capito come uscire tutte le sere senza spendere un solo soldo. Io ho cantato la musica classica da quando avevo otto anni, poi la voce è calata ed ero senza lavoro. Prima di decidere di fare musica per sempre io mi sono divertito veramente tanto. La mia adolescenza è arrivata un po’ più tardi diciamo”. Il pubblico applaude Mika, la Incontrada lo ringrazia per la sua performance e ribadisce: “Perché è vero che c’è un momento della vita in cui ci si deve divertire e tu lo hai fatto”. Mika si congeda dopo aver divertito ed emozionato il pubblico con la sua musica e le sue canzoni”. (Aggiornamento di Jacopo D’Antuono)

 

Mika ospite in Rai

Anche Mika fra i grandi ospiti di questa sera di “20 anni che siamo italiani”. Il cantante anglo-libanese è ormai un volto noto della televisione italiana, lanciato di fatto da X Factor nelle vesti di giudice, e poi visto più volte in numerose trasmissioni tv fra cui “Questa sera a casa di Mika”, show tutto suo trasmesso sulla Rai. E da qualche giorno a questa parte il 36enne cantante nato a Beirut è divenuto anche giornalista, in quanto ha iniziato una collaborazione con il quotidiano romano “Il Messaggero”. Il suo primo articolo è stato pubblicato proprio questa settimana, ed ha avuto come cuore della discussione l’Unione Europea e gli ostacoli della Brexit: “La mia identità – si legge in un passaggio di quanto scritto da Michael Holbrook Penniman jr – un mix di culture, me la sono costruita come tutti i figli immigrati: attraverso il mio lavoro, in quel senso di comunità e appartenenza che si è creato fin dal principio durante i miei concerti in Europa”

 

MIKA: “ABBIAMO DIMENTICATO PER L’EUROPA ESISTE”

Mika ha poi svelato di sentirsi a disagio in questo momento storico, sottolineando come a suo modo di vedere l’Europa stia attraverso una crisi senza precedenti: “Ho l’impressione che abbiamo dimenticato perché l’Europa esista. E questa ignoranza, questa diffidenza che cresce e si diffonde ci rende vittime perfette per qualsiasi manipolazione politica”. Mika in versione giornalista, quasi politico quindi, ma il suo primo e grande amore resta la musica. E il cantautore anglo-libanese non poteva esimersi dall’esibirsi anche in Italia con il suo Revelation Tour. Dodici appuntamenti dal vivo nelle principali città del Belpaese, per ultimo lo show avvenuto a Roma nella giornata di mercoledì. “Sono andato alla ricerca di chi avrei potuto essere, se non fossi stato Mika – ha confessato il cantante in una recente intervista – anche il titolo del tour si collega al mio percorso di ricerca identitaria. Sto preparando uno spettacolo ricco di sorprese. Certi artisti si cimentano con un alter ego artistico. Io ho fatto il contrario, sono andato a scoprire l’uomo dietro l’artista”. Mika si è già esibito a Torino, Ancona e appunto Roma, mentre questa sera sarà a Bologna e domani a Brescia. Il tour si concluderà l’8 febbraio a Reggio Calabria.

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

MIKA / "I didn't have any money in my pocket, so I decided to ..." (20 years we are Italian /20 anni che siamo italiani )

 

Mika, Revelation tour in Italy: the Anglo-Lebanese artist will tour our peninsula singing his songs. In the meantime he has also become a journalist ...

Stadium reception for Mika at 20 years of age We are Italians after an extraordinary live performance at the piano. "What did I do twenty years ago? I was sixteen, I danced, I went out every night, I didn't have a penny in my pocket but I understood how to go out every night without spending a single penny. I have been singing classical music since I was eight, then the voice dropped and I was out of work. Before deciding to make music forever, I had so much fun. My adolescence came a little later we say ". The audience applauds Mika, Incontrada thanks him for his performance and reiterates: "Because it is true that there is a moment of life in which we must have fun and you have done it". Mika says goodbye after having amused and excited the audience with his music and his songs ". (Update by Jacopo D'Antuono)

 

Mika hosted in Rai

Also Mika among the great guests of this evening of "20 years that we are Italians". The Anglo-Lebanese singer is now a well-known face on Italian television, in fact launched by X Factor as a judge, and then seen several times in numerous TV shows including "Tonight at Mika's house", show all his broadcast on Rai. And a few days ago the 36-year-old singer born in Beirut also became a journalist, as he began a collaboration with the Roman newspaper "Il Messaggero". His first article was published just this week, and the heart of the discussion was the European Union and the obstacles of Brexit: "My identity - reads a passage from what was written by Michael Holbrook Penniman jr - a mix of cultures, I built it like all immigrant children: through my work, in that sense of community and belonging that was created from the beginning during my concerts in Europe ”.


MIKA: "WE HAVE FORGOTTEN FOR EUROPE EXISTS"

Mika then revealed that he felt uneasy in this historic moment, emphasizing how in his view of Europe is through an unprecedented crisis: "I have the impression that we have forgotten why Europe exists. And this ignorance, this diffidence that grows and spreads makes us perfect victims for any political manipulation ". Mika as a journalist, almost a political version, but his first and greatest love is music. And the Anglo-Lebanese singer-songwriter could not refrain from performing also in Italy with his Revelation Tour. Twelve live events in the main Italian cities, lastly the show that took place in Rome on Wednesday. "I went in search of who I could have been, if I hadn't been Mika - the singer confessed in a recent interview - the title of the tour also links to my identity research path. I am preparing a show full of surprises. Some artists engage with an artistic alter ego. I did the opposite, I went to discover the man behind the artist. " Mika has already performed in Turin, Ancona and Rome, while tonight he will be in Bologna and tomorrow in Brescia. The tour will end February 8 in Reggio Calabria.

 

 

MFC

 

 

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On 11/28/2019 at 2:10 PM, Kumazzz said:

 

It seems to be a new column by Mika? If there's more of this in the next few weeks, we should open an extra thread for it.

Thanks for posting, it's very interesting to read his detailled thoughts about Brexit and the general current political situation in Europe. Absolutely agree with what he writes.

 

Edit: Also that video interview seems to be very interesting, much more than the usual promo stuff. I watched about 10 minutes of it, now I need a pause because it's frustrating how little I understand if he doesn't just tell the usual things he says in every interview. 🙈 I'd love to get subtitles for that one by the @Subtitling Team ! :blush-anim-cl: He talks about his name, about artists and the music industry today (I think he said his album was released as a cassette in Indonesia?), about performing live and Social Media, in the bigger sense of contact with the public. And something about a sixpack (muscles) and Instagram - I have an idea of what he says, he obviously wants to have a sixpack... :teehee: but I might get it wrong, maybe someone who speaks Italian can translate, it's quite funny. :naughty:

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Has this article been posted before @mari62 ?

 

24 June 2019

 

Giornale di Brescia

 

https://www.giornaledibrescia.it/tempo-libero/mika-sorprende-stefano-e-gli-manda-un-video-1.3376489

 

Mika sorprende Stefano e gli manda un video

 

Mika a sorpresa si racconta con un videomessaggio a www.steradiodj.it, una web radio locale creata qualche anno fa da Stefano Pietta, un ragazzo con disabilità di Manerbio.

«Ciao Stefano sono Mika, mi dispiace non essere con te in studio, però volevo lasciati un piccolo messaggio per te e per i tuoi radioascoltatori: spero ti piaccia "Ice Cream". Spero ci sarà un’altra opportunità di conoscerci. Nel frattempo buona estate e buon ascolto di "Ice Cream"».

 

Il videomessaggio dura 43 secondi, ma è un concentrato di simpatia e gentilezza. Il mittente è niente meno che il famoso cantautore libanese naturalizzato britannico; destinatario invece è Stefano, un manerbiese che, per passione verso la musica, ma anche per far conoscere la propria disabilità e crearsi nuove amicizie, ha deciso di aprire un canale di comunicazione online: una web radio che sta riscuotendo un enorme successo.

«Questa è una di quelle cose che ti lasciano a bocca aperta - racconta il 35enne -. Ho aperto la mail e mi sono trovato la meravigliosa sorpresa . A novembre non mancherò al suo concerto a Montichiari, magari riusciremo a conoscerci e parlarci dal vivo». Stefano ha già postato il messaggio sulla propria pagina Facebook e il video sta facendo il pieno di like.

 

Stefano Pietta

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Stefano Pietta

E POI APRO LA MAIL E TROVO QUESTA MERAVIGLIOSA ED INASPETTATA SORPRESA DA PARTE DI MIKA PER LA MIA WEB RADIO RADIO PERSONALE www.steradiodj.it CHE GESTISCO E CONDUCO DA SOLO PER HOBBY DALLE 10.30 ALLE 23 PER PARLARE DI DISABILITA' E CON LA FORTE SPERANZA DI FARMI NUOVE AMICIZIE. ASCOLTATEMI E CONTATTATEMI! GRAZIE MILLE A: MIKA, Universal Music Italia, Giulia Cogorno, Daniele Mignardi E Daniele Mignardi Promopressagency

 

 

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On 11/28/2019 at 2:10 PM, Kumazzz said:

Il Messagero

https://www.ilmessaggero.it/spettacoli/musica/mika_canzoni_concerto_europa_storia_padre_madre_news-4891950.html

 

Il mondo di Mika: «Io figlio dell'Europa, non la riconosco più»

 

Giovedì 28 Novembre 2019 di Mika

 

Con questo articolo la popstar comincia la collaborazione con il Messaggero

 

 

 

 

17 hours ago, mellody said:

 

It seems to be a new column by Mika? If there's more of this in the next few weeks, we should open an extra thread for it.

Thanks for posting, it's very interesting to read his detailled thoughts about Brexit and the general current political situation in Europe. Absolutely agree with what he writes.

 

Edit: Also that video interview seems to be very interesting, much more than the usual promo stuff. I watched about 10 minutes of it, now I need a pause because it's frustrating how little I understand if he doesn't just tell the usual things he says in every interview. 🙈 I'd love to get subtitles for that one by the @Subtitling Team ! :blush-anim-cl: He talks about his name, about artists and the music industry today (I think he said his album was released as a cassette in Indonesia?), about performing live and Social Media, in the bigger sense of contact with the public. And something about a sixpack (muscles) and Instagram - I have an idea of what he says, he obviously wants to have a sixpack... :teehee: but I might get it wrong, maybe someone who speaks Italian can translate, it's quite funny. :naughty:

It is indeed a new column by Mika -  new collaboration with Il Messaggero 👍

 

And here's the thread about the video interview ;)

 

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1 hour ago, mari62 said:

hmm I don't think so, t4p!!

 

MFC retweeted :doh:

 

 

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Corriere della Sera (Brescia)

brescia.corriere.it

  • 29 Nov 2019

Mika, confessioni di un re del pop: «Il mio vero io»

 

L’uomo dietro l’artista, tra musica ed effetti speciali: «Siamo tutti soli»

  • di Giulia Bertuzzi
 

Il segreto di Mika, l’uomo oltre l’artista

 

Appuntamento al PalaGeorge di Montichiari sabato per il concerto di Mika (i supporter del concerto iniziano alle 20.30, lo show di Mika un’ora dopo; i biglietti costano da 46 a 69 euro). L’artista di origini libanesi naturalizzato britannico fa tappa nella provincia bresciana per uno dei concerti del Revelation tour in occasione dell’uscita nel nuovo album «My name is Michael Holbrook», scritto con Dan Black e prodotto da Mark Crew e Dan Priddy con Dan Black. Ad accompagnarlo sul palco un totale di quattro musicisti: Timothy Van Der Kuil alla chitarra, Max Taylor al basso, Wouter Van Tornnhout alla batteria e Mitchell Yoshida al piano. Il tutto prodotto da Claudio Trotta per Barley Arts. Un totale di 12 appuntamenti iniziati il 24 novembre al Pala Alpitour di Torino e che si chiuderanno l’8 febbraio a Reggio Calabria per un totale di circa 75mila spettatori raggiunti.

 

«Queste nuove canzoni hanno colori forti ed un messaggio intimo — ha dichiarato lo stesso Mika —. Parlano di crescere, mantenendo i miei colori. Mi sono concentrato sull’idea di diventare un adulto senza perdere umanità, il senso dei colori e dell’eccentricità». Un album, My name is Michael Holbrook, strettamente anagrafico come si può intuire dalla dichiarazione del nome di battesimo che titola il lavoro. A dodici anni dal successo di Life in cartoon motion, che conteneva la hit Grace Kelly, Mika ha fatto esplodere la sua carriera artistica passando agilmente dal mondo dei palchi a quello delle telecamere, presentandosi come mattatore di show televisivi quali Stasera CasaMika, X Factor (in Italia) e The Voice (in Francia). Decisamente eclettico quanto poliglotta, Mika decide di mettere in primo piano le proprie esperienze, svelando non solo momenti di vita famigliare, ma anche una serie di grandi e piccoli episodi che l’hanno accompagnato in questi anni. «Sono andato alla ricerca di chi avrei potuto essere — prosegue il cantante —. Certi artisti si cimentano con un alter ego artistico, dal grandioso David Bowie con Ziggy Stardust, fino a Beyoncé con Sasha Fierce. Io ho fatto il contrario, sono andato a scoprire l’uomo dietro l’artista».

 

Un viaggio a ritroso che Mika ha percorso portando in primo piano il ruolo dei propri famigliari dalla sorella Yasmine, con la quale ha progettato la scenografia degli spettacoli, fino alle gigantografie dei propri genitori da giovani. Ed è proprio l’allestimento del palco a costituire uno degli aspetti più d’impatto per il live; un tableau sgargiante e ricco di riferimenti pop all’immaginario dell’artista come la sagoma di un King Kong alto 10 metri, astri e pianeti rotanti proiettati in modo caleidoscopico durante il concerto. Immagini che solleticano la fantasia e invitano a riappropriarsi della facoltà di sognare e di abbandonarsi alle emozioni lasciando alla mente la libertà di andare in orbita. «È un invito a vivere due ore di emozioni — ha spiegato Mika prima del live —. In un momento in cui sembra che tutto sia a disposizione, dalle serie tv a ripetizione al sesso in 5 minuti di Tinder, non siamo mai stati così soli».

 

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

Mika, confessions of a king of pop: "My real self"

The man behind the artist, between music and special effects: "We are all alone"

 

 

The secret of Mika, the man beyond the artist

 

Appointment at the PalaGeorge of Montichiari on Saturday for the concert of Mika (the supporters of the concert begin at 8.30 pm, Mika's show an hour later; tickets cost from 46 to 69 euros). The naturalized British artist of Lebanon makes a stop in the province of Brescia for one of the Revelation tour concerts on the occasion of the release in the new album «My name is Michael Holbrook», written with Dan Black and produced by Mark Crew and Dan Priddy with Dan Black. To accompany him on stage a total of four musicians: Timothy Van Der Kuil on guitar, Max Taylor on bass, Wouter Van Tornnhout on drums and Mitchell Yoshida on piano. All produced by Claudio Trotta for Barley Arts. A total of 12 appointments began on November 24th at the Pala Alpitour in Turin and will close on February 8th in Reggio Calabria for a total of about 75,000 spectators reached.


"These new songs have strong colors and an intimate message - said Mika himself -. They talk about growing, keeping my colors. I focused on the idea of becoming an adult without losing humanity, a sense of color and eccentricity ». An album, My name is Michael Holbrook, strictly personal as you can guess from the declaration of the first name that names the work. Twelve years after Life's success in cartoon motion, which featured the hit Grace Kelly, Mika blew up his artistic career by nimbly moving from the world of stages to that of cameras, presenting himself as a star of television shows such as Stasera CasaMika, X Factor ( in Italy) and The Voice (in France). Decidedly eclectic as it is polyglot, Mika decides to put his experiences first, revealing not only moments of family life, but also a series of large and small episodes that have accompanied him over the years. «I went in search of who I could have been - the singer continues -. Some artists try their hand at an artistic alter ego, from the grandiose David Bowie with Ziggy Stardust, to Beyoncé with Sasha Fierce. I did the opposite, I went to discover the man behind the artist ».


A journey backwards that Mika has traveled bringing to the forefront the role of his family by his sister Yasmine, with whom he designed the set for the shows, up to the giant posters of his parents as young people. And it is precisely the stage set-up that constitutes one of the most impacting aspects for the live; a flamboyant tableau full of pop references to the artist's imagination, such as the silhouette of a 10 meter high King Kong, stars and rotating planets projected kaleidoscopically during the concert. Images that tickle the imagination and invite you to regain possession of the ability to dream and abandon yourself to emotions, leaving the freedom to go into orbit. "It is an invitation to experience two hours of emotions - explained Mika before the live -. At a time when it seems that everything is available, from the repeating TV series to the sex in 5 minutes of Tinder, we have never been so alone ».

 

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Corriere della Sera (Milano)

  • 3 Dec 2019

🔻PDF file 2019-12-03_Corriere_della_Sera_Milano_MIKA.pdf

 

Cultura & Tempo libero

Uno show da pop star per Mika

Il l cantante al Forum con il «Revelation Tour»

 

Al Forum

 

Mika versione popstar davanti alla gigantografia dimamma e papà

 

C ittadino del mondo ma con residenza a Londra e una casa sulle colline fiorentine, Mika stasera approda al Forum di Assago (via di Vittorio 2, ore 21; biglietti 46 euro) con il «Revelation tour», e dopo anni di televisione si concede ai suoi fan di nuovo nelle vesti di popstar. Con una scenografia che strizza l’occhio alla Pop Art, formata dalle gigantografie dei suoi genitori da giovani, da King Kong e dal retro del David di Michelangelo, l’artista ( foto) presenta i brani del nuovo album «My name is Michael Holbrook»(il titolo si riferisce al suo nome all’anagrafe), disco in testa alle classifiche con la hit estiva «Ice Cream». Giramondo e poliglotta, il cantante nato a Beirut nel 1983 da madre libanese e padre statunitense, naturalizzato inglese, non ha mai nascosto il suo feeling con l’Italia, e la sua partecipazione come giudice in tre edizioni di X Factor lo ha reso ancora più popolare di quando fu lanciato nel 2007 con il brano «Grace Kelly». Un legame forte col Belpaese tradito anche da «Sanremo», canzone dedicata ai suoi ricordi vacanzieri. (P.Ca.)

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

A pop star show for Mika

The singer at the Forum with the «Revelation Tour»


At the Forum


Mika pop star version in front of the giant mom and dad


A world-class trader but with residence in London and a house on the Florentine hills, tonight Mika arrives at the Assago Forum (via di Vittorio 2, 9 pm; tickets 46 euros) with the «Revelation tour», and after years of television he grants to his fans again as pop stars. With a scenography that gives a nod to Pop Art, formed by the giant posters of his parents as a young man, by King Kong and by the back of Michelangelo's David, the artist (photo) presents the songs of the new album «My name is Michael Holbrook »(The title refers to his name at the registry office), the top of the charts with the summer hit« Ice Cream ». Giramondo and polyglot, the singer born in Beirut in 1983 from a Lebanese mother and American father, naturalized English, never hid his feeling with Italy, and his participation as judge in three editions of X Factor made him even more popular when it was launched in 2007 with the song «Grace Kelly». A strong bond with the Belpaese also betrayed by "Sanremo", a song dedicated to its holiday memories. (P.Ca.)

 

 

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