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Mika at the italian press conference for the new album - 3 October 2019 -


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Mika shows the new album: My Name Is Michael Holbrook at the italian press conference:

 

 

MIKA: Diventare adulti senza perdere i propri colori

MIKA: Diventare adulti senza perdere i propri colori

E’ stato presentato My Name Is Michael Holbrook il quinto album in studio di Mika in uscita il 4 ottobre.

Anticipato da ben cinque singoli usciti tra l’estate e questi ultimi giorni, finalmente ritorna Mika.

My Name Is Michael Holbrook è stato presentato alla Centrale dell’Acqua, una delle più antiche centrali di pompaggio dell’acqua di Milano, costruita nel 1906.

Frutto di due anni di scrittura tra le pareti domestiche tra Miami, Londra e la campagna toscana, l’album pone l’accento al lato più intimo di Mika.

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IL DISCO

Non c’è possibilità di riscaldarsi con un titolo come questo. Questo disco è una provocazione con me stesso, avevo bisogno di farlo. Sono quattro anni che non pubblico, mi sono detto ok, sono cosciente che la vita e una carriera è fatta di capitoli. Sapevo che se potevo immaginarmi in vent’anni, continuando a fare il cantautore, dovevo assumermi una responsabilità profonda nel dover mettere le parti di me in linea. Ho preso il mio tempo per sentirmi pronto a creare un album dove mi sentissi solo una persona. Il titolo è il mio nome legale. La verità è che dopo un’ora dalla mia nascita sono stato chiamato da mia madre Mika. Odio il mio nome legale, è sempre legato alle faccende burocratiche. Mi sono chiesto il perché odiassi il mio nome. Perché ci sono molte cose successe che mi hanno allontanato da mio padre. Mi sono dovuto confrontare con questo per liberarmi dalla distanza con mio padre, il mio nome e dalla parte recitata per anni. Sono andato a scoprire l’uomo dietro l’artista. Diviso per 12 anni tra Mika e Michael Holbrook, ho fatto pace con la mia identità. L’unico modo che conosco per vivere ed esprimermi è creare musica, scrivere, esibirmi. Senza questo io non esisto“.

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IL LAVORO DIETRO AL DISCO

Ho lanciato l’idea di capire dove arrivasse mio padre, un padre che ha vissuto in tanti paesi. Ho guidato da Miami a Savana Georgia. Riguardo intorno e vado in questo cimitero. Lì vedo una parte del mio nome cancellato dal tempo. Sono tornato a casa e ho scritto Tiny love . Nella canzone dico My Name is Michael Holbrook e quello è stato un punto di partenza. La mattina in cui sto terminando questa canzone , mi arriva una chiamata in cui mi dicevano che operavano mia madre ad Abu Dhabi. Mi sono reso conto che era una coincidenza, tornando al pianoforte nell’intimità del rapporto tra strumento e autore, ho scoperto che mi avrebbe aiutato. Durante i due anni che sono susseguiti, ho continuato a tornare dal mio piano e ho continuato a chiedermi chi sono. A sette anni ero dislessico, non capivano perché, quando mio padre lo scoprì andò dalla professoressa che mi stava rovinando la vita. Mio padre è sempre stata una presente complessa, ho sempre recitato per non diventare lui“.

SANREMO

E’ il primo posto dove sono stato in Italia, con la mia grande famiglia: mia madre bohémien, cinque bambini, mia nonna piccolissima e stranissima, sua sorella. E’ un brano che parla del mio ricordo di un paese nel quale improvvisamente con il destino mi sono trovato sempre più presente. Mi sono ricordato di essere quel ragazzo d quattordici anni che commentava i coetanei italiani, più fighi di me. Mi dicevo che non sarei mai stato come loro. Ho voluto mettere questa cartolina in una canzone. Ho raccontato questa storia ad un regista sperimentale, ha visto questo video basato sul desiderare qualcosa con la paura di non arrivarci. Ha parlato dell’omosessualità negli anni cinquanta. Il videoclip è una poesia. Mi piace mettere i contrasti a confronto: le sonorità, la canzone, il video ispirato a Pasolini”.  

MERCATO DISCOGRAFICO

Il mio mercato per le vendite fisiche è la Francia, è sempre stato molto importante. Sono cresciuto lì, ho scritto canzoni solo in francese mai uscite. Il mercato editoriale è il Nord America, è stranissimo. Il mercato in cui sto crescendo maggiormente è l’Asia. L’italia è un mercato diverso. Non voglio e non posso mettermi nella categoria degli artisti italiani. Funziona bene se rimetto in competizione con gli artisti internazionali. Va benissimo, perché questo paese mi regala tante cose che mi arricchiscono personalmente e professionalmente. E’ un momento di transizione per me, si deve valutare sull’onda della frammentazione”.

TV

L’idea di parlare di fronte alla gente mi ha aiutato tantissimo. Ho fatto sei anni di The Voice in Francia, come ho smesso di fare CasaMika. Il manifesto di CasaMika era portare la bellezza e il romanticismo. La mia attenzione era sullo spettacolo più che sulle interviste. Mi ha aiutato a liberarmi senza aver paura delle conseguenze, o meglio, ho imparato ad assumermi le conseguenze. Non sono un giornalista, sapevo che a un certo punto, avevo paura di diventare ridondante, salvo che dovevo ricaricare la batteria per tornare un domani in Tv cambiando pelle. E’ stata una decisione tosta, in Spagna volevano otto puntate di CasaMika per una grande emittente. Ho rifiutato, sapevo che c’era un pericolo: o fare tv per i prossimi due anni o fare un album. Per il futuro ho un’idea, ma non sarei da solo, so solo che spaccherà tutto. Mi piacerebbe l’idea di fare uno show con questa persona, l’aspetto imprevedibile e spontaneo, è quello che voglio avere”.

IL SUCCESSO

Per me è il poter pagarmi le bollette. Il successo è creativo e artistico, è vero quando riesci a proiettarti con distanza. E’ libertà di espressione”.

IL TOUR

Il Révélation tour comincia il 10 novembre da Londra: “Anche il titolo del tour si collega al mio percorso di ricerca identitaria. Sto preparando uno spettacolo ricco di sorprese, forte delle esperienze e del bagaglio acquisito con i miei spettacoli televisivi, ma riportando la musica al centro di tutto. Per la prima volta posso dire che posso cantare la tracklist senza ansia. Hanno una forte colonna vertebrale. Hanno questa energia abbastanza urgente. E’ un momento complicato nella mia famiglia, durante questo periodo, ho perso cinque persone vicino a me: ho perso la nonna di Sanremo, la zia, una donna spagnola che mi allevata, mia madre è peggiorata in continuazione. Mia madre ha lavorato sino a un anno fa. Con questa turbolenza nella mia vita personale, ho la sensazione che quando mi metto sul palco cantando, dove ci sono le voci di mia madre e mia sorella pre-registrate, mi sembra di cantare qualcosa di attuale nella mia vita. Sto utilizzando questa cosa come se fosse un carburante che brucio a 200 chilometri orari. E’ l’intenzione della mia performance. E’ un grande one man show ed è il più importante della mia carriera dove sto dicendo che a volte la vita è una merda e sto facendo questo. In Italia, c’è una set list dedicata, tutte le trascrizioni sono in italiano. Se riesco a cantare una parte dello show a cappella senza microfono, vuol dire che quello che ho ideato funziona. La scenografia, sono installazioni sospese che rappresentano i momenti della mia vita sino ad ora. Per me sarà un’emozione viaggiare da un estremo all’altro della penisola. Verrò bussando alla vostra porta, città per città.Spero mi accoglierete.”

Il tour italiano promosso da Barley Arts si articolerà in ben 12 tappe:

24 novembre – Pala Alpitour (Torino)

26 novembre – Pala Prometeo (Ancona)

27 novembre – Palazzo dello Sport (Roma)

29 novembre – Unipol Arena (Casalecchio di Reno)

30 novembre –  PalaGeorge (Brescia)

2 dicembre –  Modigliani Forum (Livorno)

3 dicembre – Mediolanum Forum (Assago, Milano)

1 febbraio –  Kioene Arena (Padova)

2 febbraio –  PalaOnda (Bolzano)

5 febbraio – Teatro PalaPartenopeo (Napoli)

7 febbraio – Palaflorio (Bari)

8 febbraio – Palacalafiore (Reggio Calabria)

Il giro proseguirà nella primavera del 2020 negli Stati Uniti, in Canada, Sud America, Giappone, Cina e Korea

Edited by Gabry74
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Mika shows the new album: My Name Is Michael Holbrook at the italian press conference:     MIKA: Diventare adulti senza perdere i propri colori ON: 3 OTTOBRE

Wow what a revelation. Mika only works with people who will sleep with him 😨😱  Gotta love google translator for causing all sorts of gossip😁

TV Sorrisi e Canzoni    

Posted Images

Rockol

https://www.rockol.it/news-707781/mika-nuovo-album-my-name-is-michael-holbrook-video-intervista

 

Dailymotion

 

Mika racconta il nuovo album 'My Name Is Michael Holbrook'. Videointervista

 

'Un disco gioioso nato dalla tristezza':

l'artista anglo-libanese parla del piacere di aver ritrovato se stesso grazie alla musica, e alla scommessa fatta sul tour che presto arriverà in Italia

 

I dischi introspettivi, solitamente, tendono a essere cupi, essenziali e malinconici: "My Name Is Michael Holbrook", il disco con quale Mika si è riconciliato con se stesso, è al contrario un disco essenzialmente allegro e pieno di energia. "Quando ho deciso di scriverlo ho chiamato il mio manager americano, Rich Isaacson, che è anche capo della Def Jam: un tizio con una voce molto bassa, tanto che mia madre lo chiamava Nostradamus", ha raccontato, divertito, il cantante di "Take It Easy" davanti alle telecamere per Rockol: "Gli ho detto: 'Ciao Rich, voglio fare un disco molto introspettivo, lo scriverò tutto solo al pianoforte'. Lui mi ha risposto: 'Bene: sarà divertente venderlo'. Alla fine l'album che è uscito non è triste: è intimo, quello sì, molto personale. Ma le sfide personali che mi hanno portato a scriverlo hanno portato tanto colore, tanta vita. Sono contento di tornare con un album pieno di gioia, anche se provocato dalla tristezza".

 

Canzoni così intime e personali non devono essere state facili da condividere con una schiera di coautori composta da David Sneddon, Amy Wadge, George Moore, il già collaboratore dei Planet Funk Dan Black, Paul Fyfe Dickson, Dave Gibson, Mark Crew, Dan Priddy e Jodi Marr: "E' vero, ho lavorato con tanti coautori, ma se sentite il disco capite che in ogni passaggio, in ogni sfumatura e in ogni piccolo gesto è mia la mano principale. Poi, per esempio, con Amy Wadge ho un modo molto personale di lavorare: ci mettiamo a parlare due ore, poi io mi metto al piano, inizio a suonare qualcosa e lei mi dice 'ecco, ci sei: continua'. Allora inizia la fase dove 'vomito' tutto, dalla quale poi ripartiamo a lavorare. La cosa fondamentale, però, è che io non lavoro con persone che non vengono a scrivere a casa mia, mangiando da me e dormendo anche da me. In sostanza, non riesco a lavorare con chi non è mio amico".

 

"Con questo nuovo tour ho preso una decisione molto forte", spiega Mika a proposito del suo tour che in autunno arriverà in Italia: "Ho cambiato la visione dello spettacolo quattro volte: è una cosa che non faccio mai, ma sapevo che questo tour doveva essere da qualsiasi altra cosa avessi fatto prima. Alla fine ho disegnato un set che ricorda un'installazione artistica: c'è un palco che mi butta verso il pubblico, e invece di impiegare otto musicisti ne ho chiamati solo quattro, che però suoneranno almeno due strumenti a testa. E alcune sonorità del disco saranno usate come sample, invece di essere ricreate sinteticamente sul palco, scelta estetica, quest'ultima, che io personalmente trovo orribile".

 

"Sì, ci saranno ospiti nel corso della mie date italiane, ma su chi saranno ancora non posso dire niente", ci ha confermato lui, che sarà di scena nel nostro Paese tra i prossimi 24 novembre e 8 dicembre: "Vorrei invitare i miei amici italiani, che per me sono molto importanti. Non ci saranno un tutte le date, ci stiamo organizzando proprio in questi giorni. Non vorrei però spostare troppo l'equilibro del concerto su di loro: quello che ho in mente è uno show che stupirà anche da solo, nel modo più 'normale' possibile. E, se seccederà, vorrà dire che abbiamo fatto la scelta giusta".

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

Mika tells the new album 'My Name Is Michael Holbrook'. Video interview

 

'A joyful record born of sadness':

the Anglo-Lebanese artist talks about the pleasure of having found himself again thanks to music, and to the bet made on the tour that will soon arrive in Italy

 

Introspective discs usually tend to be gloomy, essential and melancholy: "My Name Is Michael Holbrook", the disc with which Mika has reconciled with himself, is on the contrary an essentially cheerful and full of energy record. "When I decided to write it, I called my American manager, Rich Isaacson, who is also the head of Def Jam: a guy with a very low voice, so much so that my mother called him Nostradamus," the singer of "said amusedly Take It Easy "in front of the cameras for Rockol:" I told him: "Hi Rich, I want to make a very introspective record, I'll write it all just on the piano. He replied:" Good: it will be fun to sell it. "the album that came out is not sad: it is intimate, yes, very personal. But the personal challenges that led me to writing it have brought so much color, so much life. I'm happy to come back with an album full of joy, even if provoked from sadness ".

 

Such intimate and personal songs must not have been easy to share with a host of co-authors composed of David Sneddon, Amy Wadge, George Moore, the Planet Funk collaborator Dan Black, Paul Fyfe Dickson, Dave Gibson, Mark Crew, Dan Priddy and Jodi Marr: "It is true, I worked with many coauthors, but if you hear the record, you understand that in every step, in every nuance and in every small gesture the main hand is mine. Then, for example, with Amy Wadge I have a way very personal to work: we talk for two hours, then I put myself on the floor, I start to play something and she says 'here you are: go on'. Then the phase begins where 'vomit' everything, from which we then leave to work, the key thing, though, is that I don't work with people who don't come to write at my house, eating with me and also sleeping with me. Basically, I can't work with someone who isn't my friend. "

 

"With this new tour I made a very strong decision," explains Mika about his tour that will arrive in Italy in the fall: "I changed the view of the show four times: it's something I never do, but I knew this tour it had to be from anything I had done before, so I designed a set that resembles an art installation: there is a stage that throws me towards the audience, and instead of employing eight musicians I only called four, but they will play at least two instruments each, and some of the sounds of the disc will be used as samples, instead of being synthetically recreated on stage, an aesthetic choice, the latter, which I personally find horrible ".

 

"Yes, there will be guests during my Italian dates, but I can't say anything about who they will be yet," he confirmed, which will take place in our country between November 24th and December 8th: "I would like to invite my Italian friends, who are very important to me. There will not be all the dates, we are organizing ourselves in these days, but I wouldn't want to shift the balance of the concert too much on them: what I have in mind is a show that will amaze even alone, in the most "normal" way possible. And, if it does, it will mean that we have made the right choice. "

 

 

 

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IL MATTINO

https://www.ilmattino.it/spettacoli/televisione/mika_nuovo_album_quando_esce_michael_holbrook-4774470.html

  • Giovedì 3 Ottobre 2019, 16:07 - Ultimo aggiornamento: 03-10-2019 16:24

 

Mika fa pace con il suo vero nome: arriva l'album “My name is Michael Holbrook”

 

Quinto album da studio per Mika che domani pubblica il suo "My Name Is Michael Holbrook". Scritto tra Miami, Londra e la campagna toscana, il lavoro al completo è composto da una scaletta di tredici canzoni, compresa la ballata "To Call This Love" con Jack Savoretti. «Il titolo è una sorta di provocazione a me stesso - ha raccontato questa mattina Mika - perché dopo quattro anni senza un album ho sentito il bisogno di fare qualcosa che mi definisse come artista, anche in previsione dei prossimi anni. Volevo scrivere qualcosa che mi rappresentasse per intero».

 


La lista delle canzoni finite nel nuovo capitolo discografico di Mika sono anche il frutto di un viaggio attraverso le proprie vicende personali e familiari, ricostruite anche attraverso un percorso a ritroso nel tempo. «Da subito dopo la mia nascita - ha commentato la voce inglese, di origini libanesi - mia mamma ha cominciato a chiamarmi Mika e così è stato sempre, fino ad oggi. Ho odiato il mio nome perché è lo stesso di mio padre, che è sempre stato presente per me ma allo stesso tempo è qualcuno a cui non ho voluto assomigliare. Avevo bisogno di fare pace con questo nome e venire a patti con la distanza che ho creato tra Michael e Mika. Sono anche andato alla ricerca delle radici della famiglia di mio padre, guidando da Miami fino a Savannah, in Georgia, per liberarmi di tante cose».


Per dedicarsi interamente alla sua musica, Mika ha anche deciso di prendere le distanze dal mondo della televisione, frequentato per molti anni sia in Italia che all'estero. «Parlare davanti alla gente in televisione - ha detto Mika - mi ha liberato tantissimo. Per sei anni ho partecipato a The Voice in Francia e ho smesso solo adesso per concentrarmi sulla musica. "Casa Mika" (il programma andato in onda sulla Rai) è stato diverso perché era un progetto romantico. Da tutte queste esperienze ho imparato ad esprimermi senza timore delle conseguenze e a prendermi le responsabilità. Non sono cresciuto nella disciplina della TV e avevo pura di diventare troppo ripetitivo. Ho un progetto per tornare in televisione, ma, quando sarà, vorrei essere in compagnia di qualcuno di cui non voglio dire nulla per ora».

Anticipato da ben cinque singoli, usciti tra la scorsa estate e le ultime settimane, l'album sarà anche il protagonista di un nuovo tour italiano nei palazzetti, al via il 24 novembre da Torino con il titolo di "Revelation Tour". «Sarà uno degli show più importanti della mia carriera fino ad oggi - ha commentato Mika - con una formula diversa rispetto agli spettacoli che farò altrove. Ho scelto di cercare un rapporto più diretto e "bruciante" con il pubblico, esattamente quello che non si può avere in televisione. Ci sarà una scenografia che racconta la mia vita e anche un "piano magico" che farà cose incredibili. Alla fine del concerto, se sarò riuscito a cantare anche un brano nel silenzio generale e senza musica, potrò dire che sarà stato un successo».

 

:uk: Google Translator

Spoiler

 

Mika makes peace with his real name: the album "My name is Michael Holbrook" arrives


Fifth studio album for Mika who will publish his "My Name Is Michael Holbrook" tomorrow. Written between Miami, London and the Tuscan countryside, the complete work consists of a set of thirteen songs, including the ballad "To Call This Love" with Jack Savoretti.


"The title is a sort of provocation to myself - said Mika this morning - because after four years without an album I felt the need to do something that defined me as an artist, also in anticipation of the coming years. I wanted to write something that represented me in full ».

 

The list of finished songs in Mika's new record chapter is also the result of a journey through personal and family events, reconstructed also through a journey back in time. "From the moment of my birth - commented the English voice, of Lebanese origins - my mother started calling me Mika and so it has always been, until today. I hated my name because it's the same as my father's, who has always been present for me but at the same time is someone I didn't want to look like. I needed to make peace with this name and come to terms with the distance I created between Michael and Mika. I also went in search of the roots of my father's family, driving from Miami to Savannah, Georgia, to get rid of so many things ».

 

To devote himself entirely to his music, Mika has also decided to distance himself from the world of television, frequented for many years both in Italy and abroad. "Speaking to people on television - said Mika - has freed me a lot. For six years I participated in The Voice in France and I stopped just now to focus on music. "Casa Mika" (the program broadcast on Rai) was different because it was a romantic project. From all these experiences I have learned to express myself without fear of the consequences and to take responsibility. I didn't grow up in the TV discipline and I was pure about becoming too repetitive. I have a project to get back on television, but when it does, I would like to be in the company of someone I don't want to say anything about for now. "

 

The album will be the protagonist of a new Italian tour in the stadiums, kicked off November 24th from Turin with the title of "Revelation Tour". "It will be one of the most important shows of my career to date - commented Mika - with a different formula than the shows I will do elsewhere. I chose to look for a more direct and "burning" relationship with the public, exactly what you can't have on television. There will be a set that tells my life and also a "magic plan" that will do incredible things. At the end of the concert, if I can even sing a song in general silence and without music, I can say that it will have been a success ».

 

 

 

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On 10/4/2019 at 1:51 AM, Kumazzz said:

Rockol

https://www.rockol.it/news-707781/mika-nuovo-album-my-name-is-michael-holbrook-video-intervista

 

 

:uk: Google translator

 

Then the phase begins where 'vomit' everything, from which we then leave to work, the key thing, though, is that I don't work with people who don't come to write at my house, eating with me and also sleeping with me. Basically, I can't work with someone who isn't my friend. "

 

Wow what a revelation. Mika only works with people who will sleep with him 😨😱 

Gotta love google translator for causing all sorts of gossip😁

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:sorry:

I can't d/l the video.

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Corriere Adriatico

https://video.corriereadriatico.it/spettacoli/mika_ad_ancona_scoprire_moscioli-4776785.html

Venerdì 4 Ottobre 2019, 17:02 - Ultimo aggiornamento: 04-10-2019 18:11

 

Mika il 26 novembre ad Ancona e l'attrazione-moscioli

 

Mika presenta nuovo album e tour. «Sarò il 26 novembre al PalaPrometeo di Ancona. È la seconda data del “Revelation tour” che inizio da Torino il 24 e si concluderà a Reggio Calabria il prossimo febbraio». Un evento per le Marche dato che sarà l’unico momento per poter conoscere il cantautore- showman.


«Mi sono ispirato agli show di Jacques Brel, anche io lo faccio in una maniera più spettacolare e con una energia che si sente – ha precisato – La risposta ha le stesse intensità della mia intenzione di fare performance. Anche il titolo del tour si collega al mio percorso di ricerca identitaria e rivelazione che ho intrapreso in questa nuova avventura artistica. Sto preparando uno spettacolo ricco di sorprese, forte delle esperienze e del bagaglio acquisito con i miei spettacoli televisivi, ma riportando la musica al centro di tutto. Le traduzioni sono fatte in italiano, farò canzoni con “Stardust” che non faccio in America o in Francia, cercherò di avere un rapporto molto diretto con il pubblico».

 

 

Intanto oggi esce il suo album di inediti “My name is Michael Holbrook” che ha presentato alla Centrale dell’acqua, con un ricordo particolare. «Degli italiani mi è rimasta la figura di Dario Fo che ho conosciuto in una trasmissione a Napoli – ha confidato – Un periodo andavo a casa sua, gli portavo dei fiori; abbiamo scritto un’opera teatrale insieme sulla fine del mondo ed è un grande rimpianto che non ha avuto un seguito ma da lì è nata “Stasera Casa Mika”. Fo è stato una persona importante e gli sono molto riconoscente».

«Il mio nome è stato un punto di partenza: non mi piaceva e non mi sono mai chiesto il perché, forse per il fatto che arrivavano le multe – ha fatto notare – Volevo prendere le distanze da Mika. Usare il nome dell’anagrafe mi ha permesso di rivedere i rapporti con la mia famiglia con uno sguardo diverso, più adulto e coraggioso. Avevo appena scritto la mia prima canzone per questo disco dopo quattro anni e mi arrivò una chiamata perché mia madre Joannie Penniman, a cui è dedicato l’album e che nel disco fa un’apparizione, si doveva operare ad Abu Dhavi; è stata una coincidenza assurda e lei è sopravvissuta a questo primo intervento. Quattro anni fa ero andato in crisi». 

Sono 13 le canzoni di questo disco che si differenzia dai quattro precedenti. «Sono stato quattro anni senza fare un album – ha detto – Ho fatto quattro album e la vita si definisce a capitoli, e ogni fase ha una intenzione e una evoluzione diverse: la vita personale si era allontanata da quella artistica e le ho messe a confronto». È stata la nit estiva “Ice cream”, “Tiny love”, “Sanremo” («Non parla del festival ma delle vacanze che facevamo in famiglia, quando eravamo ospiti in Costa Azzurra da una zia che ci faceva un po’ pesare la nostra presenza»), “Dear jealousy” e “Tomorrow”; altre gemme sono “Paloma” (dedicata alla sorella sopravvissuta a un terribile incidente), la ballata “Ready to call this love” in duetto con Jack Savoretti, e l’intimissima “Blue”. Altre gemme dell’album sono “Paloma”, dedicata alla sorella sopravvissuta a un terribile incidente, la ballata “Ready to call this love” in duetto con Jack Savoretti, l’intimissima “Blue”.

Mika è molto conosciuto in Italia, anche per essere stato protagonista di alcuni spot televisivi e per il successo ottenuto con lo show “Stasera Casa Mika” su Rai 2, lui che è libanese e naturalizzato britannico.«Casa Mika è stato un progetto poetico, forte sugli sketch – ha ricordato – Mi ha aiutato a liberarmi delle conseguenze, anche se non ho sono cresciuto nella disciplina della televisione dove bisogna sempre cambiare pelle». Mika guarda sempre avanti.«In futuro? – ha accennato – C’è una idea, qualcosa che spaccherà tutto: mi piacerebbe fare con una persona uno show dove tutto è possibile, mai visto prima» .

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

Mika November 26 in Ancona and the attraction-moscioli

Mika presents new album and tour. «I will be on November 26th at the PalaPrometeo of Ancona. It is the second date of the "Revelation tour" that starts from Turin on the 24th and will end in Reggio Calabria next February ". An event for the Marche as it will be the only time to get to know the singer-songwriter.


"I was inspired by Jacques Brel's shows, I also do it in a more spectacular way and with an energy that feels - he specified - The answer has the same intensity as my intention to perform. Also the title of the tour is connected to my path of identity research and revelation that I have undertaken in this new artistic adventure. I am preparing a show full of surprises, thanks to the experiences and the baggage acquired with my TV shows, but bringing the music back to the center of everything. The translations are done in Italian, I will make songs with "Stardust" that I don't do in America or in France, I will try to have a very direct relationship with the public ".

 

Meanwhile, today his unreleased album "My name is Michael Holbrook" is released, which he presented at the Centrale del acqua, with a special memory. "Of the Italians I still have the figure of Dario Fo whom I met in a transmission in Naples - he confided - A period I went to his house, I brought him flowers; we wrote a theatrical piece together about the end of the world and it is a great regret that did not have a following but from there was born "Stasera Casa Mika". Fo was an important person and I am very grateful to him ».

 

"My name was a starting point: I didn't like it and I never asked myself why, perhaps because the fines arrived - he pointed out - I wanted to distance myself from Mika. Using the name of the registry office allowed me to review the relationships with my family with a different look, more adult and courageous. I had just written my first song for this record after four years and a call came to me because my mother Joannie Penniman, to whom the album is dedicated and who makes an appearance on the album, had to work in Abu Dhavi; it was an absurd coincidence and she survived this first intervention. Four years ago I went into crisis ».

There are 13 songs on this disc that differs from the previous four. "I spent four years without making an album - he said - I made four albums and life is defined in chapters, and each phase has a different intention and evolution: personal life had moved away from the artistic one and I put them to comparison". It was the summer nit "Ice cream", "Tiny love", "Sanremo" ("It doesn't talk about the festival but about the vacations we had in the family, when we were guests on the Côte d'Azur with an aunt who made us weigh our presence ")," Dear jealousy "and" Tomorrow "; other gems are "Paloma" (dedicated to the sister who survived a terrible accident), the ballad "Ready to call this love" in a duet with Jack Savoretti, and the very intimate "Blue". Other gems on the album are "Paloma", dedicated to the sister who survived a terrible accident, the ballad "Ready to call this love" in a duet with Jack Savoretti, the very intimate "Blue".

 

Mika is well known in Italy, also for having been the protagonist of some TV commercials and for the success obtained with the show "Stasera Casa Mika" on Rai 2, he who is Lebanese and naturalized British. "Casa Mika was a poetic project, strong on the sketches - he recalled - He helped me free myself from the consequences, even though I didn't grow up in the discipline of television where you always have to change skin ». Mika always looks ahead: "In the future? - he hinted - There is an idea, something that will split everything: I'd like to do with a person a show where everything is possible, never seen before ».

 

 

                           

  NEWSPAPER

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Corriere della Sera

https://www.corriere.it/spettacoli/19_ottobre_04/mika-mi-sento-anche-italiano-ho-imparato-molto-fo-e5cd00b4-e5fd-11e9-b5eb-dc1ff9a38071.shtml

Mika: mi sento anche italiano, ho imparato molto da Fo

 

Il cantautore alla presentazione di «My name is Michael Holbrook»: «Sto vivendo il momento più felice e più triste degli ultimi 10 anni»

 

«Sto vivendo il momento più felice e più triste degli ultimi 10 anni». Un arcobaleno di emozioni e sentimenti che Mika ha riversato nel quinto album My name is Michael Holbrook, in uscita oggi. Tredici brani che racchiudono «turbolenze personali», ha raccontato il cantautore 36enne, come la malattia della madre (a cui l’album è dedicato), la complessa storia della sorella Paloma, diversi lutti e soprattutto il bisogno di fare i conti con se stesso: «Michael Holbrook è il mio nome legale, ma l’ho sempre odiato: mi sono chiesto perché. Ho fatto un reset personale e artistico e sono andato alla ricerca delle origini di mio padre per liberarmi dalla distanza che c’era con lui. Non è stato facile, ma mi è servito per mettere ordine e capire chi sono».

 

Ma Mika affronta anche i temi più duri con una leggerezza tutta sua, trasformandoli in canzoni pop che sembrano uscite da un musical o dagli anni 80 di Prince e George Michael. «Scrivere ha avuto un effetto catartico e paradossalmente ho avuto voglia di recuperare la sensualità che nel pop degli ultimi anni si è persa, insieme al diritto di raccontare una sessualità libera e diversa». E non mancano omaggi all’Italia, fra il brano Sanremo («non parlo del Festival, ma delle vacanze che facevo da ragazzino con la famiglia») e ben 12 concerti con cui percorrerà lo Stivale dal 24 novembre: «Sarà un grande one man show, un pezzo del mio mondo. Avrò anche un pianoforte magico». Il legame con il nostro Paese, impresso nel suo italiano fluente e nel ricordo degli incontri con Dario Fo «che mi aveva insegnato tantissimo sull’Italia», è ancora molto forte: «Ho realizzato parte del disco nella mia casa in Toscana e sono diventato anche io un po’ toscano. Mi piace andare al mercato del pesce di Livorno e potare gli ulivi: ho cinque motoseghe».

 

Lo rivedremo ancora in tv dopo le esperienze con X Factor e Stasera CasaMika? «Parlare in televisione mi ha liberato tantissimo, ma era il momento di smettere. Ci tornerò solo cambiando pelle: per il futuro avrei un’idea che spaccherà tutto, uno show dove tutto è possibile insieme a una persona, un enfant terrible che ho bene in mente...»

4 ottobre 2019 (modifica il 4 ottobre 2019 | 09:41)
 
Mika, «il mio nuovo album è stato come una medicina»
https://video.corriere.it/spettacoli/mika-il-mio-nuovo-album-stato-come-medicina/c2306c82-e5fc-11e9-b5eb-dc1ff9a38071Il cantautore affronta temi molto personali in «My name is Michael Holbrook» e poi commenta «seguo sempre il Festival di Sanremo, mi piace molto Amadeus come conduttore» -
BARBARA VISENTIN /CorriereTV
 

:uk:

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Mika: I also feel Italian, I learned a lot from Fo

 

The singer-songwriter at the presentation of "My name is Michael Holbrook": "I am living the happiest and saddest moment of the last 10 years"

 

"I'm living the happiest and saddest moment of the last 10 years". A rainbow of emotions and feelings that Mika poured into the fifth album My name is Michael Holbrook, due out today. Thirteen songs that contain "personal turbulence", said the 36-year-old singer, like his mother's illness (to which the album is dedicated), the complex story of his sister Paloma, several griefs and above all the need to come to terms with himself : "Michael Holbrook is my legal name, but I always hated it: I wondered why. I did a personal and artistic reset and went in search of my father's origins to free me from the distance that was with him. It was not easy, but it helped me to sort out and understand who I am ».

 

But Mika also tackles the toughest themes with a lightness of his own, turning them into pop songs that seem to come from a musical or from the 80s of Prince and George Michael. "Writing has had a cathartic effect and paradoxically I wanted to recover the sensuality that has been lost in pop in recent years, together with the right to tell a free and different sexuality". And there is no shortage of homage to Italy, between the song Sanremo ("I'm not talking about the Festival, but the holidays I did as a kid with the family") and as many as 12 concerts with which I will cover the Boot from November 24: "It will be a great one man show, a piece of my world. I will also have a magic piano ». The bond with our country, imprinted in his fluent Italian and in the memory of the meetings with Dario Fo "that had taught me so much about Italy", is still very strong: "I made part of the record in my house in Tuscany and I became I am also a bit Tuscan. I like going to the Livorno fish market and pruning olive trees: I have five chainsaws ».


Will we see him again on TV after the experiences with X Factor and CasaMika tonight? «Speaking on television freed me a lot, but it was time to stop. I will come back only by changing skin: for the future I would have an idea that will split everything, a show where everything is possible together with a person, an enfant terrible that I have in mind ... "
October 4, 2019 (modified October 4, 2019 | 09:41)


Mika, "my new album was like a medicine"
The singer-songwriter addresses very personal themes in "My name is Michael Holbrook" and then comments "I always follow the Sanremo Festival, I really like Amadeus as a conductor" -


BARBARA VISENTIN / CorriereTV

 

 

 

NEWSPAPER

🔻PDF file ( page 42 ) 2019-10-04h_il_Corriere_della_Sera-42.pdf

 

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Edited by Kumazzz
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QUOTIDIANO.net

https://www.quotidiano.net/magazine/mika-album-my-name-is-michael-holbrook-1.4816843

"Finalmente sono Michael Holbrook, mica Mika"

 

La star anglo-libanese: "Con il nuovo album rimetto insieme persona e personaggio"

di ANDREA SPINELLI
  • Ultimo aggiornamento il 4 ottobre 2019 alle 11:46

Milano, 4 ottobre 2019 - Il suo nome è Holbrook, Michael Holbrook. Anzi, Mika. Al cantante anglo-libanese ci sono voluti quattro album per mettere una davanti all’altra, nello stesso disco, l’identità che ha all’anagrafe e quella che gli ha consegnato il mondo del pop. Due nomi che scivolano uno sull’altro, come una foto sul proprio negativo, sulla copertina di My name is Michael Holbrook, l’album nei negozi da oggi con 13 nuove canzoni fra cui il duetto con Jack Savoretti di Ready to call this love. Con gentilezza e talento, tra musica e tv, Mika ha colpito da subito al cuore l’Italia: ai fan dedica ora i 12 concerti nei palasport di quel Revelation Tour al via il 24 novembre da Torino con tappe pure ad Ancona il 26, Casalecchio di Reno il 29, Montichiari il 30, Livorno il 2 dicembre, Assago il 3. Ieri, a Milano, l’eroe di Grace Kelly ha presentato questa nuova fatica realizzata negli ultimi quattro anni tra Miami, Londra e la campagna toscana, dove si ferma spesso a Scandicci. 

 

Michael al contrario dei tanti artisti che nel corso della carriera si trovano un alter ego, lei ha sentito il bisogno di recuperare il suo vero nome. 
"Sentivo il bisogno di farlo, di rimettere assieme la persona e il personaggio, anche come provocazione a me stesso. Mi sono deciso solo al quinto album perché la vita è fatta di fasi e “capitoli” diversi. Per questo ho provato a far pace col mio nome legale, che è lo stesso di mio padre, anche se un’ora dopo che ero nato per mia madre ero già Mika. Confesso di aver sempre odiato il nome anagrafico e, quindi, il disco è servito pure a risolvere qualche conflitto con me stesso". 

 

Rapporto controverso con i suoi?
"Mio padre è stato sempre molto presente nella mia vita, ma non gli volevo somigliare. Però ho un forte senso di appartenenza, porto con orgoglio il mio cognome Penniman e una volta sono perfino andato alla ricerca delle radici di famiglia guidando da Miami a Savannah, in Georgia, per liberarmi di tanti pesi sulle tombe di miei avi". 

 

L’album è dedicato a sua madre Joanna. 
"È stata lei a farmi cantare, quattro ore di esercizio al giorno, non pensando alla possibilità di un figlio popstar, ma alla soddisfazione nell’espressione artistica alla libertà che questa riesce a darti. Ora mamma è malata, le sto vicino. A volte penso che la vita è una m**da. Questi ultimi dieci anni sono stati i più felici, ma anche i più tristi della mia vita. Mi tengo tutto dentro, ma sento l’urgenza di condividerlo prima possibile con chi verrà ad ascoltarmi in concerto".

 

Un brano s’intitola “Sanremo”, ma non parla del Festival.
"È una canzone sentimentale sui miei ricordi di bambino perché Sanremo è stata la prima città italiana che ho visto, venendoci in gita con i miei dalla Francia. Difficile allora immaginare che da grande avrei poi avuto con l’Italia una frequentazione tanto assidua". 

 

La tv è congelata al momento? 
"Sì. Rtve, la principale emittente spagnola, mi aveva proposto di acquistare Casa Mika, opportunità molto allettante per le ricadute che lo show avrebbe potuto avere pure sul mercato tv latino americano. Ma sarebbero stati due anni di impegni sulle due coste dell’Atlantico e, per l’album, ho rifiutato. Con la speranza che l’offerta possa essere rinnovata in futuro. D’altronde io amo l’imprevisto: ho un progetto tv che mi vedrebbe impegnato alla conduzione al fianco di un altro “enfant terrible”, ma è prematuro parlarne". 

 

:uk: Google translator

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"Finally I'm Michael Holbrook, not Mika"

The Anglo-Lebanese star: "With the new album I put together person and character"
by ANDREA SPINELLI


Milan, 4 October 2019 - His name is Holbrook, Michael Holbrook. Indeed, Mika. The Anglo-Lebanese singer took four albums to put the identity of the pop and one that gave him the pop world one in front of the other, on the same record. Two names that slip one over the other, like a picture on their own negative, on the cover of My name is Michael Holbrook, the album in stores from today with 13 new songs including the duet with Jack Savoretti of Ready to call this love. With kindness and talent, between music and TV, Mika immediately struck Italy at heart: now he dedicates the 12 concerts in the sports halls of that Revelation Tour starting on November 24th from Turin with stops also in Ancona on the 26th, Casalecchio of Reno on the 29th, Montichiari on the 30th, Livorno on the 2nd of December, Assago on the 3rd Yesterday, in Milan, Grace Kelly's hero presented this new effort achieved in the last four years between Miami, London and the Tuscan countryside, where often stops in Scandicci.

 

Michael, unlike the many artists who find an alter ego during his career, he felt the need to recover his real name.
"I felt the need to do it, to put the person and the character back together, even as a provocation to myself. I decided only on the fifth album because life is made up of different phases and" chapters ". That's why I tried to make peace with my legal name, which is the same as my father's, even if an hour after I was born for my mother I was already Mika I confess that I always hated the legal name and, therefore, the disc also served to resolve some conflicts with myself".

 

Controversial relationship with yours?
"My father was always very present in my life, but I didn't want to look like him. But I have a strong sense of belonging, I proudly carry my surname Penniman and once I even went in search of family roots driving from Miami to Savannah , in Georgia, to get rid of so many burdens on the graves of my ancestors ".

 

The album is dedicated to his mother Joanna.
"She was the one who made me sing, four hours of exercise a day, not thinking about the possibility of a pop star son, but about the satisfaction in the artistic expression of the freedom she can give you. Now mom is sick, I'm close to her. Sometimes I think life is a m ** da. These last ten years have been the happiest, but also the saddest of my life, I keep everything in it, but I feel the urgency to share it as soon as possible with those who will listen to me in concert".

 

A song entitled "Sanremo", but does not talk about the Festival.
"It's a sentimental song about my childhood memories because Sanremo was the first Italian city I saw, coming on a trip with mine from France. It's hard to imagine then that when I grew up I would have had such an assiduous attendance with Italy."

 

Is TV frozen at the moment?
"Yes. Rtve, the main Spanish broadcaster, had offered me to buy Casa Mika, a very attractive opportunity for the effects that the show could have had on the Latin American TV market as well. But it would have been two years on the two Atlantic coasts and, for the album, I refused. With the hope that the offer could be renewed in the future. Besides, I love the unexpected: I have a TV project that would see me busy conducting alongside another "enfant terrible ", But it is premature to talk about it".

 

 

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17 hours ago, Just_Me said:

 

Wow what a revelation. Mika only works with people who will sleep with him 😨😱 

Gotta love google translator for causing all sorts of gossip😁

It is not google translator's fault Alba. Mika said exactly this in French. Of course by sleep he only meant platonic sleep :teehee: as the people he worked with spent weeks with him day and night with him in his studio  but I agree with you it is really funny that he said it that way :lmfao:

But of course some people might misundertand...

 

 

 

 

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3 minutes ago, crazyaboutmika said:

It is not google translator's fault Alba. Mika said exactly this in French. Of course by sleep he only meant platonic sleep :teehee: as the people he worked with spent weeks with him day and night with him in his studio  but I agree with you it is really funny that he said it that way :lmfao:

But of course some people might misundertand...

 

 

@Just_Me isn't Alba on MFC, though that's @Mikasister 's username on Social Media. I also have to remind myself of it every time. :naughty:

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7 hours ago, Kumazzz said:

 

 

That one seems quite interesting, but I understand only half of it. I think he talks a lot about what it's like for him to be on stage - could someone please sum up what he says about it? I think in the end he says that when he sang Happy Ending without a mic in front of 15,000 people, he understood that this is a good way to make contact with the crowd, or something like that...

 

Of the other 2 videos, the sound is too bad for me to be able to understand what he says. In the first I think he talks about what his live show will be like, compared to his TV show.

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REVNEWS

https://www.revenews.it/interviste/2019/10/14/mika-album-my-name-is-michael-holbrook-presentazione-video/

 

Mika ritrova la propria storia nel nuovo album: “Il mio disco in tempo reale” 

 

My Name Is Michael Holbrook è il titolo del nuovo disco di Mika, progetto in cui l’artista attraversa gioie e dolori vissuti in prima persona. E ritrova se stesso.
 
di Paola Maria Farina - 14 Ottobre 2019 16:06
 

My Name Is Michael Holbrook: è esattamente da qui, da quel suo nome legale tanto detestato, che Mika riparte e mai come in questo caso di ripartenza si tratta. Non solo per i quattro anni di silenzio discografico, la parentesi televisiva con il fortunato one man show e il tour sinfonico. Quello dell’artista anglo-libanese inizia la nuova pagina di un libro i cui capitoli hanno titoli in cui riecheggiano famiglia, dolore, amore, arte, riscoperta.

 

“Ero tante cose ma nello stesso tempo non volevo essere come mio padre”, ha raccontato in conferenza stampa. Un’affermazione che ha un che di pirandelliano ma che conferma un’artista senza nulla da nascondere. Così, tutto inizia dall’incontro con il sé, attraverso quel giovane Holbrook che si era lasciato quasi indietro.

 

E per ridefinirsi, una volta dissodate le radici paterne in terra americana, ecco la famiglia, quel nucleo che Mika descrive come un po’ strampalato, con le sue vacanze nel sud della Francia e la tappa italiana a Sanremo (a cui dedica una canzone nel disco). Gioie e dolori si toccano e l’eclettico Mika, la cui sensibilità ha il fascino delle cose fragili e preziose, ne ha attraversati parecchi in questi ultimi anni.

 

Se sono felice? Sono felice più oggi di quanto non lo sia stato in dieci anni ma ugualmente posso dire che sono più triste oggi di quanto non lo sia stato in dieci anni. Di certo sento in tutto questo un’enorme urgenza, un sentimento che è molto libanese.

 

Cadute e risalite di Michael Holbrook

In My Name Is Michael Holbrook, Mika scava tra cadute e risalite continue, descrive l’inferno della malattia e la dipendenza che ha visto negli occhi di un amico, per poi cantare “l’attaccamento alla vita per cui finisci a cercare in ogni minima speranza una molecola di dio”. E questo ce lo racconta senza censure, con i suoi suoni pieni di colori, tratteggiando un quadro in cui la musica si è fatta portavoce liberatoria e spesso consolatoria del suo mondo privato.

 

 

Uno specchio riflesso da cui, ogni volta, imparare qualcosa. “È stato un momento complicato nella mia famiglia, – inizia il cantautore – tante persone che hanno ispirato la mia musica non ci sono più. Ho perso mia nonna, mia zia e anche un’altra nonna con cui sono cresciuto; poi è peggiorata molto la salute di mia madre, che ha lavorato con me fino a un anno fa.

Ho messo tutta questa turbolenza della mia vita personale nell’album e per questo lo sento come un disco in tempo reale. Nel mio ultimo tour americano, ho portato sul palco alcuni interventi registrati con le voci dei miei familiari ed è stato come dire: ‘io sono qua, sono protagonista di un one man show nel quale ho l’impressione di cantare della mia stessa vita’.”

E aggiunge: “Stavo bruciando il mio carburante a 200 km all’ora e questa energia è qualcosa che si avverte. Infatti, la risposta del pubblico ha avuto la stessa intensità dell’intenzione della mia performance: è lo show più importante della mia carriera ed è quello in cui ti sto dicendo che la volte la vita è una merda ma proprio per questo sto facendo così sul palco.”

La vita non è semplice ogni giorno ma posso dire ‘ok, quello che vivo non è separato da questo che ti sto cantando’.

L’album è nato tra Miami e la Toscana, regione quest’ultima in cui Mika ha trovato una seconda casa, un buen retiro che lo fa sentire protetto e lo diverte: “Ho preso in affitto una casa e lì ho costruito uno studio, a trenta minuti da Firenze – spiega – Ricordo che la prima volta in cui ci sono stato nessuno degli abitanti mi parlava e non capivo il perché.

Fino a quando, nel momento in cui un turista mi ha chiesto una foto, alcuni sono intervenuti perché non mi disturbasse. Per la prima volta nella mia vita ho sentito di avere un paese: vado al bar, sento le storie della gente, ho imparato anche a potare gli alberi. È una zona che amo perché è piena di segreti”, chiosa sorridendo Mika nel pensare a quanto corrano le voci nei piccoli centri lontani della città.

Passato e presente di Mika

In bilico tra passato, presente e futuro, Mika non dimentica alcuni degli incontri che più lo hanno segnato, a partire da quello con Dario Fo: “Mi ha insegnato tante cose, non solo sulla tv e sul teatro ma anche sull’Italia, un paese che prima capivo di meno. Lui mi ha aiutato ad approfondire, gli sono molto riconoscente.”

 

E aggiunge: “Ho lavorato con tante persone che mi hanno ispirato e penso ad Ariana Grande così come a Pierpaolo Piccioli, che ha fatto più che vestirmi: con gli abiti lui mi ha raccontato. E poi ci sono Lily Allen e Amy Winehouse: noi tre facevamo degli show improbabili, una forma di reazione a certo pop degli Anni Duemila. Noi volevamo sottolineare le nostre differenze da quel mondo.”

Ma volgendo lo sguardo al futuro, almeno quello prossimo, Mika vede ora avvicinarsi il tour italiano nei palazzetti: “Della tv non mi piace il rischio che ha di deformarti e di mettere un filtro al rapporto fisico, graffiante, con la gente, che è quello che io invece voglio con questo show. Se ce la farò a cantare a cappella anche un solo brano insieme a tutta la gente, per me lo show sarà riuscito.”

Abbiamo fatto una scenografia pura e intensa, quasi un’estrazione del mio mondo e della mia vita con una serie di elementi sospesi. E ci sarà un pianoforte magico che fa cose assurde.

Manca un tassello, quello dell’oggi. Che cosa sente di aver imparato Mika? Lo canta nelle canzoni del disco e lo spiega in questi termini: “ Ho imparato a capire che ogni gesto conta e ha delle conseguenze; quindi, è meglio muoversi più lentamente e con maggiore consapevolezza. Non è restare fermo, è muoversi con attenzione, che significa muoversi più liberamente. Quel carburante che ho consumato è stato il mio bruciare per ricominciare.”

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

Mika finds his own story in the new album: "My record in real time"

 

My Name Is Michael Holbrook is the title of Mika's new album, a project in which the artist goes through joys and pains experienced personally. And find himself again.

 

by Paola Maria Farina - October 14, 2019 16:06

 

My Name Is Michael Holbrook: it is exactly from here, from that legal name so much detested, that Mika starts again and never, as in this case, it is a restart. Not only for the four years of recording silence, the television parenthesis with the lucky one man show and the symphonic tour. That of the Anglo-Lebanese artist begins the new page of a book whose chapters have titles in which family, pain, love, art, rediscovery echo.

 

"I was so many things but at the same time I didn't want to be like my father," he told the press conference. A statement that has something of a Pirandello but that confirms an artist with nothing to hide. Thus, everything starts with the encounter with the self, through that young Holbrook who had almost left behind.

 

And to redefine itself, once the paternal roots have been broken up into American soil, here is the family, that nucleus that Mika describes as a bit weird, with his holidays in the south of France and the Italian stop in Sanremo (to which he dedicates a song in the disk). Joys and sorrows touch each other and the eclectic Mika, whose sensitivity has the charm of fragile and precious things, has gone through several in recent years.

 

If I'm happy? I am happier today than I was in ten years but I can say that I am sadder today than I was in ten years. Certainly I feel in all this an enormous urgency, a feeling that is very Lebanese.

 

Falls and ascents of Michael Holbrook

In My Name Is Michael Holbrook, Mika digs between falls and continuous ascents, describes the hell of the disease and the addiction he saw in the eyes of a friend, to then sing "the attachment to life that you end up looking for in every little hope a molecule of god ". And this tells us without censorship, with its colorful sounds, outlining a picture in which music has become the liberating and often consolatory spokesman of his private world.

A mirror reflection from which, every time, learn something. "It was a complicated moment in my family, - starts the singer-songwriter - so many people who have inspired my music are gone. I lost my grandmother, my aunt and also another grandmother I grew up with; then the health of my mother, who worked with me until a year ago, got very bad.

I put all this turbulence in my personal life into the album and that's why I feel it like a real time record. On my last American tour, I took some speeches recorded with the voices of my family onto the stage and it was like saying: 'I am here, I am the protagonist of a one man show in which I have the impression of singing about my own life' . "

And he adds: "I was burning my fuel at 200 km an hour and this energy is something that is felt. In fact, the response of the public had the same intensity as the intention of my performance: it is the most important show of my career and it is the one in which I am telling you that sometimes life is s**t but for this I am doing so on stage."

   

Life is not simple every day but I can say ‘ok, what I live is not separate from what I'm singing to you’.

The album was born between Miami and Tuscany, the latter region in which Mika found a second home, a buen retiro that makes him feel protected and entertains him: "I rented a house and there I built a studio, thirty minutes from Florence - he explains - I remember that the first time I was there none of the inhabitants spoke to me and I didn't understand why.

 

Until when, when a tourist asked me for a photo, some intervened to keep me from being bothered. For the first time in my life I felt I had a country: I go to the bar, I hear the stories of the people, I also learned to prune the trees. It is an area that I love because it is full of secrets ", says Mika, smiling as he thinks about how many voices run in the small distant centers of the city.


Past and present of Mika

Poised between past, present and future, Mika does not forget some of the meetings that have marked him the most, starting from the one with Dario Fo: "He taught me many things, not only on TV and theater but also on Italy, a country that I understood less before. He helped me deepen, I am very grateful. "

He adds: "I worked with so many people who inspired me and I think of Ariana Grande as well as Pierpaolo Piccioli, who did more than dress me up: he told me about the clothes. And then there are Lily Allen and Amy Winehouse: the three of us did unlikely shows, a form of reaction to certain pops from the 2000s. We wanted to emphasize our differences from that world. "

But looking at the future, at least the next one, Mika now sees the Italian tour in the stadiums approaching: "I don't like the TV risk of deforming and putting a filter on the physical, scratchy relationship with people, which is what I want with this show. If I'll be able to sing a cappella even a single song with all the people, for me the show will have succeeded. "

 

    We did a pure and intense set design, almost an extraction of my world and my life with a series of suspended elements. And there will be a magic piano that does crazy things.

 

One piece is missing, that of today. What do you feel you learned from Mika? He sings it in the songs of the record and explains it in these terms: “I have learned to understand that every gesture counts and has consequences; therefore, it is better to move more slowly and with greater awareness. It is not staying still, it is moving carefully, which means moving more freely. That fuel I consumed was my burn to start over. "

 

 

 

 

 

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COOPerazione

https://www.cooperazione.ch/temi/incontri/intervista/2019/mika-236680/

 

La psicanalisi pop di Mika

 

Dopo quattro anni d’assenza la popstar anglo-libanese torna con un nuovo cd, “My Name Is Michael Holbrook”, che mescola pop melodico e ricerca interiore. A novembre parte il tour, che arriverà anche in Svizzera. La nostra intervista.

 

14 ottobre 2019

 

È una popstar internazionale, ma anche un ragazzo colto, brillante e loquace. E molto determinato nel raggiungere i propri obiettivi. Mika è da poco tornato con un nuovo cd, My Name Is Michael Holbrook (Universal), il più personale della sua carriera. Un disco a tutto pop, melodico e piacevole, con brani intriganti come Ice Cream, Sanremo, Dear Jealousy e Tomorrow. E testi nati da una profonda ricerca interiore. 

 

Mika, perché questo strano titolo?

 

Ho messo in evidenza il mio vero nome e cognome, che in realtà ho sempre odiato. Mia mamma dopo un’ora che ero nato mi chiamava già Mika, così ho sempre legato il mio nome civile alle cose burocratiche, come tasse e multe. Ma dietro c’era qualcosa di più profondo, a cominciare dal complesso rapporto con mio padre. Ho cercato di capire ed eliminare la distanza fra me e lui, così sono partito per un viaggio alla ricerca delle mie radici, verso Savannah, in Georgia, da dove viene il ramo paterno della mia famiglia. Da lì è nata la prima canzone del disco, Tiny Love. Strada facendo sono accadute tante cose, come l’operazione a cui mia mamma ha dovuto sottoporsi. Per fortuna è andato tutto bene. 

 

E come ha proseguito?

 

Sono tornato al pianoforte nell’intimità di casa, che mi ha molto aiutato a mettere ordine alle tante domande che affioravano. Dovevo capire chi sono e chi voglio diventare. Sono stato quattro anni senza fare un album; in tutto questo periodo ho realizzato che la mia vita personale si era allontanata da quella artistica e da quella mediatica. Così ho fatto un reset generale, una specie di provocazione interiore, cercando di unire tutte le parti di me che prima erano staccate. L’artista, il personaggio pubblico e Michael come uomo. Un percorso che mi ha permesso di rivedere i rapporti con la mia famiglia con uno sguardo diverso, più adulto e coraggioso. Questo è finalmente l’album di una sola persona. 

 

E alla fine del viaggio come si sente?

 

Di certo fare il disco mi è servito molto. Poi la vita non sempre è bellissima: di recente ho perso ben cinque persone care, ci sono alti e bassi. Potrei dire che questo è il momento più felice degli ultimi dieci anni, ma anche il più triste. Una contraddizione molto libanese, non a caso la mia famiglia ha radici anche lì. 

 

Quattro anni d’assenza dalle scene sono tanti: non ha paura di perdere il treno del successo?

 

Il successo è importante, perché ti porta i soldi per pagare le bollette di casa, inutile essere ipocriti. Ma il vero successo è la libertà di poterti esprimere come vuoi, senza controlli. Per questo album ho seguito me stesso, senza copiare quello che va di moda oggi e senza preoccuparmi troppo del suo potenziale commerciale. Del resto il mercato musicale non è più quello di dieci anni fa e ora non puoi più contare solo sulle vendite dei cd. Semmai avevo un po’ paura per il tour, perché star lontani così tanto tempo dal palco è pericoloso: ma in passato avevo piantato delle buone radici e le prime risposte sono molto positive. 

 

A novembre sarà in tour: il 21 a ­Ginevra e il 22 a Zurigo. E il 3 dicembre a Milano. Che spettacolo ha in mente?

 

Si chiamerà “Revelation Tour”, titolo che si collega al mio percorso di ricerca identitaria, una “rivelazione”, appunto. Penso a un “one man show” molto spettacolare, ispirato a certi recital dell’artista belga Jacques Brel, ma in una chiave più pop ed energica. Vorrei instaurare un rapporto ancora più diretto col pubblico e permettermi momenti particolari, tipo fare un pezzo solo “a cappella” in un palasport. Ci sarà un’installazione che rappresenta il mio mondo e avrò un pianoforte magico dalle mille sorprese.

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

Mika's pop psychoanalysis

 

After four years of absence, the Anglo-Lebanese pop star returns with a new CD, "My Name Is Michael Holbrook", which mixes melodic pop and inner research. In November the tour starts, which will also arrive in Switzerland. Our interview.

 

October 14, 2019

 

He is an international pop star, but also a cultured, brilliant and talkative boy. And very determined to achieve their goals. Mika has recently returned with a new CD, My Name Is Michael Holbrook (Universal), the most personal of his career. A disc to all pop, melodic and pleasant, with intriguing tracks like Ice Cream, Sanremo, Dear Jealousy and Tomorrow. And texts born from a deep inner search.

 

Mika, why this strange title?

I highlighted my real name and surname, which I always hated. My mom after an hour of being born already called me Mika, so I always tied my civil name to bureaucratic things, like taxes and fines. But there was something deeper behind it, starting with the complex relationship with my father. I tried to understand and eliminate the distance between me and him, so I set off on a journey in search of my roots, to Savannah, Georgia, where the paternal branch of my family comes from. From there came the first song on the record, Tiny Love. Along the way many things happened, like the operation that my mother had to undergo. Fortunately, everything went well.

 

And how did he proceed?

I returned to the piano in the intimacy of home, which helped me a lot to bring order to the many questions that surfaced. I had to understand who I am and who I want to become. I've been four years without making an album; throughout this period I realized that my personal life had moved away from the artistic and media world. So I did a general reset, a kind of inner provocation, trying to unite all the parts of me that were previously detached. The artist, the public figure and Michael as a man. A path that allowed me to review the relationships with my family with a different look, more adult and courageous. This is finally the one-person album.

 

How are you feeling at the end of the journey?

It certainly helped a lot to make the record. Then life is not always beautiful: recently I lost as many as five loved ones, there are ups and downs. I could say that this is the happiest time of the last ten years, but also the saddest. A very Lebanese contradiction, not by chance my family has roots there too.

 

Four years of absence from the scenes are many: isn't he afraid of losing the train of success?

Success is important, because it brings you the money to pay the household bills, no need to be hypocritical. But the real success is the freedom to be able to express yourself as you want, without controls. For this album I followed myself, without copying what is in fashion today and without worrying too much about its commercial potential. Moreover, the music market is no longer what it was ten years ago and now you can no longer rely only on CD sales. If anything I was a bit scared for the tour, because being away from the stage so long is dangerous: but in the past I had planted good roots and the first answers are very positive.

 

In November he will be on tour: 21 in Geneva and 22 in Zurich. And December 3 in Milan. What spectacle do you have in mind?

It will be called "Revelation Tour", a title that links to my identity research path, a "revelation". I think of a very spectacular "one man show", inspired by certain recitals by the Belgian artist Jacques Brel, but in a more pop and energetic key. I would like to establish an even more direct relationship with the public and allow me special moments, such as making a single piece "a cappella" in a sports hall. There will be an installation that represents my world and I will have a magical piano with a thousand surprises.

 

 

 

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https://corrieredellumbria.corr.it/video/tv-news/1174063/mika-rivoluzionario-e-vero-nell-album-my-name-is-michael-holbrook.html

Mika rivoluzionario e vero nell'album My Name Is Michael Holbrook

"La verità è che la vita è complicata ed è anche una merda"

04.10.2019 - 08:30

Milano, 4 ott. (askanews) - Un disco pieno di energia, ma anche intimo e profondo. Dopo una lunga pausa, Mika è tornato con il quinto album di studio e a partire dal titolo "My Name Is Michael Holbrook" si capisce che ha fatto pace con la sua identità.

"Una persona felice di tornare con un nuovo album - ha spiegato - che è un grande cambiamento dopo un po' di anni dove avevo quasi, non paura, ma perso la voglia di farlo, di difendere qualcosa. Ho materiale da difendere che è molto in linea con me stesso. Sono fortunato di poter avere un bella famiglia, ho una carriera un po' pazza, strana, però complessa, con tante facce e soprattutto sono Mika, però il mio nome è Michael Holbrook Penniman Jr però sono Mika, il figlio di Michael e di Jonie, i miei genitori".

Eclettico, poliglotta e geniale, ha vissuto momenti difficili e dolorosi ma anche tante gioie che lui racconta così.

"La verità è che la vita è complicata... e anche una merda in questo momento per motivi personali, però dentro queste sfide nasce una reazione. Quando la vita ti fa male cosa fai: ti nascondi? Se ti nascondi sei miserabile, triste e isolato. Non ho voluto nascondermi, ho voluto impegnarmi ancora di più".

Libero e irriverente, col singolo "Tomorrow" racconta la filosofia di questo album.

"Tomorrow parla di approfittare del momento giusto, attuale e a volte onestamente per essere felici bisogna dire chi se ne frega del domani".

Il suo desiderio più grande è semplice ma drammaticamente vero.

"Il mio sogno realistico è di mantenere sempre la curiosità".

Guardarsi allo specchio per Mika è una sfida.

"Per me, lo specchio è una preparazione alla guerra, è drammatico ma è la verità".

Mika sarà in Italia con dodici concerti da novembre con il Revelation Tour.

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