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La Repubblica https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2020/09/15/news/mika_x_factor-267407493/   Mika "Sì, sono severo Soprattutto con me stesso" 15 SETTEMBRE 2020 Intervista

Sound & Lite.it   Mika - Revelation Tour 21-02-2020 di Douglas Cole e Giovanni Seltralia   A supporto del recente disco inedito, My Name Is Michael Ho

It looks like Tempo made an anti-homophobe video where they make connection between anti-conronavirus gestures and anti-homophobic gestures. I find it very smart and funny.    

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GENTE

20200/ 01/ 03 page 51

 

🔽 PDF file ( page 51 /  219 KB ) Gente Italia N.1 - 11 Gennaio 2020-51.pdf

 

Press Reader

https://www.pressreader.com/italy/gente-italy/20200103/page/51

 

MIKA

L’artista di origine libanese, naturalizzato britannico, è nato a Beirut il 18 agosto di 36 anni fa. Gli ultimi mesi del 2019 l’hanno visto in tour, anche in Italia, per presentare l’album My Name Is Michael Holbrook: è questo il vero nome di Mika

 

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Corriere dell'Alto Adige

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  • 19 Jan 2020

Mika: «A Bolzano porterò colori ed emozioni»

 

La prima volta in Trentino-Alto Adige: «Sul palco colori, note e tanta intimità Essere caldo e poetico è un superpotere»

 

Mika live a Bolzano «Revelation Tour»

 

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Talento Mika, cantautore di grande raffinatezza musicale «My Name Is Michael Holbrook» è il titolo del suo ultimo disco del 2019, in cui esce allo scoperto col vero nome e cognome e mette al centro tutta la sua passione per la musica

 

 

Domenica 2 febbraio al Palaonda Il cantautore libanese e lo show per voce e pianoforte, dai grandi successi ai nuovi brani. «Odio il trash, la mia rivoluzione è quella delle emozioni»

 

Il travolgente «Revelation Tour» di Mika è in arrivo domenica 2 febbraio al Palaonda di Bolzano (ore 20.30) nell’evento organizzato dalla Showtime Agency. L’artista libanese di passaporto britannico porterà per la prima volta in Trentino-Alto Adige la sua musica e le sue indiscutibili doti da showman. «My Name Is Michael Holbrook» è il titolo del suo ultimo disco del 2019, in cui esce allo scoperto col suo vero nome e cognome e mette al centro tutta la sua passione per la musica, dopo essersi affermato anche in trasmissioni tivù come «XFactor Italia», «Stasera Casa Mika» e «The Voice» in Francia. Nel corso del tour italiano, Mika sarà ospite per la terza volta sul palco del Festival di Sanremo, dove ha debuttato nel 2007 con «Grace Kelly», prima dell’uscita del suo album d’esordio «Life in Cartoon Motion». Lo show che attraverserà l’Italia si annuncia spettacolare e colorato. Mika (voce e pianoforte) presenterà il suo repertorio, dai grandi successi ai più recenti singoli «Ice Cream», «Sanremo» e «Tomorrow» accompagnato da una band di quattro elementi. Sono ancora disponibili i biglietti sul circuito online www.ticketone.it.

 

Mika, cosa ha significato per lei mettere il suo vero nome e cognome, Michael Holbrook, nel titolo del suo ultimo album?

 

«È stata una sorta di liberazione. Fin da piccolo ho vissuto un rifiuto violento della mia identità legale, sulla scorta della battaglia che i miei genitori avevano combattuto contro le loro famiglie per avere una vita più libera e con meno problemi. A trentasei anni mi sono reso conto che questo rifiuto non era più una forza ma un complesso e ho voluto aprire una nuova finestra della mia carriera sull’adulto che ho bisogno di essere».

 

Cosa intende rappresentare in questo «Revelation Tour»?

 

«Io odio il trash e in quest’epoca basata sull’estetica e non sull’emotività, sembra essere la cosa più importante. È più facile coprirsi di tatuaggi che non ti rappresentano, che essere poetico e romantico: la mia risposta è l’intimità, essere caldo è un superpotere. Questa è la Revelation: in questo tour non ci sono cose false. Ci sono i colori e le melodie ma anche tanta intimità».

 

Cosa ama di più del suo essere cantautore e uomo di spettacolo?

 

«Le due cose sono assolutamente collegate. Se penso ai grandi che mi hanno ispirato, come Jacques Brel, Serge Gainsbourg e in Italia Fabrizio De Andrè, in loro era presente una grande tradizione di showman. L’energia comincia dalla scrittura di una canzone e continua sul palco, alla ricerca del modo migliore di rappresentarla».

 

Che cosa rappresenta per lei il palco del Festival di Sanremo, a cui ha anche dedicato una canzone?

 

«É un palco molto affascinante: Sanremo è uno show che va oltre le regole della televisione. Se penso alle esibizioni di Dalida e Luigi Tenco per me hanno un valore quasi sacro: di gran parte d«Stasera Casa Mika» mi sono studiato le loro esibizioni a Sanremo. È una performance che rimane per sempre e deve provocare bellezza. E poi il vero show di Sanremo si vive nelle strade in quella settimana».

 

Si esibirà per la prima volta a Bolzano: ha qualche ricordo di questa regione?

 

«Ricordo innanzitutto il vino, davvero molto buono. Poi la raffinatezza del cibo e la cura del design. Da Bolzano in una settimana arriverò a Reggio Calabria passando per Napoli e Bari: credo che la grande forza dell’Italia stia nelle differenze, anche se spesso non sono ottimizzate. L’unificazione deve continuare».

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

Mika: «I will bring colors and emotions to Bolzano»


The first time in Trentino-Alto Adige: «On stage colors, notes and a lot of intimacy Being warm and poetic is a superpower»


Mika live in Bolzano «Revelation Tour»

Talented Mika, songwriter of great musical refinement "My Name Is Michael Holbrook" is the title of his latest album in 2019, in which he comes out with the real name and surname and focuses all his passion for music


Sunday 2 February at Palaonda The Lebanese singer-songwriter and the show for voice and piano, from great hits to new songs. «I hate trash, my revolution is that of emotions»


Mika's overwhelming "Revelation Tour" is arriving on Sunday 2 February at the Palaonda in Bolzano (20.30) in the event organized by the Showtime Agency. The Lebanese British passport artist will bring his music and his indisputable showman skills to Trentino-Alto Adige for the first time. «My Name Is Michael Holbrook» is the title of his latest album in 2019, in which he comes out of the closet with his real name and surname and focuses on his passion for music, after having also established himself in TV shows like «XFactor Italy »,« Tonight Casa Mika »and« The Voice »in France. During the Italian tour, Mika will be a guest for the third time on the Sanremo Festival stage, where she made her debut in 2007 with "Grace Kelly", before the release of her debut album "Life in Cartoon Motion". The show that will cross Italy promises to be spectacular and colorful. Mika (voice and piano) will present her repertoire, from great hits to the most recent singles «Ice Cream», «Sanremo» and «Tomorrow» accompanied by a band of four elements. Tickets are still available on the online circuit www.ticketone.it.


Mika, what did it mean for you to put your real first and last name, Michael Holbrook, in the title of your latest album?


«It was a sort of liberation. Since I was a child I have experienced a violent rejection of my legal identity, on the basis of the battle that my parents had fought against their families to have a freer and less problematic life. At thirty-six I realized that this refusal was no longer a force but a complex and I wanted to open a new window of my career on the adult I need to be. "


What do you intend to represent in this "Revelation Tour"?


"I hate trash and in this era based on aesthetics and not on emotion, it seems to be the most important thing. It's easier to cover yourself with tattoos that don't represent you, than to be poetic and romantic: my answer is intimacy, being hot is a superpower. This is the Revelation: on this tour there are no false things. There are colors and melodies but also a lot of intimacy ».


What do you love most about being a songwriter and showman?


«The two are absolutely connected. If I think of the greats who inspired me, like Jacques Brel, Serge Gainsbourg and Fabrizio De Andrè in Italy, there was a great tradition of showman in them. The energy begins with the writing of a song and continues on stage, in search of the best way to represent it ".


What does the Sanremo Festival stage represent for you, to which you also dedicated a song?


«It's a very fascinating stage: Sanremo is a show that goes beyond the rules of television. If I think of the performances of Dalida and Luigi Tenco they have an almost sacred value for me: I studied their performances in Sanremo most of "Tonight Casa Mika". It is a performance that remains forever and must provoke beauty. And then the real Sanremo show is lived on the streets in that week ».


He will perform for the first time in Bolzano: do you have any memories of this region?


«First of all I remember the wine, really very good. Then the refinement of the food and the care of the design. From Bolzano in a week I will arrive in Reggio Calabria via Naples and Bari: I believe that Italy's great strength lies in the differences, even if they are often not optimized. Unification must continue. "

 

 

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la Gazzetta del Mezzogiorno
  • 19 Gennaio 2020
Mika in arrivo a Bari: «Canto l'amore e l'intimità»
  • Nicola Morisco
 

Si chiama Michael Holbrook Penniman Jr, ma per tutti è Mika. Il 36enne cantautore e showman libanese naturalizzato britannico arriva in Puglia, venerdì 7 febbraio al Palaflorio di Bari, con la sua tournée mondiale «Revelation Tour», che proseguirà negli Stati Uniti, in Canada, Sud America, Giappone, Cina e Korea. Incentrato sui brani del suo nuovo e quinto album My Name Is Michael Holbrook, pubblicato all’inizio dell’ottobre scorso su etichetta Polydor-Universal Music (biglietti ancora disponibili sui circuiti Vivaticket, Ticketmaster e Ticketone), e i suoi grandi successi, per Mika la tappa a Bari sarà la sua terza volta in Puglia, dopo i live tenuto al teatro Petruzzelli e a Molfetta. Sul palco con Mika ci saranno i musicisti Timothy Van Der Kuil (chitarra), Max Taylor (basso), Wouter Van Tornnhout (batteria) e Mitchell Yoshida (pianoforte). Ad aprire il live sarà la giovanissima e già talentuosa cantautrice Charlotte. Con i suoi dischi Mika ha collezionato certificazioni d’oro e di platino in 32 Paesi del mondo, e ha venduto oltre 10 milioni di dischi venduti. Anche la carriera televisiva è conferma del suo talento con Stasera a casa Mika e X Factor Italia e The Voice in Francia. Il live di Mika è un vero e proprio one-man-show multicolor, due ore di spettacolo innovativo e magico.

 

Mika, come ha preparato questo tour mondiale?


«Fondamentalmente la mia posizione come artista è abbastanza alternativa, sono molto fedele a quello che rappresento e ho sempre fatto. Questo tour riproduce un manifesto chiaro di quello che volevo fare e di quello che volevo sentire. Nel passato mi sono sempre adeguato al paese dove mi esibivo, mentre questa volta il live sarà uguale in tutti quelli nei quali mi esibirò. Poi, un’altra cosa forte che possiamo fare in questo momento è provocare l’amore, l’intimità, perché dentro queste due componenti si può parlare di tutto anche di cose graffianti: tutta la verità che entra nella musica deve uscire sul palco. Voglio combattere anche questa idea di finto sensazionalismo e trash, che penso sia una sorta di malattia che si annida nella cultura popolare in questo momento».

 

Che repertorio ha previsto nel suo live e che tipo di arrangiamenti ha utilizzato?


«Ci sono 8 canzoni del nuovo album, poi tutti i classici del mio repertorio. Per questo tour ho coinvolto un super gruppo di musicisti che ha un sound straordinario. Gli arrangiamenti sono cambiati un po’, anche per essere al servizio della storia che racconto sul palco. Il suono è molto più graffiante, ogni canzone è un po’ più aggressiva».

 

Che ruolo ha avuto l’Italia nel processo nella sua carriera? Terza volta in Puglia: ha avuto modo di visitarla?


«Sono andato oltre il cliché che gli stranieri hanno per l’Italia, mi sono reso conto che più conosco l’Italia e più non la capisco, ma è esattamente la cosa che più mi affascina. È una nazione che ha tirato fuori in me una sorta di poesia adulta, perché qui è permessa, mentre in America ad esempio non si può così tanto. In Italia il colore, l’emozione e il caldo fanno parte del discorso poetico adulto e anche intellettuale. È un Paese che mi ha dato il modo di esprimermi, al contrario di altri dove non ho potuto farlo. Ho potuto vedere anche la Puglia, perché viaggio spesso in auto o in treno, proprio per vedere i luoghi in cui mi esibisco. A Bari, in particolare, mi fermo spesso per prendere il traghetto che mi porta in Grecia, quindi la conosco abbastanza».

 

Quali sono stati i suoi punti di riferimento artistici?


«Soprattutto la musica classica, da ragazzo cantavo da soprano. Ho studiato con una maestra molto brava al Conservatorio di Mosca, che mi ha insegnato le diverse tecniche vocali. Adesso per esprimermi ho voluto utilizzare tutte le varianti della mia vocalità. Per me la voce non deve essere al servizio della vanità, ma dell’emozione della storia che stai raccontando».

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

Mika arriving in Bari: «I sing love and intimacy»

  • Nicola Morisco

His name is Michael Holbrook Penniman Jr, but for everyone it is Mika. The 36-year-old Lebanese-born British singer-songwriter and showman arrives in Puglia on Friday 7 February at the Palaflorio in Bari, with his world tour "Revelation Tour", which will continue in the United States, Canada, South America, Japan, China and Korea. Focused on the tracks of his new and fifth album My Name Is Michael Holbrook, released at the beginning of last October on the Polydor-Universal Music label (tickets still available on the Vivaticket, Ticketmaster and Ticketone circuits), and his great successes, for Mika la stage in Bari will be his third time in Puglia, after the live performances held at the Petruzzelli theater and in Molfetta. On stage with Mika will be the musicians Timothy Van Der Kuil (guitar), Max Taylor (bass), Wouter Van Tornnhout (drums) and Mitchell Yoshida (piano). To open the live will be the young and already talented singer-songwriter Charlotte. With his records Mika has collected gold and platinum certifications in 32 countries around the world, and has sold over 10 million records sold. Even his television career is confirmation of his talent with Tonight at home Mika and X Factor Italy and The Voice in France. Mika's live is a real multicolor one-man-show, two hours of innovative and magical show.


Mika, how did you prepare this world tour?


«Basically my position as an artist is quite alternative, I am very faithful to what I represent and I have always done. This tour reproduces a clear manifesto of what I wanted to do and what I wanted to hear. In the past I have always adapted to the country where I performed, while this time the live will be the same in all those in which I will perform. Then, another strong thing that we can do at this moment is to provoke love, intimacy, because within these two components we can talk about everything also about scratchy things: all the truth that enters the music must go out on stage. I also want to fight this idea of fake sensationalism and trash, which I think is a sort of disease that lurks in popular culture right now ».


What repertoire did you foresee in your live and what kind of arrangements did you use?


«There are 8 songs from the new album, then all the classics from my repertoire. For this tour I involved a super group of musicians who have an extraordinary sound. The arrangements have changed a bit, also to be at the service of the story I tell on stage. The sound is much more scratchy, each song is a little more aggressive. "


What role did Italy play in the process in your career? Third time in Puglia: did you get to visit it?


"I went beyond the cliché that foreigners have for Italy, I realized that the more I know Italy, the more I don't understand it, but it is exactly the thing that fascinates me most. It is a nation that has brought out a sort of adult poetry in me, because it is allowed here, while in America, for example, you cannot do so much. In Italy, color, emotion and heat are part of adult and intellectual poetic discourse. It is a country that has given me the way to express myself, unlike others where I could not do it. I was also able to see Puglia, because I often travel by car or train, just to see the places where I perform. In Bari, in particular, I often stop to take the ferry that takes me to Greece, so I know it well ».


What were your artistic reference points?


«Above all classical music, as a boy I sang as a soprano. I studied with a very good teacher at the Moscow Conservatory, who taught me the different vocal techniques. Now to express myself I wanted to use all the variations of my vocality. For me, the voice must not be at the service of vanity, but of the emotion of the story you are telling ".

 

 

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La Freccia

gennaio 2020

 

 

COMPLETAMENTE MARA

 

IL 2020 DELLA SIGNORA DELLA DOMENICA TRA AUGURI DI FELICITÀ E TANTI PROGETTI DA PROTAGONISTA

 

« Dimmi tutto, amore della zia». Non poteva che cominciare così, anche per il nuovo anno, l’intervista a Mara Venier, una delle dive televisive più amate. Iniziare il 2020 con la signora della domenica è, senza dubbio, di buon auspicio. Questa intervista prende, quindi, il sapore dell’augurio. La Mara nazionale, infatti, oltre a essere un uragano di simpatia, arriva da una stagione di successo: il contenitore di Rai1, Domenica in, è inarrestabile. E lo show di emotainment, La porta dei sogni, l’ha riportata nel prime time dell’ammiraglia di viale Mazzini. Ma l’esplosiva Venier non si ferma mai e ha già in serbo altre sorprese che svela in questa intervista a La Freccia, in cui si lascia andare alle emozioni.

 

.....

 

Ti emozioni sempre tanto nelle tue interviste. C’è qualcuno che, più degli altri, ti è rimasto nel cuore?

 

Non so mai quello che succede a Domenica in. Gianna Nannini mi ha intenerita, perché l’ho vista commossa. L’abbiamo sempre pensata molto rock.

Anche Mika mi ha emozionata. È come se, davanti a me, non ci fossero paletti. Non è questione di nome, di star o di artista. È vero, mi emoziono sempre.

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

COMPLETELY MARA


2020 OF THE LADY OF SUNDAY BETWEEN HAPPY HAPPINESS AND MANY PROJECTS AS A PROTAGONIST


"Tell me everything, aunt's love." The interview with Mara Venier, one of the most loved TV stars, could only begin like this, even for the new year. Starting 2020 with the Sunday lady is, without a doubt, a good omen. This interview therefore takes on the flavor of the wish. The national Mara, in fact, in addition to being a hurricane of sympathy, comes from a successful season: the Rai1 container, Domenica in, is unstoppable. And the emotainment show, The Door of Dreams, brought her back to the prime time of the flagship of Viale Mazzini. But the explosive Venier never stops and he already has other surprises in store which he reveals in this interview with La Freccia, in which he lets himself go to emotions.


.....


You always get so excited in your interviews. Is there anyone who, more than others, has remained in your heart?


I never know what happens on Sunday in. Gianna Nannini moved me because I saw her moved. We have always thought it very rock.

Mika also moved me. It is as if there were no stakes in front of me. It's not a question of name, star or artist. It's true, I always get excited.

 

 

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Il Mattino.it
  • Martedì 21 Gennaio 2020
Revelation tour, Mika fa tappa a Napoli con uno show al PalaPartenope

 

Al via la seconda parte del Revelation tour di Mika che raggiungerà anche il PalaPartenope di Napoli, per l'unica tappa in Campania, il 5 febbraio e l'indomina sarà ospite al Festival di Sanremo. Oltre alla città partenopea si esibirà anche a Padova, Bolzano, Bari e Reggio Calabria, dopo aver entusiasmato tra novembre e dicembre dello scorso anno Torino, Ancona, Roma, Bologna, Brescia, Livorno e Milano. Il nord e il sud del nostro Paese non sono mai stati così tanto uniti sotto al segno della musica: nessuna star internazionale del suo calibro, infatti, si era mai spinta in una tournée di 12 date in Italia, e già questo basterebbe a far segnare all'artista un primato così importante.

 

«Per me è una vera emozione viaggiare da un estremo all'altro della Penisola - sottolinea il cantante - con Stasera CasaMika vi ho invitati tutti a fare festa a casa mia, stavolta sarò io a venire a casa vostra». Un concerto di Mika è sempre da non perdere, in qualsiasi parte del mondo lui si esibisca. Solo così si comprende come si possa unire sapientemente show e live, note, parole e spettacolo in maniera mai banale, rispettando le canzoni, valorizzando il contesto e facendo scatenare il pubblico.

 

Il Revelation tour segna il ritorno sul palco di Mika dopo tre anni, nonostante abbia cantato molte volte in Italia. E dopo aver attraversato il Bel Paese, l'artista si sposterà in Australia, Nuova Zelanda, Cina e Giappone. Poi l'America del Sud e del nord per completare un anno di tour in quattro continenti. Questo nuovo live è un vero e proprio one-man-show multicolor, due ore di spettacolo innovativo. L'impianto è maestoso: conta sei camion di allestimento, uno staff di circa 40 persone, imponente giochi di luci per amplificare l'effetto show e renderlo adatto ad un'ambientazione nei palazzetti.

 

«Volevo uno show con effetti spettacolari - spiega Mika - al centro ci saranno la musica e il pubblico: sarà un binomio magico. Una performance senza schemi o modulazioni precostruite, mai uguale a se stessa. Ogni data sarà unica sia per me che per i miei fan. L'ho cambiato ben quattro volte - afferma l'artista - consapevole che questo tour doveva essere diverso dagli altri realizzati fino ad oggi. Ho tolto gli schermi per avere un contatto più diretto con il pubblico. ho disegnato un set che ricorda un'immensa installazione d'arte. Il palco è tutto proteso verso il pubblico, e mi lancia in una dimensione quasi onirica e intima».

 

La scaletta presenta, accanto alle nuove canzoni (tratte dall'ultimo progetto discografico) Ice Cream, Sanremo, Tomorrow, anche le hit del passato Grace Kelly, Stardust, Relax (Take It Easy), Happy Ending e tante altre.

 

Sul palco con l'artista ci sarà una super band formata da quattro grandi musicisti:

Timothy Van Der Kuil (chitarra); Max Taylor (basso); Wouter Van Tornnhout (batteria); Mitchell Yoshida (pianoforte).

 

«Ciascuno suona due strumenti - racconta il cantante - Abbiamo fatto un mese di prove per poter trovare la giusta sintonia e, con questo super concentrato di eccellenti musicisti, non è stato difficile».

Sarà la giovanissima e già talentuosa Charlotte a fare da support dei concerti di Mika. Con un twist moderno e accessibile (tutto da ballare), questa giovane artista ha ridefinito il significato di musica soul.

 

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

Revelation tour, Mika makes a stop in Naples with a show at the PalaPartenope


At the start the second part of Mika's Revelation tour which will also reach the PalaPartenope of Naples, for the only stop in Campania, on February 5 and the indomina will be a guest at the Sanremo Festival. In addition to the Neapolitan city, he will also perform in Padua, Bolzano, Bari and Reggio Calabria, after having thrilled Turin, Ancona, Rome, Bologna, Brescia, Livorno and Milan between November and December of last year. The north and south of our country have never been so united under the sign of music: no international star of its caliber, in fact, had ever gone on a tour of 12 dates in Italy, and this would already be enough to mark such an important record for the artist.


"For me it is a real thrill to travel from one end of the Peninsula to the other - underlines the singer - with Tonight CasaMika I invited you all to party at my house, this time I will come to your house". Mika concert is always a must, wherever he performs in the world. This is the only way to understand how you can skilfully combine shows and lives, notes, words and shows in a way that is never banal, respecting the songs, enhancing the context and letting the public go wild.


The Revelation tour marks Mika's return to the stage after three years, despite having sung many times in Italy. And after crossing the Bel Paese, the artist will move to Australia, New Zealand, China and Japan. Then South and North America to complete a year of tour on four continents. This new live is a real multicolor one-man-show, two hours of innovative show. The system is majestic: it has six set-up trucks, a staff of about 40 people, imposing play of lights to amplify the show effect and make it suitable for a setting in buildings.


«I wanted a show with spectacular effects - explains Mika - at the center there will be music and the public: it will be a magical combination. A performance without preconstructed patterns or modulations, never the same. Each date will be unique for both me and my fans. I changed it four times - says the artist - aware that this tour had to be different from the others made to date. I took the screens off to have more direct contact with the public. I designed a set reminiscent of an immense art installation. The stage is all stretched out towards the public, and launches me into an almost dreamlike and intimate dimension ».


Next to the new songs (taken from the latest record project), the lineup features Ice Cream, Sanremo, Tomorrow, also the hits of the past Grace Kelly, Stardust, Relax (Take It Easy), Happy Ending and many others.


On stage with the artist there will be a super band made up of four great musicians:

Timothy Van Der Kuil (guitar); Max Taylor (bass); Wouter Van Tornnhout (drums); Mitchell Yoshida (piano).


"Each plays two instruments - says the singer - We did a month of tests to find the right harmony and, with this super concentrate of excellent musicians, it was not difficult".

It will be the young and already talented Charlotte who will support Mika's concerts. With a modern and accessible twist (all to dance to), this young artist has redefined the meaning of soul music.

 

 

 

a clip from CasaMika

 

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  • 2 weeks later...

Corriere del Veneto

 - 31 Jan 2020

 

Il concerto «Revelation tour» Mika, l’unica data veneta a Padova 

 

Live

Unica tappa veneta domani alla Kioene Arena di Padova. Nell’ultimo album il cantante si presenta con ilsuo vero nome. «Umanità e voglia di crescere»

 

Mika «Revelation» pop L’identità e la maschera

 

«Con Stasera CasaMika vi ho invitati tutti a fare festa a casa mia, stavolta sarò ioavenireacasa vostra. Verrò bussando alla vostra porta, città per città. Spero mi accoglierete». È così che la pop star Mika ha presentato il «Revelation tour» che si colorerà dell’unica tappa veneta domani sera alla Kioene Arena di Padova (ore 20.30, info www.zedlive.com). A tredici anni dal debutto stellare di «Life in cartoon motion» (si calcola abbia venduto nel mondo più di 7 milioni di copie nel mondo) che fu lanciato dalla hit colossale Grace Kelly, l’inglese Mika ha pubblicato ad ottobre il suo nuovo disco in studio, il quinto, intitolato «My name is Michael Holbrook» che mette in primo piano l’identità dietro la maschera da pop star. «Mi sono detto: se la vita ti lancia una grossa sfida, alza la temperatura, offri il tuo cuore, scrivi melodie – ha confessato Mika - queste nuove canzoni hanno colori forti e un messaggio intimo, parlano di crescere. Mi sono concentrato sull’idea di diventare un adulto senza perdere umanità, calore, il senso cromaticoedell’eccentricità». Scritto tra le pareti domestiche tra Miami, Londra e la campagna toscana, «My name is Michael Holbrook» vuole essere un viaggio nell’identità di Mika, a partire dal suo nome anagrafico, passando per i rapporti familiari e un bagaglio di esperienze, tra momenti di leggerezza ed episo di chiave della sua vita e della sua famiglia. «Certi artisti si cimentano con un alter ego artistico, dal grandioso David Bowie con Ziggy Stardust, fino a Beyoncé con Sasha Fierce – continua l’artista - io ho fatto il contrario, sono andato a scoprire l’uomo dietro l’artista. Diviso per12 anni tra Mika e Michael Holbrook, ho fatto pace con la mia identità. Perché l’unico modo che conosco per vivere ed esprimermi è creare musica, scrivere, esibirmi. Senza questo, io non esisto». Il concerto di domani seguirà il mood del nuovo album, lasciando lo stupore di fantasmagoriche scenografie ed effetti visivi per un tour più intimo nato per riportare «la musica al centro di tutto». «Sarà uno degli show più importanti della mia carriera fino ad oggi - spiega Mika - ho scelto di cercare un rapporto più direttoebruciante con il pubblico, esattamente quello che non si può avere in televisione. Ci sarà una scenografia che racconta la mia vita e anche un “piano magico” che farà cose incredibili». Sul palco della Kioene Arena, l’artista avrà vicino la sua band e alle spalle una scenografia completamente analogica, progettata insieme alla sorella Yasmine. Uno scenario pieno di riferimenti pop che rimandano alla carriera e alla vita dell’artista tra cui un King Kong di dieci metri, la sagoma del David di Donatello, la propria mano, i pianeti del sistema solare e, al centro di tutto, le gigantografie dei suoi genitori da giovani. La scaletta sarà il meglio della carriera declinata nei cinque album in studio che hanno portatoacertificazioni d’oroedi platino in 32 Paesi del mondo per un totale di 10 milioni di dischi venduti. Assieme a alla band formata da Timothy Van Der Kuil, chitarra, Max Taylor, basso, Wouter Van Tornnhout, batteria, e Mitchell Yoshida, piano, Mika suonerà le hit Grace Kelly, Love today, Happy ending, We are golden, accostandole ai brani incisi in italiano come Domani e Stardust.

 

Francesco Verni

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

The "Revelation tour" concert Mika, the only Venetian date in Padua


Live

The only Venetian stop tomorrow at the Kioene Arena in Padua. In the latest album, the singer shows up with his real name. «Humanity and desire to grow»


Mika "Revelation" pop Identity and the mask


«With Tonight CasaMika I invited you all to party at my house, this time I will be your home. I will come knocking on your door, city by city. I hope you will welcome me. " This is how pop star Mika presented the "Revelation tour" which will be colored by the only Venetian stage tomorrow evening at the Kioene Arena in Padua (20.30, info www.zedlive.com). Thirteen years after the stellar debut of "Life in cartoon motion" (it is estimated to have sold more than 7 million copies worldwide) which was launched by the colossal hit Grace Kelly, the English Mika released her new album in October in the studio, the fifth, entitled "My name is Michael Holbrook" which focuses on the identity behind the pop star mask. «I said to myself: if life throws you a big challenge, raise the temperature, offer your heart, write melodies - Mika confessed - these new songs have strong colors and an intimate message, they speak of growing. I concentrated on the idea of becoming an adult without losing humanity, warmth, the sense of color and eccentricity ". Written between the domestic walls between Miami, London and the Tuscan countryside, "My name is Michael Holbrook" wants to be a journey in Mika's identity, starting from her personal name, passing through family relationships and a wealth of experiences, between moments of lightness and the key to his life and his family. "Some artists try their hand at an artistic alter ego, from the great David Bowie with Ziggy Stardust, to Beyoncé with Sasha Fierce - continues the artist - I did the opposite, I went to discover the man behind the artist. Divided for 12 years between Mika and Michael Holbrook, I made peace with my identity. Because the only way I know to live and express myself is to create music, write, perform. Without this, I don't exist. " Tomorrow's concert will follow the mood of the new album, leaving the amazement of phantasmagorical sets and visual effects for a more intimate tour born to bring «music to the center of everything». «It will be one of the most important shows of my career so far - explains Mika - I have chosen to look for a more direct and burning relationship with the public, exactly what you cannot have on television. There will be a scenography that tells my life and also a "magic plan" that will do incredible things ». On the stage of the Kioene Arena, the artist will have his band near him and behind him a completely analog set design, designed together with his sister Yasmine. A scenario full of pop references that refer to the career and life of the artist including a ten-meter King Kong, the silhouette of the David di Donatello, his own hand, the planets of the solar system and, at the center of everything, the blow-ups of his parents as young. The lineup will be the best of the career declined in the five studio albums that have brought platinum gold and gold certifications in 32 countries around the world for a total of 10 million records sold. Together with the band formed by Timothy Van Der Kuil, guitar, Max Taylor, bass, Wouter Van Tornnhout, drums, and Mitchell Yoshida, piano, Mika will play the hits Grace Kelly, Love today, Happy ending, We are golden, matching them to the songs recorded in Italian as Domani and Stardust.

 

 

 

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TG24.sky.it

30 gennaio 2020
 
 
Mika in concerto a Padova: info e scaletta
 

Mika torna in Italia con un concerto a Padova: tutte le info sugli orari, i biglietti e la scaletta dello show

Il “Revelation tour” di Mika torna in Italia dopo aver preso il volo per le principali città di Francia, Belgio e Lussemburgo. L’artista presenterà al pubblico il suo nuovo album “My Name Is Michael Holbrook” alla Kioene Arena di Padova; l’appuntamento è per la serata di sabato 1 febbraio. Ecco tutte le info per arrivare preparati al concerto: gli orari, i biglietti e la probabile scaletta del live.

Mika a Padova: tutte le info sul concerto

Mika ha dato il via al suo “Revelation tour” lo scorso 10 novembre da Londra, per poi fare tappa nelle città di tutta Europa ed arrivare a riempire con la sua musica i grandi spazi dei palazzetti italiani. Dopo aver passato i mesi di dicembre e gennaio sui palchi di Francia, Belgio e Lussemburgo, ora il cantante è pronto a tornare in Italia. Il prossimo concerto in calendario si terrà alla Kioene Arena di Padova nella serata di sabato 1 febbraio. L’orario d’inizio del live di Mika è previsto per le 20:30. Per chi ancora fosse sprovvisto del titolo d’ingresso, attualmente sono disponibili ancora pochissimi biglietti su circuito Ticketmaster. I prezzi variano in base alla tipologia di posto selezionato e sono i seguenti (diritti di prevendita e commissioni di servizio incluse): tribuna gold 72,45 euro e tribuna blu o rossa visibilità lato palco 48,30 euro, i posti parterre e in tribuna numerata sono esauriti. La Kioene Arena si trova in Via S. Marco 53 a Padova. Sul sito di Zed Live è possibile prenotare il servizio di bus navetta per raggiungere comodamente la location del concerto, in partenza dalla Stazione di Padova. Il prezzo è di 5 euro a/r o di 3 euro solo andata/solo ritorno. La prenotazione è obbligatoria.

La possibile scaletta del concerto

Con il suo “Revelation tour” Mika sta presentando live al pubblico le nuove canzoni del suo album “My Name Is Michael Holbrook”, uscito il 4 ottobre 2019 per Polydor / Universal Music. Nella scaletta del concerto di Padova saranno sicuramente presenti molti dei brani contenuti in quest’ultimo disco, tra cui i singoli “Ice Cream”, “Tiny Love”, “Sanremo”, “Dear Jealousy”, “Tomorrow” e tanti altri. Mika porterà in scena anche i suoi precedenti grandi successi tutti da cantare e ballare, come “Relax (Take It Easy)”, “Happy Ending”, “Love Today”, “We Are Golden” e “Grace Kelly”. Di seguito, come linea guida, riportiamo la scaletta seguita dal cantante durante le precedenti date del “Revelation tour”; ricordiamo che le canzoni presentate al concerto di Padova potrebbero subire delle variazioni in base alle scelte dell’artista.

  1. Ice Cream
  2. Dear Jealousy
  3. Relax (Take It Easy)
  4. Origin of Love
  5. Platform Ballerinas
  6. Big Girl (You Are Beautiful)
  7. Tiny Love
  8. Underwater
  9. Paloma
  10. Tomorrow
  11. Elle Me Dit
  12. Stardust
  13. Lollipop
  14. Good Guys
  15. Happy Ending
  16. Love Today
  17. We Are Golden
  18. Grace Kelly
  19. Stay High / Tiny Love (Reprise)
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Corriere del Trentino

  • 2 Feb 2020

PRESSREADER  https://pressreader.com/article/281479278399489

 

Il live di Mika: show e sorprese al Palaonda

 

Al Palaonda l’artista libanese pop star in due ore di spettacolo e successi Giochi di luce e un set che ricorda un’immensa installazione d’arte

 

Tutto è pronto per Mika questa sera al Palaonda di Bolzano (ore 20.30) nell’appuntamento clou dell’inverno organizzato dalla Showtime Agency. Il «Revelation Tour» dell’artista libanese tocca il punto più a nord delle dodici date italiane che lo vedranno poi scendere lungo l’intera Penisola fino a Reggio Calabria. «Per me è una vera emozione viaggiare da un estremo all’altro della Penisola – ha detto Mika - con “Stasera CasaMika” vi ho invitati tutti a fare festa a casa mia, stavolta sarò io a venire a casa vostra». Bolzano si prepara ad accogliere il fuoriclasse del pop internazionale con calore, come testimoniano le prevendite, con un pubblico proveniente anche dalla vicina Austria. Il live di Mika è un vero e proprio one man show dai colori spumeggianti, che segue la pubblicazione del suo ultimo album «My Name is Michael Holbrook» (2019), in cui l’artista esce allo scoperto con il suo vero nome.

 

«È stata una sorta di liberazione – sottolinea Mika - fin da piccolo ho vissuto un rifiuto violento della mia identità legale, sulla scorta della battaglia che i miei genitori avevano combattuto contro le loro famiglie per avere una vita più libera e con meno problemi. A trentasei anni mi sono reso conto che questo rifiuto non era più una forza ma un complesso e ho voluto aprire una nuova finestra della mia carriera sull’adulto che ho bisogno di essere».

 

Due ore di spettacolo innovativo con un impianto maestoso e ricco di giochi di luce, ma che intende andare al cuore della sua musica. «Io odio il trash e in quest’epoca basata sull’estetica e non sull’emotività sembra essere la cosa più importante. È più facile coprirsi di tatuaggi che non ti rappresentano che essere poetico e romantico: la mia risposta è l’intimità, essere caldo è un superpotere. Questa è la “Revelation”: in questo tour non ci sono cose false. Ci sono i colori e le melodie ma anche tanta intimità».

 

Un viaggio lungo dodici anni di carriera che va dagli ultimi singoli “Ice Cream”, “Sanremo” e “Tomorrow” alle hit del passato come “Grace Kelly”, “Stardust”, “Relax (Take It Easy)” e “Happy Ending”. Uno spettacolo ricco di sorprese, forte delle esperienze e del bagaglio acquisito con i suoi spettacoli televisivi, che riporta la musica al centro di tutto. «L’ho cambiato ben quattro volte, consapevole che questo tour doveva essere diverso dagli altri realizzati fino ad oggi. Ho tolto gli schermi per avere un contatto più diretto con il pubblico. Ho disegnato un set che ricorda un’immensa installazione d’arte. Il palco è tutto proteso verso il pubblico».

 

Mika (voce e pianoforte) sarà accompagnato dalla band formata da Timothy Van Der Kuil (chitarra), Max Taylor (basso), Wouter Van Tornnhout (batteria) e Mitchell Yoshida (pianoforte).

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

Mika's live: shows and surprises at Palaonda


At the Palaonda the Lebanese pop star artist in two hours of show and hits Light games and a set reminiscent of an immense art installation


Everything is ready for Mika tonight at the Palaonda in Bolzano (20.30) in the highlight of the winter organized by the Showtime Agency. The "Revelation Tour" by the Lebanese artist touches the northernmost point of the twelve Italian dates which will then see him go down the entire Peninsula to Reggio Calabria. "It is a real thrill for me to travel from one end of the Peninsula to the other - said Mika - with" Tonight CasaMika "I invited you all to party at my house, this time I will come to your house". Bolzano is preparing to welcome the champion of international pop with warmth, as evidenced by the presales, with an audience also from neighboring Austria. Mika's live is a real one man show with sparkling colors, which follows the publication of her latest album "My Name is Michael Holbrook" (2019), in which the artist comes out of the closet with her real name.


«It was a sort of liberation - Mika underlines - since I was a child I experienced a violent refusal of my legal identity, on the basis of the battle that my parents had fought against their families to have a freer life and with less problems. At thirty-six I realized that this refusal was no longer a force but a complex and I wanted to open a new window of my career on the adult I need to be. "


Two hours of innovative show with a majestic system full of light effects, which intends to go to the heart of his music. "I hate trash and in this era based on aesthetics and not on emotion it seems to be the most important thing. It is easier to cover yourself with tattoos that do not represent you than to be poetic and romantic: my answer is intimacy, being hot is a superpower. This is the "Revelation": on this tour there are no false things. There are colors and melodies but also a lot of intimacy ».


A twelve-year long career ranging from the latest singles "Ice Cream", "Sanremo" and "Tomorrow" to past hits such as "Grace Kelly", "Stardust", "Relax (Take It Easy)" and "Happy Ending ". A show full of surprises, based on the experiences and the baggage acquired with its TV shows, which brings music back to the center of everything. "I changed it four times, aware that this tour had to be different from the others made to date. I took the screens off to have more direct contact with the public. I designed a set that recalls an immense art installation. The stage is all stretched out towards the audience ».


Mika (voice and piano) will be accompanied by the band formed by Timothy Van Der Kuil (guitar), Max Taylor (bass), Wouter Van Tornnhout (drums) and Mitchell Yoshida (piano).

 

 

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CN24 TV.it

1 febbraio 2020, 16:28
 
Musica: Mika a Reggio per l’unica tappa in Calabria e Sicilia di “Revelation”
 

Prosegue il tour mondiale di Mika, tornato in Italia per cinque concerti: stasera a Padova alla Kioene Arena, poi Bolzano (domenica 2 febbraio, PalaOnda); Napoli (mercoledì 5, Teatro PalaPartenope); Bari (venerdi 7, Palaflorio) e, ultima tappa, Reggio Calabria sabato prossimo (8 febbraio) al Palacalafiore, unica tappa per Calabria e Sicilia.

Per la Calabria, come sottolinea il promoter calabrese Ruggero Pegna, si tratta di un evento internazionale eccezionale, che va ad inserirsi tra i più prestigiosi da lui organizzati in questa regione, da Sting a Elton John da Carlos Santana a Tina Turner.

 

“Una popstar ormai celeberrima come Mika, dal successo mondiale, con un concerto che è un autentico megashow, sold out nelle più grandi città del mondo, da Parigi a Tokyo a New York – afferma il promoter – merita che il pubblico calabrese risponda con un Palacalafiore stracolmo. Riuscire a far passare dalla Calabria i più grandi tour mondiali non è semplice e la risposta del pubblico è una delle credenziali più importanti anche per eventi futuri di questa rilevanza!”.

 

Intanto, da ieri è in radiodiffusione “Dear Jealousy”, un altro brano tratto dall’ultimo album “My Name Is Michael Holbrook”. Il brano è accompagnato da una performance live girata durante l’ esibizione di Mika al Brooklyn Steel di New York. Il concerto americano, dall’atmosfera magica, è diventato anche un album dal vivo, “Mika Live from Brooklyn Steel”, disponibile su tutte le piattaforme digitali. L’attesa è grande anche in Sicilia, dalla quale partiranno numerosi bus, invertendo la tendenza che, solitamente, vede i grandi eventi internazionali oltre lo Stretto.

 

Con la cornice di un allestimento faraonico e ad altissima tecnologia, da utentico megashow, Mika presenterà tutti i suoi grandi e ormai storici successi, da “Grace Kelly” a “Relax, take it easy”, ai nuovissimi “Ice Cream”, “Tiny Love”, “Sanremo”, “Tomorrow”, tra i brani più radiodiffusi al mondo, tratti anche da “My Name Is Michael Holbrook”. Il vero nome della popstar libanese, naturalizzata britannica, nata a Beirut il 18 agosto 1983 è, infatti, Michael Holbrook Penniman Jr.

 

La serata sarà aperta alle ore 20.30 da Charlotte, ventunenne cantautrice soul britannica. I cancelli saranno aperti alle 19.30. La prevendita dei biglietti prosegue, intanto, online su www.ticketone.it e in tutti i punti Ticketone. Dopo Reggio, il tour proseguirà in Olanda, Francia, poi Nuova Zelanda, Australia, Giappone e Corea, per tornare in Europa a luglio, per altre date in Francia e Belgio.

Mika è noto al grande pubblico anche per il suo grandioso show televisivo “Stasera CasaMika” su Rai2 e per la partecipazione a talent come X Factor in Italia e The Voice in Francia,

 

“E’ uno spettacolo ricco di sorprese – dice Mika - forte delle esperienze e del bagaglio acquisito con i miei spettacoli televisivi, ma con la musica al centro di tutto. Non sono mai stato nella bellissima Calabria e sono sicuro che mi accoglierete con il vostro entusiasmo!”.

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

Music: Mika in Reggio for the only stage in Calabria and Sicily of "Revelation"

 

Mika's world tour continues, returned to Italy for five concerts: tonight in Padova at the Kioene Arena, then Bolzano (Sunday 2 February, PalaOnda); Naples (Wednesday 5, PalaPartenope Theater); Bari (Friday 7, Palaflorio) and, last stop, Reggio Calabria next Saturday (February 😎 at the Palacalafiore, the only stop for Calabria and Sicily.

For Calabria, as the Calabrian promoter Ruggero Pegna points out, this is an exceptional international event, which is one of the most prestigious organized by him in this region, from Sting to Elton John from Carlos Santana to Tina Turner.


"A pop star now famous as Mika, with worldwide success, with a concert that is an authentic megashow, sold out in the largest cities in the world, from Paris to Tokyo to New York - says the promoter - deserves that the Calabrian public respond with Palacalafiore jam-packed. Being able to get the biggest world tours through Calabria is not easy and the public response is one of the most important credentials also for future events of this relevance! ".


Meanwhile, "Dear Jealousy", another song taken from the last album "My Name Is Michael Holbrook", has been broadcasting since yesterday. The song is accompanied by a live performance filmed during Mika's performance at Brooklyn Steel in New York. The American concert, with a magical atmosphere, has also become a live album, "Mika Live from Brooklyn Steel", available on all digital platforms. The wait is also great in Sicily, from which numerous buses will depart, reversing the trend that usually sees major international events beyond the Straits.


With the setting of a pharaonic and ultra-high technology setting, as a genuine megashow, Mika will present all her great and now historic successes, from "Grace Kelly" to "Relax, take it easy", to the brand new "Ice Cream", "Tiny Love "," Sanremo "," Tomorrow ", among the most broadcasted tracks in the world, also taken from" My Name Is Michael Holbrook ". The real name of the Lebanese pop star, British naturalized, born in Beirut on August 18, 1983 is, in fact, Michael Holbrook Penniman Jr.


The evening will be open at 8.30 pm by Charlotte, a 21 year old British soul songwriter. The gates will be open at 19.30. The presale of tickets continues, meanwhile, online at www.ticketone.it and at all Ticketone points. After Reggio, the tour will continue in Holland, France, then New Zealand, Australia, Japan and Korea, to return to Europe in July, for other dates in France and Belgium.

Mika is also known to the general public for his great TV show "Tonight CasaMika" on Rai2 and for participating in talents such as X Factor in Italy and The Voice in France,


"It is a show full of surprises - says Mika - thanks to the experience and the baggage gained with my TV shows, but with music at the center of everything. I have never been to beautiful Calabria and I am sure you will welcome me with your enthusiasm! ".

 

 

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Corriere del Mezzogiorno (Campania)

4 Feb 2020

 

Mika: «Sto bene a Napoli» Ed ecco il suo Revelation tour


Ha svelato il suo amore per Napoli, dedicandole una puntata del suo show televisivo «Stasera casa Mika» (scritto in collaborazione con il regista napoletano Ivan Cotroneo) nel 2016 in prima serata su Rai 2.

In quell’occasione girò anche con un taxi attraversando quartieri della città come la Sanità, incontrando gente e dichiarando: «Napoli mi fa stare bene. Vengo spesso per lavoro ma anche in segreto, in vacanza. Tenni un concerto in piazza del Plebiscito e me ne innamorai. Mi ricorda la mia Beirut e poi i napoletani sono generosi, straordinari, accoglienti».

Riecco Mika, che domani sera sarà al Palapartenope di Fuorigrotta per l’unica tappa in Campania del suo Revelation tour.
«Volevo uno show con effetti spettacolari – spiega l’artista - al centro ci saranno la musica e il pubblico: sarà un binomio magico.
Una performance senza schemi o modulazioni precostruite, mai uguale a se stessa. Ogni data sarà unica sia per me che per i miei fan». Un ritorno all’ombra del Vesuvio che renderà speciale questa sua tappa del tour: «Per me è una vera emozione viaggiare da un estremo all’altro della Penisola.

Con “Stasera casa Mika” vi ho invitati tutti a fare festa a casa mia, stavolta sarò io a venire a casa vostra». Quello di domani sarà un one man show multicolor, due ore di spettacolo e numeri da gran tour internazionale: un impianto imponente, 6 camion uno staff di 40 persone, giochi di luci.

«L’ho cambiato ben quattro volte - afferma Mika - consapevole che questo tour doveva essere diverso dagli altri realizzati fino ad oggi. Ho tolto gli schermi per avere un contatto più diretto con il pubblico. Ho disegnato un set che ricorda un’immensa installazione d’arte con il palco tutto proteso verso il pubblico, in una dimensione quasi onirica e intima».

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

Mika: «I'm fine in Naples» And here is his Revelation tour


He revealed his love for Naples, dedicating an episode of his TV show "Stasera casa Mika" (written in collaboration with the Neapolitan director Ivan Cotroneo) in 2016 in prime time on Rai 2.

On that occasion he also traveled by taxi through neighborhoods in the city such as Sanità, meeting people and declaring: "Naples makes me feel good. I often come for work but also in secret, on vacation. I held a concert in Piazza del Plebiscito and fell in love with it. It reminds me of my Beirut and then the Neapolitans are generous, extraordinary, welcoming ».

Riecco Mika, who will be at the Palapartenope in Fuorigrotta for the only stop in Campania of his Revelation tour tomorrow evening.
"I wanted a show with spectacular effects - explains the artist - at the center there will be music and the public: it will be a magical combination.
A performance without pre-built patterns or modulations, never the same. Each date will be unique for both me and my fans ». A return to the shadow of Vesuvius that will make this stage of the tour special: "For me it is a real thrill to travel from one end of the Peninsula to the other.

With "Tonight Mika house" I invited you all to party at my house, this time I will come to your house ». Tomorrow will be a one-man multicolor show, two hours of entertainment and numbers from a great international tour: an imposing facility, 6 trucks, a staff of 40 people, light effects.

"I changed it four times - says Mika - aware that this tour had to be different from the others made to date. I took the screens off to have more direct contact with the public. I designed a set that recalls an immense art installation with the stage all stretched out towards the public, in an almost dreamlike and intimate dimension ".

 

 

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10 hours ago, Kumazzz said:

Mika ospite di Radio Kiss Kiss in Fuori Tutto!

 

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Questa domenica in Fuori Tutto è venuto a trovarci il simpaticissimo Mika!

Rivivi qui l'intervista integrale con Paolo&Ciro! www.kisskiss.it - 17/2/2020

 

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12 hours ago, Kumazzz said:

YouTube

 

Questa domenica in Fuori Tutto è venuto a trovarci il simpaticissimo Mika!

Rivivi qui l'intervista integrale con Paolo&Ciro! www.kisskiss.it - 17/2/2020

 

 

Thanks!

 

Do I understand it right that he bought a horse, and he's jumping with it? Also I think he says that unfortunately they had to cancel China, so that's the confirmation of what we've already suspected.

And what does he say in the end about muscles?

Apart from that, I understand that he tells the story about Mika / Michael and that they make him sing all sorts of weird stuff, a jingle (lol, I love when he sings the Gilette jingle! :lmfao:) about the radio station, and some ahh-haa song about going to place xy, and he sings he travels the world. :teehee:

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30 minutes ago, mellody said:

 

Thanks!

 

Do I understand it right that he bought a horse, and he's jumping with it? Also I think he says that unfortunately they had to cancel China, so that's the confirmation of what we've already suspected.

And what does he say in the end about muscles?

Apart from that, I understand that he tells the story about Mika / Michael and that they make him sing all sorts of weird stuff, a jingle (lol, I love when he sings the Gilette jingle! :lmfao:) about the radio station, and some ahh-haa song about going to place xy, and he sings he travels the world. :teehee:

 

Yes, he is learning how to jump with a horse and he said this is good for having a nice booty :das: About muscles, the speakers wanted to ask how does he see himself in 20 years, but the sentence sounded like in 20 years there would be a more definitive end, so he answered he would love to be stuffed like you do with animals. As when you stuff smth you have to reshape the body, he'd like to have muscles he never had and always wanted :insane:

The ah-ah song was about making bad jokes so he said smth like "I travel a lot so do you know what is the biggest country? I'll tell you, it's Hungary". In Italian Hungary=Ungheria but with the article the first half of the word sounds like "long" :doh::sweatdrop:

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9 hours ago, Siri said:

As when you stuff smth you have to reshape the body, he'd like to have muscles he never had and always wanted

 

Oh Mika... :rolleyes: Sometimes I wish he could see himself through our eyes. But then again, better not, he'd probably become conceited. :teehee:

 

9 hours ago, Siri said:

The ah-ah song was about making bad jokes so he said smth like "I travel a lot so do you know what is the biggest country? I'll tell you, it's Hungary". In Italian Hungary=Ungheria but with the article the first half of the word sounds like "long" 

 

Ok, sounds like he succeeded in making a bad joke. :lmfao: Not bad to create an improptu language pun in a foreign language, I admire his spontaneity!

 

Thanks for the translation! :flowers2:

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Sound & Lite.it

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Mika - Revelation Tour
  • 21-02-2020
  • di Douglas Cole e Giovanni Seltralia

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A supporto del recente disco inedito, My Name Is Michael Holbrook, pubblicato a ottobre, il cantante/showman cittadino del mondo è partito subito per una tournée europea a novembre. Lo show è caratterizzato da una produzione accattivante, facile da modulare in base alla venue e di grande agilità.

 

Mika, per l’appunto nome d’arte di Michael Holbrook Penniman Jr., è un vero e proprio fenomeno della musica pop: ha esordito nel 2007 ma la sua popolarità è ancora in costante crescita. Un artista di successo ormai “di casa” sia in Europa continentale sia nel Regno Unito; essendo cresciuto tra Inghilterra e Francia in una famiglia veramente internazionale, Mika in questo decennio di carriera ha pubblicato canzoni in italiano e in francese – oltre che, ovviamente, nella lingua franca del pop, cioè in inglese – e partecipato in TV come mentore e giudice nella versione italiana di X Factor e nella versione francese di The Voice, oltre ad aver condotto un proprio speciale televisivo su Rai 2, Stasera casa Mika, aggiudicandosi il Premio Flaiano per il miglior programma televisivo del 2016. Mika è stato poi ospite a Sanremo ed è comparso in innumerevoli media italiani: è perciò naturale che le tranche nel Bel Paese rivestano un ruolo importante nelle sue tournée. 

 

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Presentato in Italia da Barley Arts, il tour attuale si intitola Revelation, e prima di finire toccherà otto paesi europei con un calendario di una quarantina di date, con altre già annunciate per l’estate del 2020. Con la produzione esecutiva dell’inglese 24-7 Productions, la tournée gira sotto la direzione di Tori Lucion, con audio fornito da Adlib, luci di Christie Lites, una parte del palco al seguito costruita da Brilliant Stages, e – che sorpresa – niente video. 

 

Il lighting designer e co-designer della scenografia è Vince Foster, che finalmente conosciamo di persona dopo aver visto tantissimi suoi progetti negli anni, come quello de La Sesión Cubana di Zucchero qualche anno fa. Alla console di sala si trova Eric Spring, da otto anni al seguito di Mika, assistito al FoH dal PA engineer Billy Bryson, per Adlib. Alla regia di palco, a mixare i monitor, c’è Laura Davis e a controllare le sequenze e gestire le patch dei musicisti c’è Luke Oldham. 

 

Noi siamo capitati al concerto del 29 novembre all’Unipol Arena di Bologna, una data in mezzo ad altre cinque nella stessa settimana, in cinque diverse città.

 

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La famiglia di Barley Arts.

 

La produzione Italiana

 

Ci accolgono calorosamente Andrea De Matteo, Cristina Trotta, Francesco Comai e Jacopo Rossi per Barley Arts, che ci danno alcuni dettagli del tour. 

 

“La produzione straniera è molto tranquilla – comincia Andrea –; a noi sono richiesti il palco, le pedane, il gruppo elettrogeno, mentre al seguito portano la passerella, gli elementi scenici, il pavimento colorato, e le pedane per il palco. Il palco base è fornito oggi da Massimo Stage, ma già a Roma da Italstage, e da altri fornitori in altre date. Ci sono sei camion di produzione, più uno nostro; il materiale richiede quaranta facchini circa, compresi i locali.

 

“La produzione si sta trovando bene con noi, perché siamo molto preparati nel far fronte alle commissioni di vigilanza, e se c’è qualcosa da sistemare lo facciamo prima che se ne rendano conto. Per noi la Commissione non è un peso, è a favore del pubblico: poi ogni tanto si trova il soggetto più rigido, ovviamente, che conosce poco il mondo dello spettacolo. Se non si segue bene questo aspetto, se manca anche solo un certificato, poi ricade tutto sull’artista e sullo show: in Italia spesso la legge viene interpretata, più che applicata, e questo può portare a problemi.”

 

Come è organizzata la squadra per lo show?

 

Questa produzione entra non prestissimo, verso le 7:00 della mattina, e decidiamo di città in città dove è necessario un pre-montaggio. A Torino siamo entrati direttamente con il palco alle 6:00 del mattino, mentre ad Ancona il giorno prima. A Roma, dove serviva il ground support, avevamo una squadra locale che stava allestendo mentre eravamo ad Ancona. Viaggiamo in sleeping bus: siamo noi due, Jacopo Rossi come assistente di produzione, Marta Mirabelli come responsabile dei camerini, Thomas Morandi come head rigger più cinque rigger al seguito. Poi, sulle date con pre-montaggio, c’è Stefano Dal Vecchio, come side, per prepararci il cammino.

 

I rapporti con la crew internazionale?

 

Loro sono piuttosto gentili – interviene Francesco – ma bisogna dire che sono stati preparati a dovere in pre-produzione su tutti gli aspetti che avrebbero trovato in tour. Non ci sono state sorprese: questo aiuta nella fiducia reciproca, soprattutto con molte date vicine e back-to-back.

 

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Claudio Trotta - Titolare Barley Arts

 

“Mika lavora con noi praticamente dall’inizio. La prima volta che ho sentito un suo brano, Grace Kelly, nell’ufficio del suo agente Alex Hardee, l’ho subito richiesto. È una persona speciale: molto intelligente, appassionato e leale. Questo spettacolo unisce una capacità teatrale e personale di coinvolgimento del pubblico senza enormi scenografie, senza schermi; sposo la sua scelta di non avere il video, come già abbiamo scelto di fare nella produzione di We Will Rock You.

 

“Il pubblico di Mika unisce tre generazioni: abbiamo spesso nonne, mamme e figlie; è un concerto in cui si balla molto, ma che non rinuncia a momenti soffusi, intimisti. I musicisti sono pochi, così lui ha tutto questo spazio davanti in cui muoversi: è bravissimo sul palco e ha ancora un grande margine di crescita; con lui abbiamo fatto di tutto, da produzioni con orchestra a spettacoli solo voce e pianoforte, e tutti sono riusciti.

 

“È un artista ancora giovane ma con una carriera solida; il primo concerto fatto con lui fu spostato dai Magazzini Generali all’Alcatraz, e passò la giornata ad aggiungere elementi, oggetti, in una sorta di visione circense. È un uomo di spettacolo, in tutto e per tutto.

 

“Facciamo questo lavoro da quarant’anni, e non ci adeguiamo a vederlo solo come un business. In particolare, oggi abbiamo voluto che ci fossero i biglietti nominativi, anche se la legge non c’era ancora: secondo me la gente comincia a capire.”

 

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Tori Lucion - Direttore di produzione

 

“La fase di preproduzione – ci racconta Tori – è cominciata intorno a inizio estate, in termini di direzione artistica tra Mika, sua sorella Yasmine, e Vince. Vince ha viaggiato diverse volte tra UK e Firenze per parlare con loro e capire dove volevano andare. Le cose hanno incominciato a prendere forma ad agosto e abbiamo cominciato ad avere sulla carta la prima definizione del look, poi c’è stata una seconda, una terza… una venticinquesima definizione fino a quello che vedi qui. 

 

“In origine era molto più grande: per le prime versioni sarebbero stati necessari almeno dieci bilici. Rendere più snella la produzione è stata una necessità: tantissime date in pochissimo tempo, con una squadra non molto grande. È stata una decisione di ‘tourabilità’ più che una considerazione relativa al budget. 

 

“Per l’allestimento, siamo andati a LS Live Production Park, a Wakefield, una facility incredibile: c’è un grid enorme con un tetto altissimo, corrente, un parco per la costruzione… tutto insomma. Il palco, la scenografia e l’elevatore sono stati costruiti sul posto e spostati dentro. Abbiamo passato molto tempo nell’assicurarci che quello che costruivamo fosse ‘tourabile’. Fra i tanti special pensati, l’unico rimasto nello show è un cuore di circa quattro metri, gonfiabile, che esce dal pianoforte nell’ultimo numero.

 

“Oltre ad Adlib e Christie, come fornitori abbiamo camion di Fly by Night, bus di Phoenix/Beat the Street, palco di Brilliant Stages/Tait e catering di Bite”. 

 

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In quanto tempo riuscite ad allestire?

 

Tipicamente, quando riusciamo arrivare in tempo, cominciamo alle 7:00, con i primi camion. Il technical stage manager, George, è un genio e ha tutti i camion sotto controllo. Perciò siamo pronti a cominciare a fare rumore sul palco tra le 14:00 e le 15:00. Abbiamo un elemento di pre-rigging, per le truss luci sopra e di lato, e le due truss per le scenografie, ma questo è tutto.

 

È un calendario molto pieno?

 

Il tour è lungo ma diviso in diverse tranche molto intense. Finiamo in Italia il 3 dicembre e poi abbiamo 10 giorni di off. Poi cominciamo da Bruxelles, spostandoci in Francia fino a Natale. Poi usciamo di nuovo il 23 di gennaio con altre due tranche che passano per Lussemburgo, Italia di nuovo e infine degli show a Utrecht in una serie di club. La produzione è scalabile, passando da sei camion a uno ogni paio di settimane. Infatti, siamo usciti dalle prove con sei bilici di produzione combinando in un singolo camion quello che serviva per tre date nei club, per poi riunirci agli altri camion per le prime date nelle arene, cominciando da Pau, in Francia. La crew che avanza in queste date ha semplicemente il giorno libero.

 

Cosa richiedete dalla produzione locale?

 

Chiediamo ovviamente il palco, le transenne, le chiamate locali, muletti, internet, asciugamani, runner… Poi ovviamente, in particolare in Italia, serve aiuto per navigare nel campo minato di quanto riguarda la sicurezza pubblica e del lavoro – Andrea è stato un enorme aiuto in questo senso. È la mia prima tournée in Italia come direttore di produzione ed è stata una passeggiata… avevo sentito storie terrificanti, ma la produzione italiana ci ha spianato la strada, in questo senso. Fino adesso in Francia e in Italia è stata facile.

 

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Vince Foster - Lighting designer

 

“In questo tour – ci dice Vince – svolgo il ruolo designer luci, co-designer della scenografia e operatore. Mika ha dovuto modificare la squadra di produzione e John Pryer, di 24-7 Productions, mi ha chiesto di salire a bordo. Ho detto subito di sì, perché la musica mi piace e Mika stesso è molto teatrale nella sua presenza sul palco… mi ispirava come sfida. 

 

“L’idea del video è stata subito esclusa: parecchi artisti hanno bisogno di quel tipo di supporto, ma Mika proprio no. Devo dire che con Mika sul palco si potrebbe avere uno show vincente con due luci, con mille luci, con una scenografia immensa o solo un fondale: lo show è proprio lui. Ha una presenza energica e costante ed è molto coinvolgente già da solo. 

 

“La scenografia fisica – continua Vince – è composta da dipinti originali della sorella di Mika, ovviamente ingranditi e stampati. Quando ci hanno fornito i disegni originali, li abbiamo inseriti in un programma di CAD 3D per avere un’idea di come sarebbero venuti sul palco. Secondo Mika, doveva risaltare l’idea di un blocchetto di schizzi, con dei riferimenti alla copertina dell’ultimo disco.

 

“La disposizione dei pezzi è su due diverse truss per fornire un po’ di profondità: sulla truss davanti ci sono Saturno, il gorilla e il David, mentre gli altri sono su una truss più arretrata. Una volta determinate le posizioni, era una questione di posizionare luci direttamente sotto e sopra e in angoli dai quali riuscissimo a illuminarli in colori diversi uno dall’altro. Abbiamo deciso di fare lo show solo con proiettori motorizzati, perché il calendario è fitto e con poco tempo per il puntamento quotidiano.

 

“In termini di luci, lo show ha dei look molto teatrali, ma rimane anche uno show pop: a Mika piaceva l’idea di avere molte luci di taglio, così ci sono queste americane triple sovrapposte con dodici proiettori ciascuna sui lati. Questi proiettori sono fondamentali per creare diverse prospettive di ombre e di profondità. In uno show come questo si è limitati da quello che deve essere illuminato sul palco, ma non si possono mettere dei punti luce proprio nel riquadro perché sarebbero d’impiccio per la visuale di tutti i pezzi di scenografia. Il gorilla è alto undici metri, il David otto metri e il pianeta è di circa quattro metri di diametro, mentre la mano è l’oggetto più grande – circa dodici metri di altezza. È una sfida fare passare tutta la luce intorno e in mezzo a questi oggetti. In particolare nelle venue meno belle (o meno alte) di questa, dove le costrizioni di altezza causano problemi con gli angoli dai quali riesco illuminare i pezzi di scenografia”. 

 

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Una delle matrici di 12 Ayrton Khamsin appesi su tre americane sovrapposte a ogni lato.

 

Che proiettori avete scelto?

 

Ho solo quattro tipologie di proiettore: l’Ayrton Khamsin, un ibrido a LED con un bel wash, un bel beam e un fascio da usare come spot; poi c’è il GLP JDC1, una strobo LED che uso per illuminare il fondale, come blinder, e per illuminare intorno – il tilt è motorizzato, perciò alcuni di questi punti servono entrambi ruoli; poi ho gli X4bar20 per formare tutto il perimetro della rampa; e gli Ayrton MagicBladeFX su palco, passerella e in alto.

È tutto completamente a LED, gli unici proiettori a scarica sono i due seguipersona in FoH.

 

In uno show teatrale, sei soddisfatto con il colore e il bianco che ottieni dai LED?

 

Assolutamente! Le problematiche di una volta con le sorgenti a LED, in particolare la pendenza a scatti del dimming alle basse intensità, non è più evidente e la qualità della luce che erogano i Khamsin è eccellente.

 

Hai programmato tu, presumo? 

 

Sì, ho programmato tutto io, con Hog4, che è semplicemente la console che ho sempre usato. Le console sono dei RoadHog – quelli più piccoli – e arriviamo alla capacità necessaria aggiungendo dei processori DMX DP8k. Sono circa 32 universi sullo show. 

 

Trentadue universi? È più di quanto si immagini con un palco del genere e solo pochi tipi di proiettori!

 

Beh, bisogna tenere in mente che un singolo Khamsin ha 64 canali, un MagicBlade 46 canali, un X4bar20 conta 88 canali e un JDC1 68 canali… se fai i conti, ci si arriva velocemente. 

Ho programmato tutto in timecode, solo per poter sincronizzare al battito tanti dei piccoli accenti della musica; inizialmente nelle prove ho programmato anche le luci chiave per l’artista, ma le ho tolte subito quando abbiamo cominciato a lavorare davanti al pubblico: Mika non si fa limitare dai cue. Ho liberato tutte le key light dal timecode per poterle alzare quando lui decide la posizione. Il timecode arriva dalla regia di palco. 

 

Con i JDC1 hai anche la possibilità di fare degli effetti pixellati o eye-candy? 

 

Sì, sto usando tutte le loro potenzialità, come per gli X4bar e i MagicBlade. Bisogna ricordare che, nonostante la mancanza di video e la scenografia fisica statica, è anche uno show pop a tutti gli effetti, perciò ci sono tanti effetti dinamici, tanti fasci a mezz’aria…

 

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Da sx: Billy Bryson, PA; Eric Spring, fonico FoH; e Laura Davis, fonico di palco.

Eric Spring - Fonico FoH

 

“La band comprende una batteria da cinque pezzi – ci dice Eric – basso diretto più un bass synth su tre brani, chitarra elettrica e acustica da un Kemper e con una gran serie di pedali, tastiere da MainStage e da una Nord. Mika suona il pianoforte in qualche brano, ma in questi tour in arena preferisce muoversi e non essere legato al piano. 

 

“Luke Oldham, sul palco, controlla le sequenze e le patch via MIDI, così che i musicisti possono semplicemente suonare e non devono occuparsi dei suoni. Mika vuole che siano liberi sul palco e senza ingombri tecnici. Allo stesso tempo rimangono flessibili sul momento: per esempio, sulle tastiere, Luke ha fatto in modo che il musicista avesse dei parametri sempre sotto controllo manuale, per poter effettuare cambiamenti di filtri sul synth o sui delay in modo live. C’è il timecode che arriva dal palco per gli effetti luci sincronizzati, ma le dimensioni della band e lo stile non richiedono sincronizzazione da nessuna parte nell’audio o sul palco. Alla fine ci sono circa 45 canali in ingresso, gestibili con un singolo SDRack.

 

“Durante le prove musicali in agosto – racconta Eric – solo con la band e Luke, è stato più che altro curato l’equilibrio tra la voce e i cori nelle sequenze. Il tastierista è nuovo su questo tour, ma avendo lavorato all’ultimo disco ha dovuto creare tantissime patch e rendere più snelli gli arrangiamenti per farli funzionare bene dal vivo. Il direttore musicale, Tim – il chitarrista – e il bassista lavorano con Mika da tanti anni e hanno la stessa filosofia: le sorgenti sul palco sono le migliori possibili e il segnale deve essere costante tra una serata e l’altra.

 

“Quando loro hanno perfezionato questa parte, io ho registrato un multitraccia della band e l’ho portato a Parigi dove ho passato una giornata rapida in uno studio di produzione per mettere insieme un’idea dello show; poi ho cominciato a programmare off-line cosa sarebbe successo nel mix durante lo show”.

 

“Il microfonaggio è piuttosto standard, ancora una volta basato sulla massima qualità della sorgente in ingresso – e per qualità intendo il segnale con cui è più facile lavorare in una sala come questa. L’unica scelta particolare in termini di microfoni è sopra il rullante: un Beyerdynamic M 201”.

 

Come gestisci il mix?

 

Seguendo la stessa filosofia del DM: mi focalizzo molto su riprese e sorgenti. Per esempio, controllo meticolosamente la fase dei microfoni della batteria, un fattore che cambia ogni giorno secondo le piccole variazioni nelle distanze del setup e l’accordatura del rullante. Oltre a questo, confronto i segnali del soundcheck con i multitraccia precedenti per individuare problemi quotidiani. Questo è il punto di partenza. 

Poi faccio un’equalizzazione di base direttamente sui canali e li raggruppo in 12 submix. Ogni submix passa attraverso il Waves Rack, con diversi plugin per dare colore o armoniche. Con questi lavoro poi come se fossero canali in un mixer analogico.

 

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Fai molto uso dei plugin, allora?

 

Nonostante io sia un fonico da studio da sempre, e adori i processori analogici, per la filosofia di minimizzare le variabili utilizzo solo il Waves e non altre outboard analogiche, tutto già sincronizzato in fase prima di qualsiasi mixaggio. Mandare fuori segnali con ulteriori conversioni, sfasamenti e latenza sarebbe un controsenso. Non ho i miei attrezzi preferiti, ma i plugin offrono una costanza pressoché perfetta e oggi ci sono delle ottime scelte – basta non esagerare. Io provo a non usarne tantissimi, anche se alla fine non sono pochi. 

 

Per esempio, la voce di Mika viene ripresa dalla capsula Sennheiser MD 5235 e trasmessa con un SKM5200. Il ricevitore è l’EM 3237 dal quale prendiamo l’uscita analogica. Questa entra direttamente nel preampli DiGiCo, e per la prima volta in questo tour ci sono quelli a 32 bit. 

Da qui, mando quello che considero il suo canale d’ingresso nella console – ho uno spare che entra su un canale separato e mantengo questo pronto per entrare facilmente nella stessa catena. Generalmente i parametri sul canale dopo il guadagno rimangono quasi immobili. Rilancio questo canale fuori al Waves Server, dove nella prima posizione ho un’arma segreta, il WNS noise reduction plugin, che è come un gate ma è variabile in frequenza. Questo è il mio tentativo di ottenere un segnale il più simile possibile a una voce pulita, infatti rimuove piatti, rumori dal palco e dal pubblico. Ho dei de-esser che sposto in diversi punti della catena in base alla sala… stasera il primo di questi è secondo nella catena. Dopo questo il segnale entra in un SSL per un po’ di scultura del tono, ma c’è pochissima equalizzazione: ho un passa-alto e un limiter molto duro e molto veloce solo per quei momenti nei quali Mika veramente preme, forse taglierà 2 o 3 dB. Dopodiché si passa in un CLA2 per la compressione e da lì in un altro de-esser e, finalmente, in un R-Box che congela tutto quello che ho fatto prima in una singola voce. 

 

Da qui, il canale torna in un altro canale della console. Ogni cosa fatta fino a questo punto è per ottenere una voce pulita, compressa, equalizzata e con un bel timbro. Considero il processo dopo il ritorno la mia “catena di mastering”. Il segnale procede su un bus che, nel Waves, riceve la compressione principale per il live da un F6. Vedo che, durante lo show, in certi momenti questo arriva anche a riduzioni di 6 o 8 dB. Dopo questo, passa in un Kramer HLS per dare un po’ di aria e colore. Alla fine ho un HEQ, più che altro per poter risolvere problemi problemi al volo. Questa è la catena che uso per il suo “dry”… il resto sono doubler, delay ecc. 

 

La SD10 si presta bene a questo metodo di lavoro?

 

Adoro il sistema DiGiCo perché si può indirizzare qualsiasi cosa verso qualsiasi parte e questo è l’aspetto più importante per me. Poi i preamplificatori suonano bene, il sommatore è buono, il clocking è affidabile, insomma è un attrezzo che non fa mancare niente. C’è DiGiCo anche sul palco, ma abbiamo due diversi stagebox, con uno split analogico a monte. Io non ho nessun problema con la condivisione del guadagno ma, visto che non c’erano grandi costrizioni in termini di budget audio, le abbiamo configurate indipendentemente.

 

Per quanto riguarda il mix in uscita?

 

Mando uno stereo: mi piace trattarlo come un grande sistema hi-fi. Non mi piace introdurre ulteriori variabili in termini di mandate per sub o fill. Voglio che il mix presenti all’amplificazione un segnale come se provenisse da un CD. Billy fa un lavoro egregio nel bilanciare l’impianto e preferisco che il mix venga aggiustato prima dei sommatori anziché aumentando il livello di alcuni altoparlanti rispetto ad altri. 

Stai registrando?

Solo per poter fare il virtual soundcheck: registro ogni serata in multitraccia usando Logic, passando dal MADI con un SoundGrid MGB verso il computer.

 

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La configurazione end-fired dei sub KS28 ad un lato della passerella.

Billy Bryson - PA per Adlib Audio

 

“Siamo in tour – dice Billy – con 14 L-Acoustics K1 + 4 K2 downfill per lato come main. I side sono di 12 K2 ognuno. A terra abbiamo 18 sub KS28, configurati in end-fired a destra e a sinistra e un cluster centrale end-fired – un blocco di due davanti un altro blocco di due – a un lato della passerella. La passerella decentrata sul palco ci permette di avere il cluster centrale molto vicino alla linea di mezzo della platea. “Ovviamente non potevamo usare un tradizionale sub-arc sul fronte del palco, perché la passerella è costruita in modo che non si possono posizionare casse sotto. In ogni caso questo end-fired L/C/R ha funzionato molto bene in tutte le sale. 

“La configurazione end-fired consente di proiettare il suono un po’ più lontano, perciò abbiamo allineato a una distanza abbastanza lunga nella sala, per poter ‘tirare’ un po’ delle basse frequenze verso il fondo. Da destra a sinistra, in effetti, la copertura delle basse frequenze rimane molto costante, perché quando ci si muove fuori asse e si ascoltano principalmente i side, si sentono quasi esclusivamente i sub solo da quel lato. Così la passerella decentrata e questa configurazione sono state un ‘incidente piacevole’… poco convenzionale ma ha funzionato bene. Io sono in ogni caso un entusiasta dei sub end-fired, grazie alla risposta ai transienti e l’impatto che riescono a erogare”. 

 

I vani dei K2 downfill sono aperti completamente?

 

Sì. Se la passerella fosse al centro, forse avrei fatto diversamente, ma funziona bene così. La passerella stessa riempie praticamente il triangolo in mezzo che di solito verrebbe coperto da un cluster centrale… di nuovo un incidente piacevole. 

 

E questo non vi causa mai problemi con l’artista che passa la maggior parte dello show sulla passerella?

 

No. C’è da dire che il microfono per la voce è super-controllato da parte del mix. 

Aggiunge Eric: con il sistema che uso adesso sulla voce, sono anni che non ho problemi con feedback, neanche in questa configurazione. Non mi preoccupa per niente che Mika voglia stare lì, o che vada in giro fra il pubblico – come fa spesso. 

 

Con questa configurazione come gestisci le prime file?

 

Riprende Billy: Completamente con diffusori coassiali, che preferisco infinitamente all’appoggiare dei KARA singoli; interferiscono tra loro molto meno. Ci sono dei 12XT sopra i cluster anteriori di sub a destra e sinistra, che funzionano da outfill, ed altri X8 su supporti nel pit per le prime file. 

Sul palchetto con elevatore e pianoforte, in fondo alla passerella, abbiamo nascosto quattro piccoli diffusori 5XT nel bordo ribassato apposta per nascondere le basi delle teste mobili. Questi sono solo per il pubblico che si trova proprio attaccato alle transenne. Visto che la maggior parte di queste persone è girata a 90° rispetto all’impianto per vedere l’artista, usiamo questi piccoli diffusori per riposizionare l’immagine sonora verso l’artista e togliere la sensazione snaturata di guardarlo davanti ma sentirlo da lontano e da un lato. 

 

Per controllo e matrice del PA, cosa usi?

 

Sto usando un Outline Newton al FoH per la matrice. Da qui mando il segnale verso l’impianto in AES3, che viene ricevuto da un paio di Lake LM26 per ogni lato. Questi eseguono l’equalizzazione e passano il segnale ancora in AES agli amplificatori, che sono tutti LA12X. Il trasporto tra palco e regia è tramite Optocore.

 

Ho anche in regia il processore P1 L-Acoustics, con il quale sto facendo da beta-tester per l’ultima versione 3 di LA Network Manager… con cui sto cominciando a usare M1, il software L-Acoustics per l’allineamento. L’integrazione con SoundVision e Network Manager in M1 è fantastica. Avere anche il sensore di temperatura e umidità su USB è molto utile per fare delle sale grandi come questa. 

 

Quando faccio il progetto in SoundVision, approfitto degli attrezzi “auto-solver” per velocizzare il lavoro. Comincio con l’autoplay e poi aggiusto manualmente in SoundVision per mantenere la costanza tra le frequenze alte e la dispersione nelle basse frequenze che otteniamo dal PA: perciò, anziché puntare ad avere pari SPL dal fronte fino al fondo, cerco più di mantenere un tono costante in tutta l’arena. Fatto questo in simulazione, importo le impostazioni nel LA Network Manager 3 Beta e l’accuratezza nella traduzione dalla simulazione è impressionante. 

 

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Laura Davis - Fonico di palco

 

“Io – ci dice Laura – lavoro per Mika per la prima volta. Non ci sono diffusori per niente sul palco, è completamente pulito. Il setup è su IEM Sennheiser serie 5000. Ci sono dieci mix stereo per gli IEM: la band più i backliner e tecnici del palco, ci sono tanti mix tecnici quanti quelli dei musicisti. Tutti i mix li faccio io, perciò non ci sono dei mixerini per batterista o per tastierista. 

“In regia sto usando una DiGiCo SD10, con tutto all’interno della console e delle snapshot per ogni mix in ogni brano. 

“Tenere il palco così pulito aiuta tutti e avvantaggia la sala in maniera particolare. Mika è davanti al PA per la maggior parte dello show, perciò devo cercare sempre di bilanciare la sua voce in IEM con quello che arriva dal PA… c’è molto rientro dal PA ed è una sfida.

“Sul palco – aggiunge Laura – siamo io, Luke Oldham, che si occupa delle tracce per i vari riempimenti, e Alex Barkley, che si occupa di chitarre e batteria.

“In termini di setup, l’intero pacchetto per il palco – corrente, i due SDRack, tutti i radio, lo splitter e un paio di cassette per i microfoni, bodypack ecc – arriva in un singolo armadietto con ruote Adlib da 30 unità. Perciò, arrivato questo armadio, si attacca un singolo cavo di alimentazione da 63 A ed è fatto”.

 

Che tipo di mix richiede l’artista?

 

Mika chiede un mix abbastanza musicale, ma con un enfasi sui cori, per poter avere sicurezza sulla sua tonalità. È un mix molto “busy” e devo stare sul pezzo sempre.

 

Per quanto riguarda le radiofrequenze?

 

C’è un totale di 14 canali a RF, tra gli headset, i due palmari e tutti gli IEM. Sto usando Wireless Systems Manager con un RF Explorer per le scansioni. Inoltre c’è un System 6000 Sennheiser – dal quale possiamo scansionare – che sarebbe già abbastanza accurato. È andata abbastanza liscia fino ad adesso – l’Italia è sempre una sfida, ma oggi tutto sembra piuttosto pulito. 

 

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Lo show

 

Abbiamo trascurato un aspetto delle dodici date invernali in Italia del tour, che invece merita menzione: il biglietto nominale, che è stato applicato prima dell’obbligo a tutte queste date. Lasciamo le discussioni su questo argomento ad approfondimenti futuri, ma possiamo testimoniare che il pubblico apparentemente non si è fatto intimidire. Il concerto ha registrato sold-out al Forum di Assago, mentre l’Unipol – se non strapieno – aveva un’adesione, ad occhio, notevole. 

Mika in concerto è un tornado di energia e un performer esperto che dà al suo pubblico una fiduciosa intimità, mettendosi liberamente a ballare con i fan in mezzo al pubblico. Come showman guadagna senza discussione dieci su dieci, idem per il suo talento e la popolarità continua, meritata al 110%. Cura il suo pubblico nazionale parlandoci in modo spontaneo e umano direttamente in Italiano – come sicuramente fa anche per francesi, spagnoli e inglesi. Indipendentemente da qualsiasi gusto musicale, un suo concerto è una serata piacevole. 

 

Per quanto riguarda l’audio, c’è da fare i complimenti a tutta la squadra. Il lavoro fatto con la copertura in questa venue è stato ottimo, con un suono pulito, potente ed intelligibile in tutte le tribune, dal fondo della sala alle zone sotto gli array side. Il mix aveva – giustamente – la voce molto in avanti con un’enfasi nelle frequenze medio-alte che ne migliorava l’intelligibilità. Si tratta di una piccola critica, ma questa stessa enfasi, positiva sugli anelli, in certi momenti poteva risultare troppo aggressiva in platea, nella focale dell’impianto main. Tutto sommato, però, il suono era di alto livello.

 

Chi riusciva ad allargare il focus visivo dall’artista per includere la scenografia poteva trovare uno show molto curato, nonostante la mancanza di video o effetti speciali particolari. La scenografia disegnata, in particolare il David e la mano gigante, fornisce l’illusione di tridimensionalità, mentre l’uso dell’illuminazione da quattro o più punti – spesso con combinazioni di gobo e wash diffusi da diversi angoli – crea variazioni di profondità percepite da scena in scena… tutto veramente bello. La rampa ad arcobaleno con le barre LED motorizzate ai bordi crea un sorprendente numero di look e le griglie di proiettori ad ogni lato si prestano a tante diverse funzioni, dai traccianti in aria, all’illuminazione della band, a fornire luci di spalla per complimentare i segui. Ottima insomma la scenografia ma, alla fine, quando c’è un artista con questo controllo del pubblico e questa presenza sul palco, tutto il resto diventa un contorno accessorio. 

 

:uk: Google translator

Spoiler

 

In support of the recent album, My Name Is Michael Holbrook, released in October, the singer / showman citizen of the world left immediately for a European tour in November. The show is characterized by a captivating production, easy to modulate according to the venue and very flexible.


Mika, for the name of art of Michael Holbrook Penniman Jr., is a real phenomenon of pop music: he made her debut in 2007 but his popularity is still growing steadily. A successful artist now "at home" both in continental Europe and in the United Kingdom; having grown up between England and France in a truly international family, Mika in this decade of career has published songs in Italian and French - as well as, of course, in the lingua franca of pop, that is, in English - and participated on TV as mentor and judge in the Italian version of X Factor and in the French version of The Voice, in addition to having conducted its own television special on Rai 2, Tonight Mika home, winning the Flaiano Prize for the best television program of 2016. Mika was then a guest in Sanremo and he has appeared in countless Italian media: it is therefore natural that tranches in the Bel Paese play an important role in his tours.

 

Presented in Italy by Barley Arts, the current tour is called Revelation, and before finishing it will touch eight European countries with a calendar of forty dates, with others already announced for the summer of 2020. With the executive production of English 24 -7 Productions, the tour runs under the direction of Tori Lucion, with audio provided by Adlib, lights by Christie Lites, a part of the stage in tow built by Brilliant Stages, and - what a surprise - no video.

 

The lighting designer and co-designer of the scenography is Vince Foster, whom we finally know in person after having seen many of his projects over the years, such as that of La Sesión Cubana di Zucchero a few years ago. At the console is Eric Spring, who has been following Mika for eight years, assisted at FoH by PA engineer Billy Bryson, for Adlib. Luke Oldham is the director of the stage, mixing the monitors, and controlling the sequences and managing the patches of the musicians.

We met at the concert on 29 November at the Unipol Arena in Bologna, a date in the midst of five others in the same week, in five different cities.

 

Italian production

 

We are warmly welcomed by Andrea De Matteo, Cristina Trotta, Francesco Comai and Jacopo Rossi for Barley Arts, who give us some details of the tour.

“Foreign production is very quiet - begins Andrea -; we are asked for the stage, the platforms, the generator, while the walkway, the scenic elements, the colored floor, and the platforms for the stage carry. The basic stage is provided today by Massimo Stage, but already in Rome by Italstage, and by other suppliers on other dates. There are six production trucks, plus one of ours; the material requires about forty porters, including the premises.

 

"The production is getting on well with us, because we are very prepared to deal with the supervisory commissions, and if there is something to fix we do it before they realize it. For us, the Commission is not a burden, it is in favor of the public: then every now and then we find the most rigid subject, obviously, who knows little about the world of entertainment. If you don't follow this aspect well, if even a certificate is missing, then everything falls on the artist and on the show: in Italy the law is often interpreted rather than applied, and this can lead to problems. "

 

How is the team organized for the show?

 

This production does not come very early, around 7:00 in the morning, and we decide from city to city where pre-assembly is necessary. In Turin we entered directly with the stage at 6:00 in the morning, while in Ancona the day before. In Rome, where ground support was needed, we had a local team that was setting up while we were in Ancona. We travel by sleeping bus: we are the two of us, Jacopo Rossi as production assistant, Marta Mirabelli as manager of the dressing rooms, Thomas Morandi as head rigger plus five riggers in tow. Then, on the dates with pre-assembly, there is Stefano Dal Vecchio, as a side, to prepare the way.

 

Relations with the international crew?

 

They are rather kind - Francesco intervenes - but it must be said that they were properly prepared in pre-production on all the aspects that they would have found on tour. There were no surprises: this helps in mutual trust, especially with many close and back-to-back dates.

 

Claudio Trotta - Owner of Barley Arts

"Mika works with us practically from the beginning. The first time I heard one of his songs, Grace Kelly, in the office of his agent Alex Hardee, I immediately requested it. He is a special person: very intelligent, passionate and loyal. This show combines a theatrical and personal ability to involve the public without huge scenographies, without screens; I embrace his choice not to have the video, as we have already chosen to do in the production of We Will Rock You.

 

“Mika's audience brings together three generations: we often have grandmothers, mothers and daughters; it is a concert in which there is a lot of dancing, but that does not give up suffused, intimate moments. The musicians are few, so he has all this space in which to move: he is very good on stage and still has great room for growth; we did everything with him, from productions with orchestra to voice and piano shows, and everyone succeeded.

 

“He is still an young artist but with a solid career; the first concert with him was moved from the General Stores to Alcatraz, and he spent the day adding elements, objects, in a sort of circus vision. He is a showman, in all respects.

 

"We have been doing this work for forty years, and we do not adapt to seeing it only as a business. In particular, today we wanted there to be name tickets, even if the law was not yet there: in my opinion people are beginning to understand. "

 

Tori Lucion - Production manager

“The pre-production phase - Tori tells us - began around the beginning of summer, in terms of the artistic direction between Mika, his sister Yasmine, and Vince. Vince traveled several times between the UK and Florence to talk to them and understand where they wanted to go. Things began to take shape in August and we started having the first definition of the look on paper, then there was a second, a third ... a twenty-fifth definition up to what you see here.

 

“It was originally much larger: at least ten trucks would have been needed for the first versions. Making the production leaner was a necessity: many dates in no time, with a not very big team. It was a 'tourability' decision rather than a budgetary consideration.

 

"For the setting up, we went to LS Live Production Park, in Wakefield, an incredible facility: there is a huge grid with a very high roof, current, a park for construction ... in short. The stage, the set design and the elevator were built on site and moved inside. We spent a lot of time making sure that what we built was 'tourable'. Among the many specials designed, the only one left on the show is a heart of about four meters, inflatable, which comes out of the piano in the last issue.

 

"In addition to Adlib and Christie, as suppliers we have Fly by Night trucks, Phoenix / Beat the Street buses, Brilliant Stages / Tait stage and Bite catering."

 

How long can you set up?

Typically, when we get there on time, we start at 7:00, with the first trucks. The technical stage manager, George, is a genius and has all the trucks under control. So we are ready to start making noise on stage between 14:00 and 15:00. We have a pre-rigging element, for the light trusses above and to the side, and the two trusses for the scenography, but that's all.

 

Is it a very busy calendar?

The tour is long but divided into several very intense tranches. We end up in Italy on December 3rd and then we have 10 days off. Then we start from Brussels, moving to France until Christmas. Then we go out again on January 23rd with two more tranches passing through Luxembourg, Italy again and finally shows in Utrecht in a series of clubs. Production is scalable, going from six trucks to one every couple of weeks. In fact, we exited the tests with six production trucks combining in a single truck what was needed for three dates in the clubs, and then reunited with the other trucks for the first dates in the arenas, starting from Pau, France. The crew that advances on these dates simply has the day off.

 

What do you require from local production?

We obviously ask for the stage, the barriers, the local calls, forklifts, the internet, towels, runners ... Then obviously, especially in Italy, we need help to navigate the minefield as regards public and work safety - Andrea was a huge help in this regard. It is my first tour in Italy as production manager and it was a walk ... I had heard terrifying stories, but Italian production has paved the way, in this sense. So far in France and Italy it has been easy.

 

Vince Foster - Lighting designer

“On this tour - Vince tells us - I play the role of lighting designer, co-designer of the scenography and operator. Mika had to modify the production team and John Pryer of 24-7 Productions asked me to come on board. I immediately said yes, because I like music and Mika himself is very theatrical in his presence on stage ... he inspired me as a challenge.

 

"The idea of the video was immediately excluded: several artists need that type of support, but Mika really doesn't. I must say that with Mika on stage you could have a winning show with two lights, with a thousand lights, with an immense scenography or just a backdrop: the show is really him. He has an energetic and constant presence and is very engaging on his own.

 

“The physical scenography - continues Vince - is made up of original paintings by Mika's sister, obviously enlarged and printed. When they provided us with the original drawings, we inserted them into a 3D CAD program to get an idea of how they would have come on stage. According to Mika, the idea of a sketch pad had to stand out, with references to the cover of the last album.

 

"The arrangement of the pieces is on two different trusses to provide some depth: on the front truss there are Saturn, the gorilla and the David, while the others are on a more backward truss. Once the positions were determined, it was a matter of placing lights directly below and above and in corners from which we were able to illuminate them in different colors. We decided to do the show only with motorized projectors, because the calendar is dense and with little time for daily pointing.

 

"In terms of lights, the show has very theatrical looks, but it also remains a pop show: Mika liked the idea of having many cutting lights, so there are these American triple overlapping with twelve projectors each on the sides. These projectors are essential to create different shadows and depth perspectives. In a show like this one is limited by what needs to be illuminated on stage, but it is not possible to put light points right in the box because they would be a hindrance for the view of all the pieces of scenography. The gorilla is eleven meters high, the David eight meters high and the planet is about four meters in diameter, while the hand is the largest object - about twelve meters high. It is a challenge to pass all the light around and between these objects. In particular in the less beautiful (or less high) venues of this one, where height constraints cause problems with the angles from which I can illuminate the pieces of the scenography "

 

What projectors did you choose?

I only have four types of projector: the Ayrton Khamsin, an LED hybrid with a nice wash, a nice beam and a beam to use as a spot; then there is the GLP JDC1, an LED strobe that I use to illuminate the backdrop, as a blinder, and to illuminate around - the tilt is motorized, so some of these points both serve roles; then I have the X4bar20 to form the entire perimeter of the ramp; and the Ayrton MagicBladeFX on stage, catwalk and above.

It's all completely LED, the only discharge projectors are the two FoH followers.

 

In a theater show, are you satisfied with the color and white you get from the LEDs?

Absolutely! The problems of the past with LED sources, in particular the jerky slope of dimming at low intensities, is no longer evident and the quality of light that the Khamsins deliver is excellent.

 

Did you plan, I assume?

Yes, I programmed everything myself, with Hog4, which is simply the console I have always used. The consoles are RoadHogs - the smaller ones - and we get to the necessary capacity by adding DMX DP8k processors. There are about 32 universes on the show.

 

Thirty-two universes? It's more than you think with such a stage and only a few types of projectors!

Well, keep in mind that a single Khamsin has 64 channels, a 46-channel MagicBlade, an X4bar20 has 88 channels and a JDC1 68 channels ... if you do the math, you get there quickly.

I programmed everything in timecode, only to be able to synchronize many of the small accents of music to the beat; initially in the rehearsals I also programmed the key lights for the artist, but I immediately removed them when we started working in front of the public: Mika is not limited by the cues. I have freed all the key lights from the timecode to be able to raise them when he decides the position. Timecode comes from the stage direction.

 

Do you also have the possibility of making pixelated or eye-candy effects with JDC1?

Yes, I'm using all their potential, like for X4bar and MagicBlade. It must be remembered that, despite the lack of video and static physical scenography, it is also a full-fledged pop show, so there are many dynamic effects, many beams in mid-air ...

 

 

Eric Spring - FoH Sound Engineer

“The band includes a five-piece drums - Eric tells us - direct bass plus a bass synth on three tracks, electric and acoustic guitar from a Kemper and with a great series of pedals, keyboards from MainStage and from a Nord. Mika plays the piano in some songs, but in these arena tours he prefers to move and not be tied to the piano.

 

“Luke Oldham, on stage, controls the sequences and patches via MIDI, so that musicians can simply play and don't have to deal with sounds. Mika wants them to be free on stage and without technical bulk. At the same time they remain flexible at the moment: for example, on keyboards, Luke made sure that the musician always had parameters under manual control, in order to be able to change filters on the synth or delay in live mode. There is the timecode that comes from the stage for the synchronized lighting effects, but the size of the band and the style do not require synchronization anywhere in the audio or on the stage. In the end there are about 45 input channels, manageable with a single SDRack.

 

"During the music rehearsals in August - says Eric - only with the band and Luke, was the balance between the voice and the choruses in the sequences more than anything else. The keyboard player is new to this tour, but having worked on the last record he had to create many patches and make the arrangements more streamlined to make them work well live. The musical director, Tim - the guitarist - and the bass player have been working with Mika for many years and have the same philosophy: the sources on stage are the best possible and the signal must be constant between one evening and another.

 

"When they perfected this part, I recorded a band multitrack and took it to Paris where I spent a quick day in a production studio to put together an idea of the show; then I started planning off-line what would happen in the mix during the show. "

 

“Microphone is pretty standard, again based on the highest quality of the input source - and by quality I mean the signal with which it is easier to work in a room like this. The only particular choice in terms of microphones is above the snare: a Beyerdynamic M 201 ".

 

How do you manage the mix?

Following the same philosophy of the DM: I focus a lot on filming and sources. For example, I meticulously control the phase of the drum microphones, a factor that changes every day according to the small variations in the setup distances and the snare tuning. In addition to this, I compare the signals of the soundcheck with the previous multitracks to identify daily problems. This is the starting point.

Then I do a basic equalization directly on the channels and I group them into 12 submixes. Each submix goes through the Waves Rack, with different plugins to give color or harmonics. With these I then work as if they were channels in an analog mixer.

 

Do you make much use of plugins, then?

Although I have always been a studio sound engineer, and I love analog processors, for the philosophy of minimizing the variables I only use the Waves and not other analog outboards, all already synchronized in phase before any mix. Sending signals with further conversions, phase shifts and latency would be nonsense. I don't have my favorite tools, but plugins offer near-perfect consistency and today there are some great choices - just don't go overboard. I try not to use a lot of them, even if in the end they are not few.

 

For example, Mika's voice is picked up by the Sennheiser MD 5235 capsule and transmitted with an SKM5200. The receiver is the EM 3237 from which we take the analogue output. This goes directly into the DiGiCo preamp, and for the first time on this tour there are 32-bit ones.

 

From here, I send what I consider his input channel to the console - I have a spare that enters a separate channel and I keep this ready to easily enter the same chain. Generally the parameters on the channel after the gain remain almost immobile. I relaunch this channel out to the Waves Server, where in the first position I have a secret weapon, the WNS noise reduction plugin, which is like a gate but is variable in frequency. This is my attempt to obtain a signal as similar as possible to a clean voice, in fact it removes dishes, noises from the stage and from the audience. I have de-essers that I move to different points in the chain based on the room ... tonight the first of these is second in the chain. After this the signal enters an SSL for a bit of tone sculpture, but there is very little equalization: I have a high pass and a very hard and very fast limiter only for those moments when Mika really presses, maybe he will cut 2 or 3 dB. Then we move on to a CLA2 for compression and from there to another de-ess and, finally, to an R-Box that freezes everything I have done before in a single voice.

 

From here, the channel returns to another console channel. Everything done up to this point is to obtain a clean, compressed, equalized voice with a nice timbre. I consider the process after the return my "mastering chain". The signal proceeds on a bus which, in Waves, receives the main compression for live from an F6. I see that, during the show, at certain times this also reaches reductions of 6 or 8 dB. After this, switch to a Kramer HLS to give it some air and color. In the end I have a HEQ, mostly to be able to solve problems on the fly. This is the chain that I use for its "dry" ... the rest are doubler, delay etc.

 

Does the SD10 lend itself well to this working method?

I love the DiGiCo system because you can direct anything to any part and this is the most important aspect for me. Then the preamps sound good, the adder is good, the clocking is reliable, in short it is a tool that does not miss anything. DiGiCo is also on stage, but we have two different stageboxes, with an analog split upstream. I have no problem with the sharing of the gain but, since there were no major constraints in terms of audio budget, we configured them independently.

 

As for the outgoing mix?

I send a stereo: I like to treat it like a great hi-fi system. I don't like to introduce additional variables in terms of sub or fill sends. I want the mix to present a signal to the amplification as if it came from a CD. Billy does an excellent job of balancing the system and I prefer that the mix be adjusted before the adders instead of increasing the level of some speakers over others.

 

Are you registering?

Just to be able to do the virtual soundcheck: I record every evening in multitrack using Logic, going from MADI with a SoundGrid MGB to the computer.

Billy Bryson - PA for Adlib Audio

 

“We are on tour - says Billy - with 14 L-Acoustics K1 + 4 K2 downfill per side as main. The sides are 12 K2 each. On the ground we have 18 KS28 sub, configured in end-fired on the right and on the left and a central end-fired cluster - a block of two in front of another block of two - on one side of the walkway. The decentralized walkway on the stage allows us to have the central cluster very close to the middle line of the audience. “Obviously we couldn't use a traditional sub-arc on the front of the stage, because the walkway is built so that speakers cannot be placed underneath. In any case, this end-fired L / C / R worked very well in all theaters.

 

"The end-fired configuration allows you to project the sound a little further away, so we aligned it at a fairly long distance in the room, to be able to 'pull' some of the low frequencies to the bottom. From right to left, in fact, the coverage of low frequencies remains very constant, because when you move off-axis and listen mainly to the sides, you hear almost exclusively the divers only on that side. So the decentralized catwalk and this configuration were a 'pleasant accident' ... unconventional but it worked well. In any case, I am an enthusiast of sub-end-fired, thanks to the response to the transients and the impact they manage to deliver. "

 

Are the compartments of the K2 downfills fully open?

Yes. If the walkway was in the center, maybe I would have done otherwise, but it works well. The walkway itself practically fills the triangle in the middle which would usually be covered by a central cluster ... again a pleasant accident.

 

And does this never cause you problems with the artist who spends most of the show on the catwalk?

No. It must be said that the vocal microphone is super controlled by the mix.

Eric adds: with the system I am using now on the voice, I have had no problems with feedback for years, even in this configuration. It doesn't worry me at all that Mika wants to be there, or that he goes around in the audience - as he often does.

 

With this configuration, how do you manage the first rows?

Billy resumes: Completely with coaxial speakers, which I infinitely prefer to support single KARAs; they interfere with each other much less. There are 12XTs above the front right and left sub clusters, which function as an outfill, and other X8s on media in the pit for the first few rows.

 

On the stage with elevator and piano, at the bottom of the walkway, we have hidden four small 5XT speakers in the lowered edge, specifically to hide the bases of the moving heads. These are only for the audience that is just attached to the barriers. Since most of these people are turned at 90 ° with respect to the system to see the artist, we use these small speakers to reposition the sound image towards the artist and remove the distorted feeling of looking at him in front but feeling it from a distance and on one side.

 

For PA control and matrix, what do you use?

I am using a FoH Outline Newton for the matrix. From here I send the signal to the AES3 plant, which is received by a couple of Lake LM26 on each side. These perform the equalization and pass the signal still in AES to the amplifiers, which are all LA12X. Transportation between stage and direction is via Optocore.

 

I also have the P1 L-Acoustics processor under control, with which I am beta-tester for the latest version 3 of LA Network Manager ... with which I am starting to use M1, the L-Acoustics software for alignment. The integration with SoundVision and Network Manager in M1 is fantastic. Having the temperature and humidity sensor on USB is also very useful for making large rooms like this.

 

When I do the project in SoundVision, I take advantage of the auto-solver tools to speed up the work. I start with autoplay and then manually adjust in SoundVision to maintain the consistency between the high frequencies and the dispersion in the low frequencies that we get from the PA: therefore, instead of aiming to have equal SPL from the front to the bottom, I try more to maintain a tone constant throughout the arena. Having done this in simulation, I import the settings in the LA Network Manager 3 Beta and the accuracy in the translation from the simulation is impressive.

 

Laura Davis - Stage engineer
“I - Laura tells us - work for Mika for the first time. There are no speakers on stage at all, it is completely clean. The setup is on IEM Sennheiser 5000 series. There are ten stereo mixes for IEM: the band plus the backliners and stage technicians, there are as many technical mixes as those of the musicians. I do all the mixes, so there are no mixers for drummer or keyboard player.

 

"In the directing I'm using a DiGiCo SD10, with everything inside the console and snapshots for each mix in each song.

 

“Keeping the stage so clean helps everyone and benefits the hall in a particular way. Mika is in front of the PA for most of the show, so I must always try to balance his voice in IEM with what comes from the PA ... there is a lot of return from the PA and it is a challenge.

 

“On stage - adds Laura - it's me, Luke Oldham, who takes care of the tracks for the various fills, and Alex Barkley, who takes care of guitars and drums.

 

"In terms of setup, the whole package for the stage - current, the two SDRacks, all the radios, the splitter and a couple of cassettes for microphones, bodypacks, etc. - arrives in a single cabinet with Adlib wheels of 30 units. Therefore, once this cabinet is arrived, a single 63 A power cable is attached and it is done ”.

 

What kind of mix does the artist require?

Mika asks for a fairly musical mix, but with an emphasis on the choirs, in order to have confidence in his tonality. It's a very busy mix and I have to be on the piece all the time.

 

What about radio frequencies?

There is a total of 14 RF channels, between the headsets, the two PDAs and all the IEMs. I am using Wireless Systems Manager with an RF Explorer for scans. In addition, there is a System 6000 Sennheiser - from which we can scan - which would already be quite accurate. It has gone pretty smooth so far - Italy is always a challenge, but today everything seems pretty clean.


The show

 

We have overlooked one aspect of the twelve winter dates in Italy of the tour, which instead deserves mention: the nominal ticket, which was applied before the obligation on all these dates. We leave the discussions on this topic to future insights, but we can testify that the public apparently was not intimidated. The concert recorded sold-outs at the Assago Forum, while Unipol - if not full - had a remarkable adhesion.

 

Mika in concert is a tornado of energy and an expert performer who gives his audience a confident intimacy, freely dancing with fans in the audience. As a showman he earns ten out of ten without discussion, ditto for his talent and continued popularity, deserved 110%. He takes care of his national audience by speaking spontaneously and humanely directly in Italian - as he certainly does also for French, Spanish and English. Regardless of any musical taste, one of his concerts is a pleasant evening.


As far as audio is concerned, there is the compliment to the whole team. The work done with the roofing in this venue was excellent, with a clean, powerful and intelligible sound in all the stands, from the back of the room to the areas under the side arrays. The mix had - rightly - the voice far ahead with an emphasis in the medium-high frequencies that improved its intelligibility. This is a small criticism, but this same emphasis, positive on the rings, at certain times could be too aggressive in the audience, in the focal length of the main system. All in all, though, the sound was of a high standard.


Those who managed to broaden the artist's visual focus to include the scenography could find a very well-kept show, despite the lack of videos or special special effects. The scenography drawn, in particular the David and the giant hand, provides the illusion of three-dimensionality, while the use of lighting from four or more points - often with combinations of gobo and wash diffused from different angles - creates perceived depth variations from scene to scene ... all really beautiful. The rainbow ramp with motorized LED bars at the edges creates a surprising number of looks and the projector grilles on each side lend themselves to many different functions, from the tracers in the air, to the lighting of the band, to provide shoulder lights to compliment follow. In short, the scenography is excellent but, in the end, when there is an artist with this control of the audience and this presence on stage, everything else becomes an accessory outline.

 

 

galleria fotografica
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10 hours ago, Kumazzz said:

With this configuration, how do you manage the first rows?

Billy resumes: Completely with coaxial speakers, which I infinitely prefer to support single KARAs; they interfere with each other much less. There are 12XTs above the front right and left sub clusters, which function as an outfill, and other X8s on media in the pit for the first few rows.

 

On the stage with elevator and piano, at the bottom of the walkway, we have hidden four small 5XT speakers in the lowered edge, specifically to hide the bases of the moving heads. These are only for the audience that is just attached to the barriers. Since most of these people are turned at 90 ° with respect to the system to see the artist, we use these small speakers to reposition the sound image towards the artist and remove the distorted feeling of looking at him in front but feeling it from a distance and on one side.

 

Interesting article, especially the part about the lights an this one. I didn't know they need to add extra speakers especially for the frontrow - but it makes sense, it'd be weird to hear M's voice from a different point than where he's standing on stage. It's a lot of things I never think about and don't notice at the gig, but I'd probably notice if any of it was missing or not working well. Really well done of the whole team!

 

10 hours ago, Kumazzz said:

In short, the scenography is excellent but, in the end, when there is an artist with this control of the audience and this presence on stage, everything else becomes an accessory outline.

 

 

so true. :wub2:

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