Kumazzz

Mika : collaboration with Studio Job in 2015/2016/2017

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Luce e Design

http://www.lucenews.it/stasera-casa-mika-le-nuove-forme-dellimmaginazione/

 

“Stasera Casa Mika”. Le nuove forme dell’Immaginazione

Innovare con un mix di passione, talento, creatività e professionalità il “varietà” televisivo: un obiettivo pienamente raggiunto dallo show di Rai2 condotto dall’artista e showman libanese Mika. In questo articolo un focus sulle qualità artistiche e tecniche del programma: luce, scenografia, regia e design al servizio del telespettatore

 

Eclettico, pieno di energia, evocativo nella sua capacità di suscitare tenerezze familiari e momenti di confidenza con gli ospiti, ma anche performer eccellente con un perfetto controllo della scena, sintesi risolta del dinamismo rock di Mick Jagger con la sensibilità poetica di Elton John unita a spiccate doti teatrali, il personaggio Michael Holbrook Penniman Jr., in arte Mika si è confermato uno showman a tutto tondo in “Stasera Casa Mika”.

 

 Nell’arco delle sue quattro puntate il programma televisivo ha toccato punte anche del 14,4% di share, risultati di prim’ordine per questo genere di format e le ragioni di questo si devono cercare sicuramente nella qualità del prodotto, forte del lavoro autoriale dello stesso Mika con Ivan Cotroneo, Giulio Mazzoleni e Tiziana Martinengo, ma anche dell’ottimale equilibrio raggiunto dalla veste tecnica del programma, con risultati di assoluta coerenza visiva al mondo di Mika e alle sue suggestioni e alle citazioni della storia del nostro varietà TV.

 

Per approfondire questi aspetti ne parliamo con il direttore della fotografia Carlo Stagnoli, lo scenografo Riccardo Bocchini ed il regista Fabio Calvi.

 

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"Stasera Casa Mika". The new forms of Imagination

Innovate with a mix of passion, talent, creativity and professionalism "television variety show": an objective fully achieved by the show of Rai2 led by artist and showman Lebanese Mika. In this article a focus on artistic and technical quality of the program: light, set design, directing and design at the service of the viewer

Eclectic, full of energy, evocative in its ability to inspire confidence and tenderness family moments with guests, but also excellent performer with a perfect control of the scene, resolved synthesis of rock dynamism of Mick Jagger with the poetic sensibility of Elton John joined strong theatrical qualities, the character Michael Holbrook Penniman Jr., in Mika art has confirmed a showman in the round “Stasera Casa Mika”.

 
Over the course of his four-part television program also touched peaks of 14.4% share, first-class results for this kind of format, and the reasons for this are to be sought definitely in product quality, strong authorial work Mika the same with Ivan Cotroneo, Mazzoleni and Giulio Tiziana Martinengo, but also from the unique balance achieved by the technical capacity of the program, with results of absolute visual coherence to the world of Mika and his suggestions and quotations of our various TV history.

To explore these issues we talk with the director of photography Charles Stagnoli, production designer Riccardo Bocchini and director Fabio Calvi.

 

 

CARLO STAGNOLI

 

Controluce e forti contrasti per dare presenza alla casa dei sogni

 

Per prima cosa, ho visto che utilizzi la luce bianca con un ottimo valore di contrasto e definizione sul primo piano.

Come hai strutturato per questi risultati il tuo parco luci?

 

Carlo Stagnoli: “La scena di ‘Stasera Casa Mika’ è una grande arena composta principalmente da due palchi, uno dei quali tondo avvolto dal pubblico. Qui regna il gigantismo; grandi lettere motorizzate, che compongono la parola MIKA, si spostano sul palco principale dove altri oggetti giganti arredano questa ipotetica casa dei sogni.

 

Dal soffitto scendono con motorizzazioni oggetti bidimensionali e una gigantesca sfera. Due tendaggi motorizzati chiudono i due palchi. Un grande cuore in legno con una scala corre su dei binari fino al centro palco e tutto il perimetro della scena è coperto da grandi Ledwall e videoproiezioni.

 

Lavorando sulla pianta del progetto scenografico ho preso in seria considerazione l’ingombro di tutti gli oggetti che sarebbero entrati in scena e che avrebbero oscurato di conseguenza gli apparecchi di illuminazione: ne è nato quindi un progetto stratificato in modo da ottenere il più possibile ad ogni livello un buon equilibrio tra luce bianca e luce d’effetto.

 

120 proiettori per lampade al tungsteno con lente Fresnel da 650 W(Arri), 50 motorizzati per lampade alogene (Halo 1200 e Varilite 550) 18 Fresnel da 2000 W, 50 sagomatori da 750 W (ETC), 2 seguipersona da 2500 W e due Follow-me collegati ai Varilite VL3000, hanno coperto gran parte della luce bianca, spesso usata di taglio”.

 

Un aspetto presente nello show è l’utilizzo del controluce alto e del piazzato in controluce, efficace per dare profondità.

Ce lo vuoi raccontare dal punto di vista tecnico?

 

C.S.: “I controluce sono principalmente degli Spot 1200, 48 per l’esattezza, anch’essi distribuiti su vari livelli tra i due palchi, mentre altri 23 Spot 700 definiscono il controluce dell’orchestra del pubblico e di alcuni oggetti in scena.

 

Inoltre, ai lati del Ledwall principale 16 motorizzati posti in verticale (spesso prismati per non velare l’immagine) e utilizzati di taglio, oltre a creare un gradevole effetto, mi sono serviti per rafforzare la profondità dell’immagine. Un piacevole risultato è stato ottenuto con le LEDbar (DTS ‘Katana’, 12 x 20 W LED con tecnologia Ostar RGBW Osram) poste sopra e ai piedi del Ledwall, per un controluce compatto.

 

Anche l’impiego a terra dei proiettori a luce LED ( Blade, di Proel) ha creato un forte contrasto dovuto all’alta efficienza di questi proiettori.

 

A metà scena, dietro alle grandi lettere motorizzate, ho distribuito su una lunga americana 21 proiettori testa mobile (Robe Pointe) in modo da ottenere un sipario di luce quando le lettere erano fuori scena, dal momento che quando le quattro gigantesche lettere entravano al centro palco tutto il piazzato luci dietro ad esse risultava bloccato.

 

Ho per questo duplicato in parte il piazzato luci posteriore alle lettere, aggiungendo 12 testa mobile a luce LED (Ayrton Magic Panel). Sul palco centrale, due americane circolari concentriche hanno invece ospitato la luce bianca realizzata con gli Halo 1200 e dai Varilite, mentre 16 motorizzati (Ruby, di Prolight) mi sono serviti per ottenere un sipario circolare di luci”.

 

La luce e la sua immagine, in rapporto ai colori e alla scenografia

 

In ‘Stasera Casa Mika’ avete realizzato un grande lavoro di armonizzazione con la scenografia colorata mobile dei LEDwall di Bocchini.

Come ti sei mosso in questo senso in relazione al colore e alla sua resa fotografica?

 

C.S.: “Amo il colore, però in questa scenografia molto ricca di elementi l’utilizzo indiscriminato di luci colorate avrebbe appesantito e confuso il set di ripresa. Ho cercato quindi di contenere il più possibile l’utilizzo di più colori contemporaneamente interpretando insieme allo stesso Mika ogni intervento del suo programma e ascoltando da lui cosa voleva esattamente ottenere in ogni performance.

 

Allo stesso modo ho avuto un ottimo rapporto di lavoro con lo scenografo, recependo molti dei suoi preziosi consigli. In sede di ripresa video, anche la taratura delle telecamere ha giocato un ruolo fondamentale: volevo neri molto intensi e il più possibile privi di tonalità, questo soprattutto sulle camere in totale, ma anche per quelle in primo piano che sono state opportunamente “tosate” sui neri, in modo che il forte controluce risultasse evidente diventando a tutti gli effetti la luce chiave”.

 

L’uso della silhouette e degli effetti di sfocatura

 

Un altro aspetto che si è potuto cogliere nello spettacolo è un robusto lavoro di costruzione dell’immagine sui campi lunghi e sulla definizione fotografica dei movimenti coreografici. Come hai lavorato con la luce per dare corpo a tutto questo?

 

C.S.: “Ho utilizzato molto i sipari di controluce.

Mika, che è anche il direttore creativo, desiderava quel tipo di fotografia molto sbalzata tra i chiaroscuri, con l’uso della silhouette fino all’eliminazione totale – in certi momenti dello spettacolo – della luce frontale.

 

Nel coro delle “mani bianche”, ad esempio, si è optato per un muro di controluce che svelasse appena il volto degli 80 bambini del coro, riuscendo così ad ottenere un’immagine molto delicata e suggestiva, sicuramente non banale, risultato importante per un pezzo così intenso che difficilmente scorderò anche per l’argomento trattato”.

 

Alcuni altri elementi che ho visto da te utilizzati con molta accortezza sono stati i testamobile, la luce dei tagli e la luce d’accento con filtro di conversione colore. Ce ne vuoi parlare?

 

C.S.: “Sì, ho cercato di non esagerare con l’uso dei testamobile, che invece ho utilizzato spesso fermi con i gobos sfocati per ottenere una base di colore dove intervenire decisamente con qualche altro apparecchio illuminando di controluce o di taglio.

 

La luce d’accento è a mio avviso un’arma a doppio taglio: mi piacerebbe fosse bianca, ma ahimè quasi sempre si confonde con tutto il resto ed è allora per questo che opto per la conversione, che aiuta ad evidenziare con discrezione…”.

 

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STAGNOLI CARLO

Backlight and strong contrasts to give presence to the dream home

First, I saw that using white light with an excellent contrast value and definition on the first floor.

How have you structured to these results your lighting system?

 

Carlo Stagnoli: "The scene of 'Stasera Casa Mika' is a big arena mainly composed of two stages, one of which wound round by the public. Here reigns gigantism; large motorized letters forming the word MIKA, moving on the main stage where other giant objects decorate this hypothetical dream home.

 

They descend from the ceiling with two-dimensional objects engines and a giant sphere. Two motorized curtains close the two stages. A big heart in wood with a ladder running up the tracks until the center of the stage and around the perimeter of the scene is covered by large Ledwall and video projections.

 

Working on the stage project plant I seriously considered the clutter of all the objects that would come onto the scene and that they would therefore obscured luminaires: thus is born a layered design so as to achieve as much as possible to each level a good balance between white light and light effect.

 

120 projectors for tungsten lamps with Fresnel lens 650 W (ARRI), 50 motorized for halogen (Halo 1200 and Varilite 550) 18 Fresnel 2000W, 50 shapers 750W (ETC), 2 followspot 2500W and two follow-me connected to Varilite VL3000, they covered much of the white light, often used to cut. "

 

One aspect present in the show is the use of the backlight and the top placed against the light, effectively to give depth.

You want to tell you from the technical point of view?

 

C.S .: "The backlight are mainly of Spot 1200, 48 to be exact, which are also distributed at various levels between the two stages, while another 23 Spot 700 define the orchestra against the public and of some props.

 

In addition, the sides of the main motor 16 to vertical Ledwall (often prismatic not to veil the image) and used cutting, as well as creating a pleasant effect, I have served to strengthen the depth of the image. A pleasing result was achieved with LED Bar (DTS 'Katana', 12 x 20 W LED Osram Ostar RGBW technology) placed above and at the foot of Ledwall, for a compact backlight.

Even the use of ground LED light projectors (Blade, Proel) has created a strong contrast due to the high efficiency of these projectors.

In the middle stage, behind the large motorized letters, I distributed on an American long 21 moving heads (Robe Pointe) in order to obtain a curtain of light when the letters were offstage, since when the four giant letters entered in the middle He placed around the stage lights behind them appeared blocked.

I have to duplicate this part of the rear lights placed the letters, adding 12 moving head LED light (Ayrton Magic Panel). On the main stage, two concentric circular America have instead hosted white light made with Halo 1200 and Varilite, while 16 motorized (Ruby, Prolight) I have been used to obtain a circular curtain of lights. "

 

The light and its image, in relation to the colors and set design
 

In 'Stasera Casa Mika' have accomplished a great task of harmonizing with the mobile colorful backdrop in Mouthpieces LEDwall.

As you moved in this direction with regard to the color and its photographic performance?

 

C.S .: "I love the color, but in this scene very rich in elements of the indiscriminate use of colored lights would have weighed down and confused the shooting set. I then tried to limit as much as possible the use of multiple colors simultaneously playing together at the same Mika any operation of its program and listening to him exactly what he wanted to achieve in every performance.

In the same way I had a very good working relationship with the designer, incorporating many of his valuable advice. When shooting video, even the calibration of the cameras has played a fundamental role: I wanted very intense blacks and the most devoid of shades possible, this especially on rooms in total, but also for those in the foreground which have been appropriately "shorn" the blacks, so the strong backlight proves becoming evident to all the key lighting effects. "

 

The use of silhouette and blur effects

Another aspect that has been able to capture in the show is a sturdy construction job picture on the long shots and the photographic definition of choreographic movements. How did you work with light to give shape to this?

 

C.S .: "I used a lot of backlit curtains.

Mika, who is also the creative director, wanted that kind of photography much thrown in the chiaroscuro, with the use of the silhouette until total elimination - at certain times of the show - the front light.

In the chorus of "white hands", for example, it has opted for a backlit wall that just would reveal the face of the 80 children of the choir, thus getting a picture very delicate and charming, definitely not trivial, important result for so intense piece that hardly forget even for the subject matter. "

 

Some other items that I saw you used very judiciously were the moving head, the light of the cuts and accent lighting with color conversion filter. Would you talk about?

 

C.S .: "Yes, I tried not to overdo the use of moving head, which I've used with gobos still fuzzy to get a color base where decisively intervene with some other device illuminating backlight or cutting.

The accent light is in my view a double edged sword: I'd like to be white, but unfortunately almost always mingles with everything else and then is why I opt for the conversion, which helps highlight discreetly ... " .

 

 

 

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Luce e Design

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RICCARDO BOCCHINI

 

Fra motorizzazioni, Broadway, grafica e atmosfera di casa

Nell’affrontare il compito di progettare le scenografie ti sei misurato con la necessità di calibrare una tavolozza cromatica molto forte, presente negli arredi di scena degli oggetti di design di Studio Job, negli abiti di Mika e nei costumi dei ballerini. Da che idee di base sei partito?

 

Riccardo Bocchini: “Aver conosciuto Mika a Londra a casa sua ed in un viaggio in Peloponneso mi ha aiutato ad entrare nel suo mondo artistico, surreale, onirico e glamour. Da quegli incontri creativi è nata la progettazione della scenografia che integrava alcuni degli oggetti forniti dai designer olandesi di Studio Job.

Con le mie collaboratrici Flavia Bocchini ed Ainur Ramadan abbiamo realizzato tantissimi disegni, inserendoli nella progettazione televisiva, insieme alle grafiche di Jasmine, sorella maggiore di Mika. Abbiamo iniziato a creare la scena senza mai bloccarci sul non si può fare, trovando una sinergia ed una amalgama eccezionale, nonostante la nostra differenza di età: lui è un giovane maturo e io un maturo giovane!!”

 

Mi pare tu abbia utilizzato un doppio registro, creando una trasversalità dinamica dello spazio dello studio che si armonizza bene al ritmo della scaletta e al lavoro della regia. Puoi descrivermi le tue scelte tecniche nel dettaglio?

 

R.B.: “ La progettazione ha avuto il suo momento fondamentale in primo luogo nella scelta delle motorizzazioni: per le enormi lettere che riproducevano la scritta Mika, dove abbiamo inserito prima un Ledwall con basso numero di pixel pitch nella parte centrale, poi abbiamo applicato sul bordo tecnologia LED Dome, per ricordare le lampadine di Broadway; per il cuore che si spostava dal lato fino al centro della scena e per la pedana circolare che si alzava con un sofisticato meccanismo e presentava un bordo di Ledwall magnetico circolare che le dava una caratterizzazione importante.

 

Poi è stata importante la realizzazione di costruzioni scenografiche realizzate ad hoc con materiali idonei alle tecnologie da applicare, come l’enorme lampada bianca, completamente mappata per 180 gradi, il tostapane, o l’orologio, inseriti nel controcampo insieme a sagome di altri oggetti cult montati fra fondali proiettati con grafica e altri apparati”.

 

Come hai interagito con il lavoro del direttore della fotografia Carlo Stagnoli?

 

R.B.: “Il rapporto tra scena e fotografia ma anche con la regia di Fabio Calvi si è mosso all’interno delle scelte per le messe in scena, autoriali e coreografiche di Mika e il successo della mia scenografia non sarebbe stato tale se non ci fosse stata sinergia espressiva con l’artista e sinergia di lavoro con Calvi, Stagnoli e con Carolina Stamerra Grassi che insieme ai grafici della Rai di Milano ha svolto un eccellente lavoro grafico”.

 

L’intimità di casa in un grande spazio scenico

 

Come hai interpretato in termini di soluzioni scenografiche l’idea e le richieste degli autori di riproporre l’immagine di una casa, dal punto di vista della gestione complessiva dello spazio dello Studio 2000 di Via Mecenate?

 

R.B.: “ La scelta vincente è stata realizzare da una parte l’impianto con la tribuna pubblico con gradoni bassi, per comunicare un senso di intimità nonostante l’enorme studio di Via Mecenate, dall’altra collocare la “Band Stand” in mezzo al teatrino/camper a proporre una grafica retroilluminata da Ledwall raffigurante l’immagine della copertina di SGT Peppers, farcita di palme di banani e di grafiche surreali.

 

La struttura era inserita in un fondale circolare che conteneva inoltre il cuore, la lampada, il grande libro, il frigorifero, la torta.

 

Un altro fattore rilevante nella progettazione è stata la scelta fatta per la prima volta in quello studio di avere le due colonne presenti in mezzo alla scena – potendo ampliare il diametro totale planimetrico – perfettamente mascherate da un grande razzo da una parte e da una scala a chiocciola rossa dall’altra.

 

L’allargamento ha permesso di avere uno spazio scenico molto grande ed importante, pur ricreando l’atmosfera intima di una casa.

 

Un altro aspetto importante è stato nella costruzione accurata del pianerottolo che simulava il retro del cuore come l’ingresso di casa: tutti questi elementi insieme hanno creato l’interno della casa surreale e magica di Mika”.

 

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RICCARDO BOCCHINI

Among engines, Broadway, graphics and atmosphere of home

In approaching the task of designing the sets you measured with the need to calibrate a very strong color palette, present in props of the design objects of Studio Job, in Mika dresses and costumes of the dancers. From that basic ideas you left?


Riccardo Bocchini: "Having known Mika at his home in London and traveling to the Peloponnese has helped me to get into his artistic world, surreal, dreamlike and glamor. From these meetings it was born the creative design of the set design which reflected a number of objects provided by the Dutch designers Studio Job.

With my collaborators Flavia Bocchini and Ainur Ramadan we made many drawings, placing them in the television design, along with the graphic of Jasmine, older sister Mika. We started to create the scene without ever stop us on you can not help, finding a synergy and a great combination, despite our age difference: he's a mature young man and I was a mature young man !! "

I think you've used a double register, creating a transverse dynamics of the study area that fits in well with the rhythm of the lineup and directing work. Can you describe your technical choices in detail?

RB: "The design had its crucial moment in the first place in the choice of engines: for the huge letters that reproduced the written Mika, where we inserted before a Ledwall with low number of pixel pitch in the middle, then we applied to the edge LED Dome, to remember the bulbs Broadway; for the heart as it moved from the side to the center of the scene and the circular platform that rose with a sophisticated mechanism and had an edge of circular magnetic Ledwall giving her an important characterization.

Then it was important to the realization of scenic construction created especially with materials suitable for the technologies to be applied, as the huge white lamp completely mapped to 180 degrees, the toaster, or clock, input in reverse shot with silhouettes of other objects cult mounted between projected backdrops with graphics and other equipment. "

How did you interact with the work of director of photography Charles Stagnoli?

RB: "The relationship between the stage and photography but also with the direction of Fabio Calvi moved inside of choices for staged, authorial and choreographic Mika and the success of my scene would not be such if it were not He was expressive synergy with the artist and work synergistically with Calvi, Stagnoli and Carolina Stamerra Grassi who along with graphics of Milan Rai has done an excellent graphic work ".

The intimacy of the house into a large stage space

How have you interpreted in terms of scenic solutions the idea of ​​the authors and requests to reproduce the image of a house, from the point of view of the overall management of the Studio 2000 area of ​​Via Maecenas?


RB: "The winning choice was to realize on the one hand the system with the public gallery with stepped downs, to communicate a sense of intimacy despite the huge study of Via Maecenas, the other place the" Band Stand "in the middle of theater / camper to propose a backlit graphics from Ledwall depicting the image of SGT Peppers cover, stuffed with banana palms and surreal graphics.

 

The intimacy of the house into a large stage space

How have you interpreted in terms of scenic solutions the idea of ​​the authors and requests to reproduce the image of a house, from the point of view of the overall management of the Studio 2000 area of ​​Via Maecenas?


RB: "The winning choice was to realize on the one hand the system with the public gallery with stepped downs, to communicate a sense of intimacy despite the huge study of Via Maecenas, the other place the" Band Stand "in the middle of theater / camper to propose a backlit graphics from Ledwall depicting the image of SGT Peppers cover, stuffed with banana palms and surreal graphics.

The structure was inserted into a circular bottom that also contained the heart, the lamp, the great book, the refrigerator, the cake.

Another relevant factor in the design was the choice made for the first time in that study to have the two columns in the middle of the scene - being able to expand the total diameter planimetric - perfectly masked by a large rocket from one side and by a scale in red spiral on the other.

Enlargement has made it possible to have a very large and important stage space, while recreating the intimate atmosphere of a home.

Another important aspect was the careful construction of the landing simulating the back of the heart as the entry of the house: all these elements together created the interior of the surreal and magical Casa Mika ".

 

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Luce e Design

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FABIO CALVI

 

Attenzione a profondità, materiali e commistione dei linguaggi

Nei tuoi lavori l’immagine dello studio televisivo è sempre molto presente e spesso protagonista come elemento primario e questo show ne è ulteriore conferma. Che ci racconti al proposito?

 

Fabio Calvi: “ Il mio tentativo in ogni lavoro è quello di accompagnare per immagini i contenuti, cerco quindi di trovare un’estetica coerente con le idee di fondo del programma e con il mio gusto personale.

Mi piace cercare sempre prospettive non banali, relazioni ed infilate tra le persone e lo spazio che le accoglie, con un leggero movimento di camere per aumentare la suggestione e per ottenere più tridimensionalità e profondità dell’immagine.

Nel caso di “Stasera casa Mika” ho cercato di utilizzare una commistione tra linguaggi televisivi più contemporanei con le citazioni dei grandi varietà di una volta, molto frontali, in asse con lo sguardo dello spettatore.

Mika ha spesso traghettato in questo show il suo mondo ed il suo pubblico in realtà molto diverse per collocazione culturale e temporale, e credo che la formula di contaminazione abbia funzionato anche dal punto formale”.

 

Mi sembra tu sia molto interessato alla resa dei contrasti sui primi piani e al contributo della luce per come interagisce con i personaggi e con i differenti materiali presenti sul set. Puoi parlarci di questo aspetto?

 

F.C.: “La luce è fondamentale, tanto quanto la sua assenza. La luce come forma di scultura e pittura, con i suoi chiaroscuri, come nella vita. Senza diventare retorici ho sempre cercato di evitare una illuminazione diffusa, piatta, omogenea, piena e dominante; non è stato facile perché la televisione da questo punto di vista ha fatto dei gravi danni; spesso i conduttori temono le rughe ed i segni di espressione e chiedono un mare di luce senza capire l’appiattimento emotivo a cui vanno incontro, ma è un po’ il segno dei tempi.

Insieme al direttore della fotografia Carlo Stagnoli abbiamo cercato di fare qui un lavoro rivolto “a togliere” tra l’altro tra mille difficoltà come ingombri di scena mobili, videoproiezioni, studio a 360°, soffitto molto basso ed ingombri strutturali dello studio.

Da una illuminazione mirata le scene hanno sempre da guadagnarci, e molti scenografi lo sanno bene; anche la scelta dei materiali è fondamentale, ho sempre amato lavorare sui riflessi e sulle trasparenze o con materiali naturali come il legno, la roccia ,la sabbia,l’acqua”.

 

Con quali presupposti hai lavorato con gli autori del programma per la costruzione della scaletta-storyboard dello show?

 

F.C.: “Il punto di partenza è stato quello di capire come rappresentare la casa di Mika. Inizialmente si era pensato di ricostruire ambientazioni domestiche, ma abbiamo poi deciso di creare un ambiente più surreale, immaginifico, con oggetti sovradimensionati, un po’ ‘Alice nel Paese delle Meraviglie’, perchè la vera casa di Mika è il suo immaginario, il palcoscenico ed il rapporto con il pubblico.

Abbiamo quindi lavorato con lo scenografo Riccardo Bocchini per creare un mondo di fantasia partendo dalla quotidianità per arrivare al grande show, con cambiamenti di scena a vista, parte integrante del racconto”.

 

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FABIO CALVI

Attention to depth, materials and mixture of languages

In your work the image of the television studio is always very present and often the protagonist as a primary element, and this show it is further confirmation. What you tell us about it?


Fabio Calvi: "My attempt at any job is to accompany imaging content, so I try to find an aesthetic consistent with the basic ideas of the program and with my personal taste.

I always like to look nontrivial perspectives, relationships and strung between people and the space they occupy, with a slight movement of rooms to increase the suggestion and to get more three-dimensionality and depth.

In the case of "Stasera Casa Mika" I tried to use a blend of more contemporary television language with quotes of the great variety of once, a long front, aligned with the viewer's gaze.

Mika has often ferried on this show his world and his audience actually very different in cultural and temporal location, and I think the formula of contamination has also worked formally ".

I think you are very interested in the contrasts made on the first floors and the contribution of light to how it interacts with the characters and with different materials present on the set. Can you talk about this aspect?

F.C .: "Light is essential, as much as his absence. Light as a form of sculpture and painting, with its light and shade, as in life. Without becoming rhetorical've always I tried to avoid diffuse lighting, flat, smooth, full and dominant; it was not easy because television from this point of view has made serious damage; often the drivers are afraid of wrinkles and expression lines and ask for a sea of ​​light without understanding the emotional flattening they face, but it is a bit 'the sign of the times.

Together with cinematographer Carlo Stagnoli we tried to make a directed work here "to take away" by the way with great difficulty as cluttered with furniture scene, video projections, study 360 °, very low ceiling and structural dimensions of the study.

By a task lighting scenes they have always to gain, and many designers are well aware; Also the choice of materials is crucial, I always loved working on reflexes and transparencies or natural materials such as wood, rock, sand, water. "

What assumptions have you worked with the authors of the program for the construction of the ladder-storyboard the show?

F.C .: "The starting point was to understand how to represent Mika's house. The original idea was to reconstruct domestic environments, but we then decided to create a surreal environment, imaginative, with oversized objects, a bit '' Alice in Wonderland ', because the real Mika's house is his imagination, the stage and the relationship with the public.

We then worked with production designer Riccardo Bocchini to create a fantasy world, starting from everyday life to get to the big show, with scene changes in view, an integral part of the story ".

 

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Luce e Design

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LUCE E QUALITÁ DELL’IMMAGINE:

LO SCENOGRAFO COME ART DIRECTOR E

IL FUTURO DEL PRODOTTO TELEVISIVO

 

Un tuo punto di vista sul presente e sul futuro della qualità dell’immagine nel prodotto televisivo, in relazione all’utilizzo delle nuove tecnologie LED e video…

 

Carlo Stagnoli: “Poche settimane prima di realizzare l’impianto luci di Mika ho voluto progettare uno studio per la prima volta completamente realizzato con proiettori a luce LED (NdR: per il programma ‘Detto Fatto’, sempre per Rai2, realizzato nello studio M3), una scommessa in tutti i sensi perché è innegabile che la luce bianca emessa da un proiettore a luce LED non è esattamente quella di una lampada al quarzo!

 

Ma lavorando (prima di compiere l’impianto) con il controllo video e apportando sostanziali modifiche alla taratura camere, siamo riusciti ad ottenere una curva colorimetrica corretta: già ora infatti le nuove telecamere HD hanno la possibilità di “equalizzare” la curva di questo tipo di sorgenti.

 

Questa tecnologia se opportunamente implementata ha innumerevoli vantaggi, non solo sul piano del consumo ma anche in tema manutenzione, con fattori di decadimento qualitativo molto ridotti. Sul mercato sono apparsi diversi apparecchi e sistemi di illuminazione di questo tipo dalle forme e potenzialità particolari…

 

Il LED incoraggia nuove forme di espressione illuminotecnica diventando sempre più elemento di scenografia luminosa. I grandi e potenti fasci luminosi sono ancora prerogativa delle lampade a scarica… ma la tecnologia galoppa, si tratta solo di aspettare…”.

 

Secondo te, in quale direzione si sta muovendo la ricerca di nuovi linguaggi nel contesto del prodotto televisivo?

 

Riccardo Bocchini: “ Per quello che mi riguarda sono sempre attento a proporre progettazioni attraverso le innovazioni tecnologiche pur non trascurando gli aspetti funzionali televisivi. Personalmente credo che i nuovi linguaggi portino ad un cambiamento della figura dello scenografo almeno per come io interpreto la scenografia.

Lo scenografo è sempre più un Art Director dell’immagine e verso questo mi sto muovendo non senza trovare qualche ostacolo. Con le mappature sulla scena si permette alle colorimetrie ed alla luce di arrivare ovunque con precisione, dove la fotografia non può arrivare”.

 

‘Stasera Casa Mika’ è sicuramente un bell’esempio di varietà TV contemporaneo.

Come valuti in termini tecnici e di concept il presente e il futuro a medio termine della qualità dell’immagine proposta dal linguaggio televisivo?

 

Fabio Calvi:“ Credo che la televisione italiana si trovi stretta da nuovi mezzi ed effetti che vengono usati nei grandi eventi, ancora poco sfruttati in studi televisivi e dalla grande qualità d’immagine che si può ottenere con camere poco costose, ma che utilizzano ottiche cinematografiche meravigliose: la pasta che ne deriva rende a mio avviso molto finta e di “plastica” l’immagine degli studi televisivi, soprattutto live.

 

Quando potremo utilizzare camere di nuova generazione ed ottiche simili negli studi, i risultati saranno incredibili. Ma bisogna investire molto.

 

Inoltre, la Color correction ha completamente rivoluzionato il modo di realizzare l’immagine e la fotografia dei programmi televisivi,a volte rendendola super glamour, altre volte rendendola troppo digitale.

Penso che anche l’abitudine ad una certa estetica che Instagram e la rete propongono hanno condizionato e condizioneranno molto il linguaggio televisivo futuro”.

 

 

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LIGHT AND IMAGE QUALITY:

THE DESIGNER AS ART DIRECTOR AND
THE FUTURE OF TELEVISION PRODUCT

Your point of view on the present and future of quality in television product, relating to the use of new LED technologies and video ...

 

Carlo Stagnoli: "A few weeks before performing Mika lighting system I wanted to design a study for the first time fully realized with LED light projectors (Editor's note: for 'Said Done' program, also for RAI-2, made in the M3 study ), a bet in all senses because it's undeniable that the white light emitted by an LED light projector is not exactly that of a quartz bulb!

But working (before the age of the plant) with the video control and more variations on the calibration rooms, we were able to get a proper colorimetric curve already in fact the new HD cameras have the ability to "equalize" the curve of this type of sources.

If properly implemented this technology has many advantages, not only in terms of consumption but also regarding maintenance, with very low quality impairment factors. The market appeared different equipment and lighting systems of this type with particular shapes and potential ...

The LED lighting encourages new forms of expression becoming more element of light setting. The large and powerful light beams are still prerogative of discharge lamps ... but the galloping technology, it is just to wait ... ".

 

In your opinion, in what direction you are heading the search for new languages in the context of television product?

 

Riccardo Bocchini: "As far as I'm concerned they are always careful to propose designs through technological innovations without neglecting television functional aspects. I personally believe that the new languages will lead to a change in the figure of the designer at least as I interpret the scene.

The production designer is increasingly an Art Director of the image and to this I am moving not without finding any obstacle. With the mappings on the scene it allows COLORIMETRIE and the light to get anywhere with precision, where photography can not reach. "

 

'Stasera Casa Mika' is certainly a fine example of contemporary TV variety.

How does it rate in technical terms and concepts of the present and the medium-term future of quality given by the language of television?

 

Fabio Calvi: "I think the Italian television lies close by new means, and effects that are used in large events, yet little exploited in television studios and great image quality that can be achieved with inexpensive rooms, but using optical wonderful film: the dough makes it inherently in my opinion very fake and "plastic" the image of the television studios, especially live.

When can we use new generation rooms and similar optical studies, the results will be amazing. But you have to invest a lot.

In addition, the Color correction has completely revolutionized the way we build the image and photography of the television programs, sometimes making it super glamorous, sometimes making it too digital.

I think that the habit of a certain aesthetic that Instagram and the network propose have affected and will affect the very future of television language ".

 

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5/5

 

Luce e Design

http://www.lucenews.it/stasera-casa-mika-le-nuove-forme-dellimmaginazione/

 

I DESIGNER DI STUDIO JOB:

GLI OGGETTI GIGANTI E L’IMMAGINARIO DI MIKA

 

Studio Job è un famoso studio di design olandese, con sedi in Anversa e Amsterdam, il cui lavoro è proposto nei più importanti musei del mondo, fondato nel 1998 dai designer Job Smeets e Nynke Tynagel. Abbiamo rivolto loro qualche domanda, a proposito del rapporto con Mika e sul lavoro sviluppato per l’artista.

 

Avete realizzato il concept ed il progetto per il palcoscenico ed il tour di Mika: quali sono stati i punti di contatto fra la vostra ricerca ed il design degli oggetti e la ricerca artistica di Mika?

 

 

“Noi abbiamo curato per Mika il suo tour ( “No Heaven”), un concerto speciale dedicato alla città di Parigi ( “we love Paris”) e lo show televisivo. Mika ha milioni di follower su Instagram; i suoi spettacoli sono stati seguiti da migliaia di fan e lo show televisivo da qualche milione di telespettatori.

 

La sua troupe è un circo itinerante e questo è poi esattamente ciò che noi sentiamo e pensiamo del lavoro che abbiamo sviluppato insieme a lui. L’attività di Studio Job è per la gran parte sviluppata nel mondo dell’arte, così può dirsi relativamente sconosciuta al grande pubblico.

 

Benchè si tratti di un ambito differente però alla fine i principi alla base del nostro e del suo lavoro sono gli stessi: siamo entrambi intrattenitori e animatori culturali e vogliamo il meglio dal nostro lavoro, sia esso per un pubblico popolare come quando rivolto a pochi”.

 

Nel vostro lavoro l’Oggetto acquisisce una nuova dimensione, che al tempo stesso sembra un modo contemporaneo di riferirsi al gioco ironico della sostituzione praticato dai Surrealisti. Che cosa potete dirci in proposito?

 

“Nel nostro lavoro facciamo costantemente riferimento o effettuiamo citazioni dai differenti stili dell’arte per visualizzare quanto ci proponiamo di raccontare. Ma sono tutte interpretazioni astratte.

 

In alcune opere noi combiniamo insieme il Gotico con il Barocco con il Dada con lo stile Streamline e con il Pop….E poi ci sono differenti nazioni e continenti che interpretano la storia dell’arte in un loro modo personale. Per noi il termine Surrealismo è acronimo di numerosi messaggi al tempo stesso. La nostra è una saggistica immaginaria…”

 

Come utilizzate e considerate la luce – dal punto di vista formale e da un punto di vista tecnico – nel vostro lavoro?

 

“Per noi l’utilizzo della luce non è mai funzionale – nel senso cioè che, per esempio, dovrebbe aiutare a leggere un libro. Vediamo la luce come qualcosa di magico e astratto, ma la luce è anche speranza: entrambi sono elementi molto stimolanti da avere all’interno di un oggetto”.

 

Gli Art Work di Studio Job Atelier presenti all’interno della scenografia dello show:

 

Bed, Book, Car, Caravan, Crystal Globe, Dining Table, Fridge, Gothic Chairs, Heart, Letters, Parquet Floor, Piano, Sacré-Coeur Cake, Throne

(Massimo Maria Villa)

 

Google translator

 

 

THE STUDIO DESIGNER JOB:

OBJECTS GIANTS AND THE IMAGINARY OF MIKA


Studio Job is a famous study of Dutch design, with offices in Antwerp and Amsterdam, whose work is proposed in the most important museums in the world, founded in 1998 by designers Job Smeets and Nynke Tynagel. We asked them some questions, about the relationship with Mika and the work developed for the artist.

Have you realized the concept and design for the stage and Mika tour: what were the points of contact between your research and the design of objects and Mika artistic research?

 

"We have taken care to Mika on his tour (" No Heaven "), a special concert dedicated to the city of Paris (" we love Paris ") and the TV show. Mika has millions of followers on Instagram; his performances were followed by thousands of fans and the TV show from a few million viewers.

His crew is a traveling circus, and then this is exactly what we feel and think of the work that we have developed together with him. The Studio Job activity is the most developed in the world of art, so it can be said to be relatively unknown to the general public.

 

Although this is a different scope but in the end the basic principles of our and his work are the same: we're both entertainers and cultural animators, and we want the best from our work, be it for a popular audience as when facing a few " .

In your work the subject acquires a new dimension, which at the same time seems a contemporary way of referring to the ironic game of the substitution practiced by the Surrealists. What can you tell us about it?

"In our work we constantly reference or carry quotes from different art styles to see what we propose to tell. But they are all abstract interpretations.

In some works we combine together the Gothic to the Baroque with Dada with the Streamline style with Pop ... And then there are different nations and continents that interpret the history of art in their own personal way. For us Surrealism term is short for the many messages at the same time. Ours is a fictional non-fiction ... "

As used and considered the light - from a formal point of view and from a technical point of view - in your work?

"Our use of light is never functional - in the sense that, for example, should help to read a book. We see the light as something magical and abstract, but the light is also hope: both are very challenging items to be within an object. "

 

The Studio Job Atelier Art Work inside the scenography of the show:

Bed, Book, Car, Caravan, Crystal Globe, Dining Table, Fridge, Gothic Chairs, Heart, Letters, Parquet Floor, Floor, Sacre-Coeur Cake, Throne
(Massimo Maria Villa)

 

 

 

 

Elenco dei materiali utilizzati

 

  • n.120 Arri Fresnel 650 W
  • n. 20 Fresnel 2000 W
  • n. 50 Sagomatori ETC 750 W
  • n. 18 Clay Paky Halo 1200 W
  • n. 30 Varilite VL 500
  • n. 21 Robe Pointe
  • n. 40 Prolight RUBY
  • n. 48 Clay Paky Alpha Profile 1200
  • n. 23 Clay Paky Alpha Wash 700 HPE
  • n. 34 Robe Robin LED Wash 1200
  • n. 36 Robe Robin LED Wash 600
  • n. 28 Robe Robin Beam 100
  • n. 52 DTS Katana
  • n. 02 Seguipersona 2500 W alogeni
  • n. 02 Follow me
  • n. 02 Varilite VL3000
  • n. 12 Ayrton Magic Panel

Pianta luci dello spettacolo

 

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“Stasera Casa Mika”. Studio 2000, Viale Mecenate – Milano. Al centro dell’immagini visibili le due americane circolari concentriche con il set delle luci bianche (courtesy: RAI) (courtesy photo: Giulio Francesco Prandoni)

 

 

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“Stasera Casa Mika”, Milano, Studio 2000, Un momento della diretta (courtesy: RAI) (courtesy photo: Giulio Francesco Prandoni)

 

 

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“Stasera Casa Mika”. Uno dei balletti dalla prima puntata dello show. Visibile l’efficace effetto di controluce (courtesy: RAI) (courtesy photo: Giulio Francesco Prandoni)

 

 

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“Stasera Casa Mika”. Visibile la scenografia motorizzata realizzata per i grandi Ledwall e per le lettere (courtesy: RAI) (courtesy photo: Riccardo Bocchini)

 

 

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“Stasera Casa Mika”. L’impianto scenografico molto efficace dal punto di vista dell’interazione fra parti mobili e Ledwall con grafiche retroilluminate (courtesy: RAI) (courtesy photo: Riccardo Bocchini)

 

 

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“Stasera Casa Mika”. Dalla prima puntata dello show, ospite il cantante Francesco Renga (courtesy: RAI) (courtesy photo: Giulio Francesco Prandoni)

 

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Mika nello show di Parigi, con le grandi ‘Lettere’ sullo sfondo (courtesy: Studio Job; photo: Paolo de Francesco)

 

 

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Mika dal concerto “we love paris”, con il ‘Cuore’ ed il ‘Trono’ (courtesy: Studio Job; photo: Loek Blonk)

 

 

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“Stasera Casa Mika”. Alcuni dei grandi Oggetti di Studio Job presenti e integrati nella scenografia (courtesy: RAI) (courtesy: Studio Job; photo: Giulio Francesco Prandoni)

 

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Le Magazine du Monde – 3 Juin 2017
pressreader.com
PDF fileLe Magazine du Monde 3 Juin 2017.pdf

les designers qui jouent aux scénographes.
à l’image de Constance Guisset, créatrice de mobilier et de luminaires à l’origine des décors de “La Fresque”, le dernier spectacle du chorégraphe Angelin Preljocaj, ils sont nombreux
Des collaborations vécues comme des enrichissements mutuels entre les duex discplines.

 

“Raconter une histoire qui unit les gens dans une même émotion: voilà le lien le plus important entre théâtre et architecture. Une émotion que j’essaie de transmettre dans mes projets d’intérieur.” David Rockwell, architecte d’intérieur

Dix Danseurs tournoient Dans Des volutes De fumée, évoquant un Dragon, un ciel étoilé ou le tracé D’un pinceau. En toile de fond, une gigantesque vidéo montre des cheveux flottant au vent qui s’attachent en chignon pour former une toupie géante. La Fresque, dernier spectacle du chorégraphe français Angelin Preljocaj, est repris à La Criée, à Marseille, du 14 au 17 juin. Cette adaptation d’un conte chinois déjà présentée en 2016 partira ensuite en tournée en France (notamment à Chaillot) puis dans le monde entier. Si on reconnaît la liberté gestuelle de Preljocaj, le décor vivant frappe tout autant. Il est signé Constance Guisset, figure du design français, connue depuis une dizaine d’années pour ses luminaires et son mobilier poétique, virevoltant et coloré, avec des pièces comme la chaise à bascule Dancing Chair ou la suspension Vertigo. « Angelin Preljocaj a découvert mon nom en 2009, raconte la designer, en lisant un portrait de moi titré “L’équilibriste”, paru dans Libération. Il a immédiatement lié mon travail au Funambule de Genet qu’il souhaitait adapter et pour lequel il cherchait un décorateur. L’expérience m’a séduite car j’inscris le dessin de mes meubles dans le mouvement. » Suite à ce spectacle, le chorégraphe refait appel à elle en 2013 pour Les Nuits, puis pour La Fresque: « Elle a un talent d’artiste et, en même temps, j’apprécie le ping-pong créatif auquel les designers sont contraints avec leurs clients. Ils doivent plus souvent soumettre une profusion de propositions alors que les artistes campent volontiers sur leurs positions initiales. » Le tandem Preljocaj - Guisset n’est certes pas le premier mariage entre le spectacle vivant et le design. L’histoire a commencé avec le Bauhaus, et s’est poursuivie tout au long du xxe siècle, avec des collaborations entre Martha Graham et Isamu Noguchi, ou encore Patrice Chéreau et Richard Peduzzi. Mais ces dernières années, le mouvement a pris de l’ampleur, designers ou architectes supplantant, le temps d’un spectacle, décorateur et scénographes. De grands noms ont été sollicités telle Zaha Hadid signant le décor d’un Così fan Tutte en 2014, ou Frank Gehry celui d’un Orphée et Eurydice en 2015. Mais des créateurs moins mondialement connus entrent eux aussi en scène.

 

Job Smeets et Nynke Tynagel (qui forment le fantasque duo Studio Job) ont ainsi signé les décors de la dernière tournée du chanteur Mika, transposant leur imaginaire trash-pop dans l’univers de l’artiste britannico-libanais. Paillettes, dégoulinades sucrées et coeurs immenses voisinent l’air de rien avec une tête de mort sur le piano du musicien.

 

« Raconter une histoire qui unit les gens dans une même émotion : voilà le lien le plus important entre théâtre et architecture, confirme l’architecte d’intérieur David Rockwell, qui a signé les décors d’une vingtaine de spectacles, dont le récent She Loves Me, présenté l’année dernière à Broadway. Une émotion que j’essaie de transmettre dans mes projets d’intérieur. » Architectes et designers sont unanimes : ces commandes enrichissent chacun leur univers créatif. Dans son école d’architecture lyonnaise, Odile Decq engage carrément ses étudiants à danser, guidés par le chorégraphe Davy Brun. « La relation entre le corps et l’espace est fondamentale, avance-t-elle. Après une séance, nous avons demandé aux étudiants de redessiner l’endroit qu’ils avaient créé avec leurs mouvements. La danse est un vecteur pour mieux comprendre là où l’on vit. » Travailler avec un designer ouvre au metteur en scène de nouvelles perspectives. « Cela permet de lancer un processus de recherche. Metteurs en scène et chorégraphes tentent aujourd’hui de se renouveler avec l’appui de la vidéo, par exemple », explique Pierre Albert, responsable formation scénographie-costumes à l’école du TNS (Théâtre national de Strasbourg). La création de nouvelles scènes dans des lieux qui n’étaient pas a priori conçus pour le spectacle vivant, comme des friches urbaines ou d’anciennes usines, a naturellement mené à faire appel à des designers et des architectes. Metteurs en scène et chorégraphes se sont retrouvés face à des problématiques scéniques inédites. « Vu

la complexité des projets d’architecture, j’étais plus que capable de mener des scénographies de théâtre ! », claironne l’architecte Paul Andreu, le père de l’aéroport Roissy - Charles-de-Gaulle, qui a travaillé à la fin des années 2000 avec le chorégraphe Nicolas Paul. Il est vrai que les architectes ont à leur disposition une palette d’outils souvent étrangère aux décorateurs. « On va chercher des solutions innovantes, on multiplie les techniques : imprimante 3D, commande numérique… De manière modeste mais guidés par une grande liberté créative, explique Antoine Fenoglio, le cofondateur du collectif de designers Les Sismo, qui a organisé le 1er juin au Centquatre, à Paris, une conférence consacrée à la danse, l’innovation et le design. Le designer baigne dans un univers de contraintes. Il est rompu à l’économie du projet et à son adéquation avec le public. Il saura proposer des décors accessibles, et à un coût maîtrisé. » Au printemps dernier, à la Biennale de design de Saint-étienne, une performance a mis en évidence les liens entre les deux disciplines. Dans Looping, la chorégraphe Julie Desprairies a reproduit, avec l’aide du designer David Enon, les mouvements quotidiens d’anonymes à la maison de la culture de Firminy (Loire), une construction de Le Corbusier. Dont ceux de Fatima, femme de ménage qui y suit tous les jours le même rituel : elle ouvre la porte bleu vif de la maison de la culture et s’avance jusqu’à son chariot. Raclette, produits ménagers, éponge… Tout est soigneusement rangé. Fatima s’est même offert une petite coquetterie en scotchant une radio à son chariot. « Elle a tout simplement inventé le chariot ménager sonore, s’enthousiasme Julie Desprairies. à ce titre, elle est designer autant que chorégraphe ! »

 

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Edited by Kumazzz
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Stasera Casa Mika 2

 

Studio Job uploading some pics to their INSTAGRAM today.

 

 

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Studio Job for Casa Mika 2

 

 

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1 hour ago, Kumazzz said:

Studio Job for Casa Mika 2

 

 

 

 

 

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Swinging Doors of Heaven :wub2:

 

It works very well !!!

 

 

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On 3.11.2017 at 2:33 PM, marian538 said:

 

 

I love the wardrobe :wub2: so cute

I do not know whether to be afraid or happy when the wardrobe is arriving, because you never know what will jump out of it :lmfao:

 

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