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Mika Composes Soundtrack for New Film "Princes of the Desert" (formerly "TEHU")


Kumazzz
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On 7/15/2022 at 4:03 PM, Kumazzz said:

Madame Figaro - 15 Juillet 2022

 

:arrow: PDF file ( 1 page / 143 KG ) Madame_Figaro_-_15_Juillet_2022-34.pdf


UN ALBUM

Confessions pop signées MIKA

 

Après avoir présenté l’Eurovision devant près de deux cents millions de téléspectateurs, le chanteur fait son retour avec un nouvel album.
En prélude, un single, Yo Yo, aux couleurs pop et aux rythmes house des années 1990, à la fois mélancolique et euphorique : « Je réclame cette liberté folle que la pop nous a offerte quand on avait 15 ans, la possibilité de transformer la tristesse en pouvoir », explique le chanteur d’origine libanaise.


« J’ai créé les chansons de mon album dans des studios que j’ai fait construire en Italie, à Miami et à Bâle. Aujourd’hui, on ne réalise plus les albums de la même façon : la technologie permet de faire tout beaucoup plus vite.
Durant ma tournée, si j’ai une idée dans ma loge, j’enregistre la mélodie, j’appelle mon producteur à Los Angeles, et on commence à travailler sur le morceau à distance. »


Son album (qui sortira à l’automne) sera un diptyque en français et en anglais.
Homme-orchestre, Mika a également signé la réalisation d’un superbe clip, où il évolue dans une esthétique d’illusion d’optique évoquant Julio Le Parc et le mouvement op art.
 Il signe aussi la BO de Tehu, le prochain film d’Éric Barbier (février 2023), et A Roof for Silence, une installation sonore contemporaine créée avec l’architecte Hala Wardé, à l’abbaye de Jumièges, près de Rouen, en collaboration avec le Palais de Tokyo.

P. G.
Yo Yo, Universal.

 

:uk: Google translator

  Reveal hidden contents

 

AN ALBUM

Pop confessions by MIKA


After presenting Eurovision in front of nearly two hundred million viewers, the singer is back with a new album.
As a prelude, a single, Yo Yo, with pop colors and house rhythms from the 1990s, both melancholic and euphoric: "I demand this crazy freedom that pop gave us when we were 15, the possibility of transforming the sadness in power”, explains the singer of Lebanese origin.


“I created the songs for my album in studios that I had built in Italy, Miami and Basel. Today, we no longer make albums in the same way: technology makes it possible to do everything much faster.
During my tour, if I have an idea in my dressing room, I record the melody, I call my producer in Los Angeles, and we start working on the song remotely. »


His album (which will be released in the fall) will be a diptych in French and English.
Man-orchestra, Mika also signed the realization of a superb clip, where he evolves in an aesthetic of optical illusion evoking Julio Le Parc and the op art movement.
 He also signs the soundtrack of Tehu, the next film by Éric Barbier (February 2023), and A Roof for Silence, a contemporary sound installation created with the architect Hala Wardé, at the abbey of Jumièges, near Rouen, in collaboration with the Palais de Tokyo.

 

P.G.
Yo Yo, Universal.

 

 

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Madame Figaro - 15 Juillet 2022

 

:france:

 Il signe aussi la BO de Tehu, le prochain film d’Éric Barbier (février 2023)

:uk:

He also signs the soundtrack of Tehu, the next film by Éric Barbier (February 2023)

 

Madame_Figaro_-_15_Juillet_2022-page34.j

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Repubblica

 

18 Marzo 2022

https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2022/03/18/news/mika-341892547/

 

On 3/19/2022 at 2:38 PM, flymk33 said:

Mika, l'Eurovision e il resto del mondo. "Due anni fermo a sistemare il cervello. Ora sono un uragano"

di Gianni Santoro

La conduzione (con Cattelan e Pausini) dello show in programma a Torino dal 10 al 14 maggio, il tour a settembre, ma anche l'America, il Marocco, Parigi. "In questi ventiquattro mesi di Covid ho avuto modo di non fare niente, che è anche la cosa più potente al mondo"

 

L'ascolto è riservato agli abbonati

18 MARZO 2022

AGGIORNATO ALLE 23:28

8 MINUTI DI LETTURA

 

"Ho 38 anni, fra un anno e mezzo ne avrò 40. Allora voglio un uragano di attività. Invece di diminuire voglio aumentare". Mika è un fiume in piena. Era in pieno tour mondiale quando due anni fa arrivò il primo lockdown e la frenata fu brusca. "Il Covid mi ha dato la possibilità non solo di essere presente in famiglia quando mia madre stava morendo, ma anche in qualche modo di... guarire. Questa idea della guarigione del cervello è quasi un tabù. Ho avuto l'opportunità di sistemare il mio cervello. O di lasciare che si sistemasse da solo. Quindici anni di carriera e vita pubblica fottono la mente. Il successo, il fallimento, l'arte, l'egoismo... Lavoro da quando avevo otto anni". 

 

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Era un gioco a quell'età?

"No, no, era un job, un lavoro. Se metti un bambino a cantare davanti a tremila persone e poi gli dai un assegno quel bambino inizia a maturare molto velocemente. Mi buttarono fuori da scuola perché ero un disastro, allora mia madre mi disse: "Ok, allora lavorerai, imparerai dalla vita". Pochi mesi dopo cantavo alla Royal Opera di Londra nella produzione di un'opera di Strauss, La donna senza ombra. È ripartito tutto così dopo che per sette-otto mesi avevo dimenticato come leggere e scrivere". 

 

A causa di un trauma?

"Sì, una storia complicata. Ci eravamo trasferiti dalla Francia in Inghilterra, mio padre era stato preso come ostaggio nella prima guerra del Golfo (banchiere, era in un viaggio di affari, ndr), e quando tornò era diverso. Perdemmo tutto. E poi a scuola avevo un'insegnante violenta, psicologicamente e fisicamente. Il cervello si spense un po' alla volta. Prima ero brillante, diventai un idiota. Mia madre disse: "Dobbiamo stabilire un nuovo sistema di valori per te: l'arte, la bellezza, non i voti a scuola"".

 

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In questi due anni quindi ha avuto modo di rallentare e fare un bilancio.

"No, di non fare niente. Che è anche la cosa più potente al mondo".  

 

C'era il rischio che non tornasse poi la voglia di fare?  

"Chi se ne frega. Ma è tornata, per la gioia di farlo, non per la paura. A maggio dello scorso anno sono entrato in studio da solo. Il primo giorno mi sono messo lì e ho detto: voglio tornare al pianoforte. Ho iniziato con un ritmo alla Steve Reich. Poi ho aggiunto un'altra cosa, un loop di otto pianoforti che era come un cuscino: ero a casa, ho costruito una casa per il primo pezzo. E ho cominciato a recitare e a urlare come un pazzo. "Ti chiedi a volte dove va, dove va il sole, ti chiedi a volte dove vanno i ragazzi la notte, ti chiedi perché esci sempre dal mio letto prima che l'amore si metta fra di noi". Uno stato euforico, come se la musica fosse una droga.

 

E ora ha mille cose da fare.

"Ora vado in studio a Parigi per l'album, poi vado dai Berberi in montagna con una 4x4 per registrare musiche per la colonna sonora di un film francese, poi a Boston per la preproduzione per il tour americano, poi le arene in Canada, poi suonerò al festival di Coachella, poi sono a Rabat per 5 giorni per la colonna sonora, poi un nuovo video, poi a Torino per Eurovision e poi di nuovo con gli arrangiatori per la parte sinfonica del film. E quindi al matrimonio di mio fratello".

 

Come sarà la colonna sonora?

"È un film francese su un piccolo ragazzo di 11 anni che fa un viaggio dal Marocco in tutto il deserto del Sahara fino ad Abu Dhabi.  E io devo accompagnare questo viaggio con 60-65 minuti di musica. Mi sono chiesto 50.000 volte: come si fa una cosa del genere? Come faccio tutto, come se fosse una scultura. Andrò con una 4x4 con il mio zaino e il mio assistente fonico a visitare queste tribù e a capire cos'è questa musica che non si può scrivere e non esiste scritta, va catturata e per capire devi viverla, vibrarla. Faremo questi field recordings con vari musicisti, per poi prendere queste informazioni e farle diventare una colonna sonora di un film anche con un'orchestra sinfonica. Non volevo fare questo errore gigante di cercare di scrivere la musica di una cultura dove la scrittura della musica non esiste. Parliamo di una zona che non è influenzata o contaminata dall'ovest. Se andiamo verso Tangeri lì c’è l’influenza dell’Andalusia ma arrivando dai Berberi le influenze sono dell’Africa profonda, ci sono anche legami con la musica del Congo. L’importante è non fare suonare all'orchestra sinfonica di Parigi o di Londra cose arabeggianti come fosse Aladdin".  

 

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E un tour italiano, The Magic Piano, in partenza da Verona il 18 e 19 settembre, con doppie date in ogni città, Firenze, Bari, Milano, Roma: la prima a teatro e la seconda in un'arena.

"Suonerò anche brani nuovi. Questa dualità mi permette di esprimere proprio i due aspetti della mia musica. Un concerto solo con il piano e un grande show spettacolare. Due serate che si parlano tra di loro, ci sarà un racconto, non autobiografico ma alla fine si parla anche della mia vita perché come tutti gli artisti sono un po' autoreferenziale".

 

Intanto l'Eurovision Song Contest, dal 10 al 14 maggio a Torino.

"Mi esibirò anche e sto pensando a una performance provocatoria. Sarà una sorpresa. Eurovision non è soltanto uno show, è come un'Expo ma concentrato in pochi giorni".

 

Meglio cantare o presentare?  

"È uguale. Devi sempre pensare a quello che arriva alla gente a casa. È quello che faccio anche seduto al tavolo di X Factor, devi essere al servizio della persona sul divano davanti a uno schermo". 

 

Ha mai pensato di gareggiare all'Eurovision?  

"Non lo so, non è mai capitato. Però ci sono cose dell'Eurovision che mi piacevano tantissimo. In Inghilterra è sempre stata una serata sacra, prima in famiglia, poi al pub con troppe birre. Ricordo brani del passato come Puppet on a string. Era di Lulù o Petula Clark? Era tv in bianco e nero. Non c’ero ancora ma fa parte della cultura popolare. È un Sanremo diciamo più.. discutibile da alcuni punti di vista. Poi ricordo Katrina and the Waves, e poi c’erano degli olandesi che cantavano Flying on the wings of love. Se la canti in un pub in Inghilterra tutti la intonano in coro". 

 

Lo scorso anno ci fu la consacrazione dei Maneskin.

"Io non c’ero quando vinsero X Factor. Però mi ricordo quando sono venuti a cantare l’anno successivo e lì ho visto una cosa molto precisa. Ero scioccato dalla precisione e dalla cura del dettaglio dell'insieme. Questo gruppo ha capito la forza del dettaglio e la forza del gesto collettivo. Mi piace un sacco la precisione con la quale suonano, è tutto molto molto preciso ma poi può essere un po’ selvaggio".  

 

Tornerà come giudice a X Factor?

"Ah non lo so, la produzione mi piace da morire. Lavorare con Sky, anche con tutti i produttori. Il problema che è in questo momento, dopo due anni, c'è un ingorgo enorme di attività perché è stato tutto rimandato. Io sono uno dei pochi artisti che è stato riconfermato dopo due anni a Coachella, per esempio. Come fai a dire no? E se dico di no? Vorrebbe dire che saranno quasi quattro anni senza una mia presenza ai festival, per un artista non si può fare. Sono già stato a Coachella in passato. Com’è? È un festival. È polveroso. Per il deserto: quando stai cantando ti viene la tosse. Tutti i cantanti te lo dicono. È molto secco. Ma uno show è uno show".  

 

All'Eurovision presenterà con Alessandro Cattelan e Laura Pausini.

"Con Ale mi faccio grandi risate. Laura è una grandissima lavoratrice. Quando ho organizzato il concerto benefico per il Libano "I love Beirut" l'ho chiamata 24 ore prima e le ho detto: "Se ti procuro il Colosseo ci vai?". Mi ha detto subito sì e ha lavorato fino alle quattro del mattino. Mi sento molto onorato di fare parte di questo trio perché non sono italiano ma l'Italia e la sua cultura musicale e televisiva mi sono entrate nel cuore. Ho sempre difeso l'idea dell'Europa. Pur avendo passaporto americano. Anche all'epoca dell'Illuminismo e di Victor Hugo quello che è successo è stato possibile grazie all'apertura tra i confini. I tempi più bui dell'Europa sono stati quando c'erano muri alzati. Non a caso la scenografia dell'Eurovision avrà un sole al centro, una grande luce, idea di Francesca (Montinaro, ndr). Un concetto bellissimo".

 

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Americano, libanese, inglese, ma anche un po' italiano, francese: per chi tifa?

"Ho una predilezione per questa canzone norvegese che parla di lupi e banane, molto divertente. Ma sono neutrale, non posso esprimere preferenze. Nei brani ci sono tantissimi suoni orientali. Anche nel nuovo pezzo dell'Ucraina, è una sorta di rap bizantino".

 

Hanno fatto bene ad escludere la Russia?  

"Non avevano scelta, considerando quello che sta succedendo. In una situazione estrema una decisione andava presa. Ci sarà tutta l'Europa, delegazioni di tutti i paesi, come si fa a far finta di niente quando c'è tanta violenza?".  

 

Ha pensato di organizzare un concerto per la pace?

"È molto presto. In piena crisi è difficile dire: andiamo a cantare. Ho sempre paura quando un artista comincia a predicare opinioni sociali o politiche. Cosa può fare il mondo della musica non lo so, so però che deve raccontare quello che sta succedendo, la crisi umanitaria e questi grandi spostamenti. Sono tutti impreparati, non soltanto le persone che si stanno spostando, ma anche i sistemi di accoglienza. È una sfida gigante per l'Unhcr, un'organizzazione che conosco bene e che sta facendo tantissimo. C'è sempre il rischio che tutte queste storie umane diventino solamente statistiche e ci dimentichiamo degli individui. Il nostro compito è provocare empatia".

 

In questi anni sono cambiati i suoi punti di riferimento artistici?

"In questo momento sono Steve Reich, Philip Glass, Frankie Knuckles, Fischerspooner, l’italo disco sconosciuta degli anni 80... Ma la mia grandissima passione è il bebop, per me musica sacra e spirituale. C'è tutta una parte del jazz che parla dell'aspetto spirituale, però nella cultura popolare non si capisce ancora che quella è musica sacra. C’è un legame fra l'idea di un Dio e gli esseri umani. Coltrane lo diceva in continuazione. Con il suo sguardo molto umanista. Anche io sono radicalmente umanista. Sono molto colpito, per esempio, da questa idea di essere un cristiano secolare. Credo in Gesù Cristo, assolutamente sì. L’uomo, il filosofo, l’umanista radicale che ha ricevuto una punizione gigante per i suoi pensieri anti sistema. I vangeli lo hanno reso più mistico, più potente da un punto di vista religioso. Però considerare Gesù Cristo come se fosse un filosofo, un essere umano che ha ricevuto una punizione per i suoi pensieri radicali, ti dà uno sguardo più umanista anche sulla cristianità. Che secondo me nei nostri tempi non è una cosa cattiva da dire: è una cosa molto utile questa idea che non devi confessare a un Dio immaginario ma alla persona accanto a te".  

 

Compone sempre in inglese? E l'Italia l'ha influenzata musicalmente?

"Io compongo in inglese perché scrivo testi e musica allo stesso tempo. Devono arrivare insieme perché secondo me ballano insieme. La musica italiana: è stata una scoperta grandissima la cultura dei cantautori italiani che prima non non conoscevo così tanto, conoscevo la cultura della chanson francese, da Gainsbourg a Moustaki, a Barbara, Trenet, grandissimo. La cultura italiana la conoscevo meno e poi ho scoperto Tenco, Dalla… La storia di Dalla, questa musica molto melodica e la combinazione con un messaggio anche urgente, politico. È una cosa che si è un po’ persa, ma è fondamentale. E poi la poesia e la filosofia estrema della combinazione di immagini e musica di Battiato. Un vero intellettuale pop nel senso bello e vero". 

 

A proposito di artisti italiani, stava preparando uno spettacolo insieme a Dario Fo ma forse è andato perso.  

"C'è una sceneggiatura di questa odd couple che si ritrova mentre fuori c’è il grande diluvio universale. All’inizio era in un appartamento, poi Dario l'ha cambiato. Inizia con un letto e due figure, poi metto la testa fuori io, e c’è anche lui, non riusciamo a dormire. E si scopre che siamo nella zona casalinga dei mobili di un grande Department Store come un Coin, Rinascente, e fuori appunto c'è il diluvio universale. C'è anche la visita di un angelo. Gabriele o Cupido. C’è la sospensione della realtà per confrontare realtà e surrealtà un po’ alla Beckett: un po’ Fo e un po’ Beckett. Era pensata come un'opera di teatro in televisione. Senza pubblico, come una sitcom radicale. Una sfida. Non so se lo vedremo mai".

 

Ripeterebbe l'esperienza televisiva di Stasera CasaMika?

"Quello è stato un miracolo. Molto bella la prima stagione, però anche alcune cose molto molto progressive nella seconda. La seconda stagione era più difficile per il pubblico. Per esempio, c’era questa fiction inserita dentro lo show. Se ci ripenso, chissà come ho fatto a convincere Rai Due a portarmi in Sardegna con una troupe cinematografica per tre giorni per seguirmi per 36 ore con un pastore… perché volevo fare un momento televisivo sui mestieri. E dunque ho detto: cominciamo con il più vecchio lavoro che esiste. E non è la prostituzione, anche se mi piacerebbe anche girare un segmento su quello. Mi sono detto: cominciamo con il pastore. È un mestiere dimenticato, anche se è il più importante. C’era questa sequenza con questo vecchio pastore che ha fatto il pastore da solo dall'età di 9 anni. E lui, quasi ottant’anni, dice: noi non contiamo niente, io sono seduto qua e so che il mondo se ne frega completamente di me. Inserire momenti così nella televisione popolare commerciale secondo me è una figata. Mi piacerebbe rifarlo. Secondo me però i tempi sono cambiati. I love Beirut ne è la prova. E l'evento del Pride che ho fatto per Indeed ha avuto dei contatti individuali di oltre 100 milioni di persone. Il mondo sta cambiando ed esistono spazi per quei tipi di progetti, un progetto di nicchia può avere un pubblico enorme. E non parlo solo delle piattaforme che esistono, c’è molto di più".

 

:italia:

Come sarà la colonna sonora?

 

"È un film francese su un piccolo ragazzo di 11 anni che fa un viaggio dal Marocco in tutto il deserto del Sahara fino ad Abu Dhabi.

E io devo accompagnare questo viaggio con 60-65 minuti di musica. Mi sono chiesto 50.000 volte: come si fa una cosa del genere? Come faccio tutto, come se fosse una scultura. Andrò con una 4x4 con il mio zaino e il mio assistente fonico a visitare queste tribù e a capire cos'è questa musica che non si può scrivere e non esiste scritta, va catturata e per capire devi viverla, vibrarla. Faremo questi field recordings con vari musicisti, per poi prendere queste informazioni e farle diventare una colonna sonora di un film anche con un'orchestra sinfonica. Non volevo fare questo errore gigante di cercare di scrivere la musica di una cultura dove la scrittura della musica non esiste. Parliamo di una zona che non è influenzata o contaminata dall'ovest. Se andiamo verso Tangeri lì c’è l’influenza dell’Andalusia ma arrivando dai Berberi le influenze sono dell’Africa profonda, ci sono anche legami con la musica del Congo. L’importante è non fare suonare all'orchestra sinfonica di Parigi o di Londra cose arabeggianti come fosse Aladdin".  

 

:uk:

What will the soundtrack be like?

 

"It's a French film about a little 11-year-old boy who travels from Morocco across the Sahara Desert to Abu Dhabi.

And I have to accompany this journey with 60-65 minutes of music. I've asked myself 50,000 times: how Do you do such a thing? How do I do everything, as if it were a sculpture. I will go with a 4x4 with my backpack and my sound assistant to visit these tribes and to understand what this music is that cannot be written and does not exist written , it has to be captured and to understand it you have to live it, vibrate it. We will do these field recordings with various musicians, and then take this information and turn it into a movie soundtrack even with a symphony orchestra. I didn't want to make this giant mistake of trying to write the music of a culture where the writing of music does not exist. We are talking about an area that is not influenced or contaminated by the west. If we go to Tangier there is the influence of Andalusia but coming from the Berbers the influences are from Afr There are also links with Congo music. The important thing is not to let the symphony orchestra of Paris or London play Arabic things like Aladdin ".

 

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INSTAGRAM

https://www.instagram.com/p/CXtxuqOMhHK/

 

Se Réunir est un Debut, rester ensemble est un progrès, travailler ensemble est la réussite.
C’est au travail d’équipe qu’en revient le mérite

That’s Wrap for *TEHU* 🎬🎬
Big Thanks to all Members of the Film Crew. All of you were Amazing.

.
#portrait #picoftheday #picture #smile #crew #equipe #film #filmphotography #photography #photo #photooftheday #love #lovemyjob #tehu #azizlechgar #amazing #cinema #cinematography #face #instagram #instagood #followforfollowback #art #beautiful #wrap #tournage #actor #comedien #tbt #happydope
 
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5 hours ago, Kumazzz said:

INSTAGRAM

https://www.instagram.com/p/CXtxuqOMhHK/

 

Se Réunir est un Debut, rester ensemble est un progrès, travailler ensemble est la réussite.
C’est au travail d’équipe qu’en revient le mérite

That’s Wrap for *TEHU* 🎬🎬
Big Thanks to all Members of the Film Crew. All of you were Amazing.

.
#portrait #picoftheday #picture #smile #crew #equipe #film #filmphotography #photography #photo #photooftheday #love #lovemyjob #tehu #azizlechgar #amazing #cinema #cinematography #face #instagram #instagood #followforfollowback #art #beautiful #wrap #tournage #actor #comedien #tbt #happydope
 
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Thanks Eriko @Kumazzz for assembling the various bits and pieces about "Tehu" in one thread. 😊

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Actress

Alexandra Lamy  as a camel veterinarian in TEHU.

 

Her INSTAGRAM account is

alexandralamyofficiel

 

 

On 8/15/2022 at 10:46 AM, Kumazzz said:

Midi Libre

https://www.midilibre.fr/2021/10/02/alexandra-lamy-prepare-son-prochain-role-en-rendant-visite-a-des-dromadaires-a-frontignan-9826137.php

 

:france:

Alexandra Lamy prépare son prochain rôle en rendant visite à des dromadaires à Frontignan


La comédienne est venue visiter l’élevage de dromadaires de Coralie Le Meur à Frontignan pour préparer son prochain rôle.

Visite de prestige ce mercredi 29 septembre pour Coralie Le Meur, l’éleveuse de dromadaires sur les flancs de la Gardiole à Frontignan. La jeune femme a, en effet, rencontré la comédienne Alexandra Lamy. La Gardoise est venue y préparer son futur rôle. "Elle sera une vétérinaire de dromadaires, confie Coralie Le Meur. Elle est donc venue se familiariser avec les bêtes, les manipuler. Elle a aussi appris quelques mots du vocabulaire de chamelier. Au début, elle était impressionnée puis finalement cela s’est très bien passé."
Le tournage va commencer

Alexandra Lamy va donc participer au tournage de Téhu, d’Éric Barbier. Une histoire autour d’un jeune champion de course de dromadaires qui sera épaulé par la vétérinaire de ses bêtes pour arriver à gagner les plus grandes épreuves.

 

:uk:

Alexandra Lamy is preparing for her next role by visiting camels in Frontignan


The actress came to visit Coralie Le Meur's camel farm in Frontignan to prepare for her next role.

Prestigious visit this Wednesday, September 29 for Coralie Le Meur, the camel breeder on the slopes of the Gardiole in Frontignan. The young woman has, in fact, met the actress Alexandra Lamy. La Gardoise came to prepare for her future role. “She will be a camel veterinarian, says Coralie Le Meur. So she came to familiarize herself with the animals, to handle them. She also learned a few words of camel driver vocabulary. fine."
The shooting is about to start

Alexandra Lamy will therefore participate in the filming of Téhu, by Éric Barbier. A story around a young camel racing champion who will be supported by the veterinarian of his animals to succeed in winning the greatest events.

 

INSTAGRAM

https://www.instagram.com/p/CUaU44moRag/

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Actress

Nadia Benzakour

 

Her INSTAGRAM account is

 

https://www.instagram.com/p/CXOoA5fqSkL/

New character, #proud#Berber#Cinema#filmfrancais#frenchmovies

………TEHU, a film directed by Eric Barbier

 

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https://www.instagram.com/p/Cd1XGOmqAsZ/

 

A new amazing feature film with my friend , the great @youssefhajdi , the lovely and gifted @alexandralamyofficiel and the new wonder kid of the French cinema @yassirdriefofficial_ coming soon in French theatres!

Thank you #Ericbarbier !

#frenchcinema #actress #talent #onset🎥🎬 #postproduction #adventure #drama #french #tehu

 

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Actor

Said Bey

 

His INSTAGRAM is

saidbeyofficiel

 

https://www.instagram.com/p/CWl_u30Iqs0/

Avec Le jeune talentueux #Yassir_Drief qui joue le premier rôle dans le film Tehu de #Éric Barbier
الطفل الموهبة ياسر الضريف الذي يلعب دور البطولة في الفيلم الفرنسي Tehu
#saidbey #said_bey

 

 

 

 

https://www.instagram.com/p/CcWTXMCoq8N/

 

C'est dans la boîte !
Le film Tehu a enfin une vrais fin de tournage.
Heureux d'être dans cette aventure.
@youssefhajdi @alexandralamyofficiel #Éric Barbier #Thierry Arbogast

 

 

 

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  • dcdeb changed the title to Mika Composes Soundtrack for New Film "TEHU"
22 hours ago, Kumazzz said:

Actor

Said Bey

 

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Avec Le jeune talentueux #Yassir_Drief qui joue le premier rôle dans le film Tehu de #Éric Barbier
الطفل الموهبة ياسر الضريف الذي يلعب دور البطولة في الفيلم الفرنسي Tehu
#saidbey #said_bey

 

 

 

 

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C'est dans la boîte !
Le film Tehu a enfin une vrais fin de tournage.
Heureux d'être dans cette aventure.
@youssefhajdi @alexandralamyofficiel #Éric Barbier #Thierry Arbogast

 

 

 

 

SNRT news

https://snrtnews.com/article/39668

باي سعيد بتجربة الفيلم الفرنسي "Tehu"

نمط الحياة

15/04/2022 - 23:59

SNRTnews

 

باي سعيد بتجربة الفيلم الفرنسي "Tehu"

الممثل سعيد باي | خاص

أعلن الممثل سعيد باي عبر "إنستغرام" عن نهاية تصوير الفيلم السينمائي "Tehu"، الذي أشرف على إخراجه إريك باربيي، وصورت أحداثه بمدينة ورزازات جنوب المملكة.

نشر الممثل سعيد باي فيديو على حسابه الرسمي على "إنستغرام"، أعرب فيه عن سعادته بنهاية المغامرة الفنية التي خاضها رفقة المخرج إريك باربيي وطاقم الفيلم السينمائي "Tehu".

 وكان باي صور هذا الفيلم السينمائي الفرنسي بمدينة ورزازات، وجسد فيه دور أحد أعضاء عصابة، تسعى لسرقة الجمل الصغير الذي يحمل اسم "Tehu" ويمتلكه طفل صغير، لسرعته وتفوقه في انتزاع الألقاب في سباقات الجمال.

يجدر بالذكر أن فيديو سعيد باي حقق أزيد من 5000 مشاهدة وما يفوق 500 علامة إعجاب، من قبل معجبيه ومتابعي حسابه الرسمي على "إنستغرام".

 

 

:uk: Google translator

 

Bey is happy to try the French movie "Tehu"
 

Lifestyle

15/04/2022 - 23:59

 

Actor Said Bey | Special

 

Actor Said Bey announced via "Instagram" the end of filming the movie "Tehu", which was supervised by Eric Barbie, and its events were filmed in the city of Ouarzazate in the south of the Kingdom.

Actor Said Bey published a video on his official account on "Instagram", in which he expressed his happiness at the end of his artistic adventure, accompanied by director Eric Barbie and the crew of the movie "Tehu".

 

 Bey had filmed this French movie in the city of Ouarzazate, in which he embodied the role of a gang member seeking to steal the little camel called "Tehu" owned by a young child, for its speed and superiority in winning titles in camel races.

It is worth noting that Saeed Bey's video has achieved more than 5,000 views and more than 500 likes, by his fans and followers of his official account on "Instagram".

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  • 4 weeks later...
20 minutes ago, mellody said:

I wonder if this is for Mika's soundtrack? (Story by his French manager) https://instagram.com/stories/marchernandez_/2925532063655094011?igshid=MDJmNzVkMjY= 

 

I think it is, too...:das:

 

Meilleur façon de démarrer la semaine.
Enregistrement symphonic. @ondif

 

Best way to start the week.
Symphonic recording. @ondif

 

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5 hours ago, mellody said:

I wonder if this is for Mika's soundtrack? (Story by his French manager) https://instagram.com/stories/marchernandez_/2925532063655094011?igshid=MDJmNzVkMjY= 

 

Oh my God, yes it could be 😍 Why not? that's the Ile de France national orchestra. Can't wait to hear this soundtrack next year. 

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  • dcdeb changed the title to Mika Composes Soundtrack for New Film "Princes of the Desert" (formerly "TEHU")

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